Contrappunti/ Internet al verde? Da quando?

di Massimo Mantellini. Chi va in rete deve pagare una connessione internet ma se lo fa per leggere le news a chi deve consegnare l'obolo? Al provider? La proposta di Luciano (IlNuovo) non coglie il punto. eContenuti italiani si agitano

Contrappunti/ Internet al verde? Da quando?Roma - Sergio Luciano, il direttore de Il Nuovo in un lungo editoriale di qualche giorno addietro, fa il punto sulla situazione dello sviluppo della rete in Italia, sulle possibili future prospettive di una rete a pagamento per i contenuti e sulle difficoltà in cui si dibatte la pubblicità online.

La prima impressione è che si tratti di un contributo interessante, a metà però fra l'analisi e l'invocazione. Del resto il progetto diretto da Luciano può essere considerato un esempio di una certa maniera di "fare Internet": la discesa in campo di nuovi soggetti alla ricerca di uno spazio economico e di visibilità al di fuori dei vecchi canali distributivi dell'informazione, in un esperimento di quotidiano-solo-web che, nato con velleità e investimenti principeschi, naviga oggi "a vista" assai ridimensionato e con molti miliardi di passivo.

E tuttavia colpiscono nell'analisi di Luciano non tanto le conclusioni a cui giunge (la necessità di trovare al più presto una forma di sostentamento economico per i contenuti online) quanto le premesse da cui parte. Scrive infatti il direttore de Il Nuovo, constatando che il numero di internauti è in costante aumento e che il mercato della pubblicità cartacea è di molti miliardi superiore a quello dell'advertising online pur con un bacino di utenza assai inferiore: "Com'è possibile questo assurdo, che sta pian piano minacciando la sopravvivenza di tutti gli operatori Internet? Tanto successo di pubblico, nessun successo di cassa?"
Le cause individuate per questa anomalia sono quattro ma mentre tre di queste sono note a tutti e mille volte dibattute (la fine del free, lo scarso amore per internet da parte dei pubblicitari ed i problemi di crescita dell'e-commerce) la quarta ha invece connotati di originalità molto più importanti.

Secondo Luciano le compagnie telefoniche che guadagnano sulle connessioni alla rete dei navigatori, dovrebbero corrispondere ai fornitori di contenuti una parte dei loro incassi: "Chi va su Internet, insomma, non ci va per il piacere di tenere occupata la linea ma per scaricare posta elettronica, cercare informazioni, leggere news eccetera. Sarebbe logico che i costi sostenuti dal navigatore per questa sua permanenza su Internet premiassero in parte le compagnie di telecomunicazioni - che veicolano il traffico - ma in parte anche i fornitori di servizi (tipo le e-mail) e di contenuti (tipo ilnuovo.it)."

Mi permetto a questo punto di dissentire. Quanto ai fornitori di servizi ( per esempio le società che forniscono indirizzi di posta elettronica supplementari quali hotmail) essi già da qualche tempo hanno iniziato a considerare la possibilità di rendere a pagamento ciò che prima offrivano gratuitamente. Immagino che a nessuno di questi soggetti sarà mai venuto in mente di guadagnare soldi ricavando una percentuale dalla connessione alla rete dei loro utenti. Per quanto attiene invece ai fornitori di contenuti informativi come Il Nuovo (o Punto Informatico, perchè no?) anch'essi credo sarebbero felici di continuare a fornire gratuitamente ciò che producono cibandosi delle briciole delle Telco.

Resta da capire dove porterebbe una idea del genere: è ipotizzabile che ogni piccolo spicchio del web possa avere un costo? E le homepage personali e i blog e i siti amatoriali che evidentemente per Luciano sono realtà trascurabili di Internet? E i gruppi di discussione e le mailing list? Che facciamo, paghiamo un fagiolino per ogni contatto che raggiungiamo in rete? E se il nostro web preferito è a Formosa che facciamo? Chiediamo a Telecom Italia di mandare il nostro soldino in estremo oriente?

Con tutta la buona volontà non riesco ad immaginare che un sistema del genere possa avere anche minimi spazi di applicabilità, anche se immagino (perfidamente) che forse Luciano ridurrebbe il numero dei soggetti beneficianti di una percentuale sul traffico a quanti producano contenuti ufficiali e bollinati.
Ma tant'è, se anche le compagnie telefoniche si trasformassero in soggetti benefici, rinunciando a fette grandi o piccole dei propri introiti, e perfino se i router diventassero piccoli ragionieri che distribuiscono denaro fra i vari indirizzi IP della rete, una idea del genere rimarrebbe ugualmente senza senso.

Il Nuovo è un ottimo sito web ed il suo direttore un giornalista di provata esperienza, ma evidentemente tutto ciò non basta. I dodici milioni di navigatori della rete italiana (molti meno in realtà) pagano consapevolmente un ISP per poter accedere alla rete ed il grande successo dei fornitori di connettività (in definitiva di un paio di grandi soggetti che giusto in questi giorni l'Authority sta accusando di posizione dominante) è - a ben vedere - il successo della rete Internet stessa. Che è una rete commerciale a definizione limitata.

Così una volta online, appena terminato l'handshaking del modem, è come se ognuno di noi avesse appena oltrepassato una porta. La differenza è che per Sergio Luciano noi staremmo "entrando" da qualche parte, mentre dal nostro punto di vista siamo invece, a tutti gli effetti, appena "usciti". Quella del direttore de Il Nuovo potrebbe quindi forse essere definita una reazione da spaesamento: quella di chi è convinto di essere in un posto e invece se ne sta seduto in un altro.

Recinti il Nuovo un piccolo spazio del www, lo protegga con una password ed inizi - come del resto ha già annunciato di voler fare - a proporre i propri contenuti a pagamento: siamo certi che nessuno troverà nulla da obiettare. Noi da parte nostra ci proponiamo come futuri possibili sottoscrittori.

E nonostante ciò, la sensazione di disorientamento cui accennavamo prima resta. Internet è al verde - ci dice per concludere il suo editoriale il Direttore de Il Nuovo - e ancora una volta si ha la sensazione che, per un minimo delitto di confusione, si definisca Internet qualcosa che con Internet ha davvero poco a che fare.

Massimo Mantellini
Manteblog
64 Commenti alla Notizia Contrappunti/ Internet al verde? Da quando?
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  • Ecco cosa succede. Al web hanno voluto applicare dei metodi e dei concetti che non gli appartengono. Hanno preteso di applicare pedissequamente lo stesso metodo pubblicitario che si applica su quotidiani, riviste, etc... E non funziona. Non può funzionare. Per caso qualcuno di voi si sente IN OBBLIGO di leggersi tutte le pubblicità di una rivista? O di comprare UNO dei prodotti pubblicizzati da un quotidiano? Allora perchè mai sul web dovrebbe essere diverso? Perchè ci si dovrebbe sentire in obbligo di 'cliccare' un banner pubblicitario? Se il banner mostra informazioni che POTREBBERO destare il mio interesse clicco altrimenti no. Cosa pretenderebbero di ottenere? Un incremento delle vendite dopo aver esposto un bannerino? Un sacco di gente c'ha lasciato 'le penne', economicamente parlando, perchè chissà cosa ha creduto. Gente che non ha capito da cosa e chi è composta internet. Leggere un quotidiano? Entro in un bar, prendo un caffè e ne leggo 5! Vogliamo tassare i baristi per questo? Però una voce interiore, che mi spaventa un po', mi indica dove vorrebbero arrivare... La proposta di legge per la 'regolarizzazione' dei siti è un passo avanti verso questo finale... Si comincia col definire 'chi fa' informazione e 'chi no' e si finisce per spartirsi la torta. Non vorrei che venisse creata una sorta di SIAE digitale dei contenuti... Sappiamo tutti come funziona lì... In pochi si spartiscono ciò che dovrebbe essere di molti. Sono sempre i vecchi metodi che vengono riesumati, nulla di nuovo sotto il sole. I metodi di gente che, siccome crede di fare un lavoro che sta due spanne sopra agli altri, vorrebbe vedersi RICONOSCIUTO in modo *tangibile* l'alto impegno proffuso. Il nuovo, come repubblica, nella versione online non sono altro che la ribattitura delle notizie ANSA. Quasi sempre riportano le stesse notizie, anche le più insignificanti, semplici 'clonazioni' di una unica fonte. E vorrebbero pure essere pagati perchè sarebbero 'giornalisti' questi signori. Fanno la funzione che GRATIS fa una fotocopiatrice.
    Mi fanno ridere ed al contempo paura questi sognori, perchè alla fine hanno nelle mani degli strumenti di pressione che neppure immaginiamo. Sono IGNORANTI, perchè NON CAPISCONO NE' CONOSCONO come funzioni internet. Volete farvi pagere? Come viene giustamente suggerito basterebbe realizzare il sito con accesso protetto, solo per i 'paganti'. Invece no! Loro vorrebbero poter GUADAGNARE a colpo sicuro, un fisso possibilmente, direttamente dalla connessione degli italiani. Quello 'stipendio sicuro' che sta tanto caro agli italiani. Abituati come sono alle sovvenzioni statali non ci pensano un attimo ad accarezzare l'idea di continuare a vivere nello stesso modo di prima... Non si sforzano neppure di concepire in quali difficoltà tecniche ci si imbatterebbe nell'applicare l'insana idea di 'spartirsi' il costo della connessione. Eppure la soluzione è semplice, semplicissima, ancora più semplice del sito con password. Volete 'VENDERE' le vostre informazioni? E' SEMPLICISSIMO! Sono orami TANTI gli operatori di telefonia che offrono la possibilità di COMPRARE numeri di connessione alla rete (connessione alla quale pensano loro) ed abbinare i SITI con chi naviga con gli IP forniti da tale connessione. In parole più semplici il gestore vende dei numeri di telefono che connettono alla rete. Chi compra tali numeri fa il sito (o anche solo una parte del sito, quella a pagamento) in modo che SOLO chi ha gli IP forniti da tale connessione può entrare. Chi vende il numero guadagna una certa percentuale e la restante è di chi tale numero l'ha comprato/affittato. Una semplicità disarmante. A Il Nuovo basterebbe creare una paginetta, accessibile da tutti ad internet, con qualche notiziola, giusto per incuriosire e la restante parte invece accessibile solo a chi si connette alla sua free internet. Guadagnerebbero DA CHI REALMENTE VUOLE LEGGERSELO. Ovvero sottostarrebbero alle normali leggi di mercato. Invece hanno la presunzione di pensare che se non ci fosse il loro sito gli internauti non navigherebbero! E probabilmente contano di convincere non solo NOI miseri internauti, ma soprattutto chi sta nel 'posto giusto'.
    non+autenticato
  • Quello che ha scritto il direttore de "Il Nuovo" non è fattibile, ma non credo che lui pensi il contrario, questa sua idea è nata da ciò che si prova a non essere ripagati per ciò che si fa. Certamente molti di voi ogni santo giorno comprano un quotidiano in edicola e spendono un determinato tot di cash per averlo. All'interno di ciò che ognuno paga per quel quotidiano, si pagano diverse persone: l'edicolante, il corriere, ecc ecc fino ai giornalisti. Ecco, su internet ciò non accade. Ognuno di noi leggendo dei quotidiani online (come anche Punto-Informatico), paga solo la trasposizione dell'edicolante, che è poi il provider. E ci sentiamo a posto, in fondo paghiamo. Qualcuno dice che senza Il Nuovo si andrebbe avanti lo stesso: mai messo in dubbio. Anche senza "Il Corriere Della Sera" in edicola si vivrebbe lo stesso, ma cominciamo a togliere tutti i quotidiani, tutti i settimanali e i periodici. Rimarrà solo l'edicolante, l'unico che noi paghiamo e che ovviamente non pagheremo più perché mancano i contenuti. Ovvio che ciò non succederà mai, ma è una forma di egoismo sentirsi in diritto di non pagare chi lavora davvero per "riempire" internet. Se poi qualcuno mi viene a dire che erano meglio l'internet di una volta, beh, è come se uno mi viene a dire che è meglio la birreria sotto casa in cui ci si raccontano un po' di storielle, che il quotidiano appena comprato: non hanno niente in comune.
    non+autenticato
  • Salve a tutti, mi viene da sorridere il fatto che non molto tempo fa, parlando con mio padre che vedeva per la prima volta internet avesse una idea di questa proprio come questi signori, fino a che gli ho spiegato bene che una cosa del genere fosse totalmente impraticabile!!

    Pero' su un punto eravamo d'accordo:

    Le societa' che vendono abbonamenti (provider)
    ti danno la possibilita' di navigare su internet, ma badate bene, usufruiscono di un valore aggiunto che non gli appartiene, ovvero i contenuti di internet forniti da chiunque altro!!!

    Se non ci fossero i contenuti, non ci sarebbe necessita' di vendere un abbonamento!!

    La cosa e' molto strana, ma essendo internet uno strumento, a mio avviso che deve esere alla portata di tutti per le proprie peculiarita', farei gratis anche i collegamenti!!!
    L'appiattimento economico di internet e' solo agli inizi!!
    Tanto e comunque, tutte, prima o poi svaniranno come una bolla d'aria o si ridimensioneranno di molto.


    non+autenticato
  • leggo dal sito/notizia citato/a:

    "E quindi su Internet capita il paradosso che capiterebbe sulla terra ferma se il signor Rossi, per andare in auto da Roma a Milano, dovesse sì pagare il pedaggio autostradale (la bolletta telefonica) ma non la benzina, nè l'automobile! "

    L'esempio va fatto come si deve.
    Altrimenti tutti possiamo dimostrare ciò che vogliamo costruendo un esempio fasullo.

    Pedaggio = Abbonemanto al provider tradizionale oppure percentuale inclusa in quello dei cosiddetti provider free

    Benzina = corrente elettrica di casa mia, la pago eccome; + aggiungo che il tempo pasato conneso lo pago ed è quella la benzina; la pago eccome!

    L'automobile è il mio pc. L'ho pagato e come non pagherei ogni volta l'auto per fare un viaggio, così ho pagato una volta il mio pc. Quindi anche l'automobile è pagata.

    il contenuto a cui accede il signor Rossi poi può essere gratuito perché nel mondo esistono mille cose che tutto noi facciamo e sono gratuite, mille persone con le quali parliamo, mille luoghi da visitare... e tutto questo è gratis e se qualcuno osasse pensare di farcelo pagare ci incazzeremmo tutti.
    A volte queste cose non sono il cosiddetto "patrimonio dell'umamità" ... a volte sono semplici rapporti umani ... o persone che danno perché gli va di dare.
    Internet nasce spesso dall'apporto di queste persone.
    Che pur di dare, a volte pagano addirittura. Come chi suona, a volte, si paga la strumentazione e tutto e non chiede nulla in cambio agli avventori.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Cavallo GolOso
    > leggo dal sito/notizia citato/a:
    >
    > "E quindi su Internet capita il paradosso
    > che capiterebbe sulla terra ferma se il
    > signor Rossi, per andare in auto da Roma a
    > Milano, dovesse sì pagare il pedaggio
    > autostradale (la bolletta telefonica) ma non
    > la benzina, nè l'automobile! "
    >
    > L'esempio va fatto come si deve.
    > Altrimenti tutti possiamo dimostrare ciò che
    > vogliamo costruendo un esempio fasullo.
    >
    > Pedaggio = Abbonemanto al provider
    > tradizionale oppure percentuale inclusa in
    > quello dei cosiddetti provider free
    >
    > Benzina = corrente elettrica di casa mia, la
    > pago eccome; + aggiungo che il tempo pasato
    > conneso lo pago ed è quella la benzina; la
    > pago eccome!
    >
    > L'automobile è il mio pc. L'ho pagato e come
    > non pagherei ogni volta l'auto per fare un
    > viaggio, così ho pagato una volta il mio pc.
    > Quindi anche l'automobile è pagata.
    >
    > il contenuto a cui accede il signor Rossi
    > poi può essere gratuito perché nel mondo
    > esistono mille cose che tutto noi facciamo e
    > sono gratuite, mille persone con le quali
    > parliamo, mille luoghi da visitare... e
    > tutto questo è gratis e se qualcuno osasse
    > pensare di farcelo pagare ci incazzeremmo
    > tutti.
    > A volte queste cose non sono il cosiddetto
    > "patrimonio dell'umamità" ... a volte sono
    > semplici rapporti umani ... o persone che
    > danno perché gli va di dare.
    > Internet nasce spesso dall'apporto di queste
    > persone.
    > Che pur di dare, a volte pagano addirittura.
    > Come chi suona, a volte, si paga la
    > strumentazione e tutto e non chiede nulla in
    > cambio agli avventori.

    ottimo thread, concordo in pieno
    non+autenticato


  • - Scritto da: Cavallo GolOso
    >
    > L'esempio va fatto come si deve.
    > Altrimenti tutti possiamo dimostrare ciò che
    > vogliamo costruendo un esempio fasullo.

    Concordo anche io. Il paragone azzeccato secondo me è questo (come dicevo qualche thread + in basso): sarebbe come se i venditori di ricambi x auto regalassero la loro merce, ma poi pretendessero dai benzinai una percentuale sugli incassi...!
    I benzinai ovviamente x fare fronte alla cosa aumenterebbero subito i prezzi.
    non+autenticato
  • Perche' il direttore de Il Nuovo non pensa prima a migliorare i contenuti del suo giornale?

    Leggo da quel sito mediamente 5/6 articoli al giorno e quotidianamente almeno una volta mi trovo di fronte a errori madornali di ortografia, frasi lasciate a metà, paragrafi ripetuti, ecc...

    Preferisco allora abbonarmi a Repubblica (vivo all'Estero e qui il giornale cartaceo costa 3 volte il prezzo italiano) Online e avere un servizio di qualità.

    E con il broadband come la mettiamo? E come dividiamo i fornitori degni di un tale "contributo telecom" da quelli che distribuiscono spazzatura?

    Come dice Martellini, che mettano tutto a pagamento e poi saranno affari loro...
    Solo perché sono alle cozze non significa che occorra fare una rivoluzione per il buco che hanno fatto...
    non+autenticato
  • > Preferisco allora abbonarmi a Repubblica
    > (vivo all'Estero e qui il giornale cartaceo
    > costa 3 volte il prezzo italiano) Online e
    > avere un servizio di qualità.

    concordo 100% un servizio di qualità lo puoi fare pagare, invece Il Nuovo è poco più dell'ANSA, anzi poco meno, perché l'Ansa almeno non ha problemi di obbiettività. E nessuno pagherebbe mai un loro servizio a valore aggiunto, perché non ne hanno, semplicemente.

    vogliono vivere gratis, beh, taglino i costi. PI dimostra che si può fare un gran giornale online gratis senza pagare.

    visto che vivi all'estero ti consiglio un buon giornale che offre tutti i contenuti dell'edicola Gratis, Il Manifesto, purtroppo impaginati malissimo, ma almeno propongono tutte le notizie.

    Esempio invece da ammirare veramente è Il Giornale di Brescia, realtà piccola ma che propone il giornale intero in PDF gratis.

    PS
    Repubblica.it mi piace ma trovo autoritaria la loro impaginazione, pochi interattivi i contenuti, e scarsissimo il dialogo con gli utenti (un po' di forum, fatti bene, non quelle porcherie che hanno adesso, non guasterebbero affatto)
    non+autenticato
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