Come guadagnare con la NetTV

di Tommaso Tessarolo - Al di lÓ di chi ci lavora per edonismo, voglia di condivisione o esibizionismo, chi volesse farla cercando di sbarcare anche il lunario, che cosa deve fare? Gli esempi non mancano

Roma - Quasi sempre quando parlo di Net TV con le persone che incontro, mi trovo di fronte ad un grande interesse e molta attenzione, per un fenomeno che bene o male tutti hanno avuto modo di sentire. TV, giornali, riviste si sono riempite rapidamente di foto ed articoli su YouTube&Co, arrivando a far discutere della questione anche personaggi molto lontani dalle tecnologie e dal web. E meno male, è un buon segno. Però, di frequente, mi capita alla fine dei discorsi di vedere in chi mi sta di fronte sempre la stessa espressione: sopracciglio inarcato, bocca storta ed un leggero sospiro. Il pensiero è costantemente lo stesso: "Sì, ma poi cosa ci faccio con questa Net TV? Mentos e Coca Cola tutta la vita? E poi, soprattutto, come ci si fanno i soldi?".

Non c'è dubbio che la sostenibilità del modello Net TV sia ancora tutta da dimostrare, soprattutto qui in Italia. Il dibattito si è riacceso nuovamente in questi giorni dopo la pubblicazione di in uno studio realizzato da Screen Digest. Le stime sono come al solito incoraggianti: entro il 2010 oltre la metà del tempo speso a guardare video su web sarà dedicato a contenuti generati dagli utenti. Peccato che questa enorme somma di tempo raccoglierà solo il 15% dei ricavi Internet.

La ricerca però è, come spesso accade, rivolta a soggetti come YouTube, DailyMotion, Reever, ovvero a tutte quelle aziende che offrono un servizio web per lo sharing di video. Loro il modo di fare soldi lo dovranno trovare. La pubblicità, la vendita di contenuti, l'affitto della piattaforma sono tutte possibili fonti di ricavo ma non sembrano presupposti sufficienti a far credere che tutti continueranno ad esistere, figuriamoci a prosperare.
Questo per chi "distribuisce". Quasi mai, però, si concentra l'attenzione sui famosi "utenti", quelli che dovrebbero generare preziosi contenuti. Al di là di chi lo fa per piacere, edonismo, voglia di condivisione o manie di esibizionismo chi lo volesse fare "sul serio", cercando di sbarcare anche il lunario, che cosa deve fare? La Net TV rischia di essere percepita solo come una bella teoria, un movimento che viene da lontano e che qui da noi prenderà tardi, poco e male. Senza spendere parole inutili su teorie e tecniche del Podcasting Video (di guide, consigli e profezie è piena la rete) vorrei invece raccontare due casi che mi è capitato di incrociare negli ultimi tempi grazie delle segnalazioni sul mio blog. Due casi che possono far capire in che modo possa operativamente muoversi chi è intenzionato a provare una "avventura" in questo nuovo, più che concreto, settore.

Il primo caso è quello di Geek-Geek, una produzione indipendente realizzata ed interpretata da Flavio e Sikkolo (tra gli altri). Per il momento hanno realizzato due divertentissimi cortometraggi, sulla vita, le avventure e gli amori di due perfetti Geek. Assolutamente da non perdere, due corti di culto realizzati con grande classe. I temi trattati possono forse interessare solo gli addetti ai lavori e gli "addicted" del mondo web e games. Ma lo stile narrativo, l'ironia ed il divertimento che ne consegue rendono i due corti godibili da chiunque (anche per i genitori preoccupati con adolescenti sempre chiusi nelle loro stanza). Parlando di soldi Flavio e Sikkolo in una auto-intervista non lasciano dubbi all'interpretazione.
18 Commenti alla Notizia Come guadagnare con la NetTV
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  • ....vedere il mio collega intervistato su punto-informatico mi fà una certa impressione!

    aiutoooooooo!
    i geek ci conquisteranno!
    non+autenticato
  • i casi citati non c'entrano nulla con la net-tv.
    Almeno se con questo termine vogliamo definire una televisione con un suo palinsesto che va in onda sulla rete (you tube per dire non c'entra una mazza con la net-tv, perché una specie di cassonetto dove ciascuno rovista per trovare qualcosa di interessante).

    Il modello di cui si dovrebbe discutere piuttosto è una net tv che permetta l'autosostentamento economico.

    Girare film con gli animali, belle ragazze e autorpodurre corti o film, sono cose sporadiche, possono anche essere valide ma, ripeto, non è net-tv.

    Mi pare abbastanza ovvio che una net-tv seria non la può fare una persona sola, o due amici nei ritagli di tempo 1 volta al mese. Ci vuole una programmazione seria, almeno di qualche ora giornaliera, e contenuti autoprodotti interessanti.

    La via per produrre tutto questo è anzitutto un progetto editoriale e l'aggregazione di autori diversi. In questo senso la rete è perfetta.

    Produrre contenuti interessanti però costa fatica, servono soprattutto intelligenze. Le barriere tecnologiche invece sono pressoché abbattute, chiunque può girare un'inchiesta con un telefonino e poi montarsela al pc.

    Infine resta il problema fondamentale: chi paga tutto questo? La net-tv coi limiti attuali di banda, e quindi con poche persone che possono collegarsi contemporaneamente, credo sia ancora troppo poco appetibile, anche se gli esperimenti di streaming p2p sembrano avero risolto o limitato il problema.

    Uno sponsor tradizionale paga per essere visto, quindi chiede tendenzialmente un pubblico piuttosto vasto. Una net tv italiana può ambire a questo? Temo di no. Magari un domani chissà...

    Se i soldi non li caccia lo sponsor tradizionale, allora li deve cacciare l'utente, ma questo è anche piu difficile perché la gente è abituata "al gratis" e sarebbe disposta a pagare solo per cose VERAMENTE interessanti.

    A mio modo di vedere, gli argomenti ideali dovrebbero essere cose divertenti ma anche utili: informazione, attualità, inchieste, didattica eccetera.

    http://www.aghost.wordpress.com/
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    Modificato dall' autore il 19 gennaio 2007 16.17
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  • - Scritto da: aghost
    > i casi citati non c'entrano nulla con la net-tv.
    > Almeno se con questo termine vogliamo definire
    > una televisione con un suo palinsesto che va in
    > onda sulla rete (you tube per dire non c'entra
    > una mazza con la net-tv, perché una specie di
    > cassonetto dove ciascuno rovista per trovare
    > qualcosa di
    > interessante).
    >
    > Il modello di cui si dovrebbe discutere piuttosto
    > è una net tv che permetta l'autosostentamento
    > economico.
    >
    > Girare film con gli animali, belle ragazze e
    > autorpodurre corti o film, sono cose sporadiche,
    > possono anche essere valide ma, ripeto, non è
    > net-tv.
    >
    > Mi pare abbastanza ovvio che una net-tv seria non
    > la può fare una persona sola, o due amici nei
    > ritagli di tempo 1 volta al mese. Ci vuole una
    > programmazione seria, almeno di qualche ora
    > giornaliera, e contenuti autoprodotti
    > interessanti.
    >
    > La via per produrre tutto questo è anzitutto un
    > progetto editoriale e l'aggregazione di autori
    > diversi. In questo senso la rete è perfetta.
    >
    >
    > Produrre contenuti interessanti però costa
    > fatica, servono soprattutto intelligenze. Le
    > barriere tecnologiche invece sono pressoché
    > abbattute, chiunque può girare un'inchiesta con
    > un telefonino e poi montarsela al pc.
    >
    >
    > Infine resta il problema fondamentale: chi
    > paga tutto questo? La net-tv coi limiti attuali
    > di banda, e quindi con poche persone che possono
    > collegarsi contemporaneamente, credo sia ancora
    > troppo poco appetibile, anche se gli esperimenti
    > di streaming p2p sembrano avero risolto o
    > limitato il problema.
    >
    >
    > Uno sponsor tradizionale paga per essere visto,
    > quindi chiede tendenzialmente un pubblico
    > piuttosto vasto. Una net tv italiana può ambire a
    > questo? Temo di no. Magari un domani
    > chissà...
    >
    > Se i soldi non li caccia lo sponsor tradizionale,
    > allora li deve cacciare l'utente, ma questo è
    > anche piu difficile perché la gente è abituata
    > "al gratis" e sarebbe disposta a pagare solo per
    > cose VERAMENTE
    > interessanti.
    >
    > A mio modo di vedere, gli argomenti ideali
    > dovrebbero essere cose divertenti ma anche utili:
    > informazione, attualità, inchieste, didattica
    > eccetera.
    >
    >
    > http://www.aghost.wordpress.com/

    concordo... per ora la solidità della netTV è pari agli introiti "stratosferici" promessi ai webmaster con lo "scambio banner"... poi ok... è arrivata google con AdSenseSorride
    MeX
    16902
  • in questo momento non vedo un modello che possa sopravvivere: le pseudo net tv che si vedono in giro sono semplici "ricicli" di materiali vari.

    E' anche vero però, almneno mi pare, che nessuno finora abbia provato ad organizzare le cose come ho prospettato.

    In fondo fare un palinesesto decente non dovrebbe essere difficile contando sull'aggregazione di decine o centiniaia di autori, il difficile sarebbe trovare chi pagaSorride

    http://www.aghost.wordpress.com/
  • La descrizione che hai fatto, per altro corretta, della NetTv sembra il preludio della TV tradizionale..

    Prova a pensare :

    1)la gente vuole la NetTv gratis, quindi serve la pubblicità e sponsor
    2)tutti possono autoprodursi, ma pochi avranno buone idee, pochi avranno budget o successo iniziale per espandersi
    3)ci saranno personaggi che diventeranno "famosi" e si faranno pagare tanto
    4)alla fine solo "pochi canali", un centinaio, saranno guardabili e avranno raccolto denaro a sufficienza per migliorare la qualità del servizio
    5)il pubblico premierà le nettv più avanti, quelle con 24 di programmazione, quelle con riprese professionali, quelle che mischiano informazione e divertimento..


    Alla fine abbiamo riassunto la storia dei canali televisivi tradizionali attuali !!
    non+autenticato
  • > Alla fine abbiamo riassunto la storia dei canali
    > televisivi tradizionali attuali
    > !!

    capisco che vuoi dire, infatti nel mio intervento ho considerato solo un modello simile alla tv tradizionale.

    Questo non esclude che ci possano essere modelli alternativi, ma ci sarà sempre l'obbligo di produrre dei contenuti. Con la differenza, fondamentale, che su internet questi costi sono enormemente ridotti rispetto alla tv tradizionale. E scusate se è poco A bocca aperta

    http://www.aghost.wordpress.com/
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    Modificato dall' autore il 19 gennaio 2007 16.23
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  • - Scritto da: aghost
    > > Alla fine abbiamo riassunto la storia dei canali
    > > televisivi tradizionali attuali
    > > !!
    >
    > capisco che vuoi dire, infatti nel mio intervento
    > ho considerato solo un modello simile alla tv
    > tradizionale.

    Mi pare che sia l'errore di partenza di tutto il thread.

    > Questo non esclude che ci possano essere modelli
    > alternativi, ma ci sarà sempre l'obbligo di
    > produrre dei contenuti. Con la differenza,
    > fondamentale, che su internet questi costi sono
    > enromemente ridotti rispetto alla tv
    > tradizionale. E scusate se è poco

    Scusa se mi permetto, non vorrei sembrarti il Precisetti, ma ti sei contraddetto almeno un paio di volte in 2 post.

    Prima dici che i contenuti (autoprodotti, di cui parla l'articolo) non c'entrano niente con la netTV. E poi dici che qualunque sia il modello, ci sarà da produrre i contenuti.

    Inoltre confondi il costo di produrre i contenuti con il costo di distribuire i contenuti.
    In realtà é solo quest'ultimo che si riduce grazie al nuovo mezzo di trasmissione.
    Il costo di produzione dei contenuti è indipendente dal mezzo di distribuzione.

    Se il modello vincente di TV su internet dovesse essere quello da te descritto (ovvero di fatto la TV attuale distribuita con un nuovo mezzo, quella che Tessarolo chiama IPTV e che da già per morta) allora continuteranno a rimanere enormi barriere all'entrata costituite dagli alti costi per dotarsi dei mezzi di distribuzione. Il costo dei contenuti rimarrà quindi solo una parte, probabilmente minoritaria, del costo totale e difficilmente calerà. Quindi ci sarà una barriera all'entrata anche per chi produce i contenuti.

    Ma questo pare non accadere. I contenuti generati dagli utenti esistono già e non si capisce perché dovrebbero cessare. Forse non avranno quello sviluppo che si aspettano gli analisti, ma fanno già parte di quella TV su internet che Tessarolo chiama netTV e che è ancora alla ricerca di modelli di business.

    Perché un modello di business sia sostenibile ci deve essere chi paga (e la tesi comune è che la pubblicità pagherà gran parte del conto, almeno in prima battuta) e chi è pagato, ovvero i produttori dei contenuti ed i distributori dei contenuti.
    E a questo proposito è veramente difficile fare previsioni, ognuno dice la sua. Tessarolo dice che già si stanno facendo strada nuovi produttori semi-professionisti. Io non so farmi un'idea, già mi pare impossibile che un blogger possa campare di quella professione, ma forse non conosco bene il settore.

    Comunque, al di la della validità di delle definizioni quello che ci si deve chiedere non è se in futuro la TV sarà distribuita su IP oppure su cavo o via etere.
    C'è da chiedersi se sarà uguale a quella che c'è oggi o sarà completamente diversa. Oggi per TV intendiamo una cosa che la rete può cambiare radicalmente.
    Tessarolo crede che lo farà ed io credo che abbia ragione.
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    Modificato dall' autore il 19 gennaio 2007 17.01
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  • > Prima dici che i contenuti (autoprodotti, di cui
    > parla l'articolo) non c'entrano niente con la
    > netTV. E poi dici che qualunque sia il modello,
    > ci sarà da produrre i
    > contenuti.

    ma no: se rileggi meglio ho detto che non è NETV autoprodursi il film, o fare le riprese al cane.

    > Inoltre confondi il costo di produrre i contenuti
    > con il costo di distribuire i contenuti.

    non mi pare: il costo della produzione di contenuti su internet può essere molto ridotto. Per fare un'inchiesta giornalistica, per dire, non serve l'alta risoluzione e una troupe cinematografica o televisiva. Si può fare da soli con una telecamerina o addirittura col telefonino. La sostanza è piu importante della forma in questo caso.

    > Se il modello vincente di TV su internet dovesse
    > essere quello da te descritto (ovvero di fatto

    non ho mai detto che questo sarebbe il modello "vincente", ma piuttosto che dovrebbe essere l'impostazione con qualche speranza di sopravvivere, di cui ho peraltro descritto le difficoltà.

    > semi-professionisti. Io non so farmi un'idea, già
    > mi pare impossibile che un blogger possa campare
    > di quella professione, ma forse non conosco bene
    > il settore.

    in italia no di sicuro ma siamo ancora agli inizi. In america si inizia adesso a capire che i blog possono essere la nuova frontiera. In fondo, il blog video sono il passo successivo Occhiolino

    http://www.aghost.wordpress.com/
  • la NetTv tanto sbandierata si limita a coca-cola+mentos, cani e gatti (e pure migliaia di bestemmie con buona pace di don Di Noto...)! sarebbe questa la rivoluzione dei contenuti autoprodotti?

    io so YouTube cerco sempre e solo filmati coperti da copyright, video, pezzi di trasmissioni tv. altro che autoproduzioni.

    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > la NetTv tanto sbandierata si limita a
    > coca-cola+mentos, cani e gatti (e pure migliaia
    > di bestemmie con buona pace di don Di Noto...)!
    > sarebbe questa la rivoluzione dei contenuti
    > autoprodotti?

    Conosci davvero solo questo? Ficoso

    > io so YouTube cerco sempre e solo filmati coperti
    > da copyright, video, pezzi di trasmissioni tv.
    > altro che autoproduzioni.

    Tu sei uno. Molti altri cercano cose diverse.

    non+autenticato
  • in effetti ci sono pure i rutti, la nonna rolanda che dice le parolacce, insomma un sacco di contenuti interassanti
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >
    > - Scritto da:
    > > la NetTv tanto sbandierata si limita a
    > > coca-cola+mentos, cani e gatti (e pure migliaia
    > > di bestemmie con buona pace di don Di Noto...)!
    > > sarebbe questa la rivoluzione dei contenuti
    > > autoprodotti?
    >
    > Conosci davvero solo questo? Ficoso
    >

    Che altri contenuti autoprodotti interessanti ci sono?

    Ah, è vero, i "documentari" dei complottisti.
    non+autenticato
  • si vede che voi ste robe le usate solo per guardare Germano mosconi.....
    non+autenticato
  • Scusate ma 3 pagine di articolo non le posso leggere, sto guardando il Grande Fratello e non posso distrarmi.

    Mi fate una sintesi?

    Ma poi perché guadagnare con la NETtv? Io la guardo e basta, non sono uno che pretende di guadagnare guardando la tv.
    non+autenticato
  • ocaca
    non+autenticato
  • fare 4600e con i video dei cani non è che capita a tutti, ci vuole anche un (bel) pò di fortuna..
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > fare 4600e con i video dei cani non è che capita
    > a tutti, ci vuole anche un (bel) pò di
    > fortuna..

    Bisogna promuovere i propri prodotti.
    La fortuna aiuta, darsi una mossa aiuta molto di piu'.
    non+autenticato
  • - Scritto da:
    > fare 4600e con i video dei cani non è che capita
    > a tutti, ci vuole anche un (bel) pò di
    > fortuna..

    Ingolfando le reti p2p con superpornoincestteen.avi per far si che qualcuno scarichi i tuoi video... ci vuole anche un bel pò di pelo sullo stomaco.
    non+autenticato