venerdģ 19 gennaio 2007

Come guadagnare con la NetTV

di Tommaso Tessarolo - Al di lą di chi ci lavora per edonismo, voglia di condivisione o esibizionismo, chi volesse farla cercando di sbarcare anche il lunario, che cosa deve fare? Gli esempi non mancano

Alla domanda "È costato molto il film?" rispondono:
Sikkolo: Beh, a dire il vero a causa delle mie difficoltà economiche è Flavio che si è accollato tutte le spese di realizzazione del film. Questo tra l'altro ha generato una specie di "tormentone" durante la produzione per cui io dico che voglio abbandonare il progetto, ma lui mi supplica di non farlo perché ha investito un capitale nella cosa. Gli investimenti di maggiore entità sono stati fatti per l'acquisto del treppiede per la videocamera (a cause delle evidenti carenze muscolari nessuno dei due riusciva a tenerla in mano senza tremare).

Flavio: Direi sicuramente che pagare i vari attori (e colgo l'occasione per ringraziare tutti per essere scesi così in basso: dallo psicologo alla "tipa", per non parlare dell'assassino) con le t-shirts ufficiali del film è stata la parte più impegnativa, (Sikkolo anche in questo caso non ha sganciato un centesimo).
Questi i costi, ma come hanno pensato di fare soldi i nostri? Semplice, lanciando un iniziativa chiamata "Supporta due sfigati!" per la quale con grande mancanza di eleganza chiedono qualche donazione che, assicurano, andrebbe subito investita in nuovi oggetti da collezione "geek" o gizmos in genere. Altra opzione: sponsorizzare una scena di un prossimo corto! In che modo? Semplice: basta inviare il logo della propria "attività" via mail a Luca e Sikkolo, che lo useranno per fare una T-SHIRT da indossare durante una scena del prossimo film. Naturalmente, durante le riprese, faranno ben attenzione ad inquadrare il logo. Branding puro, fatto alla luce del sole. Semplice, divertente ed efficace. Io, una maglietta me la sono già prenotata anche se Sikkolo, interpellato sui tempi, non si sbilancia.

Per la maglietta visto che il secondo è concluso si vedrà con il prossimo film, stiamo pensando di farne un terzo per concludere la trilogia geek ma per questo vorremmo usare attrezzatura professionale e partire con un minimo di budget, magari anche cercando uno sponsor "serio", inoltre non iniziamo finché non usciamo con un idea veramente innovativa. Ci vorrà qualche mese prima che iniziamo, quindi ci risentiamo poi quando avremo le idee più chiare!
La seconda storia è molto diversa e ci mostra un altro approccio che si può avere nel fare soldi con i video su Internet. Questa volta il nostro protagonista è "xandertorino" ovvero Alessandro, che senza nessun problema è felice di raccontare come è riuscito in pochi mesi a guadagnare oltre 4600 dollari.

Tutto è iniziato a febbraio quando per puro caso, scaricando un video sul P2P, ho scoperto Revver.
Dopo essermi registrato ho pubblicato un po' di video dei miei animali e ho sperimentato l'affidabilità del sito per un paio di mesi. Dopo 60 giorni ho ricevuto (con grande sorpresa) il mio primo pagamento che si aggirava intorno ai 30$, se non ricordo male. A partire da giugno ho cominciato a dedicare più tempo a Revver, pubblicando numerosi video di animali e pubblicando qualche mia creazione (tendenzialmente video divertenti e di breve durata).

Per esperienza posso dirti che i video che girano maggiormente sul web e che di conseguenza portano maggiori guadagni sono quelli di breve durata e con qualche bella ragazza protagonista. Ovviamente ci sono alcune eccezioni a questa regola, quali l'ormai celebre video della Coca Cola Diet e Mentos che è stato visto milioni di volte e ha portato nel giro di pochi mesi decine di migliaia di dollari nelle tasche degli autori.
18 Commenti alla Notizia Come guadagnare con la NetTV
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  • ....vedere il mio collega intervistato su punto-informatico mi fà una certa impressione!

    aiutoooooooo!
    i geek ci conquisteranno!
    non+autenticato
  • i casi citati non c'entrano nulla con la net-tv.
    Almeno se con questo termine vogliamo definire una televisione con un suo palinsesto che va in onda sulla rete (you tube per dire non c'entra una mazza con la net-tv, perché una specie di cassonetto dove ciascuno rovista per trovare qualcosa di interessante).

    Il modello di cui si dovrebbe discutere piuttosto è una net tv che permetta l'autosostentamento economico.

    Girare film con gli animali, belle ragazze e autorpodurre corti o film, sono cose sporadiche, possono anche essere valide ma, ripeto, non è net-tv.

    Mi pare abbastanza ovvio che una net-tv seria non la può fare una persona sola, o due amici nei ritagli di tempo 1 volta al mese. Ci vuole una programmazione seria, almeno di qualche ora giornaliera, e contenuti autoprodotti interessanti.

    La via per produrre tutto questo è anzitutto un progetto editoriale e l'aggregazione di autori diversi. In questo senso la rete è perfetta.

    Produrre contenuti interessanti però costa fatica, servono soprattutto intelligenze. Le barriere tecnologiche invece sono pressoché abbattute, chiunque può girare un'inchiesta con un telefonino e poi montarsela al pc.

    Infine resta il problema fondamentale: chi paga tutto questo? La net-tv coi limiti attuali di banda, e quindi con poche persone che possono collegarsi contemporaneamente, credo sia ancora troppo poco appetibile, anche se gli esperimenti di streaming p2p sembrano avero risolto o limitato il problema.

    Uno sponsor tradizionale paga per essere visto, quindi chiede tendenzialmente un pubblico piuttosto vasto. Una net tv italiana può ambire a questo? Temo di no. Magari un domani chissà...

    Se i soldi non li caccia lo sponsor tradizionale, allora li deve cacciare l'utente, ma questo è anche piu difficile perché la gente è abituata "al gratis" e sarebbe disposta a pagare solo per cose VERAMENTE interessanti.

    A mio modo di vedere, gli argomenti ideali dovrebbero essere cose divertenti ma anche utili: informazione, attualità, inchieste, didattica eccetera.

    http://www.aghost.wordpress.com/
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    Modificato dall' autore il 19 gennaio 2007 16.17
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  • - Scritto da: aghost
    > i casi citati non c'entrano nulla con la net-tv.
    > Almeno se con questo termine vogliamo definire
    > una televisione con un suo palinsesto che va in
    > onda sulla rete (you tube per dire non c'entra
    > una mazza con la net-tv, perché una specie di
    > cassonetto dove ciascuno rovista per trovare
    > qualcosa di
    > interessante).
    >
    > Il modello di cui si dovrebbe discutere piuttosto
    > è una net tv che permetta l'autosostentamento
    > economico.
    >
    > Girare film con gli animali, belle ragazze e
    > autorpodurre corti o film, sono cose sporadiche,
    > possono anche essere valide ma, ripeto, non è
    > net-tv.
    >
    > Mi pare abbastanza ovvio che una net-tv seria non
    > la può fare una persona sola, o due amici nei
    > ritagli di tempo 1 volta al mese. Ci vuole una
    > programmazione seria, almeno di qualche ora
    > giornaliera, e contenuti autoprodotti
    > interessanti.
    >
    > La via per produrre tutto questo è anzitutto un
    > progetto editoriale e l'aggregazione di autori
    > diversi. In questo senso la rete è perfetta.
    >
    >
    > Produrre contenuti interessanti però costa
    > fatica, servono soprattutto intelligenze. Le
    > barriere tecnologiche invece sono pressoché
    > abbattute, chiunque può girare un'inchiesta con
    > un telefonino e poi montarsela al pc.
    >
    >
    > Infine resta il problema fondamentale: chi
    > paga tutto questo? La net-tv coi limiti attuali
    > di banda, e quindi con poche persone che possono
    > collegarsi contemporaneamente, credo sia ancora
    > troppo poco appetibile, anche se gli esperimenti
    > di streaming p2p sembrano avero risolto o
    > limitato il problema.
    >
    >
    > Uno sponsor tradizionale paga per essere visto,
    > quindi chiede tendenzialmente un pubblico
    > piuttosto vasto. Una net tv italiana può ambire a
    > questo? Temo di no. Magari un domani
    > chissà...
    >
    > Se i soldi non li caccia lo sponsor tradizionale,
    > allora li deve cacciare l'utente, ma questo è
    > anche piu difficile perché la gente è abituata
    > "al gratis" e sarebbe disposta a pagare solo per
    > cose VERAMENTE
    > interessanti.
    >
    > A mio modo di vedere, gli argomenti ideali
    > dovrebbero essere cose divertenti ma anche utili:
    > informazione, attualità, inchieste, didattica
    > eccetera.
    >
    >
    > http://www.aghost.wordpress.com/

    concordo... per ora la solidità della netTV è pari agli introiti "stratosferici" promessi ai webmaster con lo "scambio banner"... poi ok... è arrivata google con AdSenseSorride
    MeX
    15708
  • in questo momento non vedo un modello che possa sopravvivere: le pseudo net tv che si vedono in giro sono semplici "ricicli" di materiali vari.

    E' anche vero però, almneno mi pare, che nessuno finora abbia provato ad organizzare le cose come ho prospettato.

    In fondo fare un palinesesto decente non dovrebbe essere difficile contando sull'aggregazione di decine o centiniaia di autori, il difficile sarebbe trovare chi pagaSorride

    http://www.aghost.wordpress.com/
  • La descrizione che hai fatto, per altro corretta, della NetTv sembra il preludio della TV tradizionale..

    Prova a pensare :

    1)la gente vuole la NetTv gratis, quindi serve la pubblicità e sponsor
    2)tutti possono autoprodursi, ma pochi avranno buone idee, pochi avranno budget o successo iniziale per espandersi
    3)ci saranno personaggi che diventeranno "famosi" e si faranno pagare tanto
    4)alla fine solo "pochi canali", un centinaio, saranno guardabili e avranno raccolto denaro a sufficienza per migliorare la qualità del servizio
    5)il pubblico premierà le nettv più avanti, quelle con 24 di programmazione, quelle con riprese professionali, quelle che mischiano informazione e divertimento..


    Alla fine abbiamo riassunto la storia dei canali televisivi tradizionali attuali !!
    non+autenticato
  • > Alla fine abbiamo riassunto la storia dei canali
    > televisivi tradizionali attuali
    > !!

    capisco che vuoi dire, infatti nel mio intervento ho considerato solo un modello simile alla tv tradizionale.

    Questo non esclude che ci possano essere modelli alternativi, ma ci sarà sempre l'obbligo di produrre dei contenuti. Con la differenza, fondamentale, che su internet questi costi sono enormemente ridotti rispetto alla tv tradizionale. E scusate se è poco A bocca aperta

    http://www.aghost.wordpress.com/
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    Modificato dall' autore il 19 gennaio 2007 16.23
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  • - Scritto da: aghost
    > > Alla fine abbiamo riassunto la storia dei canali
    > > televisivi tradizionali attuali
    > > !!
    >
    > capisco che vuoi dire, infatti nel mio intervento
    > ho considerato solo un modello simile alla tv
    > tradizionale.

    Mi pare che sia l'errore di partenza di tutto il thread.

    > Questo non esclude che ci possano essere modelli
    > alternativi, ma ci sarà sempre l'obbligo di
    > produrre dei contenuti. Con la differenza,
    > fondamentale, che su internet questi costi sono
    > enromemente ridotti rispetto alla tv
    > tradizionale. E scusate se è poco

    Scusa se mi permetto, non vorrei sembrarti il Precisetti, ma ti sei contraddetto almeno un paio di volte in 2 post.

    Prima dici che i contenuti (autoprodotti, di cui parla l'articolo) non c'entrano niente con la netTV. E poi dici che qualunque sia il modello, ci sarà da produrre i contenuti.

    Inoltre confondi il costo di produrre i contenuti con il costo di distribuire i contenuti.
    In realtà é solo quest'ultimo che si riduce grazie al nuovo mezzo di trasmissione.
    Il costo di produzione dei contenuti è indipendente dal mezzo di distribuzione.

    Se il modello vincente di TV su internet dovesse essere quello da te descritto (ovvero di fatto la TV attuale distribuita con un nuovo mezzo, quella che Tessarolo chiama IPTV e che da già per morta) allora continuteranno a rimanere enormi barriere all'entrata costituite dagli alti costi per dotarsi dei mezzi di distribuzione. Il costo dei contenuti rimarrà quindi solo una parte, probabilmente minoritaria, del costo totale e difficilmente calerà. Quindi ci sarà una barriera all'entrata anche per chi produce i contenuti.

    Ma questo pare non accadere. I contenuti generati dagli utenti esistono già e non si capisce perché dovrebbero cessare. Forse non avranno quello sviluppo che si aspettano gli analisti, ma fanno già parte di quella TV su internet che Tessarolo chiama netTV e che è ancora alla ricerca di modelli di business.

    Perché un modello di business sia sostenibile ci deve essere chi paga (e la tesi comune è che la pubblicità pagherà gran parte del conto, almeno in prima battuta) e chi è pagato, ovvero i produttori dei contenuti ed i distributori dei contenuti.
    E a questo proposito è veramente difficile fare previsioni, ognuno dice la sua. Tessarolo dice che già si stanno facendo strada nuovi produttori semi-professionisti. Io non so farmi un'idea, già mi pare impossibile che un blogger possa campare di quella professione, ma forse non conosco bene il settore.

    Comunque, al di la della validità di delle definizioni quello che ci si deve chiedere non è se in futuro la TV sarà distribuita su IP oppure su cavo o via etere.
    C'è da chiedersi se sarà uguale a quella che c'è oggi o sarà completamente diversa. Oggi per TV intendiamo una cosa che la rete può cambiare radicalmente.
    Tessarolo crede che lo farà ed io credo che abbia ragione.
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    Modificato dall' autore il 19 gennaio 2007 17.01
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  • > Prima dici che i contenuti (autoprodotti, di cui
    > parla l'articolo) non c'entrano niente con la
    > netTV. E poi dici che qualunque sia il modello,
    > ci sarà da produrre i
    > contenuti.

    ma no: se rileggi meglio ho detto che non è NETV autoprodursi il film, o fare le riprese al cane.

    > Inoltre confondi il costo di produrre i contenuti
    > con il costo di distribuire i contenuti.

    non mi pare: il costo della produzione di contenuti su internet può essere molto ridotto. Per fare un'inchiesta giornalistica, per dire, non serve l'alta risoluzione e una troupe cinematografica o televisiva. Si può fare da soli con una telecamerina o addirittura col telefonino. La sostanza è piu importante della forma in questo caso.

    > Se il modello vincente di TV su internet dovesse
    > essere quello da te descritto (ovvero di fatto

    non ho mai detto che questo sarebbe il modello "vincente", ma piuttosto che dovrebbe essere l'impostazione con qualche speranza di sopravvivere, di cui ho peraltro descritto le difficoltà.

    > semi-professionisti. Io non so farmi un'idea, già
    > mi pare impossibile che un blogger possa campare
    > di quella professione, ma forse non conosco bene
    > il settore.

    in italia no di sicuro ma siamo ancora agli inizi. In america si inizia adesso a capire che i blog possono essere la nuova frontiera. In fondo, il blog video sono il passo successivo Occhiolino

    http://www.aghost.wordpress.com/
  • la NetTv tanto sbandierata si limita a coca-cola+mentos, cani e gatti (e pure migliaia di bestemmie con buona pace di don Di Noto...)! sarebbe questa la rivoluzione dei contenuti autoprodotti?

    io so YouTube cerco sempre e solo filmati coperti da copyright, video, pezzi di trasmissioni tv. altro che autoproduzioni.

    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > la NetTv tanto sbandierata si limita a
    > coca-cola+mentos, cani e gatti (e pure migliaia
    > di bestemmie con buona pace di don Di Noto...)!
    > sarebbe questa la rivoluzione dei contenuti
    > autoprodotti?

    Conosci davvero solo questo? Ficoso

    > io so YouTube cerco sempre e solo filmati coperti
    > da copyright, video, pezzi di trasmissioni tv.
    > altro che autoproduzioni.

    Tu sei uno. Molti altri cercano cose diverse.

    non+autenticato
  • in effetti ci sono pure i rutti, la nonna rolanda che dice le parolacce, insomma un sacco di contenuti interassanti
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >
    > - Scritto da:
    > > la NetTv tanto sbandierata si limita a
    > > coca-cola+mentos, cani e gatti (e pure migliaia
    > > di bestemmie con buona pace di don Di Noto...)!
    > > sarebbe questa la rivoluzione dei contenuti
    > > autoprodotti?
    >
    > Conosci davvero solo questo? Ficoso
    >

    Che altri contenuti autoprodotti interessanti ci sono?

    Ah, è vero, i "documentari" dei complottisti.
    non+autenticato
  • si vede che voi ste robe le usate solo per guardare Germano mosconi.....
    non+autenticato
  • Scusate ma 3 pagine di articolo non le posso leggere, sto guardando il Grande Fratello e non posso distrarmi.

    Mi fate una sintesi?

    Ma poi perché guadagnare con la NETtv? Io la guardo e basta, non sono uno che pretende di guadagnare guardando la tv.
    non+autenticato
  • ocaca
    non+autenticato
  • fare 4600e con i video dei cani non è che capita a tutti, ci vuole anche un (bel) pò di fortuna..
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > fare 4600e con i video dei cani non è che capita
    > a tutti, ci vuole anche un (bel) pò di
    > fortuna..

    Bisogna promuovere i propri prodotti.
    La fortuna aiuta, darsi una mossa aiuta molto di piu'.
    non+autenticato
  • - Scritto da:
    > fare 4600e con i video dei cani non è che capita
    > a tutti, ci vuole anche un (bel) pò di
    > fortuna..

    Ingolfando le reti p2p con superpornoincestteen.avi per far si che qualcuno scarichi i tuoi video... ci vuole anche un bel pò di pelo sullo stomaco.
    non+autenticato