Paolo De Andreis

Occhio, scaricare file protetti rimane illegale

di Paolo De Andreis - A poche ore dalla pubblicazione di un articolo su Punto Informatico si scatena un putiferio mediatico dal quale si deduce che scaricare file protetti da diritto d'autore è legale. Non lo è affatto

Occhio, scaricare file protetti rimane illegale Roma - L'ANSA parla di una rete P2P, il Corsera spiega che se si scarica senza fini di lucro "va bene" e alcune radio e telegiornali riprendono in questi stessi termini la notizia di Punto Informatico pubblicata lo scorso venerdì. Ce n'è abbastanza per creare un caos mediatico senza precedenti. Ma l'approfondimento giuridico pubblicato da PI su una sentenza della Cassazione, relativa a fatti avvenuti diversi anni fa, non ha niente a che vedere con quanto circolato negli ultimi due giorni.

Prima di tutto appare necessario un chiarimento, che anche FIMI diffonde nelle ore di questo piccolo delirio mediatico e che corrisponde a quanto i lettori di PI già sanno perfettamente, ovvero che scaricare senza autorizzazione file protetti da diritto d'autore non è legale: le normative attuali prevedono che il semplice download sia sanzionabile sul piano amministrativo mentre la condivisione di materiali protetti è a tutti gli effetti perseguibile penalmente. Il fatto quindi che scaricare file senza condividere non sia un reato non è dunque una novità: è, e rimane, un illecito. Che poi questo sia difficilmente perseguibile è tutto un altro paio di maniche.

Archiviando così le ipotesi fatte dai maggiori organi di informazione sull'esistenza di una rete P2P nel caso trattato dalla Cassazione e ripreso da Punto Informatico, è necessario chiarire che il caso stesso si riferiva all'uso di un server FTP, il cui funzionamento e la cui natura sono evidentemente del tutto diversi da quelli di una rete peer-to-peer.
Ma il punto non è questo, il punto chiave è che i fatti di cui al caso giunto all'attenzione della Cassazione risalgono al 1999 ed è sulla normativa di riferimento dell'epoca che la massima corte si è espressa. Dal 2000 ad oggi sono almeno cinque le importanti modifiche alla legge sul diritto d'autore (633/41) introdotte nell'ordinamento italiano, dalle modifiche della 248/2000 al recepimento della EUCD, la Direttiva europea sul Copyright, fino alla famigerata Legge Urbani e alle ulteriori sue successive modifiche.

Di fatto, dunque, la sentenza della Corte di Cassazione depositata il 9 gennaio 2007 non cambia nulla sul fronte dei sistemi di file sharing o delle discipline attuali.

Detto questo, e chiarito l'inedito caos mediatico di questi giorni, è interessante notare come si sia registrato su newsgroup, mail list e blog una sorta di applauso collettivo per una sentenza interpretata come detto sopra, vissuta come un disastro solo da SIAE e altre organizzazioni la cui attività ha tutto da guadagnare dall'attuale disciplina del diritto d'autore.

Roberto Maroni, uno dei leader della Lega, già autodenunciatosi come downloader illegale, ha parlato addirittura di "sentenza rivoluzionaria". Ecco, forse tutto questo dovrebbe insegnarci che scaricare file ad uso personale, attività a quanto pare praticata da milioni di italiani incuranti delle normative, è vissuta da molti, da moltissimi - lo diciamo da anni - come un fatto naturale, qualcosa che la legge, questa volta sul serio, potrebbe essere chiamata a rendere legale.

Se si considerano le dichiarazioni pre-elettorali di esponenti dell'attuale maggioranza e le recenti dichiarazioni di Maroni, si potrebbe coltivare l'illusione che ci sia persino una volontà politica per la trasformazione delle normative attuali. Possiamo solo sperare che i fatti di questi giorni diano a quella volontà lo spunto necessario per mettersi in moto.

Paolo De Andreis

Nota
Qui di seguito aggiungo un parere su tutta la vicenda che ci è giunto ieri da Carlo Sgarzi, giovane studente in giurisprudenza e attento osservatore delle cronache recenti sull'argomento.
243 Commenti alla Notizia Occhio, scaricare file protetti rimane illegale
Ordina
  • Carlo Sgarzi ha scritto : Oggi, in seguito ai successivi interventi, ed in particolare al famigerato Decreto Urbani, poi convertito in legge (22 maggio 2004, n. 128), la medesima attività dei due studenti torinesi configurerebbe reato

    BAlle!!! Vi è stata la modifica del D.L. n.7/05 poi convertito in Legge, che delimita la soglia della punibilità mediante il riferimento all'ipotesi che il fatto venga commesso a fini di lucro.


    Bisognerebbe leggerla tutta la sentenza prima di scrivere commenti.

    F.
    non+autenticato
  • ...ha "reintrodotto" la dicitura "fine di lucro"

    Articolo 3 comma 3-quinquies.

    http://www.parlamento.it/parlam/leggi/05043l.htm

    non+autenticato
  • Come da titolo...

    Giancarlo

  • - Scritto da: wyxyx
    > Come da titolo...
    >
    > Giancarlo

    Perché?
    non+autenticato
  • Se un dvd lo converto in divx diventa mio perchè sono il creatore del file e ne sono possessore di ogni diritto? Lo stesso vale per gli mp3 che non è la iso del cd originale ma una riconversione con (lieve) perdita di qualità?
    Come si pone la legge in questo caso?
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Se un dvd lo converto in divx diventa mio perchè
    > sono il creatore del file e ne sono possessore di
    > ogni diritto? Lo stesso vale per gli mp3 che non
    > è la iso del cd originale ma una riconversione
    > con (lieve) perdita di
    > qualità?
    > Come si pone la legge in questo caso?


    <ironic mode on>

    Certo, Samuele.
    Se copi un DVD della Disney di 9Gb in uno di 4Gb anche, dato che la qualita' perde un po. Diventi tu il possessore di ogni diritto. Ovviamente. Proprio come se lo avessi fatto tu, roba tua originale insomma!

    puoi anche farne 1000 copie e stamparli come Samuele Production, metter su un negozietto e poi mandare l'indirizzo a gdf.it senza nulla da temere.

    Anche la discografia di De Andrè, una volta trasformata in MP3, diventa tua di diritto, puoi anche depositarla di nuovo alla Siae, in fondo Samuele De Andre' suona bene.

    <ironic mode off>

    Luca\S

    ps - non ho capito se era una trollata o se c'e' davvero qualcuno cosi' ancora confuso su quello che e' il diritto d'autore e la pirateriaA bocca aperta
    temo la seconda opzione!
  • > ps - non ho capito se era una trollata o se c'e'
    > davvero qualcuno cosi' ancora confuso su quello
    > che e' il diritto d'autore e la pirateria
    >A bocca aperta
    > temo la seconda opzione!

    È una trollata, senza ombra di dubbio. Con la lingua fuori
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 23 gennaio 2007 10.04
    -----------------------------------------------------------

  • - Scritto da: lucaschiavoni
    >
    > - Scritto da:
    > > Se un dvd lo converto in divx diventa mio perchè
    > > sono il creatore del file e ne sono possessore
    > di
    > > ogni diritto? Lo stesso vale per gli mp3 che non
    > > è la iso del cd originale ma una riconversione
    > > con (lieve) perdita di
    > > qualità?
    > > Come si pone la legge in questo caso?
    >
    >
    > <ironic mode on>
    >
    > Certo, Samuele.
    > Se copi un DVD della Disney di 9Gb in uno di 4Gb
    > anche, dato che la qualita' perde un po. Diventi
    > tu il possessore di ogni diritto. Ovviamente.
    > Proprio come se lo avessi fatto tu, roba tua
    > originale insomma!
    >
    >
    > puoi anche farne 1000 copie e stamparli come
    > Samuele Production, metter su un negozietto e poi
    > mandare l'indirizzo a gdf.it senza nulla da
    > temere.
    >
    >
    > Anche la discografia di De Andrè, una volta
    > trasformata in MP3, diventa tua di diritto, puoi
    > anche depositarla di nuovo alla Siae, in fondo
    > Samuele De Andre' suona bene.
    >
    >
    > <ironic mode off>
    >
    > Luca\S
    >

    Chi "converte", perchè chi copia alla lettera farebbe una copia identica, chi converte da formato originale TSU in DivX, ovvero da formato origina CDA in MP3, esegue una conversione, con piccola perdita, magari non apprezzabile, di fedeltà: il prodotto della conversione però riguarda lo stesso "contenuto", ed è questo che è soggetto a protezione (e non stiamo qui a discutere se la cosa sia giusta o meno nella feroce e repressiva normativa attuale).

    Ci si potrebbe chiedere: e se la conversione è talmente spinta da non far più apprezzare la validità dell'opera originaria?
    Ebbene, con buona pace di chi non è daccordo, la tendenza attuale è quella di concedere all'utente parte delle per altro legittime libertà di utilizzo quando il degrado supera un certo livello.
    Per esempio i contenuti H.D. (high definition), se chi intende usufruirne non ha tutte le cosine e le controcosine proprio come le pretendono gli assurdi sistemi di protezione, diventano accessibili in S.D. o a definizione volutamenter deteriorata (che bei metodi!).
    Ed ancora, nel mondo blindato che tentano di imporci, tutti gli intricatissimi quanto fallimentari marchingegni Hardware per evitare fuoriuscita di segnale digitale, solo a questo di riferiscono, perchè la copia analogica, con tutti gli utilizzi che ne derivano, è sempre inevitabilmente permessa (forse perchè non esiste modo di impedirla se il prodotto multimediale deve essere catturabile dai nostri sensi).

    PS Sono sicuro che qualcuno obietterà sul termine "fallimentare". Prevengo l'attacco: una copia analogica eseguita a regola d'arte con apparecchiature professionali, quindi ridigitalizzabile priva di assurde protezioni ed utilizzabile a qualunque scopo, è degradata rispetto all'originale di valori che possono tranquillamente stare al di sotto della soglia di sensibilità dei nostri sensi... e questo ammettendo di non riuscire ad ottenere la copia digitale identica, cosa tutt'altro che scontata, visto che loro malgrado anche i nuovi padroni dell'intrattenimento soggiacciono alle leggi della fisica e della logica!

    O volete dire che ne sono al di sopra?

  • In questo articolo qualcosa non torna. Infatti ci si premura nel dire che la legge attuale è diversa da quella vigente all'epoca dei fatti, ma allora perchè, nei due precedenti gradi di giudizio, i due studenti erano stati comunque condannati a pene detentive ?
    Forse i giudici non conoscevano le leggi in vigore? Pene detentive erano previste allora e sarebbero previste anche ora... Dov'è la differenza? W la Cassazione!!!!

  • - Scritto da: phil0209
    > In questo articolo qualcosa non torna. Infatti ci
    > si premura nel dire che la legge attuale è
    > diversa da quella vigente all'epoca dei fatti, ma
    > allora perchè, nei due precedenti gradi di
    > giudizio, i due studenti erano stati comunque
    > condannati a pene detentive
    > ?
    > Forse i giudici non conoscevano le leggi in
    > vigore? Pene detentive erano previste allora e
    > sarebbero previste anche ora... Dov'è la
    > differenza?

    Fino alla cassazione era stato detto che ne avevano tratto lucro. In cassazione hanno rivisto questa cosa.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >
    > - Scritto da: phil0209
    > Fino alla cassazione era stato detto che ne
    > avevano tratto lucro. In cassazione hanno rivisto questa cosa.


    considerando che anche oggi il 171/ter prevede il lucro, non mi sembra una notiziola da poco
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >
    > - Scritto da:
    > >
    > > - Scritto da: phil0209
    > > Fino alla cassazione era stato detto che ne
    > > avevano tratto lucro. In cassazione hanno
    > rivisto questa
    > cosa.
    >
    >
    > considerando che anche oggi il 171/ter prevede il
    > lucro, non mi sembra una notiziola da
    > poco

    Mi da' un po' l'idea che non sia una notizia da poco ma molti tentino di mascherarla come tale...
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | Successiva
(pagina 1/9 - 45 discussioni)