Roma - Ne hanno abbastanza delle critiche globali che sono loro piovute addosso quando hanno accettato di auto-censurarsi per venire incontro alle richieste del regime cinese: ora i grandi player della rete e delle telecomunicazioni hanno deciso di lavorare su una sorta di
codice di condotta, che aiuti ciascuno di loro a fare le scelte giuste nel momento giusto.
In un suo articolo
PCWorld sostiene che Microsoft, Google, Yahoo e Vodafone intendono dar vita ad un tavolo di lavoro con alcune ONG (organizzazioni non governative) che consenta loro di farsi
promotori di libertà di espressione.
In realtà non è affatto chiaro se i big player della società dell'informazione vogliano o meno assumersi certe responsabilità, quelle che fin qui hanno
sostanzialmente evitato, ma è vero che società come Microsoft hanno persino
ventilato l'ipotesi di uscire dal mercato cinese qualora non si riuscisse a superare l'intolleranza del regime per qualsiasi apertura online a valori come
democrazia o libertà di parola.
Si è quindi forse ad un punto di svolta, sebbene,
chiosa Engadget, non sia chiaro ancora neppure cosa potrebbe accadere alle aziende che invece "scendono a patti" contro la libertà di espressione e che pure avessero firmato un eventuale "codice di condotta". Per ora si sa che "saranno responsabili delle proprie azioni". Sarà poco ma, forse, è un inizio.