Cassandra Crossing/ La nausea delle leggi speciali

di Marco Calamari - Cosa succede quando, dopo anni passati a denunciare le normative malfatte e repressive, l'ennesimo annuncio non scatena reazione diversa da una sensazione di nausea?

Roma - Coloro che hanno vissuto come spettatori i gravi malesseri che la società italiana ha attraversato nei cosiddetti "anni di piombo" ricorderanno i dibattiti e gli accesi scontri che le "leggi speciali", emanate al tempo per la lotta al terrorismo, causarono a tutti i livelli ed in tutte le "fazioni" coinvolte. Personalmente, come sostenitore dei diritti civili in Rete e fuori (allora ovviamente solo fuori), avevo un atteggiamento molto preoccupato per le conseguenze delle leggi speciali dell'epoca.

L'avvento della Rete, salutato da tutti come un passo verso un luminoso futuro ha, particolarmente in Italia, provocato il ricorso a legislazioni nuove, spesso non particolarmente "illuminate" ma piuttosto cupe, che si preoccupavano principalmente di "difendere i cittadini onesti dagli abusi possibili con le nuove tecnologie, perpetrati da criminali, pedofili e terroristi".

Personalmente io traduco questa affermazione nella più veritiera e descrittiva "implementare particolari accorgimenti tecnici e legislativi per utilizzare le nuove tecnologie come economici ed efficienti strumenti investigativi, e come nuovi e potentissimi strumenti di controllo sociale".
Interpretazione personale, ovviamente.
Da qualche tempo pero' diversi telepersonaggi (una volta li chiamavano "politici") non di primo piano, o di primo piano ma in crisi di popolarità mediatica, hanno cominciato a utilizzare ogni fatto di cronaca, gravissimo o grottesco che fosse, per richiedere con voce tonante l'emanazione di leggi speciali per la difesa dei cittadini, della morale e della società civile.

Ogni volta che sento la locuzione "leggi speciali" mi preoccupo, in qualsiasi situazione e con qualunque giustificazione. Al contrario, nell'ultimo caso che ho sentito, quello legato al mondo del calcio, la mia reazione è stata diversa dal solito, e questa è appunto la scusa che utilizzo questa settimana per scrivere la rubrica.

Per quanto personale, è forse una reazione indicativa.
Non mi sono preoccupato. Non ho avuto paura. Mi è venuta la nausea.

Forse la misura (questa misura, alcune misure) è colma; magari io sono il termometro di un cambiamento e forse questo succederà presto ad altri. Speriamo.
In questo caso, cari telepresenzialisti, siete avvertiti. Anche solo proporre la prossima legge speciale potrebbe essere controproducente e ledere la vostra preziosa immagine. Trovate un altro modo di cercare popolarità. Tanto le leggi speciali, quelle vere, quelle preoccupanti, oggi non le chiamano nemmeno più così.

Le attuano altrove e senza troppa pubblicità, per esempio riformando il codice penale o "recependo" un oscuro trattato internazionale.

Poi non dite che non vi avevo avvertito.

Marco Calamari

Tutte le release di Cassandra Crossing sono disponibili a questo indirizzo
22 Commenti alla Notizia Cassandra Crossing/ La nausea delle leggi speciali
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  • Leggo sempre con interesse gli articoli, poiché trovo spunti interessanti e obiettivi, ma questa volta mi manca quaclosa!!

    L'articolo si riferisce, almeno in parte, ad un convegno sui c.d. "Reati Informatici" e nuovo Codice Penale del Gennaio 2006...
    Visto che è già cambiata la legislatura e come sempre in Italia ogni Governo ama sostituire la precedente Commissione con la "propria"....

    Mi è venuto spontaneo cercare in rete lo stato di attuazione del citato "Articolato Tanga", ma non ho trovato nulla che lo veda in attuazione, revisione o altro, dopo la primavera scorsa....

    Sono curioso di sapere da Calamari se quanto citato e ventilato è in concreta applicazione, prima o poi, sotto altro nome o mentite spoglie !!! (vorrei dati obiettivi e rintracciabili )

    Insomma ...

    cosa concretamente rende attuale, reale e così sinistramente vicino quanto citato?..

    Oppure l'argomento, al di la della citazione, è solo generalista per la tendenza del quotidiano vivere il mondo informatico ... ??

    Attendo fiducioso una risposta adeguata ..

    non+autenticato
  • L'emergenza è una cultura di guerra che riduce i fenomeni criminali a fenomeni esclusivamente polizieschi e giudiziari, cancellandone cause e radici culturali, sociali, storiche e le relative implicazioni politiche.
    L'emergenza è una cultura eversiva perché sovverte lo stato di diritto. Dello stato di diritto scompare già la prima regola, secondo la quale chi fa le regole e chi le applica sono soggetti - persone ed organi - diversi.
    E siccome il nemico è il male assoluto, il fine della sua distruzione è il bene assoluto l'emergenza è una giustizia e una politica al di fuori dello spazio e del tempo, non più relativa, ma riflesso di una verità assoluta.
    L'onere della prova s'inverte: non spetta a chi accusa ma a chi si difende. L'ipotesi della responsabilità diventa un teorema che cerca dimostrazione, però, se non la trova, il teorema diventa dogma, cioè prova di sé stesso
    "Colpa di autore" la chiamavano un tempo: il risultato dell'equazione è dato, a prescindere dai suoi termini. La prova non precede più l'accusa, ma la segue. Il sospetto diventa indizio e l'indizio diventa prova. Il campo dei sospetti non è in alcun modo definibile e delimitabile. Si restringe e si allarga indefinitamente, secondo gli atteggiamenti mentali, gli stati d'animo, i sentimenti, le emozioni, perfino le disposizioni contingenti di chi li formula, essendo ciascuna persona diversa da ciascun'altra ed anche da sé stessa in momenti diversi.
    Se un soggetto è un criminale, si può sopettare che il parente, l'amico, sia un criminale e sulla base del sospetto, secondo la necessità propria dello stato di emergenza di poter perseguire ogni sospetto, costruire un teorema accusatorio da dimostrare necessariamente, raccogliendo gli indizi necessari alla dimostrazione. Ma un teorema basato sul sospetto diventa dimostrazione, prova di sé stesso.
    Un nome, una parentela, una carica, qualunque cosa uno faccia o non faccia, dica o non dica, tutto e il contrario di tutto, può essere un sospetto. Per questo nello stato di emergenza non è più tollerata la privacy. La privacy ostacola la costruzione del teorema accusatorio.
    Come difenderti se qualunque discolpa balbetti l'accusa è un'altra e un'altra ancora, ci sarà pure una colpa, una piccola colpa, sepolta da qualche parte dentro di te, sebbene non ti ricordi. Anche se non ricordi, ci sono molti, troppi indizi raccolti. Il fatto stesso che cercavi di ostacolare la raccolta degli indizi a tuo carico cifrando la tua connessione a internet, il fatto che cifravi i tuoi dati... L'autore del crimine non puoi essere che tu. Colpa d'autore appunto. A questo porterà la fine della privacy.
    non+autenticato
  • Sull'argomento ho trovato solo questo articolo, perdipiu' in cache

    LA COLPA D'AUTORE NEL DIRITTO PENALE di Michela Giulia Tuzzato (Taterschuld).

    Hai altre referenze italiane ?

    Ciao e grazie.
    non+autenticato
  • Notevole, grazie.
    non+autenticato
  • Molto interesanti le considerazioni sullo stato di emergenza .. tutto sta a vedere se l'emergenza e' reale.
    Con i terroristi islamici il rischio e' molto alto .. cio' giustifica alcune misure di sicurezza.
    Che poi ci sia una vera privacy, questo e' un altro problema .. in epoca moderna non esiste privacy, alla faccia delle leggi .. e' una discussione inutile.
    D'altra parte io non ho nulla da nascondere .. e non so a chi possa interessare cosa io scriva o pensi .. il grande fratello per sapere tutto di tutti dovrebbe essere un dio .. e nessuno finora lo e'.
    Interessi commerciali potrebbeo occuparsi, in modo statistico e passi.
    Un controllo per motivi ideologici e politici e' possibile, specie se in presenza di un regime o una cultura di sinistra (che da sempre tenta di controllare il consenso) o fascista (attualmente meno probabile), ma questo potrebbe meritare una lotta autentica solo se verificato (in Europa oggi non credo sia in atto). Del resto se il potere vuole, a comincaire da quello banale del luogo di lavoro, puo' controllare come da sempre.
    Non e' un problema di emergenza o di leggi speciali .. d'altra parte e' la solita storia del lupo e dell'agnello .. se il potere vuole di accusa di intorbidare l'acqua anche se tu sei sotto il getto .. percio' tranquilli senza paura, ma quanta gente sotto anonimato dice e fa cose offensive, cattive e ingiuste .. a cominciare in campo informatico di virus che distruggono prodotti di fatica ecc. sarebbe bello che venissero alla luce e colpiti da giusta pena.
    non+autenticato
  • Teniamoli sempre d' occhio cumunque.
    Più leggi "speciali" faranno o tenteranno di fare più saranno i calcioni che gli arriveranno sui denti.
    Siamo stufi di questi...."medici" delle coscienze per bravi cittadini cui servire dolorose supposte su piatti indorati.
    non+autenticato
  • L'unico (o quasi) "pennivendolo" senza l'artrite!
    Lui la schiena cerca di tenerla diritta e non a 90 gradi!

    Il tentativo (almeno ci mette la buona volontà) oltre a farlo guadagnare in salute lo fa sicuramente guadagnare in dignità!
    non+autenticato
  • ..di ciò che è successo allo stadio, è stato vedere tutta quella gente uccidere e rischiare la morte per NIENTE.
    Si è presi per il culo sul lavoro, ed è considerato normale.
    Si è presi per il culo dallo stato, ed è considerato normale.
    Si è presi per il culo tutti i giorni, da tutti e per tante cose -es: parcheggiatori abusivi (chi vive a roma sa cosa intendo)-, ed è considerato normale.
    Si pagano migliaia di euro ingiustamente (i due euro di ricarica x mille (e più ricariche), ed è considerato normale.
    Si pagano sempre più tasse per permettere a gente come Tronchetti e simili di prendere milioni di euro di stipendio, ed è considerato normale.
    Si lavora a tempo determinato, ed è considerato normale.
    ecc ecc ecc
    Nessuno -NESSUNO- per simili cose ha alzato un dito. E per niente -NIENTE- allo stadio, migliaia di coglioni -COGLIONI- uccidono e rischiano la vita.

    Io più imparo e meno capisco.

    Siete proprio strani voi umani.

    Mi sembra talmente strana la cosa che per scusarvi arrivo a credere che chi governa abbia fomentato un simile casino solo per poter fare leggi nuove. Visto l'aria pesante che comincia a tirare.
    Ma so che in questo caso non è così.
    So che in giro ci sono così tanti coglioni da rendere PIù CHE POSSIBILE, quanto è successo.
    non+autenticato
  • Il livello di reattività sociale dell'individuo medio è molto bassa. Quando a reagire sono giovani disadattati o frustrati al massimo cercano un modo di sfogarsi o di drogarsi. Si sfogano allo stadio ma in modo talmente conformistico che se ci fosse il fascismo potrebbero tranquillamente essere utilizzati in guerra. Frustrati da cosa? Da troppe regole (ingiuste, ma inculcate come giuste) e troppo conformismo. Invece di trovarsi la ragazza vanno a sfogarsi allo stadio (c'è ua componente di frustrazione sessuale da non sottostimare.) Troppa vigliaccheria a cui adeguarsi. L'individuo medio non reagisce, come dici, e chi reagisce è disposto a rischiare per nulla. Dico: è disposto a distruggere qualcosa, ma non a costruire qualcosa. Distruggere costa un'ora, costruire costa una vita. Servono mezzi mentali, economici, valori, che questa società non offre. In una intervista barbarica ieri sera uno scrittore piuttosto saggio ha detto che la fibra più dura della resistenza di un'uomo è una componente femminile del suo animo. Per un soldato può essere la moglie che lo aspetta a fargli superare le prove più dure. E' qualcosa che annulla gli ostacoli del cuore, della sensibilità, uno spiraglio di luce e di bellezza per cui valga la pena vivere e reagire. Una società che relega i sogni nella sfera notturna non permette tutto questo, la frustrazione diventa distruttiva ovvero repressiva
    La distruzione non è solo ciò che viene dal basso è anche ciò che scende dall'alto, da ciò che è consolidato, dalla Legge, dallo Stato, dal Profitto, dalla Convenienza, dalla Paura: la distruzione è anche repressione e la stessa autorepressione (pseudo-) esplode distruttivamente. Non sono le manganellate, è tutto il contesto che rende alla fine necessarie le manganellate. Quando il passato, il conformismo, la paura, fagocita il futuro, le idee e la speranza. Ciò che sale dal basso è il riusultato di ciò che scende, dei semi gettati. Si incolpano le malerbe ma i semi chi li ha gettati? Quindi è vero che nessuno reagisce, ma le reazioni che ci sono sono delle non-reazioni, sono distruzione contro distruzione, sono solo l'effetto del conformismo, dell'incapacità di costruire qualsiasi cosa, conformismo imposto con la forza dei soldi e delle armi attraverso la debolezza delle idee e dei sensi di colpa inculcati. (La debolezza è una forza inculcata contro chi la riceve, è la forza repressiva del Super-Io a indebolire l'Io)
    non+autenticato
  • - Scritto da:
    > Il livello di reattività sociale dell'individuo
    > medio è molto bassa. Quando a reagire sono ...[...]

    Condivido pienamente quanto hai detto. La mia voleva essere una sorta di provocazione a quanti ragazzi, e tra questi forse anche qualcuno di quelli che vanno allo stadio per distruggere, leggono P.I.
    Quindi grazie per il tuo intervento, in quanto potrebbe dare maggior apporto alla mia "provocazione", anche se forse un pò troppo colto per simili deficenti. ...anche se non saranno tutti così.
    Per carità, sono stato anch'io ragazzo (non che ora sia vecchio), e anch'io ho fatto le mie "caz...te", quindi neanche mi permetto di giudicarli, in realtà.
    La colpa di quanto è successo è anche nostra. Più che altro nostra!!!
    Siamo noi che, avendo imparato quanta stupidità e perdita di tempo vi sia in quel modo di ribellarsi a ciò che non va, dovremmo fare qualcosa per educarli ad indirizzare tutta quella rabbia verso qualcosa di costruttivo.
    "A sto giro" forse impareranno che si stanno dando la zappa sui piedi, visti i provvedimenti presi dalle autorità, e ciò che è peggio, quelle leggi che entreranno in vigore a causa loro verranno usate anche contro chi magari combatte giustamente il male della società.
    è ovvio che andrà sempre peggio e le ragioni della loro rabbia non potranno che aumentare.
    Il male porta male. A qualsiasi livello, in qualunque ambiente, e per ogni cosa. Soprattutto se è gratuito e senza senso.
    Quindi un pò più d'impegno da parte nostra è necassario.
    -Veniamo a questo mondo senza insegnamenti.
    -Ci comportiamo in conseguenza di ciò che impariamo e di ciò che incontriamo.
    Se sono dei "coglioni", è colpa di coloro che li hanno preceduti e di quanti, non permettono, ma creano ragioni per cui questi comportamenti esistano.
    Chi governa in primis.
    Ora, che sia attraverso ciò che scriviamo in internet, o per mezzo di altre vie, un messaggio positivo che insegni qualcosa è necessario.
    Ancor più che un giudizio.
    Quello usiamolo per "stimolare" ad aprire le orecchie.
    non+autenticato
  • http://www.beppegrillo.it/index.html

    La reazione è totalmente diversa...ma la rabbia è la stessa.
    è un cane che si morde la coda, e la colpa è di chi sta lassù.

    Prima c'era Berlusca, ora c'è Produc.
    è andato in India e Cina con 400 imprenditori per creare contatti economici con quei paesi.
    Chi sono? Come sono stai scelti? Chi gli ha pagato il viaggio?
    Spero non lo Stato.
    E poi cosa vuol dire: che saranno altri che portano il lavoro fuori dall'Italia? Altri che approfitteranno della fame di quei paesi per...(lo sappiamo tutti no?)?

    Da queste cose viene fuori la rabbia di quei ragazzi. ...anche se non direttamente, altrimenti è ovvio che l'avrebbero indirizzata verso altri.
    E di conseguenza viene fuori la rabbia di quanti sono stanchi di violenza e criminalità gratuita.
    Per il bene del mondo: togliamo di mezzo sti politici.
    In un modo o in un altro.
    Non con la violenza ovvio.
    Sono persone ragionevoli.
    Basta chiederglielo.
    Tanto con tutta la cultura che hanno capiranno subito che fanno più danno che utile!!!
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > http://www.beppegrillo.it/index.html
    >
    > La reazione è totalmente diversa...ma la rabbia è
    > la
    > stessa.
    > è un cane che si morde la coda, e la colpa è di
    > chi sta
    > lassù.
    >
    > Prima c'era Berlusca, ora c'è Produc.
    > è andato in India e Cina con 400 imprenditori per
    > creare contatti economici con quei
    > paesi.
    > Chi sono? Come sono stai scelti? Chi gli ha
    > pagato il
    > viaggio?
    > Spero non lo Stato.
    > E poi cosa vuol dire: che saranno altri che
    > portano il lavoro fuori dall'Italia? Altri che
    > approfitteranno della fame di quei paesi
    > per...(lo sappiamo tutti
    > no?)?
    >
    > Da queste cose viene fuori la rabbia di quei
    > ragazzi. ...anche se non direttamente, altrimenti
    > è ovvio che l'avrebbero indirizzata verso
    > altri.
    > E di conseguenza viene fuori la rabbia di quanti
    > sono stanchi di violenza e criminalità
    > gratuita.
    > Per il bene del mondo: togliamo di mezzo sti
    > politici.
    > In un modo o in un altro.
    > Non con la violenza ovvio.
    > Sono persone ragionevoli.
    > Basta chiederglielo.
    > Tanto con tutta la cultura che hanno capiranno
    > subito che fanno più danno che
    > utile!!!


    E mi riferisco a tutti.
    Destra e Sinistra.
    Ps: e per quanti volessero approfittare del mio intervento per dire "vedi cosa fanno i comunisti?", bhe..., non siate tanto stupidi da credere che quelli di destra non sapevano.
    Anzi, avranno fatto a metà (200 imprenditori per parte), proprio per evitare di perdere l'occasione che comunque porterà soldi non a loro.
    A noi, il creare contatti con india e cina non ci cambia la vita, se non perchè gli imprenditori metteranno lì i soldi che han guadagnato qui grazie a noi.
    e in più, ovvio (IN QUESTO CASO PIù CHE MAI, VISTO CHE SONO ANDATI PER MOTIVI POLITICI), CON FINANZIAMENTI STATALI.

    QUESTE SONO LE RAGIONI PER CUI PAGHIAMO PIù TASSE.
    non+autenticato
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