Malware, occhi puntati sulle tutele di Google

L'interstitial che sempre più spesso si frappone tra chi clicca su un risultato di ricerca e la pagina richiesta - un avvertimento che quel link può rappresentare un rischio - ad alcuni non va giù. Altri lo promuovono a pieni voti

Malware, occhi puntati sulle tutele di GoogleTutto questo però non piace a molti, come segnala PC World, che ha intervistato di recente alcuni webmaster i cui siti sono segnalati come "pericolosi", gente che ritiene di non aver alcun malware installato sui propri computer né di diffondere codici malevoli in alcun modo. Gestori di siti che si ritrovano però in questa particolare blacklist di Google, con danni alla propria immagine potenzialmente molto pesanti. Ne parlano diffusamente quelli di MisterPoll, un sito online da 8 anni e per qualche tempo "imbollinato" per malware da Google, che equiparano l'azione di Google addirittura a quella della polizia nazista.

Secondo MisterPoll ed altri, la richiesta di rimozione dell'avviso richiede almeno una decina di giorni, forse troppi per chi ritiene di essere accusato ingiustamente di scarsa sicurezza. "A me sembra una bella porcata - scrive qualche utente italiano, mentre altri dichiarano: "Comprendo che il mondo è pieno di spyware e compagnia ma questo mi pare un vero e proprio colpo di Stato, alla faccia della libertà di espressione, della neutralità della rete e compagnia bella". La vedono diversamente in molti come Search Tank, secondo cui "la domanda vera è: cosa accadrà poi? Google rimuovere questi risultati dai propri indici? O calerà la loro visibilità? Non posso parlare per Google, ma mi aspetto che questo sia solo il primo passo in un processo che porti questi risultati a non essere visibili come lo sono oggi".

"Google - dichiarano più pragmaticamente quelli di una società informatica indiana, Kukars Infotech - è il re di Internet. Così come possono mettere il nostro sito in cima ai risultati di ricerca, allo stesso modo possono umiliarci". Andrea Cappello di SearchAdvertising Blog ancora a novembre scriveva: "Il fatto che Google impedisca o renda difficile l'accesso ai siti indicizzati seguendo determinate logiche e policy, conferma che la sua neutralità nella rete nell'essere un driver di informazioni, non è tale. Se da una parte limita la libertà di informazione come in Cina, dove è venuto a patti col governo facendo scomparire link a siti censurati dalle autorità; dall'altra si mette a tutela di principi morali ed economici a favore degli utenti (il dialer molto spesso è fonte di reddito a insaputa di chi lo usa) non censurando alcuni siti che non rispondono a determinate linee guida definite da norme anche etiche e morali, ma filtrando l'accesso agli stessi".
Ne parlava qualche giorno fa anche Malte Ziewitz sul blog dell'Oxford Internet Institute, mettendo l'accento sulla difficoltà di relazionarsi a Google che, pur operando come una sorta di giudice supremo in casi come quello del malware, di fatto è un'entità privata; dal che è lecito chiedersi in che modo rapportarsi ad essa e indagare su cosa gli utenti si attendono dall'istituzione Google, che istituzione, appunto, non è. Per il momento l'unico modo per appellarsi contro l'eventuale bollino è riempire un modulo online, su StopBadware.org, dal titolo emblematico: "richiesta di revisione". E poi incrociare le dita.
74 Commenti alla Notizia Malware, occhi puntati sulle tutele di Google
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  • Ci sono tutti i risultati possibili fra cui anche pagine a wikipedia o a forum a cui ho sempre avuo accesso senza probblemi ... adesso è diventato praticmente impossibile navigare senza dover continuamente fere un copia incolla del link del sito bloccato . questo comportamente da parte di Google è molto invadente e nel maggiore dei casi inutile oltre che ridicolo . spero che esista al piu presto un sistema per elminare questa stupidaggine che fino a pochi minuti fa io non visualizzavo .
    non+autenticato
  • Che google vada pure al diavolo.Questa roba è venuta fuori anche da me e non c'è uno,dico uno,dei tanti indirizzi e siti in cui si voglia andare in cui non compare questa scritta.
    Anche su siti come quelli dei quotidiani nazionali.Ma siamo impazziti??
    Il computer deve essere una cosa rapida,non si può perdere tempo dietro a questi individui che mettono tutte queste schifezze per fare innervosire l'utente.
    Cambio motore di ricerca e tanti saluti a Google.E'stato un piacere.Siete ridicoli.
    non+autenticato
  • ho provato a seguire "l'esempio" ma non ci vedo nulla di diverso dal solito
    nessuna scritta di avvertimento..

    o_O

    qualcuno sa spiegarmi perché?
  • Salve,

    ho letto in molti post un atteggiamento del tipo: "Google nn fa come dico io, così nn ci siamo proprio". Sembra che alcuni si aspettano che Google sia un'isitituzione (come detto nell'articolo).
    E' vero che anche tra gente che di computer ne sa, tipo sviluppatori di software open source, Google gode di una certa reputazione, però rimane il fatto che Google è un servizio offerto da un'azienda per fare soldi. Quindi è ovvio che il fine ultimo è il guadagno e nn il bene dell'utente.
    Ad ogni modo è gravissimo per la conservazione dello spirito libero di Internet, che questo o quel soggetto decida cosa è bene e cosa nn lo è (del resto è stato già detto che il ranking dei risultati di ricerca può essere alterato dalla mano umana). Però la cosa grave è che gli utenti ripongono la loro fiducia in quel dato soggetto.
    Vale la pena di dire anche che Internet nn è un idillio di libertà. Tutto il backbone è gestito da aziende private, ci sono poche aziende in grado di produrre i router necessari al funzionamento di Internet, gli indirizzi IP iniziano a scarseggiare (ok c'è IPv6, ma quando arriverà?). Cmq il sistema per ora funziona e l'economia di mercato (che pure nn è il mio credo) e la competizione fa in modo che nessuno riesce a stabilire un controllo su una realtà così grande come Internet.
    Vorrei solo aggiungere una considerazione a faovre ddella scelta di Google. Con il crescere del numero di computer e della soglia minima di ignoranza necessaria all'accesso alle tecnlogie informatiche, il malawere, i computer con trojan e simili, il phishing, lo spam, etc etc possono diventare un grosso problema nn solo per chi si fa fottere, ma per l'intera infrastruttura di internet.
    Ad ogni modo Google ha conquisitato la sua posizione facendo delle scelte che sono piaciute agli utenti, se in futuro combinerà troppe ca**ate perderà la sua posizione vantaggiosa.
    non+autenticato
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