Cassandra Crossing/ Colpa d'Autore

di Marco Calamari - Un breve appassionante intervento sui forum di PI riporta al centro le profonde motivazioni per cui la privacy del cittadino va distrutta, per cui la comunicazione cifrata è un pericolo. Da leggere e rileggere

Roma - La settimana scorsa sul forum della rubrica è apparso un messaggio (ovviamente anonimo, nella nostra migliore tradizione) intitolato Stato di emergenza e privacy che mi ha colpito in maniera profonda. Vorrei averlo scritto io.

Molti però non leggono i forum (e forse fanno bene) e per questo ho deciso di riportare qui questa piccola gemma.

"L'emergenza è una cultura di guerra che riduce i fenomeni criminali a fenomeni esclusivamente polizieschi e giudiziari, cancellandone cause e radici culturali, sociali, storiche e le relative implicazioni politiche.
L'emergenza è una cultura eversiva perché sovverte lo stato di diritto.
Dello stato di diritto scompare già la prima regola, secondo la quale chi fa le regole e chi le applica sono soggetti - persone ed organi - diversi.
E siccome il nemico è il male assoluto, il fine della sua distruzione è il bene assoluto, l'emergenza è una giustizia e una politica al di fuori dello spazio e del tempo, non più relativa, ma riflesso di una verità assoluta.
L'onere della prova s'inverte: non spetta a chi accusa ma a chi si difende.
L'ipotesi della responsabilità diventa un teorema che cerca dimostrazione, però, se non la trova, il teorema diventa dogma, cioè prova di se stesso.
"Colpa di autore" la chiamavano un tempo: il risultato dell'equazione è dato, a prescindere dai suoi termini. La prova non precede più l'accusa, ma la segue. Il sospetto diventa indizio e l'indizio diventa prova.

Il campo dei sospetti non è in alcun modo definibile e delimitabile. Si restringe e si allarga indefinitamente, secondo gli atteggiamenti mentali, gli stati d'animo, i sentimenti, le emozioni, perfino le disposizioni contingenti di chi li formula, essendo ciascuna persona diversa da ciascun'altra ed anche da se stessa in momenti diversi. Se un soggetto è un criminale, si può sospettare che il parente, l'amico, sia un criminale e sulla base del sospetto, secondo la necessità propria dello stato di emergenza di poter perseguire ogni sospetto, costruire un teorema accusatorio da dimostrare necessariamente, raccogliendo gli indizi necessari alla dimostrazione.

Ma un teorema basato sul sospetto diventa dimostrazione, prova di se stesso.
Un nome, una parentela, una carica, qualunque cosa uno faccia o non faccia, dica o non dica, tutto e il contrario di tutto, può essere un sospetto.
Per questo nello stato di emergenza non è più tollerata la privacy. La privacy ostacola la costruzione del teorema accusatorio.
Come difenderti se qualunque discolpa balbetti l'accusa è un'altra e un'altra ancora, ci sarà pure una colpa, una piccola colpa, sepolta da qualche parte dentro di te, sebbene non ti ricordi. Anche se non ricordi, ci sono molti, troppi indizi raccolti.
Il fatto stesso che cercavi di ostacolare la raccolta degli indizi a tuo carico cifrando la tua connessione a internet, il fatto che cifravi i tuoi dati... L'autore del crimine non puoi essere che tu.

Colpa d'autore appunto.
A questo porterà la fine della privacy."


Ringraziando l'autore, inserisco un piccolo contributo; per chi volesse approfondire, ecco un link ad un articolo accademico sulla "Colpa d'autore".

Un timore pero' mi assale. Chi conosce la storia della serie Ai confini della realtà sa che ci fu il caso di un episodio (An Occurrence at Owl Creek Bridge) comprato e non realizzato interamente; quell'episodio fu, purtroppo, l'ultimo episodio prodotto. Speriamo non succeda anche per questa nostra serie...

Marco Calamari

Tutte le release di Cassandra Crossing sono disponibili a questo indirizzo
50 Commenti alla Notizia Cassandra Crossing/ Colpa d'Autore
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  • io leggo solo quelli e salto gli articoli

    mi piacciono molto più le reazioni della gente, e i loro pensieri, comunque sempre legati ad articoli il cui titolo m'interessa
    poi, in base agli interventi, decido se l'articolo è di mio interesse.


    infine prendo il caffè, mi metto le dita nel naso, e le uso per girare il caffè.
    Questa è per quelli che già si preparavano a dire "che ce frega di quello che fai tu".
    voleva essere solo una risposta a quanto detto in una frase dell'articolo, e un informare che c'è anche chi ragiona diversamente anche in questo.

    e si...ho risposto prima perchè sono paranoico e soffro della sindrome di Figuette, che per fortuna riesco a combatterla col possesso di Grandpenis.
    Ma si sa, quello che si sa non sempra si sa anche se la si sa.
    ebbene si, anche la sisa non mi lascia immune
    non+autenticato


  • Il "seduto" disse:
    sto perdendo consensi, devo inventarmi qualcosa per poter restare qui seduto. Trovato! Ci sono tante brutte facce in giro, basterà attivare il solito meccanismo emergenziale. Scattato il meccanismo emergenziale, tolgo di mezzo la privacy e mi creo un bel mucchio di indiziati. Quando quelle brutte facce saranno fotografate nel posto giusto al momento giusto sarà un attimo darle in pasto ai giornalisti che faranno un mucchio di baccano e chiederanno in coro altre maxioperazioni antiterrore. La gente avrà bisogno di me. A quel punto i voti arriveranno senza muovere un dito.
    non+autenticato
  • Ho letto di persone che giudicano paranoide scrivere del concetto di privacy e colpa d'autore.

    Bè, prendiamo ad esempio i fatti calcistici ultimi, dove allo stadio olimpico dei tifosi si sono voltati durante il minuto di raccoglimento per il povero raciti; verso questi tifosi si prospetta l'attuazione di provvedimenti sportivi e sembra che la procura stia procedendo all'identificazione tramite le camere dello stadio, avendo già aperto un procedimento a carico di ignoti per il reato di "istigazione a delinquere".

    Ora, per quanto possiamo essere toccati dalla morte dell'ispettore di polizia, ditemi voi se qui si stà giudicando il gesto di voltarsi dando le spalle ad un campo da gioco, o si stà facendo un processo all'individuo, alla sua storia, alle sue ideologie, al suo modo di essere; in breve, colpa d'autore?

    Non voglio lanciare complotti e quant'altro, ma faccio solo presente che sono rimasto sdegnato da questo "eccesso di democrazia" che scade in colpa d'autore, che chiamerei anche reato d'opinione, pertanto mi limito solo a far notare che tutte le più "belle" dittature della storia sono iniziate in questo modo.

    Saluti
    non+autenticato

  • Qua si parlava di altro... un teorema accusatorio basato su parentela o sull'uso di TOR. Ne hai un esempio pratico?
    non+autenticato
  • forse non hai letto i commenti legati all'articolo e citati da quello cui hai tu risposto.
    l'articolo è stato preso in scusa per poter accusare coloro che cercano di capire di complittismo e allucinazioni.
    Anche così cominciano le dittature.
    Per carità, non è il nostro caso.
    Qui non devi lavorare per niente, e senza garanzie, e lo stato ti toglie tutto per sputtanarsi i soldi a piacimento.
    Non siamo in deficit anche perchè abbiamo forze all'estero a combattere.
    I politici non ti calcolano un nessuno, e se gli dici qualcosa cambiano subito condotta (non come nelle dittature).
    I potenti non si riuniscono in segreto per decidere il futuro del mondo e se tu manifesti il tuo dissenso vieni massacrato di botte e accusato ingiustamente e su prove costruite ad arte
    ecc ecc ecc
    e poi la stampa ci tiene informati su tutto. Siamo stati messi ben all'80° posto nella classifica di libertà di stampa mondiale...su 90° paesi "democratici".

    non qui non c'è la dittatura

    almeno finchè continui a non rompergli le palle e stai buono buono, e poi perchè dovresti lamentarti, hai la televisione no? almeno finchè ti puoi permettere il canone
    non+autenticato
  • insieme al buon senso basterebbe questo per far crollare il teorema accusatore
    non+autenticato
  • Illuminaci, o sommo.
    non+autenticato

  • Non è difficile capire che un'ipotesi basata sul sospetto diventa automaticamente una tesi perché gli indizi diventano prove quando il sospetto già di per sé stesso costituisce il fumus di un reato. Secondo questa ratio giuridica è sufficiente dimostrare che determinati indizi convergono a suffragare l'ipotesi accusatoria per ottenere delle "prove". E ad intessere la ragnatela delle "prove" intorno all'indagato saranno tutti i fili che lo intercettano senza bisogno di un mandato (con sistemi che ad oggi - per poco ancora, visto l'andazzo - costituiscono una violazione della privacy) fino a disegnarli attorno l'abito di colpevole secondo la trama precostituita dalla tesi accusatoria, tesi e non ipotesi dal momento che un sospetto può diventare una tesi in cerca non di prove ma di semplici controprove, gli indizi.

    Il sospetto è appunto, letteralmente, un pre-giudizio. Finché i pregiudizi uno se li tiene per sé sta bene, quando diventano un'arma giuridica contro i sospettati si è passato il confine del diritto costituzionale.. Certo questo non avrà conseguenze sempre ma solo quando lo decide il giudice di turno, intanto le prove a nostro carico vengono raccolte.. E quando si conoscono vita morte e miracoli di un indagato un giudizio sull'intera condotta di vita e non sull'eventuale reato commesso non solo diventa possibile, diventa inevitabile. Il giudice può sempre dire: io so tutto di te e quindi posso giudicarti. Di sicuro, con la fine della privacy sarà più difficile essere un giudice imparziale (che giudica secondo la legge e non secondo le proprie simpatie, idee politiche, idee morali ecc.) E sarà più facile distruggere socialmente una persona: carcerazioni preventive, reati di pericolo astratto e di pericolo presunto, reati di sospetto, reati ostativi, incostituzionali ma frequenti nella pratica della giustizia sommaria, saranno sempre più frequenti.

    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > insieme al buon senso basterebbe questo per far
    > crollare il teorema
    > accusatore

    prova a usare la logica qui
    http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/Prov...
    non+autenticato
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