Pedoporno, sulle norme italiane la scomunica degli esperti

Il controverso decreto contro il porno infantile in rete è incompatibile con la natura di Internet. I filtri? Inefficaci, eludibili e destinati a tradursi in una censura priva di senso. Parlano gli esperti di ISOC Italia

Pedoporno, sulle norme italiane la scomunica degli espertiRoma - No, il decreto interministeriale contro la pornografia infantile online varato dal Governo a gennaio non va giù agli esperti italiani di Internet. Già stigmatizzata da più parti come una normativa inutilmente censoria, ora la misura è ufficialmente "scomunicata" anche da Società Internet (ISOC Italia) che in una lunga nota spiega nel dettaglio tutte le debolezze e i pericoli insiti nel decreto.

Non è certo la prima volta che ISOC si trova a dover demolire punto per punto una normativa italiana, è già accaduto lo scorso anno nel caso dei filtri contro i siti delle scommesse, ma il fatto di dover ogni volta spiegare le ragioni dell'inconsistenza tecnologica di certi provvedimenti è in sé un emblema della difficile situazione in cui versa la rete italiana alle prese con una classe politica ancora profondamente ignorante delle cose della rete.

Gli esperti di ISOC si dicono convinti che chi commette reati di pedopornografia vada perseguito, tuttavia esprimono "una forte obiezione di fondo all'idea che la pubblicazione di contenuti illegittimi o illegali, di qualsiasi genere, possa essere prevenuta o repressa mediante l'introduzione di sistemi di filtro interni alla rete". Il motivo è ovvio: l'imposizione di filtri "a monte", ovvero non "scelti" dall'utente "mal si conciliano con la legislazione di un Paese che si considera libero e democratico".
Come combattere dunque questo ed altri fenomeni criminali in rete? ISOC consiglia lo "sviluppo di pratiche di cooperazione internazionale più efficaci per la repressione dei crimini online alla sorgente, associate a campagne di educazione degli utenti della rete e allo sviluppo di sistemi di classificazione e blocco dei contenuti, che i cittadini possano adottare, se lo desiderano, su base volontaria".

Secondo il decreto, come noto, sono i fornitori di servizi a dover realizzare sistemi di filtraggio, una pratica "incompatibile con la natura neutra della rete Internet, per la quale gli operatori di connettività non dovrebbero differenziare il traffico a seconda del tipo o della destinazione del contenuto".

Non solo: il filtraggio ideato dal Governo è destinato a risultare inefficace, perché effettuarlo come prevede il decreto a livello di nomi a dominio o indirizzi IP può essere bypassato con estrema facilità. "Se il provider introduce un filtro a livello di dominio - spiega ISOC a questo proposito - questo può essere subito aggirato dall'utente mediante l'utilizzo di un proprio server DNS di risoluzione dei nomi a dominio, funzione già estremamente utilizzata per lecitissime finalità dalle aziende, le università, gli enti di medie e grandi dimensioni, e gli utenti più esperti". Né cambia con il filtraggio degli IP, essendo numerosi i servizi di proxy o navigazione anonima che si trovano spesso all'estero e con le quali l'utente può agevolmente sfuggire. Non solo, aggiunge ISOC, "il responsabile dei contenuti criminosi può facilmente e velocemente cambiare il proprio nome a dominio o il proprio indirizzo IP, rendendo vano il filtro".

Un modo ci sarebbe, spiega ISOC, se i filtri fossero adottati da qualsiasi gestore di servizi di rete, "includendo quindi non soltanto gli operatori Internet veri e propri, ma qualsiasi azienda, entità o individuo che gestisca un nodo di rete in qualsiasi parte del mondo". Utopie, dunque, sulle quali chi risiede nella stanza dei bottoni in Italia, ma non solo in Italia, dovrebbe più spesso fermarsi a riflettere.

Naturalmente chi ha un interesse specifico ad aggirare i filtri lo farà, come detto, con facilità. Ma l'utente meno esperto li potrà solo subire, impedendogli anche di accedere a risorse web del tutto legittime, che con ogni probabilità, vista la natura dei filtri previsti dal decreto, saranno escluse dalla navigazione di molti italiani. Il motivo lo spiega ancora una volta ISOC: "Sono pratiche comuni in Internet sia quella di avere pagine e servizi di molti utenti pubblicate sotto lo stesso nome a dominio - in casi come Myspace o Geocities, di milioni di utenti -, sia quella di ospitare decine o centinaia di siti sullo stesso server e quindi presso lo stesso indirizzo IP. In questi casi, l'introduzione nel filtro del nome a dominio o dell'indirizzo IP renderebbe inaccessibili non solo i contenuti e i servizi pedopornografici, ma anche una quantità molto maggiore di contenuti e servizi legittimi e privi di qualsiasi connessione con quelli incriminati".

Le conseguenze di misure del genere sono ovvie: compressione della libertà di espressione, danni economici a questa o quell'attività Internet ingiustamente "messa al bando".

Tirando il totale, dunque, l'introduzione dei filtri è destinata ad apportare "scarsi benefici a fronte di gravi danni, rivelandosi da una parte inefficace per colpire gli utenti effettivamente intenti ad attività criminose e dall'altra danneggiando significativamente le attività legittime di tutti gli altri utenti della rete".

Ed è da questo punto di vista importante sottolineare, come fa ISOC, che il decreto non offre alcuna garanzia contro gli abusi o gli errori nell'uso dei filtri da parte delle autorità. Allo stesso modo "non è prevista alcuna cautela contro l'uso deliberatamente dannoso di contenuti pedopornografici a svantaggio di terze parti, ad esempio inserendo questo materiale sui siti terzi a loro insaputa per provocarne l'oscuramento; non è nemmeno considerata l'abitudine, molto diffusa da parte di chi diffonde contenuti illegali, di utilizzare siti di terzi a loro insaputa dopo averne violato la sicurezza, in modo da far ricadere eventualmente su tali terzi le responsabilità".

A tutto questo va aggiunto che per i provider che non opereranno i filtri prescritti nel modo richiesto, per quanto tecnologicamente privo di qualsiasi efficacia, il decreto prevede sanzioni pesantissime e non calibrate sulle dimensioni dell'azienda che fornisce i servizi di connettività. Il che significa, spiega ISOC, "che un piccolo ISP potrebbe arrivare a fallire pur avendo esposto al rischio di accedere ad immagini pedopornografiche pochi utenti, mentre per un grande ISP che non filtri siti per milioni di utenti la sanzione sarebbe trascurabile".

ISOC conclude la sua lettera mettendosi a disposizione del Legislatore per modificare e innovare la normativa italiana in tema di Internet. Agli utenti più attenti allo sviluppo della rete e alle promesse dell'era digitale non resta che sperare che qualcuno, nel Palazzo, decida di aprire finalmente le porte al dialogo con chi in rete fa e sa, dopo anni di normative discutibili introdotte senza badare ai danni causati.
123 Commenti alla Notizia Pedoporno, sulle norme italiane la scomunica degli esperti
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  • Possibile che nessun assassino possa ragionare con la testa? Possibile che nessun assassino semplicemente non ragioni ma si ritrovi con un istinto assassino esattamente come una persona "normale" di ritrova con un istinto "normale", e una madre con un istinto materno, indipendentemente dalla propria volontà? Non capisco sinceramente questa demonizzazione dell'assassino. (Meno ancora la demonizzazione di chi posta commenti contrari alla fustigazione degli assassini.) Io credo che per demonizzare qualcuno si debba almeno stabilire che egli sia in grado di decidere quale dev'essere il proprio istinto omicida. Chi è in grado di scegliere le proprie pulsioni omicide? Trovo sbagliato non solo demonizzare l'assassino ma altresì punire chiunque magari navigando su siti in cui si organizzano omicidi cerchi semplicemente (in modo del tutto innocente e senza necessariamente propagandare il proprio pensiero) di capire e perciò di oggettivare il proprio istinto, di prenderne coscienza, senza nessuna volontà di fare male a qualcuno o di contribuire ai delitti legati agli assassinii.

    Invece la mentalità comune di cui abbiamo qui nel forum un iperattivo rappresentante appiattisce ogni fenomeno sulla constatazione della presenza in rete di una "rete di assassini" addirittura su PI. Davvero non capisco l'identificazione di assassino e delinquente o persona socialmente pericolosa.
    L'istinto è quello che è per ognuno di noi, la morale l'etica e tutto il resto sono reazioni a quello che siamo, ma una reazione non può basarsi sul rifiuto e sulla negazione di sé. Si deve ammettere che queste persone esprimano le loro ragioni e il loro pensiero magari al fine di capire loro stessi e non vedere in ogni discorso una apologia dell'omicidio (o additittura una apologia di reato) o una pericolosa invasione del pensiero omicida. La rete nel bene e nel male ha semplicemente dato a tutti la possibilità di esprimersi pubblicamente, non si deve vedere in ogni espressione una forma di propaganda. Non che tali propagande non siano possibili, ma la rete ha i suoi anticorpi. E' infatti la stessa rete che ha permesso una inaudita campagna di demonizzazione degli assassinii come mai è accaduto da che mondo è mondo. E' assolutamente normale che su Punto Informatico, dove necessariamente di parla di leggi e di regole legate all'internet, si parli anche di omicidio, dato che la maggiorparte dei limiti e delle restrizioni alla libertà della rete è dovuta ad azioni di contrasto agli assassini e al terrorismo. Qualcuno dimentica che tutto quello che si fa contro i delitti legati all'istinto omicida lo si deve alla rete e alla sensibilizzazione ai problemi legati agli assassini, che la rete ha messo in evidenza. Sarebbe addirittura grave se Punto Informatico non ne parlasse. Ma sarebbe assurdo aspettarsi che alla sensibilizzazione per i problemi legati agli assassini non corrisponda, come contraltare, la sensibilizzazione per gli aspetti non-problematici dell'omicidio (???), come il diritto di espressione e di esistenza per queste persone, che in fondo sono persone normali che magari hanno un disagio psicologico ma che non vanno confuse con il problema dell'assassinio criminale, come se crimine e omicidio fossero sinonimi. Senza bisogno di censure, campi di concentramento, manicomi, e carceri. Quindi anche se qualche assassino commenta le notizie di Punto Informatico, signor mythsmith, te ne devi fare una ragione. Perché non vorrei che si arrivasse con queste campagne di violenza verbale a promuovere una sorta di "soluzione finale" contro gli assassini, che avrebbe oltrettutto l'unico effetto di creare un precedente per cancellare un po' per volta i diritti di tutti. Prima si chiude la bocca agli assassini, poi agli omosessuali, poi ai preti, poi ai fascisti, poi ai liberali....
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    Modificato dall' autore il 27 febbraio 2007 12.48
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  • Non solo non distingui il desiderio di uccidere dall'atto di uccidere, ma nemmeno il sesso dall'omicidio.
    L'atto di uccidere è sotto la responsabilità morale ("capacità di intendere e di volere") e gli corrisponde giustamente la responsabilità sanzionatoria, imposta dal volere legislativo, il desiderio di uccidere, sia o non sia sotto la responsabilità morale, non ha bisogno di essere sanzionato. Nel caso di "incapacità di intendere e di volere" l'atto di uccidere è posto ancora sotto la responsabilità giuridica, ma in luogo della responsabilità morale/giuridica si dovranno prendere delle misure anche in base ad una "responsabilità per causazione" (fattori criminogeni, disagio o malattia mentale, minore età, "cause di forza maggiore", distinzione tra omicidio volontario e omicidio colposo) Il desiderio di uccidere e tutto quello che si muove nella mente non si può sopprimere si può prevenire e qui sorgono problemi, tutti affrontabili con l'uso della razionalità, dell acultura, della buona educazione, del sentimento morale.
    Quello che hanno realizzato i nazisti e i sovietici invece è l'idea che forse accarezzi tu, criminalizzare i caratteri, i tipi, le classi, la razza, in modo di togliere alla responsabilità giuridica quella morale e con essa la libertà individuale. La mia idea è che per prevenire serve intelligenza e non repressione pura che ha l'effetto contrario. In molti casi pene troppo alte spingono i criminali a violare la legge in modo ancora più grave, perché tanto la punizione è quasi la stessa. Lo so che è difficile da digerire, ma le pene troppo alte per i reati minori favoriscono la commissione di reati gravi. Se per due arance ti danno poco meno dell'ergastolo tanto vale rischiare l'ergastolo per qualcosa di più grosso. Si deve ragionare anche in modo economico e "criminale" su queste cose. La criminologia è nata da considerazioni di questo tipo e si è affermata contro una visione unilaterale delle scienze giuridiche considerate troppo chiuse ai problemi concreti. Non crederai che io sia un pedofilo come dice quel fanatico... Sono solo una persona razionale.


    Veniamo all'atto sessuale.
    L'atto sessuale è posto sotto la responsabilità morale, il desiderio sessuale no, non avrebbe senso. Oltre ad essere stupida l'idea che al desiderio automaticamente corrisponda l'attuazione (es:lo stupro) è ancora più stupida l'associazione desiderio sessuale(per quanto perverso)-omicidio. I crimini a sfondo sessuale non riguardano solo i bambini, ma quando ci sono di mezzo i bambini si tende a criminalizzare il desiderio sessuale. Questo errore non è solo una "responsabilità per causazione" della società che rende più conveniente ad un pazzo uccidere la sua povera vittima piuttosto che venire linciato per "pedofilia", è una responsabilità morale di ogni persona perché è il clima di fobia che rende impossibile prevenire veramente tali reati. Si preferisce pensare che il mostro è un essere malvagio, mentre è solo un povero malato che si sarebbe potuto aiutare, magari arruolando pedofili come lui, come la Chiesa arruola omosessuali per dissuadere altri omosessuali dal "fare peccato" (ci sarà un motivo se non arruola dei neofascisti) Malato dal mio punto di vista è proprio chi non ha responsabilità morale.
    Naturalmente non pretendo di convincerti con un post ma riflettici
    non+autenticato
  • Guarda che sono d'accordo con te su tutto.
    Eccetto sul punto che non affronti, e che volevo sollevare con questo ed altri post recenti.

    La domanda è semplicissima:

    E' giusto che si vada orgogliosi del proprio disagio psicologico, che quindi non si voglia fare nulla per curarlo nonostante si sappia che potrebbe degenerare in delitto, che si cerchi di convincere il mondo che è cosa normale e di cui andare fieri, che si provi ad associarsi per difendere il proprio diritto a coltivare e diffondere l'odio/l'abominio/la violenza?

    La mia risposta è no, anche qualora alla teoria non seguano fatti delittuosi. Giustificare l'istinto, le pulsioni primitive che portano a commettere delitti di qualsiasi genere (stupro, violenze su minori, omicidio) dovrebbe essere paragonato all'apologia di reato.

    Nota: Non voglio parlare di leggi e provvedimenti in sè, ma dei principi che vogliamo le leggi esprimano alla società.

  • - Scritto da: mythsmith
    > Guarda che sono d'accordo con te su tutto.
    > Eccetto sul punto che non affronti, e che volevo
    > sollevare con questo ed altri post
    > recenti.
    >
    > La domanda è semplicissima:
    >
    > E' giusto che si vada orgogliosi del proprio
    > disagio psicologico, che quindi non si voglia
    > fare nulla per curarlo nonostante si sappia che
    > potrebbe degenerare in delitto, che si cerchi di
    > convincere il mondo che è cosa normale e di cui
    > andare fieri, che si provi ad associarsi per
    > difendere il proprio diritto a coltivare e
    > diffondere l'odio/l'abominio/la
    > violenza?



    > La mia risposta è no, anche qualora alla teoria
    > non seguano fatti delittuosi. Giustificare
    > l'istinto, le pulsioni primitive che portano a
    > commettere delitti di qualsiasi genere (stupro,
    > violenze su minori, omicidio) dovrebbe essere
    > paragonato all'apologia di
    > reato.
    >
    > Nota: Non voglio parlare di leggi e provvedimenti
    > in sè, ma dei principi che vogliamo le leggi
    > esprimano alla
    > società.


    Distinguiamo l'impulso di commettere reato dall'impulso di desiderare di commettere reato oppure no?
    Sull'andare orgogliosi del primo impulso sono d'accordo con te, va evitato, ma non per un giudizio sul merito, ma per un fatto di convivenza sociale e di rispetto delle leggi .
    Sull'andare orgogliosi del secondo impulso, di un desiderio che non ha nessuna intenzione di diventare reato o di realizzarsi per vie illegali o non democratiche è indifferente che sia malattia mentale o meno. Anche perché se è veramente malattia mentale, anche l'orgoglio di essere malati sarebbe malattia mentale. Se il primo impulso vuole attuarsi per vie democratiche e legali non vedo perché far discendere la verità assoluta e impedirglielo per decreto legge. Mentre nazismo e fascismo in una democrazia saranno sempre illegali (sempre la manifestazione del primo tipo di impulso) non è così per altri tipi di reati che potrebbero diventare legali, se non sono proprio incostituzionali.
    non+autenticato
  • In merito al decreto don Di Noto non ha messo nessun zampino, anzi al contrario lo ha criticato, specificando che non risolverà nessun problema (vedete i commenti degli esperti in merito alle sue dichiarazioni).
    Ha più volte dichiarato che i filtri sono inefficaci...da sempre.
    ...ma quando è il giorno che la smettete di sparare inutilmente a zero contro chi è impegnato nella difesa dei diritti dei bambini?
    Quello che fa paura sono i giudizi sommari, prevenuti e rancorosi.....
    non+autenticato
  • - Scritto da:
    > ...ma quando è il giorno che la smettete di
    > sparare inutilmente a zero contro chi è
    > impegnato nella difesa dei diritti dei
    > bambini?

    Diritto di non avere diritti e per questo devono anche ringraziare e baciare i piedi?
    E comunque, il tuo prete:
    1) Anzitutto dovrebbe costituirsi alla giustizia, visto che compie ripetutamente e in maniera continuativa il reato di ricerca consapevole di materiale pedopornografico; ed essendo un privato cittadino non ha, né può legalmente avere, alcuna autorizzazione o deroga al riguardo: e se anche le avesse avute, tali deroghe sono di valore legale NULLO visto che il prete in questione non fa parte delle forze dell'ordine. Solo loro, quando sono in servizio, possono ricevere denunce; e sempre soltanto loro, in servizio e dietro autorizzazione di un magistrato, possono effettuare ricerche in rete. NESSUN privato cittadino può avere un'impunità, inoltre così sbandierata e così continuata nel tempo, nonché costituire associazioni A DELINQUERE che RIPETUTAMENTE E IN VIA CONTINUATA formano un sodalizio criminoso che CONSAPEVOLMENTE si procura (cerca) materiale pornografico prodotto mediante sfruttamento dei minori di anni 18. Chiunque avesse tentato di fare la stessa cosa sarebbe stato arrestato, invece lui è lì e nessuno gli dice niente.

    2) Dopo essersi costituito e dopo aver scontato la pena, se vuol fare qualcosa di buono per i bambini, dovrebbe guardare in casa sua (com'è che non ha MAI denunciato un prete, eppure è pieno di preti pedofili?).

    3) Poi dovrebbe smettere di rendersi ridicolo:
    http://www.bambinidisatana.com/meter.htm
    http://punto-informatico.it/pm.aspx?m_id=1865352&i...
    http://punto-informatico.it/pm.aspx?m_id=1865354&i...

  • - Scritto da: Brontoleus
    > - Scritto da:
    > > ...ma quando è il giorno che la smettete di
    > > sparare inutilmente a zero contro chi è
    > > impegnato nella difesa dei diritti dei
    > > bambini?
    >
    > Diritto di non avere diritti e per questo devono
    > anche ringraziare e baciare i
    > piedi?

    ovvero di farsi scopare dai pedofili..

    > E comunque, il tuo prete:
    > 1) Anzitutto dovrebbe costituirsi alla giustizia,
    > visto che compie ripetutamente e in maniera
    > continuativa il reato di ricerca consapevole di
    > materiale pedopornografico; ed essendo un privato
    > cittadino non ha, né può legalmente avere, alcuna
    > autorizzazione o deroga al riguardo: e se anche
    > le avesse avute, tali deroghe sono di valore
    > legale NULLO visto che il prete in questione non
    > fa parte delle forze dell'ordine. Solo loro,
    > quando sono in servizio, possono ricevere
    > denunce; e sempre soltanto loro, in servizio e
    > dietro autorizzazione di un magistrato, possono
    > effettuare ricerche in rete. NESSUN privato
    > cittadino può avere un'impunità, inoltre così
    > sbandierata e così continuata nel tempo, nonché
    > costituire associazioni A DELINQUERE che
    > RIPETUTAMENTE E IN VIA CONTINUATA formano un
    > sodalizio criminoso che CONSAPEVOLMENTE si
    > procura (cerca) materiale pornografico prodotto
    > mediante sfruttamento dei minori di anni 18.
    > Chiunque avesse tentato di fare la stessa cosa
    > sarebbe stato arrestato, invece lui è lì e
    > nessuno gli dice
    > niente.
    >
    > 2) Dopo essersi costituito e dopo aver scontato

    Fermo restando che qualunque cittadino può andare su un sito pedofilo al fine espresso di denunciarlo perchè la rete fino a prova contraria è LIBERA giusto ? Tu che "prove" hai a sostegno delle fregnacce che dici ?

  • - Scritto da: Godai Yusaku
    >
    > - Scritto da: Brontoleus
    > > - Scritto da:
    > > > ...ma quando è il giorno che la smettete di
    > > > sparare inutilmente a zero contro chi è
    > > > impegnato nella difesa dei diritti dei
    > > > bambini?
    > >
    > > Diritto di non avere diritti e per questo devono
    > > anche ringraziare e baciare i
    > > piedi?
    >
    > ovvero di farsi scopare dai pedofili..
    >
    > > E comunque, il tuo prete:
    > > 1) Anzitutto dovrebbe costituirsi alla
    > giustizia,
    > > visto che compie ripetutamente e in maniera
    > > continuativa il reato di ricerca consapevole di
    > > materiale pedopornografico; ed essendo un
    > privato
    > > cittadino non ha, né può legalmente avere,
    > alcuna
    > > autorizzazione o deroga al riguardo: e se anche
    > > le avesse avute, tali deroghe sono di valore
    > > legale NULLO visto che il prete in questione non
    > > fa parte delle forze dell'ordine. Solo loro,
    > > quando sono in servizio, possono ricevere
    > > denunce; e sempre soltanto loro, in servizio e
    > > dietro autorizzazione di un magistrato, possono
    > > effettuare ricerche in rete. NESSUN privato
    > > cittadino può avere un'impunità, inoltre così
    > > sbandierata e così continuata nel tempo, nonché
    > > costituire associazioni A DELINQUERE che
    > > RIPETUTAMENTE E IN VIA CONTINUATA formano un
    > > sodalizio criminoso che CONSAPEVOLMENTE si
    > > procura (cerca) materiale pornografico prodotto
    > > mediante sfruttamento dei minori di anni 18.
    > > Chiunque avesse tentato di fare la stessa cosa
    > > sarebbe stato arrestato, invece lui è lì e
    > > nessuno gli dice
    > > niente.
    > >
    > > 2) Dopo essersi costituito e dopo aver scontato
    >
    > Fermo restando che qualunque cittadino può andare
    > su un sito pedofilo al fine espresso di
    > denunciarlo perchè la rete fino a prova contraria
    > è LIBERA giusto ? Tu che "prove" hai a sostegno
    > delle fregnacce che dici
    > ?

    1) nel momento stesso in cui sull' hd di questo tizio si scaricano immagini pedopornografiche viene commesso formalmente un reato
    2) per ammissione stessa del prete, la sua attività consiste anche nel forzare siti protetti da password e questo configura il reato di accesso abusivo a sistema informatico, fatti una ricerca indietro nel tempo per vedere se non è vero.

    non+autenticato
  • - Scritto da: Godai Yusaku
    > > Diritto di non avere diritti e per questo
    > > devono anche ringraziare e baciare i
    > > piedi?
    >
    > ovvero di farsi scopare dai pedofili..

    No, anche quello di scopare tra di loro, bere, fumare, guidare, lavorare legalmente, votare, partecipare a manifestazioni politiche, essere eletti, inviare petizioni o indire referendum, fondare partiti politici, il tutto compatibilmente con gli obblighi scolastici e con i doveri correlati a ognuna di queste cose, come ho già avuto modo di spiegare 300 volte. Come NON capisci tu ma altri sì, non si tratta soltando di "scopare coi pedofili" (e non "farsi scopare").

    > Fermo restando che qualunque cittadino può
    > andare su un sito pedofilo al fine espresso
    > di denunciarlo perchè la rete fino a prova
    > contraria è LIBERA giusto ?

    No, sbagliato, la rete non è libera. Oggi poi meno che mai.

    > Tu che "prove" hai a sostegno delle fregnacce
    > che dici?

    E' un pubblico ufficiale? Rispondi sì o no.
    SI -> Non lo sapevo, in ogni caso allora NON può fare il prete perché i due compiti non sono compatibili (sia nel diritto italiano sia in quello canonico)
    NO -> Non può avere autorizzazioni dai magistrati, che possono dare soltanto ai pubblici ufficiali nell'esercizio delle loro funzioni e all'interno di indagini ben precise

    Se ritieni che un non-pubblico ufficiale possa fare indagini di propria iniziativa, allora dimostrami che è così e che eventuali prove raccolte in questo modo possano essere valide in un eventuale procedimento penale.
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    Modificato dall' autore il 25 febbraio 2007 16.19
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  • - Scritto da: Brontoleus
    > - Scritto da: Godai Yusaku
    > > > Diritto di non avere diritti e per questo
    > > > devono anche ringraziare e baciare i
    > > > piedi?
    > >
    > > ovvero di farsi scopare dai pedofili..
    >
    > No, anche quello di scopare tra di loro, bere,
    > fumare, guidare, lavorare legalmente, votare,
    > partecipare a manifestazioni politiche, essere
    > eletti, inviare petizioni o indire referendum,
    > fondare partiti politici, il tutto
    > compatibilmente con gli obblighi scolastici e con
    > i doveri correlati a ognuna di queste cose, come
    > ho già avuto modo di spiegare 300 volte. Come NON
    > capisci tu ma altri sì, non si tratta soltando di
    > "scopare coi pedofili" (e non "farsi
    > scopare").

    E invece il discorso è proprio quello: FARSI scopare dai pedofili perchè se due coetanei 12enni giochicchiano TRA LORO non esiste da sempre alcuna implicazione di carattere penale o giuridica.. Ricordo un caso limite di una dodicenne rimasta incinta del fidanzatino di 13 in Inghiterra ma questo anche in italia.. ERGO NON PRENDIAMOCI PER I FONDELLI.. I "diritti" sarebbero SOLO dei pedofili..

    > > Fermo restando che qualunque cittadino può
    > > andare su un sito pedofilo al fine espresso
    > > di denunciarlo perchè la rete fino a prova
    > > contraria è LIBERA giusto ?
    >
    > No, sbagliato, la rete non è libera. Oggi poi
    > meno che
    > mai.
    >
    > > Tu che "prove" hai a sostegno delle fregnacce
    > > che dici?
    >
    > E' un pubblico ufficiale? Rispondi sì o no.
    > SI -> Non lo sapevo, in ogni caso allora NON può

    E' come me e tutti gli altri un cittadino della repubblica italiana..


    > fare il prete perché i due compiti non sono
    > compatibili (sia nel diritto italiano sia in
    > quello
    > canonico)
    > NO -> Non può avere autorizzazioni dai
    > magistrati, che possono dare soltanto ai pubblici
    > ufficiali nell'esercizio delle loro funzioni e
    > all'interno di indagini ben
    > precise

    La rete è libera per io o chiunque altro posso andare dove mi pare: anche nei quarieri malfamati o "proibiti" dalla legge.. A scanso di retate della polizia basta comunicarlo prima a chi di dovere motivando opportunamente le proprie finalità..

    > Se ritieni che un non-pubblico ufficiale possa
    > fare indagini di propria iniziativa, allora
    > dimostrami che è così e che eventuali prove
    > raccolte in questo modo possano essere valide in
    > un eventuale procedimento
    > penale.

    Non serve dimostrarlo: è così, lo capirebbe anche un cretino visto il rapporto quotidiano del prete con la procura di catania..
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    Modificato dall' autore il 25 febbraio 2007 17.09
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  • - Scritto da: Godai Yusaku
    > > No, anche quello di scopare tra di loro,
    > > bere, fumare, guidare, lavorare legalmente,
    > > votare, partecipare a manifestazioni
    > > politiche, essere eletti, inviare petizioni
    > > o indire referendum, fondare partiti
    > > politici, il tutto compatibilmente con gli
    > > obblighi scolastici e con i doveri
    > > correlati a ognuna di queste cose, come
    > > ho già avuto modo di spiegare 300 volte.

    Hai dimenticato di rispondere

    > > Come NON capisci tu ma altri sì, non si
    > > tratta soltando di "scopare coi pedofili"
    > > (e non "farsi scopare").
    >
    > E invece il discorso è proprio quello: FARSI
    > scopare dai pedofili perchè se due coetanei
    > 12enni giochicchiano TRA LORO non esiste da
    > sempre alcuna implicazione di carattere
    > penale o giuridica.. Ricordo un caso limite
    > di una dodicenne rimasta incinta del
    > fidanzatino di 13 in Inghiterra ma questo
    > anche in italia.. ERGO NON PRENDIAMOCI PER I
    > FONDELLI..

    12 e 14 è reato, come mi risulta, oppure vuoi negare anche l'evidenza?
    E poi sulla differenza tra "scopare" e "farsi scopare": stando al tuo ragionamento, non è il punto nemmeno se un ragazzino lo mette dietro a un adulto?

    > I "diritti" sarebbero SOLO dei pedofili..

    Certo, tutta quella roba che ho messo sopra (e che lascio quotata apposta) non vale un fico secco. Si tratta solo di sesso, di "diritti" (tra virgolette eh) di orchi maniaci stupratori che se ne fregano dei bambini, bla bla bla.
    Anziché continuare a sparare cazzate, la pianti di rispondere solo a quello che ti fa comodo?

    > > No, sbagliato, la rete non è libera. Oggi
    > > poi meno che mai.

    Ti sei scordato di rispondere anche a questo...

    > > E' un pubblico ufficiale? Rispondi sì o no.
    > > SI -> Non lo sapevo, in ogni caso allora NON
    > > può
    >
    > E' come me e tutti gli altri un cittadino
    > della repubblica italiana..

    Quindi, come te e tutti gli altri, non ha poteri da pubblico ufficiale, non può essere autorizzato da magistrati a compiere indagini, non può entrare nei sistemi informatici protetti senza autorizzazione dei proprietari e soprattutto non può commettere reati (di qualunque tipo) a prescindere dal fine per cui li commette.

    > La rete è libera

    Ribadisco di no:
    http://www.casinonazionale.com
    Tu andando a quest'indirizzo cosa vedi?
    Se non vedi la homepage del sito, allora vedi che la rete non è libera. Se vedi la homepage del sito stai barando sapendo di barare.

    > per io

    "per io"? Ma come parli?

    > o chiunque altro posso
    > andare dove mi pare: anche nei quarieri
    > malfamati o "proibiti" dalla legge..

    Esistono in Italia quartieri "proibiti" dalla legge? Puoi fare qualche esempio?

    > A scanso di retate
    > della polizia basta comunicarlo prima a chi di
    > dovere motivando opportunamente le proprie
    > finalità..

    Certo come no
    "Sto andando a trovare un mio amico, si chiama Bernardo Provenzano, se fate retate io non c'entro eh"
    Credibile, certo certo...

    > Non serve dimostrarlo: è così, lo capirebbe
    > anche un cretino visto il rapporto quotidiano
    > del prete con la procura di catania..

    E quindi il fatto che abbia un rapporto con la procura di Catania che c'entra? Se vuole fare il poliziotto che si tolga l'abito talare, si arruoli nella polizia e si metta la divisa, non mi sembra che nessuno glielo abbia mai impedito. Se qualcuno l'avesse autorizzato avrebbe commesso quantomeno un'ingenuità, ma è difficile da credere che un procuratore della repubblica abbia mai autorizzato chicchessia a violare la legge, nonché a raccogliere denunce (le denunce le raccolgono direttamente le forze dell'ordine e evitano pure un passaggio).
    Ammesso che esista sarebbe divertente leggere il testo dell'autorizzazione, perché chi l'ha firmata potrebbe passare dei brutti quarti d'ora per abuso d'ufficio. In ogni caso, anche se esistesse (e ripeto, non lo credo) non avrebbe alcun valore legale, insomma si potrebbe usare benissimo come carta igienica neanche troppo morbida, perché il valore di un foglio del genere quello sarebbe. Non esistono deroghe nelle leggi sulla pedopornografia, né vi sono sentenze della Corte di Cassazione o della Corte Costituzionale in tal senso, quindi qualunque altro atto sarebbe nullo (se si tratta di un foglio e basta) o comunque impugnabile (se si trattasse di una sentenza di primo o secondo grado).

  • - Scritto da: Godai Yusaku
    > - Scritto da: Brontoleus
    > > - Scritto da: Godai Yusaku
    > > > > Diritto di non avere diritti e per questo
    > > > > devono anche ringraziare e baciare i
    > > > > piedi?
    > > >
    > > > ovvero di farsi scopare dai pedofili..
    > >
    > > No, anche quello di scopare tra di loro, bere,
    > > fumare, guidare, lavorare legalmente, votare,
    > > partecipare a manifestazioni politiche, essere
    > > eletti, inviare petizioni o indire referendum,
    > > fondare partiti politici, il tutto
    > > compatibilmente con gli obblighi scolastici e
    > con
    > > i doveri correlati a ognuna di queste cose, come
    > > ho già avuto modo di spiegare 300 volte. Come
    > NON
    > > capisci tu ma altri sì, non si tratta soltando
    > di
    > > "scopare coi pedofili" (e non "farsi
    > > scopare").
    >
    > E invece il discorso è proprio quello: FARSI
    > scopare dai pedofili perchè se due coetanei
    > 12enni giochicchiano TRA LORO non esiste da
    > sempre alcuna implicazione di carattere penale o
    > giuridica..

    E questo dimostra la tua abissale ignoranza delle leggi.
    I rapporti sessuali SOTTO i tredici anni sono sempre e comunque proibiti.
    Solo che se sono coinvolti due minori di 14 anni non sono imputabili, ma risulta comunque che hanno commesso un reato, come se avessero assassinato una persona.

    > Ricordo un caso limite di una
    > dodicenne rimasta incinta del fidanzatino di 13
    > in Inghiterra ma questo anche in italia.. ERGO
    > NON PRENDIAMOCI PER I FONDELLI.. I "diritti"
    > sarebbero SOLO dei
    > pedofili..
    >
    > > > Fermo restando che qualunque cittadino può
    > > > andare su un sito pedofilo al fine espresso
    > > > di denunciarlo perchè la rete fino a prova
    > > > contraria è LIBERA giusto ?
    > >
    > > No, sbagliato, la rete non è libera. Oggi poi
    > > meno che
    > > mai.
    > >
    > > > Tu che "prove" hai a sostegno delle fregnacce
    > > > che dici?
    > >
    > > E' un pubblico ufficiale? Rispondi sì o no.
    > > SI -> Non lo sapevo, in ogni caso allora NON può
    >
    > E' come me e tutti gli altri un cittadino della
    > repubblica
    > italiana..

    E quindi che le rispetti queste leggi.

    > > fare il prete perché i due compiti non sono
    > > compatibili (sia nel diritto italiano sia in
    > > quello
    > > canonico)
    > > NO -> Non può avere autorizzazioni dai
    > > magistrati, che possono dare soltanto ai
    > pubblici
    > > ufficiali nell'esercizio delle loro funzioni e
    > > all'interno di indagini ben
    > > precise
    >
    > La rete è libera per io o chiunque altro posso
    > andare dove mi pare: anche nei quarieri malfamati
    > o "proibiti" dalla legge.. A scanso di retate
    > della polizia basta comunicarlo prima a chi di
    > dovere motivando opportunamente le proprie
    > finalità..

    Va bene, allora vorrà dire che avvertirò i carabinieri che vengo a sfondare la porta di casa tua alla ricerca di materiale pedopornografico, così evito le "retate".

    > > Se ritieni che un non-pubblico ufficiale possa
    > > fare indagini di propria iniziativa, allora
    > > dimostrami che è così e che eventuali prove
    > > raccolte in questo modo possano essere valide in
    > > un eventuale procedimento
    > > penale.
    >
    > Non serve dimostrarlo: è così, lo capirebbe anche
    > un cretino visto il rapporto quotidiano del prete
    > con la procura di
    > catania..

    Questo dimostra solo che sono tutti bulicci con il qulo degli altri.
    non+autenticato

  • > > E invece il discorso è proprio quello: FARSI
    > > scopare dai pedofili perchè se due coetanei
    > > 12enni giochicchiano TRA LORO non esiste da
    > > sempre alcuna implicazione di carattere penale o
    > > giuridica..


    > E questo dimostra la tua abissale ignoranza delle
    > leggi.
    > I rapporti sessuali SOTTO i tredici anni sono
    > sempre e comunque
    > proibiti.
    > Solo che se sono coinvolti due minori di 14 anni
    > non sono imputabili, ma risulta comunque che
    > hanno commesso un reato, come se avessero
    > assassinato una
    > persona.

    Ossignur cosa mi tocca leggere: è reato il sesso e non il plagio del minore..A bocca aperta

    Qui l'unica cosa "assassinata" è il tuo cervello.. Newbie, inesperto

    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >
    > > > E invece il discorso è proprio quello: FARSI
    > > > scopare dai pedofili perchè se due coetanei
    > > > 12enni giochicchiano TRA LORO non esiste da
    > > > sempre alcuna implicazione di carattere
    > penale
    > o
    > > > giuridica..
    >
    >
    > > E questo dimostra la tua abissale ignoranza
    > delle
    > > leggi.
    > > I rapporti sessuali SOTTO i tredici anni sono
    > > sempre e comunque
    > > proibiti.
    > > Solo che se sono coinvolti due minori di 14 anni
    > > non sono imputabili, ma risulta comunque che
    > > hanno commesso un reato, come se avessero
    > > assassinato una
    > > persona.
    >
    > Ossignur cosa mi tocca leggere: è reato il sesso
    > e non il plagio del minore..
    >A bocca aperta
    >
    > Qui l'unica cosa "assassinata" è il tuo
    > cervello..
    > Newbie, inesperto
    >

    Se viene considerato comunque violenza sessuale non è colpa mia.
    Solo che avviene fra soggetti non imputabili.
    non+autenticato
  • > E comunque, il tuo prete:
    > 1) Anzitutto dovrebbe costituirsi alla giustizia,
    > visto che compie ripetutamente e in maniera
    > continuativa il reato di ricerca consapevole di
    > materiale pedopornografico;

    Da quando in qua "ricercare" qualcosa è reato? Come puoi stabilire se qualcuno sta cercando proprio una certa cosa?
    Semmai il reatò c'è nel caso in cui il prete trovi materiale pedoporno e non denunci immediatamente il ritrovamento (e mi pare sia proprio questo lo scopo).

    Non sono esperto legale, ma dal punto di vista della coscienza (che dovrebbe codificarsi poi in legge) il problema maggiore di chi standosene a casetta sua scarica materiale pedoporno "senza far male a nessuno" (quindi anche senza pagare per ciò che scarica) è che di solito si rifiuta di denunciare alle autorità, quindi è come se collaborasse alle violenze.
    Al pari di chi, testimone di un omicidio, non collabora con la giustizia.

    La solita omertà degli italiani.
  • I loro post sono TUTTI interessanti, quelli avversi TUTTI troll o "inutile".. Mi domando. può una tal cosa esistere e chiamarsi intelligenza (anche se del cazzo) ? Newbie, inespertoNewbie, inespertoNewbie, inespertoNewbie, inesperto


    http://punto-informatico.it/pm.aspx?id=1898643&m_i...


    Chiedo alla redazione di intervenire: non per qualcosa ma così è davvero troppo una buffonata..


    Grazie per l'attenzione..

  • - Scritto da: Godai Yusaku
    > I loro post sono TUTTI interessanti, quelli
    > avversi TUTTI troll o "inutile".. Mi domando. può
    > una tal cosa esistere e chiamarsi intelligenza
    > (anche se del cazzo) ?
    > Newbie, inespertoNewbie, inespertoNewbie, inespertoNewbie, inesperto
    >
    >
    > http://punto-informatico.it/pm.aspx?id=1898643&m_i
    >
    >
    > Chiedo alla redazione di intervenire: non per
    > qualcosa ma così è davvero troppo una
    > buffonata..
    >

    Perché lo vede anche un pollo che ti piace mistificare la realtà.
    non+autenticato
  • Se la metà di voi avesse avuto a che fare con questa roba almeno per un giorno nella vita, capirebbe che anche il metodo DNS, sicuramente discutibile, aggirabile, poco efficiente, che anche le nonne sanno aggirare, non sarebbe poi così male... Qualcuno ha detto che c'è ancora molta ignoranza... E' vero! Ed è proprio per questo che tali banali sistemi avrebbero un risvolto positivo... Se poi si è quel po' più intelligenti di chi l'ha pensato, allora non vedo dove sarebbe il problema. Si aggira l'ostacolo ed a noi non darà più fastidio... Troppo facile parlarne standone fuori...

    Saluti!
    non+autenticato
  • Useranno ancora il bellissimo modo dei DNS che raggira mia nonna con un altro dns (opendns?) o stavolta cambiano metodoA bocca aperta?
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 20 febbraio 2007 15.30
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  • Si pare impongano a tutti l'uso dei DNS di Telecom Italia, visto come vanno ultimamente è un filtro efficentissimo A bocca aperta
    non+autenticato
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