
Nonostante l'uso del TPM sia molto limitato, è tuttavia già sufficiente per creare qualche preoccupazione. Cifrare la partizione di sistema del disco e verificarne la salubrità al momento del bootstrap vuol dire che se il sistema operativo è "taroccato" il sistema non verrà autorizzato a partire. "Taroccato", però, può voler dire sia "modificato" da un virus che "copiato illegalmente" o modificato consapevolmente dall'utente. Il sistema non è in grado di distinguere tra intenzioni buone o cattive ma solo tra file integri e file modificati.
Le funzionalità DRM (anticopia) del Trusted Computing sono quindi già pienamente disponibili su Windows Vista persino con questo livello minimo di sfruttamento della Trusted Platform sottostante. Si tratta, di fatto, della tanto temuta funzionalità di "Secure boot" del Trusted Computing, anche se Microsoft si guarda bene dal chiamarla con questo nome.
Questa funzionalità non aggiunge molto alla protezione anticopia di Windows Vista, già garantita da altri mezzi, ma fornisce un potente strumento anticopia ai programmi di terze parti che si insediano sulla stessa partizione cifrata del sistema operativo.
Ma non facevamo prima con un Live CD?La sicurezza aggiuntiva che fornisce il Trusted Computing al sistema è piuttosto limitata, soprattutto se viene confrontata con ciò che il mercato fornisce da anni, gratuitamente, su tutte le piattaforme.
Questa stessa funzionalità, infatti, può facilmente essere ottenuta, da diversi anni e su qualunque sistema operativo esistente, grazie all'uso di uno qualunque dei vari sistemi di verifica della integrità del file system, come Tripwire, e di un qualunque supporto esterno per la memorizzazione delle chiavi (un CD-ROM, una chiave USB, etc.).
Questi sistemi funzionano in questo modo:
1) Un apposito programma (Tripwire o simili) genera un apposito "checksum" (MD5 o CRC) che identifica univocamente ogni singolo file che si vuole tenere sotto controllo.
2) Questi checksum sono piccoli file che vengono memorizzati fuori dalla portata di eventuali malfattori, di solito su un CD.
3) Al momento del bootstrap, si esegue il programma, si ricalcolano i checksum e li si confronta con quelli memorizzati. Se uno di questi non corrisponde, vuol dire che il file è stato modificato o sostituito ed il bootstrap viene interrotto in attesa dell'intervento dell'amministratore.
Una soluzione ancora più semplice (e già molto diffusa nella realtà) consiste nell'usare una distribuzione "Live" di Linux (Knoppix, Ubuntu, etc.) e magari salvare i dati su una chiave USB. Questa soluzione non richiede nessuna particolare competenza tecnica e mantiene il sistema operativo al sicuro sul CD (che non è scrivibile e quindi non può essere modificato). Questa soluzione viene usata, ad esempio, per creare dei server resistenti a qualunque tipo di attacco o dei "chioschi" in grado di ripartire da una situazione sicura dopo un possibile crash.
Il Trusted Computing di Windows Vista, quindi, non fornisce nessuna funzionalità realmente innovativa. Ciò che si può fare con il TPM, può essere fatto con altri mezzi da molti anni, gratuitamente.
Si noti che, a differenza di quanto avviene nel caso di Windows Vista e del suo TPM, sia usando Tripwire che il Live CD il controllo resta sempre e comunque nelle mani dell'utente (o amministratore) del sistema. Non può succedere, nemmeno per sbaglio, che il controllo del sistema passi, anche solo in parte o temporaneamente, ad un programma non autorizzato dall'utente o ad una persona diversa dall'utente legittimo del sistema (ad esempio un fornitore).