Cassandra Crossing/ Nullum crimen sine lege

di Marco Calamari - Le nuove tecnologie da sempre stimolano l'individuazione di nuove fattispecie di reato. Ma talvolta si oltrepassa il limite, anche quando lo si fa con finalità all'apparenza nobili

Roma - Ovvero "Non esiste reato se non c'è una legge (che lo definisca)". Questo è un principio fondamentale del diritto romano, insieme alla presunzione di innocenza ed alla conseguente assoluzione in caso di dubbio "In dubio pro reo".

Ma cosa succede quando il progresso di una società apre nuove prospettive? La Legge si deve estendere, come ha fatto attraverso i secoli, secondo necessità; questo deve pero' avvenire nel rispetto dei principi di un corpus legislativo. E nel caso della creazione di nuovi mondi come la Rete? Cosa deve fare la Legge?

Bene, logica pretende che se il nuovo mondo permette di commettere nuovi crimini, si prevedano nuovo fattispecie di reato. Ma se il nuovo mondo non appartiene alla società che lo vuole regolare questo equivale ad una guerra di conquista, paragonabile alle colonizzazioni avvenute nel secondo millennio.
Le nazioni nel ventesimo secolo hanno provato ad inventare qualcosa di meglio, e nel caso dell'Antartide e dello spazio esterno hanno approvato due trattati internazionali che convengono (il primo purtroppo "suddivide" anche la torta tra i partecipanti) sulle peculiarità e sulla necessità di regole più rispettose della diversità dei partecipanti e del nuovo mondo.

Esistono, è vero, casi in cui una nuova tecnologia ha richiesto la creazione di nuovi reati (più precisamente di nuove fattispecie di reato); pensiamo alla motorizzazione di massa ed ai reati nuovi che sono stati introdotti, come ad esempio la guida in stato di ebbrezza o l'omissione di soccorso dopo un incidente. Si tratta, come è evidente, di nuovi comportamenti, od almeno importanti variazioni di comportamenti delittuosi già esistenti, che giustificano l'introduzione di nuove fattispecie di reato.

Ma cosa accade nel mondo dell'informatica e della telematica? Bene, anche qui sono possibili alcune nuove forme di delitto, come ad esempio la violazione ed il danneggiamento di sistemi informatici, che come tali sono sanzionabili e sanzionati negli articoli 420 e 615 del Codice Penale. C'è un sistema informatico non mio; se lo rompo sono cattivo e vengo punito. Basterebbe il codice civile per punire il danneggiamento di una proprietà di altri, ma le peculiarità di un sistema informatico possono in effetti richiedere un trattamento specifico.

Sembra tutto giusto, non è vero? Ma già qui emerge un modus operandi del legislatore a mio avviso inaccettabile, e cioè la creazione di reati "accessori" nell'ambito di una norma "naturale".

Nell'articolo 615 quater C.P. ad esempio si definisce la fattispecie di reato di detenzione abusiva di password.
Avere delle password che non uso per commettere reato non sembra un reato di per sé al senso comune. Norme del genere possono facilmente essere stiracchiate fino ad ottenere risultati stupefacenti. Nel caso specifico, avendo a casa un paio di dizionari della lingua italiana e di quella inglese, custodisco le password di migliaia di sistemi informatici che non ho il diritto di detenere, per cui potrei essere reo di questa nuova fattispecie di reato, che non è affatto necessaria per punire il reato principale di danneggiamento di un sistema informatico, ma, nella migliore delle ipotesi, serve per aggravarlo o per facilitare il procedimento contro l'autore e i suoi complici.

Pensate che uno stiracchiamento di applicazione di una norma come questa sia impossibile? Allora dovreste proprio leggervi certe sentenze che arrivano a queste vette ed oltre. Questi reati accessori vengono infatti spesso usati per semplificare attività di indagine o per colpire comunque sospetti di altri reati per cui non si è in possesso di prove sufficienti a perseguire loro presunti complici.

Si complica in questo modo la originaria relazione comportamento -> legge -> reato -> pena, definendo nuovi comportamenti, non dannosi di per sé, come reati.

Facciamo un esempio banale. Un tizio picchia un martello in testa ad un altro e lo uccide. Reato specifico di omicidio; una volta provato, pene, aggravanti ed attenuanti sono dettagliatamente definite. Ma se risultasse molto difficile perseguire un assassino perché è difficoltoso ottenere le prove? Allora si potrebbero potenziare le risorse a disposizione degli investigatori. Troppo difficile o costoso? Allora introduciamo il reato di "porto abusivo di martello", in modo che intanto si possa meglio perseguire chi commette reati accusandolo di reati secondari più facilmente provabili (o stiracchiabili). Il fine è nobile: quello di mettere in galera assassini che rischiano di sfuggire alle maglie della giustizia. Basta fidarsi.

Bene, l'ormai stracitato Articolato Tanga sulla riforma dei reati informatici (in particolare il 615) dopo il convegno di Varenna non è più stato visto in giro.
Questo articolato prevedeva l'introduzione di due fattispecie di reato particolarmente preoccupanti, come la detenzione di programmi informatici e l'abuso di mezzi crittografici, che sono variazioni sul tema del porto abusivo di martello, ed orientati, per stessa ammissione degli addetti ai lavori, a facilitare il lavoro di indagine per i reati informatici.

Si inventa quindi nuova illegalità per perseguire meglio quella esistente.

Purtroppo il lavoro della Commissione Nordio (di cui l'Articolato Tanga fa parte) che doveva produrre la bozza di riforma del Codice Penale è ancora aperto, e la motivazione per questa iniziativa (il recepimento di trattati come quello di Budapest e di direttive U.E.) esiste ed è più urgente che mai. Niente di più facile quindi che improvvisamente un governo dei prossimi, indipendentemente da premier e colore, tiri fuori ed approvi a tempo di record un parente stretto di questo articolato.

L'avvocato Daniele Minotti, in una accesa e proficua discussione avuta via mail list con me sul tema, mi assicura che il quadro legislativo delineato dall'articolato Tanga è addirittura più garantista di quello attuale, ma la mia opinione di provetto informatico e legale autodidatta è quella di diffidare al massimo dalle riforme giustificate da buone intenzioni e cattive realizzazioni. La storia del decreto Urbani docet, e qui la posta in gioco è decisamente più alta.
State in campana.

Marco Calamari

Le precedenti release di Cassandra Crossing sono disponibili qui
22 Commenti alla Notizia Cassandra Crossing/ Nullum crimen sine lege
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  • Un articolo decisamente chiaro, che mira al punto e mette a fuoco uno degli aspetti più inquietanti dei recenti atteggiamenti del legislatore.

    (GASP, detto così mi sembra d'essere un politico)

  • - Scritto da: Gatto Selvaggio
    > Un articolo decisamente chiaro, che mira al punto
    > e mette a fuoco uno degli aspetti più inquietanti
    > dei recenti atteggiamenti del
    > legislatore.
    >
    > (GASP, detto così mi sembra d'essere un politico)

    questa senzazione perchè si CRESCE e ci si accorge che la politica = civiltà e che un certo linguaggio preciso (se possibile) o "cauto" sono propri della politica.

    la politica interessa tutti, ci interessa profondamente e direttamente.

    quando trovo quei tre deficienti che dicono che "siccome la petizione l'hanno fatta SOLO in 25000 allora vuol dire che sono in minoranza e quindi il resto del paese è contrario" ... penso che sono in malafede perchè il resto del paese SEMPLICEMENTE IGNORA, lascia correre... si lamenta ma evita di impegnarsi.

    tutto qui

    quindi bene, evviva calamari, evviva te che te ne interessi.

    :)
    non+autenticato
  • se è così facile come dici (scusa ti do del tu) com'è la Franzoni non l'hanno ancora condannata?
    MeX
    16897
  • > se è così facile come dici (scusa ti do del tu)
    > com'è la Franzoni non l'hanno ancora condannata?

    1. Ha buoni avvocati. Chiunque altro sarebbe in carcere in attesa della sentenza definitiva.
    2. Non hanno prove.

    Perché naturalmente tu sai che è colpevole, vero? Sei al corrente di dettagli che al pubblico non sono stati presentati? Eri in quella casa all'ora del fatto, aggrappato al soffitto a mo' di mosca? Allora potresti essere stato tu.

  • - Scritto da: Gatto Selvaggio
    > > se è così facile come dici (scusa ti do del tu)
    > > com'è la Franzoni non l'hanno ancora condannata?
    >
    > 1. Ha buoni avvocati. Chiunque altro sarebbe in
    > carcere in attesa della sentenza
    > definitiva.
    > 2. Non hanno prove.
    >
    > Perché naturalmente tu sai che è
    > colpevole, vero? Sei al corrente di dettagli che
    > al pubblico non sono stati presentati? Eri in
    > quella casa all'ora del fatto, aggrappato al
    > soffitto a mo' di mosca? Allora potresti essere
    > stato
    > tu.

    il cadavere di un neonato, in una casa senza effrazioni, la madre che non chiama subito la polizia... o i vicini... mmmmmmmmmmm
    MeX
    16897
  • - Scritto da: MeX
    >
    > il cadavere di un neonato, in una casa senza
    > effrazioni, la madre che non chiama subito la
    > polizia... o i vicini...
    > mmmmmmmmmmm

    Dunque se viene violato un sistema informatico e si scompre che tu detieni sul tuo computer nmap, nessus, kismet, gpg... mmmmmm.... direi che senza dubbio sei tu il colpevole.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > - Scritto da: MeX
    > >
    > > il cadavere di un neonato, in una casa senza
    > > effrazioni, la madre che non chiama subito la
    > > polizia... o i vicini...
    > > mmmmmmmmmmm
    >
    > Dunque se viene violato un sistema informatico e
    > si scompre che tu detieni sul tuo computer nmap,
    > nessus, kismet, gpg... mmmmmm.... direi che senza
    > dubbio sei tu il
    > colpevole.

    diciamo che se arrivano a sapere questo è perchè sono indagato per qualche cosa... ed è ovvio che se sono indagato di chessò frodi bancarie online... e il mio harddisk è criptato... questo non giova alla mia posizione... no?
    MeX
    16897
  • > il cadavere di un neonato, in una casa senza
    > effrazioni, la madre che non chiama subito la
    > polizia... o i vicini...
    > mmmmmmmmmmm

    Indizi. In base ai quali senza un buon avvocato ti condannano. In particolare, quando la difesa ha menzionato l'esistenza di una sindrome per cui è possibile vomitare sangue fino al soffitto, non sono più stato certo della colpevolezza della Franzoni.

    Non dico nemmeno di essere certo della sua innocenza. Però, se un principio del diritto afferma in dubio pro reo, ci si deve attenere.

    In Italia ti si condanna in base al libero convincimento del giudice suffragato da indizi, che è un compromesso, discutibile ma nel complesso ragionevole, tra il principio e l'esigenza di metter dentro, ogni tanto, almeno qualche colpevole.

    In pratica, il colpevole occasionale sa di esserlo e una volta in carcere finisce per accettare la pena.

    Invece la Franzoni no - magari perché non ricorda, chissà. Ma sta di fatto che invece di accettare la generale presunzione di colpevolezza ha chiamato Taormina.

  • - Scritto da: Gatto Selvaggio
    > > il cadavere di un neonato, in una casa senza
    > > effrazioni, la madre che non chiama subito la
    > > polizia... o i vicini...
    > > mmmmmmmmmmm
    >
    > Indizi. In base ai quali senza un buon avvocato
    > ti condannano. In particolare, quando la difesa
    > ha menzionato l'esistenza di una sindrome per cui
    > è possibile vomitare sangue fino al soffitto, non
    > sono più stato certo della colpevolezza della
    > Franzoni.
    >
    > Non dico nemmeno di essere certo della sua
    > innocenza. Però, se un principio del diritto
    > afferma in dubio pro reo, ci si deve
    > attenere.
    >
    > In Italia ti si condanna in base al libero
    > convincimento del giudice suffragato da indizi,
    > che è un compromesso, discutibile ma nel
    > complesso ragionevole, tra il principio e
    > l'esigenza di metter dentro, ogni tanto, almeno
    > qualche
    > colpevole.
    >
    > In pratica, il colpevole occasionale sa di
    > esserlo e una volta in carcere finisce per
    > accettare la
    > pena.
    >
    > Invece la Franzoni no - magari perché non
    > ricorda, chissà. Ma sta di fatto che invece di
    > accettare la generale presunzione di colpevolezza
    > ha chiamato
    > Taormina.


    Non si cerca il colpevole, si cerca *un colpevole*, questa è l'Italia, dove conta l'Opinione Pubblica. Meglio 100 innocenti in galera che *un* colpevole fuori...

    PS: Che cosa c'è di ragionevole nel decisionismo di un giudice se non ha la prova di colpevolezza?
    non+autenticato

  • > Meglio 100 innocenti in
    > galera che *un* colpevole
    > fuori...


    Può sembrare cinico e inaccettabile ma all'atto pratico è così, anche senza bisogno di ricorrere all'opinione pubblica.

    Uno, dieci, cento innocenti in galera per lo Stato non sono nulla. Così come non sono nulla uno, dieci, cento o mille morti per incidenti. Nella stragrande maggioranza dei casi il singolo cittadino e la sua famiglia sono un peso economico per lo Stato, non un guadagno.

    Un colpevole in libertà invece può essere particolarmente dannoso: incrina la percezione di sicurezza che è fondamentale per la vita economica del Paese. Questo non può essere tollerato (a meno che non si tratti di un tagliagole di poco peso, finchè ammazza qualche commercialista non ci sono problemi).
    non+autenticato
  • > Nella stragrande maggioranza dei casi il singolo
    > cittadino e la sua famiglia sono un peso
    > economico per lo Stato, non un
    > guadagno.

    Soprattutto se percepiscono una pensione.
  • > PS: Che cosa c'è di ragionevole nel decisionismo
    > di un giudice se non ha la prova di colpevolezza?

    Di ragionevole c'è il fatto che spesso manca una prova rigorosamente logica, ma euristicamente 'si sa' chi è il colpevole.

    Ad esempio dove abito certi condomini hanno insistito per diversi anni per tagliare un albero. Poiché il giudice di pace non ha dato loro ragione, l'albero è misteriosamente seccato, con un vistoso alone intorno lasciato dalla sostanza usata per avvelenarlo. Benché non vi siano prove, ovviamente io so chi è stato.

    Se invece di un albero il morto fosse un essere umano, l'autorità giudiziaria cercherebbe di metter dentro un colpevole, e il destinatario dei sospetti sarebbe chi abbia precedentemente dichiarato di voler uccidere la vittima, no? Nella maggior parte dei casi così procedendo ci si azzecca, e il colpevole accetta la pena perché sa di essere stato lui.
    I falsi positivi allo stato non interessano più di tanto.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Gatto Selvaggio
    > > il cadavere di un neonato, in una casa senza
    > > effrazioni, la madre che non chiama subito la
    > > polizia... o i vicini...
    > > mmmmmmmmmmm
    >
    > Indizi. In base ai quali senza un buon avvocato
    > ti condannano. In particolare, quando la difesa
    > ha menzionato l'esistenza di una sindrome per cui
    > è possibile vomitare sangue fino al soffitto, non
    > sono più stato certo della colpevolezza della
    > Franzoni.
    >
    > Non dico nemmeno di essere certo della sua
    > innocenza. Però, se un principio del diritto
    > afferma in dubio pro reo, ci si deve
    > attenere.
    >
    > In Italia ti si condanna in base al libero
    > convincimento del giudice suffragato da indizi,
    > che è un compromesso, discutibile ma nel
    > complesso ragionevole, tra il principio e
    > l'esigenza di metter dentro, ogni tanto, almeno
    > qualche
    > colpevole.
    >
    > In pratica, il colpevole occasionale sa di
    > esserlo e una volta in carcere finisce per
    > accettare la
    > pena.
    >
    > Invece la Franzoni no - magari perché non
    > ricorda, chissà. Ma sta di fatto che invece di
    > accettare la generale presunzione di colpevolezza
    > ha chiamato
    > Taormina.

    indizi appunto... ma da come la mette Calamari i giudici in Italia hanno il potere di metterti in carcere perchè usi un programma opensource per criptare l'HD... allora io mi chiedo... com'è che la Franzoni non è in carcere?
    MeX
    16897
  • Chi ce l' ha se lo tenga...
    E chi non ce l' ha se l' aspetti...

    Di questo passo si potrebbe essere incriminati di qualsiasi cosa... ma proprio qualsiasi, basta costruire artificiosamente e forzosamente un reato su qualsiasi cosa faccia comodo per procedere contro qualcuno che sia solo un po' sospetto, anche se quella cosa non e' mai stato un reato sino a quel momento; l' arbitrio piu' assoluto, il "diritto istantaneo" o "diritto espresso", si fa come il caffe' cosi'... alla bisogna ecco cosi' inventata istantaneamente di sana pianta una nuova norma, una nuova forma di illegalita'...
    L' estrema frontiera del diritto... ovvero l' assenza totale del Diritto.

    Restiamo in fervida attesa delle prime applicazioni pratiche.