mercoledì 28 febbraio 2007

Dmin.it: P2P a rischio di estinzione?

di Michele Favara Pedarsi - dmin.it è un'opzione per i digital media piuttosto valida, tanto da essere applaudita fino in Cina, ma è la cura per un diritto d'autore malato o solo l'ennesimo tentativo di uccidere il P2P?

Veniamo ora all'analisi. Questo articolo è un'idea nata lo scorso settembre; però vista la complessità del progetto e una prima impressione esageratamente negativa, per la pubblicazione mi è sembrato opportuno attendere un po' e nel frattempo approfondire iscrivendomi al loro riflettore - una mailing list aperta - sul quale in questi mesi ho posto varie domande, sollecitazioni, proposte, provocazioni alle quali sono seguite però solo risposte evasive. In ogni caso dopo l'intervista di Punto Informatico a Leonardo Chiariglione ho ritenuto importante che dmin.it, proposta normativa rivolta agli italiani e per altro già apprezzata trasversalmente dalla politica, iniziasse a rispondere pubblicamente anche alle domande degli acquirenti di opere, tutt'ora assenti nella lista degli aderenti.

E questo perché dmin.it è un'iniziativa molto valida dal punto di vista tecnologico ma potrebbe rivelarsi al contempo superflua e estremamente pericolosa: non affronta l'unico problema concreto (riformare il diritto d'autore), può concretamente permettere alle major di terminare il fenomeno P2P in due tempi, non ha alcun contatto con la realtà dei milioni di individui oggi collegati ad Internet; e infine perché viene propagandata, operazione di cui le iniziative genuine non hanno bisogno, con tecniche via via più sottili.

No cura, no party
Quando a settembre sono arrivato al riflettore dmin.it, i promotori ripetevano come un disco rotto che l'iDRM serviva soltanto a misurare l'uso ma non a proteggere le opere dallo scambio amicale. Successivamente, come nell'intervista, sono passati a sottolineare come la "R" di DRM stia per Rights e non per Restrictions. Ma come fa notare lo stesso Chiariglione nel riflettore, qualsiasi licenza, anche la Creative Commons, implica delle restrizioni; pertanto è chiaro che la "R" stia per "Restrictions". Il nocciolo del discorso dunque non è tanto nella gestione delle "R" ma nel definire bene il delicato passaggio che da Restrictions porta a Rights, ovvero quali restrizioni dobbiamo accettare come diritti inalienabili degli autori: occorre ridefinire il diritto d'autore e dmin.it salta a piè pari questo importantissimo passaggio.L'iDRM poi, dona alle major la soluzione ai loro problemi, soluzione che neanche una vasta associazione di aziende - SDMI, a suo tempo capitanata anch'essa da Leonardo Chiariglione - era riuscita a portare a casa: prima introduce un DRM irremovibile sulla totalità dei dispositivi hw/sw in circolazione senza però modificare le abitudini di fruizione dei consumatori, e poi in un passo successivo questo può essere facilmente trasformato - proprio perché oramai non esistono più dispositivi che non ne onorano le specifiche - nella più efficace misura di limitazione alla libera circolazione delle opere mai vista. Circa 5 mesi fa chiedevo ai promotori di dmin.it: cosa ci guadagnano gli acquirenti e la società civile tutta? Io attendo ancora una risposta ma è il caso che iniziate a chiedervelo anche voi, prima cioè che veniate messi davanti al fatto compiuto.

Attenzione però, l'iDRM - come la rete neutrale e il PVO - è uno strumento di per sé formidabile sul quale io stesso investirei ad occhi chiusi; solo dopo però aver risolto l'unica vera quaestio, che non è tecnologica; semplicemente: prima la riforma del diritto d'autore - gli ammortizzatori sociali - e poi l'etichettatura totalitaria delle opere: se non posso avere la cura, non potete aver il mio consenso. Spostare il controllo dei file dalle mani degli acquirenti alle mani dell'industria, come sta cercando di fare il Trusted Computing Group, e per di più mantenendo il sistema a monte e quindi virtualmente inviolabile, non va bene; per lo meno non senza dare qualcosa in cambio a coloro che prima, pagando le tasse, concedevano agli autori dei privilegi come incoraggiamento alla diffusione del sapere. Dunque, o smettiamo di pagare le tasse per garantire gli autori, o l'iDRM è iniquo; oppure smettiamo di essere obbligati a pagare le opere per qualunque uso non lucrativo (ma rimanendo sempre liberi di pagare i nostri idoli).

Oggi poi, milioni di persone usano quotidianamente, da anni, lo scambio amicale come fonte, spesso unica, di opere d'autore (diuturnitas); tanti, meno dei primi ma in costante aumento, ritengono (opinio iuris seu necessitatis) che il diritto d'autore debba essere ridefinito per consentire la massima divulgazione delle opere d'autore. Realtà sufficiente ad applicare un criterio di legittimità piuttosto che di legalità; quantomeno sufficiente ad integrare le fonti formali (ivi inclusi i trattati internazionali) con questa consuetudine; in ogni caso impossibile da ignorare. Pertanto se dmin.it non risponde anche alle domande di chi oggi usa i sistemi di scambio amicale, non può essere la soluzione concreta al problema della retribuzione degli autori. E l'ennesima normativa che verrà percepita come un'imposizione coatta dai milioni di acquirenti delle opere non può che fallire e anzi alimentare ulteriormente i conflitti già esistenti.

Infine CC e iDRM, è vero, non si escludono a vicenda; ma non sono figlie della stessa cultura.

La licenza Creative Commons, che io considero l'evoluzione naturale del copyright, applica da 1 a 3 restrizioni, seguendo un principio libertario di fair use, e la separazione più vistosa è tra lucro e non lucro. L'iDRM invece applica 1 sola restrizione (non è possibile rimuoverlo), seguendo un principio totalitario di autorità dei rights holder sugli acquirenti, e non c'è alcuna distinzione tra lucro e non lucro. Ma la differenza tra libertario e autoritario è enorme; ad esempio è la sola differenza tra i paesi scandinavi in testa agli indici che misurano il benessere e tutto il resto dell'Europa.

Michele Favara Pedarsi

Gli altri interventi di M.F.P. si trovano a questo indirizzo
44 Commenti alla Notizia Dmin.it: P2P a rischio di estinzione?
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  • Io spero vi siate resi conto che il forum è stato preso d'assalto da un branco di troll che hanno cercato di deviare l'attenzione dei lettori dai dubbi che ho esposto nell'articolo.

    Queste operazioni sono facilmente identificabili da piccole spie luminose incorporate nei messaggi. Se uno applica un po' di logica impara a trovarle indipendentemente da quanto convincente possa sembrare il messaggio. Come ad esempio si fa con le catene di S. Antonio (hoax): quando il messaggio chiede di essere ri-spedito nel 99% dei casi è un hoax... non importa se si parla di un povero bambino malato-orfano-povero a cui si cerca di trovare tutti insieme una cura, o di una qualsiasi altra buona causa, o di fortune e sfortune che potrebbero piombare dal cielo... se la mail chiede di essere rispedita è una bufala. O ancora come si fa con il phishing: se la vostra banca vi sta chiedendo le vostre password... non è la vostra banca che ve le sta chiedendo! Anche se il sito sembra a tutti gli effetti quello della banca...

    In questo caso la lucetta consiste nel fatto che nessuno dei messaggi apparsi è entrato nel merito delle critiche. Scorrendo il forum potete leggere di chi non si trova bene con il mio stile di scrittura; potete leggere affermazioni sul culo di una soubrette... o le tesi truffaldine della BSA (secondo cui copiare un file è rubare un maglione)... ma non potete trovare ne il perchè la CC è come l'iDRM, ne perchè vi vogliono convincere che avete bisogno di un innovativo DRM chiamato iDRM...

    Il mio intento è, sempre e indipendentemente dal livello qualitativo dei miei scritti, quello di informare e sollevare dibattiti pubblici, aperti e soprattutto intellettualmente onesti, su temi di pubblico interesse. L'esistenza stessa di un interesse a screditare questo articolo, o me, indica (senza necessità da parte mia di entrare in contraddittorio), la volontà di spacciare dmin.it per qualcosa che non è.
    Per fortuna noto che tra i lettori di PI ci sono anche molte persone intelligenti.

    A buon intenditor, poche parole,

    ciao

    Michele

    P.s.: accendete i blog...
  • Parafrasando il detto...
    il DRM buono è il DRM morto, punto e basta.
    non+autenticato
  • Salve

    premetto che sono iscirtto al riflettore Dmin e ho partecipato anche ad una riunione di "questa setta di carbonari" - ironico - che è Dmin!! Ho avuto modo di conoscere poi l'ing. Chiariglione di persona è posso dirLe che è una persona mossa solo da un interesse tecnologico e anche economico - nel senso di dare soluzione al problema della distribuzione della musica - e non mi sembra un "sicario" delle major nè un lobbista. E' anzi una persona che con lo stesso intendo e metodo organizzativo (far sedere, organizzare e spronare più persone di aziende diverse a sedersi intorno ad un tavolo comune e a mettere insieme delle specifiche) ha permesso di avere oggi lo standard MPEG, che tutti noi conosciuamo sotto forma di mp3 e video, e ha evitato che - estremizzando - dovessimo usare oggi diversi programmi e piattaforme per vedere film e sentire musica.. quando invece possiamo ascoltare un brano o vedere un video con ciò che ci pare, purchè sia conforme ad uno standard. L'ing. Chiariglione e il gruppo dmin, a mio avviso, stà facendo una di quelle imprese ardue, che è mettere d'accordo soggetti diversi su una piattaforma ampia (dai DRM allla neutralità della rete ai micropagamenti - per onestà intellettuale le dico che ho interesse nei micropagamenti) dove già oggi molte imprese hanno costruito i propri wallet-garden più o meno redditizzi per quanto riguardo i DRM (dal iTunes di Apple al PlayforSure della Microsoft a altre aziende che sfruttano micronicchie di mercato) e hanno paura di aprire i propri steccati.. a standard e piattaforme aperte. Questo è il primo lavoro di Dmin, convincere prima di tutto regolatori e azinede coinvolte a non aver paura del futuro e dare un sistema end-to-end di fruizione dei contenuti ai consumatori, affinchè l'esperienza per il consumatore - da considerarsi legittima e onesta - di pagare in soldi (o compensando con opere e contrbuti propri) un contenuto, senza che l'acquisto leggittimo diventi una peripezia e l'utilizzo successivo sia soggiocato dalle vere restrizioni che i DRM chiusi di oggi hanno "naturaliter".

    Tra le varie tematiche aperte dal suo articolo mi soffermetò su un paio.
    1) il P2P: ma quale morte del P2P? Se anche le major adesso stanno facendo accordi con le reti P2P (mi sembra recentemente con BitTorrent) per utilizzare le risorse dell'utente delle reti P2P per veicolare contenuti!! Sono contenuti però chiusi con un bel lucchetto DRM molto chiuso e che pone i problemi che dmin.it vuole risolvere: ovvero dipendenza da piattaforma, canale distributivo, e device utilizzato!! iDRM (che è ancora da costruire) così come si adatta a diversi modelli di vendita e di distribuzione (portale, iptv, DVB etc) può perefttamente adattarsi alle reti P2P, che data la loro natura.. sono tencicamente immortali (salvo in un domani con controllo della rete internet da grande fratello orwelliano). A proposito di Grande fratello.. i DRM chiusi agevolano il grande fratello e i monopoli mentre gli ambienti aperti promuovono invece il "libero mercato"!!

    Poi quale ipotetico server della SIAE?? Inoltre - ma mi sembra che non sia tecnicamente molto ferrato - una tecnologia interoperabile richiede l'accesso ad un server per impostare policy e licenze condivise, mentre un DRM chiuso viene verificato localmente. Ma questo è un porblema tecnico.. che con una buona implementazione si può risolvere ed evitare che ogni volta il device acceda alla rete per acquisire o convalidare i diritti d'utilizzo.

    Compito inoltre del DMIN non è quello di mettere mano alle leggi sul diritto d'autore. Non fà leggi: al massimo può dare delle guidelines. Piuttosto offrire un ambiente più aperto possibile dove ognuno può partecipare, in termini di sistemi e tecnologie e naturalemnete in termini di quello che è la cosa per cui il DMIN ha senso: i contenuti e la loro circolazione laddove chi li produce vuole guadagnare qualcosa. E quel chi può essere chiunque abbia qualcosa di buono e bello da dire e da manifestare attraverso una forma d'arte che si presta ad essere "numerizzata": una canzone, un brano, un video o qualsiasi altra opera dell'ingegno. Penso che sotto questo punto di vista la proposta Dmin sia qualcosa di nobile e che davvero può promuovere la società dei contenuti e dell'informazione, dove oltre ad essere autori e spettatori vi sia anche un qualsiasi tipo di compensazione.. perchè oltre ai bit alla fine bisogna pur mangiare.
    Un ultima cosa: ha parlato di amicale condivisione. Tra tutti gli eufemismi sentiti per definire il P2P questo è il più paradossale di tutti: forse all'inizio era amicale.. quando sulle reti P2P c'erano quattro gatti, ma personalemnte da quel poco che ho scaricato non è che abbia avuto molta capacità di intereazione o sperare in un'amicizia con la persona da cui ho scaricato qualcosa e viceversa.. nè sia il postomigliore per parlare d'amicizia.. tra DRM e spyware nascosti.. insomma capisco che si voglia usare belle parole per definire un fenomeno che seppur diffuso è comunque sostanzialmente illegale. Amicale condivisione è semmai l'amico che ti passa il cd con i brani rippati.. ma non quella delle reti P2P.
    Quanto alla classifica dei paesi più libertari, è vero, i paesi del nord europa quali Finlandia, Svezia, Olanda e Danimarca sono molto più libertari di noi, ma lì la gente è anche più onesta e più rispettaosa delle leggi degli altri paesi europei, che invece adottano misure in generale più restrittive. Se fosse per me, non dovrebbe esserci nessun DRM - che dato la sua poca praticità favorisce le copie illegali - ma non per favorire la cultura dello scrocco (o del free riders come è definito in letteratura) dello scaricamente selvaggio ma piuttosto la cultura della donazione: ho sentito questa musica, o visto un film o un video su youtube, mi è piacuto e alla fine mi metto la mano sulla coscienza e faccio una donazione di qualche euro.
    Ma quanti si mettono la mano sulla coscienza, pensando che chi ha fatto quel film o che l'autore della canzone non viva di sola gloria??

    Il problema è che è facile vedere tutto con il proprio punto di vista.... e invocare diritti nuovi, come quella della libertà di scaricamento in barba ai più consolidati diritti d'auore, che seppur necessitanti di modifiche e adattamenti ai tempi che corrono, non significa che bisogna completamente ignorarli.

    saluti

    Michele Giudilli
    non+autenticato
  • capisco quello che vuoi dire...
    anche io quando dò contributi e lavoro pretendo (giustamente) di essere pagato, per poter mangiare, vivere e tutto il resto.

    non è questo il punto.

    il punto è che le majors hanno un'equazione sbagliata nella testa, ovvero: SCARICARE=MANCATO ACQUISTO!

    ed è qui che si sbagliano alla grande! non è affatto detto che uno che scarica lo fa apposta per non comprare o evitare di compare.
    questa è una presunzione del tutto sbagliata!

    come dire che tutti quelli che usano p2p lo usano esclusivamente a scopo illegale perchè il suo maggior utilizzo è quello! niente di più FALSO!

    e questa comunque si chiama presunzione di illegittimità! che non è affatto giusta.

    come dire, vedo uno che sta uscendo con una mela in mano da un negozio, questo non vuol dire che solo perchè quella persona non ha un sacchetto lui abbia rubato la mela. può averla tranquillamente acquistata!

    e qui si ritorna anche a un altro discorso che è quello della gdf e del p2p.

    ovvero che la mancata possibilità di dimostrare la legittimità delle proprie azioni non implica presunzione di illegittimità! il reato va' prima accertato come si deve.

    se tu credi e ti fidi delle majors che ti dicono che ogni download da p2p è un mancato acquisto fai te! sei del tutto pazzo come loro allora.
    non+autenticato
  • Sulle major ed il mancato acquisto debbo dare una risposta... mi piange il cuore ma debbo dirlo... immaginatevi uno che entra in un negozio e si frega un maglione da 300 euro, arriva la polizia e lo lascia andare tranquillo con il maglione perche' tanto se l'avesse dovuto pagare non l'avrebbe preso In lacrime
    temo che abbiano ragione a considerare ogni download un mancato acquisto ed un furto ai loro danni Perplesso
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Sulle major ed il mancato acquisto debbo dare una
    > risposta... mi piange il cuore ma debbo dirlo...
    > immaginatevi uno che entra in un negozio e si
    > frega un maglione da 300 euro, arriva la polizia
    > e lo lascia andare tranquillo con il maglione
    > perche' tanto se l'avesse dovuto pagare non
    > l'avrebbe preso
    > In lacrime
    > temo che abbiano ragione a considerare ogni
    > download un mancato acquisto ed un furto ai loro
    > danni
    >Perplesso

    Non è la stessa cosa:

    a) uno che ruba un maglione lo sottrae al legittimo proprietario. Uno che copia un file non toglie niente a nessuno; perchè il file originale rimane al proprietario.

    b) il maglione è mio per un diritto di proprietà; il diritto d'autore non è un diritto di proprietà...
    non+autenticato
  • Caro Michele Giudilli, di tutti i promotori di dmin.it intervenuti nel forum tu sei l'unico che si firma con nome e cognome. E questo implica sia che credi in quello che dici, sia che non stai cercando invece di manipolare l'informazione. Onore a te, per avere il coraggio delle tue parole (diventiamo sempre di meno, giorno dopo giorno). E risposta a me, per diritto di replica.

    > premetto che sono iscirtto al riflettore Dmin e
    > ho partecipato anche ad una riunione di "questa
    > setta di carbonari" - ironico - che è Dmin!! Ho
    > avuto modo di conoscere poi l'ing. Chiariglione

    Io non ho mai messo in discussione la persona Leonardo Chiariglione ne ho motivo di farlo. Anzi non finirò mai di ringraziarlo per quella parte di brevetti proprietari che ha lasciato, come Phil Katz mio eroe personale, a disposizione di tutto il mondo e sono poi confluiti in quello che noi conosciamo come mp3.
    Perchè esordisci con questa difesa della persona quando la persona non è in discussione? (e poi discussa da chi!?!? Da me!??! I giudici giudicano... Dio, per chi ci crede... )

    Ti prego di non identificare dmin.it con Leonardo Chiariglione. Lui è solo il povero cristo (in senso buono) che si prende autonomamente il pesante onere di coordinare tutte le persone, gli interessi (e anche i capricci) che confluiscono in dmin.it; e non è facile, perchè sono tanti in tutti i sensi (numero di persone, interessi economici, interessi politici, etc). Ma dmin.it è il risultato del lavoro di un gruppo...

    > Il problema è che è facile vedere tutto con il
    > proprio punto di vista.... e invocare diritti
    > nuovi, come quella della libertà di scaricamento
    > in barba ai più consolidati diritti d'auore, che
    > seppur necessitanti di modifiche e adattamenti ai
    > tempi che corrono, non significa che bisogna
    > completamente
    > ignorarli.

    Non si sta invocando nuovi diritti, non si chiede la libertà di scaricamento ma soprattutto ... non è in barba ai più consolidati diritti d'autore.
    Credo che prima di prendere la parola come hai fatto dovresti leggere qualcosa in più. Comincia dal codice civile:

    Art. 2577 Contenuto del diritto
    L'autore ha il diritto esclusivo di pubblicare l'opera e di utilizzarla economicamente in ogni forma e modo, nei limiti e per gli effetti fissati dalla legge.
    L'autore, anche dopo la cessione dei diritti previsti dal comma precedente, può rivendicare la paternità dell'opera e può opporsi a qualsiasi deformazione, mutilazione o altra modificazione dell'opera stessa, che possa essere di pregiudizio al suo onore o alla sua reputazione.

    Il diritto esclusivo degli autori grossomodo si ferma lì, all'utilizzazione economica dell'opera. Tutto il resto che tu citi come "diritto d'autore" è posto proprio a garantire la libera circolazione delle opere, in quanto questo più di ogni altra cosa è garanzia di sviluppo di un popolo. Non cerco di salvaguardare quello che tu percepisci ignorantemente come un furto (che non è un furto perchè un'opera non ha un proprietario).

    In questo caso poi, non cerco di salvaguardare alcunchè; ho solo descritto dmin.it e poi sollevato i dubbi a cui non ho trovato risposta in questi 6 mesi di letture quotidiane ...

    ciao

    Michele
  • comunque mi pare evidente che il politecnico di torino in qualche modo "si schiera" , no?

    dando spazio e servizio...

    sbaglio?
    non+autenticato
  • Nonostante su questo sito continui a leggere allarmismi sul p2p , nella realtà, non solo gli amici e gli amici degli amici continuano a scaricare quello che razzo gli pare, ma nuovi amici agli amici si aggiungono sempre e la ciurme di mezzo mondo crescono. Sempre più nuovi giovani pirati si avvicinano al mondo dei pc e la case discografiche se la vadano a prendere in quel posto.
    Basta con il bla bla bla, mi sembra che qui si faccia il gioco delle lobbies: nel bene o nel male, basta che parliate di me!

    Semmai qualcuno venisse denunciato dalla banda a delinquere che riscuote palanche dagli artisti e dagli utenti e dai piccioni, proprio come fa la mafia che pretende il pizzo dai commercianti, gli consiglio di andare avanti con il contenzioso, finire in cassazione, e vincere la causa!!!!!

    Viva i bucanieri e viva il p2p

    AngiolettoPirata
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Nonostante su questo sito continui a leggere
    > allarmismi sul p2p , nella realtà, non solo gli
    > amici e gli amici degli amici continuano a
    > scaricare quello che razzo gli pare, ma nuovi
    > amici agli amici si aggiungono sempre e la
    > ciurme di mezzo mondo crescono. Sempre più nuovi
    > giovani pirati si avvicinano al mondo dei pc e la
    > case discografiche se la vadano a


    questo perchè la gente è INFORMATA.

    se non lo fosse, si troverebbe leggi, tecnologie e politiche subdolamente contro.

    la gente informata può far cambiare tutto.


    un domani potrebbero esserci tecnologie talmente avanti da impedire tutto.

    chi è informato tiene lontane queste possibilità, o almeno a distanza di sicurezza.

    quindi smettila tu; se non vuoi leggere PI, fanne a meno.

    L'informazione serve.
    Come serve la STORIA: ad essere un cittadino migliore.

    Magari un domani queste leggi e queste politiche saranno cambiate da chi oggi si informa, domani pensa, dopodomani si impegna politicamente, civilmente, correttamente.

    e ciò che oggi è illegale, domani non lo sarà.

    Informati e lascia che tutti si informino, tu, piuttosto.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >
    > - Scritto da:
    > > Nonostante su questo sito continui a leggere
    > > allarmismi sul p2p , nella realtà, non solo gli
    > > amici e gli amici degli amici continuano a
    > > scaricare quello che razzo gli pare, ma nuovi
    > > amici agli amici si aggiungono sempre e la
    > > ciurme di mezzo mondo crescono. Sempre più nuovi
    > > giovani pirati si avvicinano al mondo dei pc e
    > la
    > > case discografiche se la vadano a
    >
    >
    > questo perchè la gente è INFORMATA.
    >
    > se non lo fosse, si troverebbe leggi, tecnologie
    > e politiche subdolamente
    > contro.
    >
    > la gente informata può far cambiare tutto.
    >
    >
    > un domani potrebbero esserci tecnologie talmente
    > avanti da impedire
    > tutto.
    >
    > chi è informato tiene lontane queste possibilità,
    > o almeno a distanza di
    > sicurezza
    .
    >
    > quindi smettila tu; se non vuoi leggere PI, fanne
    > a
    > meno.
    >
    > L'informazione serve.
    > Come serve la STORIA: ad essere un cittadino
    > migliore.
    >
    > Magari un domani queste leggi e queste politiche
    > saranno cambiate da chi oggi si informa, domani
    > pensa, dopodomani si impegna politicamente,
    > civilmente,
    > correttamente.
    >
    > e ciò che oggi è illegale, domani non lo sarà.
    >
    > Informati e lascia che tutti si informino, tu,
    > piuttosto.


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    A bocca aperta
    non+autenticato
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