Italia.it, siamo al quarto giorno

Monta l'indignazione. Nel mirino i soldi spesi. C'è chi vuole rifare il sito, chi vuole scuse pubbliche, chi scopre che può essere sfruttato per il phishing. Il blog dello scandalo, l'editoriale di Mantellini e la user experience

Roma - Non usano mezzi termini i promotori di un blog già emblematico nel titolo www.italia.it / Fenomenologia e scandalo di un webmostro italiano, blog che vorrebbe divenire punto di riferimento per l'ondata di critiche che ha travolto il nuovo portale del turismo presentato nei giorni scorsi dal Governo. Blog che, come tanti altri, cerca di ricostruire la storia del portale e porre in evidenza i molti punti critici che porta con sé, da come è stato realizzato sotto il profilo tecnico, a quanto è costato all'Erario. E, a qualche giorno dalla presentazione del portale, le critiche, pur unanimi, si diversificano e arrivano in superficie problemi, come quello della sicurezza del nuovo sito, che preoccupano gli esperti.

Come sono stati spesi i fondi
Su come siano stati investiti quei 45 milioni di euro di cui si parla da tempo sono arrivate ulteriori delucidazioni da chi ha gestito l'erogazione. In buona sostanza il "grosso" è andato alla Regioni (21 milioni di euro), spese necessarie per iniziare a produrre i contenuti turistici da integrare ai servizi del portale. 7,8 milioni di euro sono invece il costo della piattaforma realizzata dai partner tecnologici mentre 4 milioni è la spesa prevista per una redazione centrale del portale. Il rimanente, 12,2 milioni di euro, sarà impiegato per chiudere il cantiere di sviluppo (verranno ad esempio portate ad 8 le lingue supportate, oggi sono 4) e promuovere il portale in rete.

Proprio sui costi del portale vertono le critiche più feroci. Come quelle che arrivano dalle associazioni dei consumatori: Adiconsum in una nota stigmatizza il portale "presentato - dice il suo presidente Paolo Landi - come una grande occasione per il turismo in Italia e, da un primo esame, ci sembra proprio che la montagna abbia partorito il classico topolino. Allo stato dell'arte è nulla di più di una serie di link e di informazioni varie molto simili a quelle che un qualsiasi turista interessato può reperire sui più classici motori di ricerca. Tutto questo per un importo, come siamo venuti a sapere, di circa 40 milioni di euro, di cui 100.000 per un logo su cui preferiamo non dare giudizio. Un vero spreco di denaro pubblico. Un esempio di come la qualità dell'innovazione non si possa pesare in milioni di euro".
Pericolo phishing?
Anche la sicurezza del portale finisce nel mirino degli esperti. Ne parla Mente Digitale che evidenzia come il sito sia soggetto ad una tipica vulnerabilità di cross site scripting, una vulnerabilità "non pericolosa per il portale" ma che "può diventare una grande arma di pishing".

Mentre scriviamo risulta davvero banale inserire uno script in una pagina sul portalone, script che potrebbe facilmente ingannare gli utenti meno esperti (un esempio innocuo), come segnala Ramos tra gli altri. E Fabrizio T. in una mail a Punto Informatico aggiunge: "È incredibile la a dir poco approssimativa implementazione del tool di ricerca sul sito www.italia.it (...) che rende estremamente puerile eseguire code-injection". "Qualcuno - sottolinea Fabrizio - potrebbe quindi facilmente tentare phishing o hijacking, inserire un'immagine a scelta presa dalla Rete, fare una redirezione via javascript o riscrivere via javascript l'intera pagina! A quando i primi gravi problemi?"

Sito da rifare?
Come segnala Loman.it, cresce in rete il desiderio di mettere mano al codice del sito, quantomeno per dimostrare quanto poco sarebbe servito per renderlo di più facile consultazione. Lo suggerisce LorenzoC ed è un invito preso sul serio da più parti.

Diarium Neminis ed altri, intanto, analizzano nel dettaglio il portale, scoprendo, ad esempio, singolari pecche in alcuni servizi, come il Meteo: "Le temperature minime non sono né reali, né realistiche, visto che dal nord al sud, vengono riportate temperature negative eccessive, soprattutto per il Sud (ci abito, abbiate pazienza) e soprattutto per l'inverno tutt'altro che freddo che abbiamo quest'anno. Come se non bastasse, basta consultare qualsiasi servizio meteo sul Web per avere valori diversi".

Bocciature e Googlebombing
Dopo le prime reazioni già riportate da Punto Informatico, fioccano anche autorevoli bocciature che si estendono al logo del turismo presentato a ridosso dell'apertura del portale e pietra fondante della "nuova comunicazione turistica". Logo e portale ora oggetto anche di un badge di critica dal nome esemplificativo ("Fuck It") che, vista la forte ostilità della rete italiana per il portale, potrebbe presto campeggiare su molte home page. E c'è chi propone una rassegna stampa delle bocciature, utile anche a chiedere conto a chi di dovere come si sia arrivati a produrre Italia.it.

Del fatto che il portale non piaccia proprio a nessuno (è anche partita una petizione per sapere come si sia arrivati a tanto) si prende atto anche sul sito dell'Osservatorio ICT della "Margherita", il partito a cui appartiene anche il ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli, che lo ha presentato. Sulle pagine dell'Osservatorio si parla della bocciatura unanime del mondo della Rete, "bocciatura completa: dalla compatibilità, alla navigazione, all'accessibilità, alla qualità dei contenuti, ad una politica degli stessi contraria al concetto di diffusione della conoscenza, tali e tanti sono i vincoli dettagliati sull'uso dei contenuti. Un vero portale col Copyright".

Intanto Marketing Routes segnala un singolare Googlebombing che, nonostante le recenti modifiche introdotte da Google per impedire questo genere di azioni, sta interessando in queste ore proprio Italia.it, che appare tra i primi risultati di una ricerca su Google effettuata con una keyword tutt'altro che elogiativa.
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