SIAE: non puniamo la didattica su web

La SocietÓ degli Autori e degli Editori parla di una campagna di disinformazione che non tiene conto di leggi e procedure consolidate. E incassa il sostegno dell'omologa societÓ francese. La reazione di Galavotti (Homolaicus)

Roma - Con una nota diffusa in rete la SIAE torna a spiegare la propria azione online sui siti didattici che, dice, è oggetto di una "una campagna di disinformazione, priva di fondamento, relativa al diritto d'autore all'interno della quale la SIAE assumerebbe un ruolo punitivo nei confronti della didattica. Ciò è assolutamente falso".

La SIAE, come già aveva spiegato di recente su Punto Informatico, ora sottolinea come la sua opera sia imposta dalle attuali leggi e ricorda come molti autori, o eredi, vivano della raccolta dei diritti. "Anzi - sottolinea - sicuramente in molti casi, i diritti derivati dallo sfruttamento delle opere sono appena sufficienti per molti eredi, a tenere didatticamente e non solo, in vita la memoria d'un artista. Si pensi alle spese di manutenzione, aggiornamento e uso degli archivi; alla fornitura di materiale per le tesi di laurea; alla necessità di tutelare anche legalmente le opere autentiche dai falsi. Il diritto d'autore è, in sostanza, un diritto del lavoro, non un balzello".

Secondo la SIAE "nessuno si sognerebbe di ridurre gli stipendi dei professori per aiutare, ad esempio la didattica" e si chiede: "Perché la rete non dovrebbe rispettare i diritti d'autore, mentre gli editori, anche quelli scolastici, che pubblicano libri con immagini tutelate, corrispondono regolarmente questi stessi diritti agli autori e a chi li rappresenta (in Italia la Siae)?"
Nel caso specifico del sito homolaicus.com, SIAE spiega di non aver denunciato nessuno ma di aver invece agito secondo quanto previsto dal proprio mandato disposto dalla legge, ovvero "far rispettare il diritto d'autore".

E definisce nello specifico quale sito possa a suo dire essere definito didattico: "Non basta che sia un professore a gestire un sito. Didattico è un servizio limitato alla cerchia degli studenti, delle famiglie e dei professori con un'attività ben precisa e scandita".

Per gli spazi di tipo culturale (che offrono "riviste, libri, pubblicazioni e siti") "è chiaro che in questo caso venga corrisposto, sia pure in forma minima, il diritto d'autore". L'affondo contro Homolaicus, mai citato espressamente, è a tutto tondo: "Un sito che si definisce didattico, da tutti usufruibile, può contenere indicazioni del tipo Gli alberghi della Riviera Romagnola, Come perdere 3 chili in 3 giorni o Incontriamoci? Si tratta di pubblicità che è presumibilmente fonte di guadagno e che ha un valore economico".

A rafforzare la propria posizione SIAE parla su quelle stesse pagine di una lettera di sostegno giunta alla società italiana dalla sua omologa transalpina, la francese ADAGP. Una missiva in cui, dice SIAE, manifesta "disappunto e preoccupazione per gli attacchi apparsi sulla stampa italiana contro la SIAE". Secondo ADAGP, si legge sul sito SIAE, "le tariffe applicate tengono conto della specificità di ogni sito e non possono in alcun caso essere considerate abusive. In ogni altro Paese le regole sono rispettate dagli utilizzatori. In Francia abbiamo recentemente concluso degli accordi con il Ministero dell'Istruzione per la diffusione delle opere nei siti di impostazione scolastica. Queste utilizzazioni spesso si sostituiscono alle pubblicazioni scolastiche e non si capisce perché gli autori o i loro aventi diritto non dovrebbero essere remunerati per le nuove forme di sfruttamento delle loro opere". A detta della società francese "la teoria della cultura gratuita è un'illusione".

E ieri, in una nota trasmessa a Punto Informatico, Enrico Galavotti, titolare di Homolaicus.com, secondo cui SIAE paragona i docenti a degli editori, reagisce: "Delle due l'una: o si concede a un sito culturale di poter riprodurre gratuitamente parte di un'opera allo scopo di commentarla (per quanto nel caso di un dipinto lo sa giusto la SIAE come si possa fare), oppure si dica chiaro e tondo che qualunque uso di un'opera integrale, nella fattispecie un'immagine jpeg, rende commerciale anche un sito che non lo è. E a proposito del formato jpeg, la SIAE dica chiaramente, perché i gestori di siti culturali hanno diritto a saperlo, che un'immagine del genere costituisce "copia fedele di un dipinto", così non avremo dubbi nell'essere considerati dei "falsari"."
68 Commenti alla Notizia SIAE: non puniamo la didattica su web
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  • L'IGNORANZA ITALIANA DEVE DIRE GRAZIE ANCHE ALLA SIAE

    Tutti gli esseri umani di buona volontà che abbiano un minimo di cultura e di dimestichezza con la grande rete sanno che ormai Internet è un mezzo globale che di fatto può rendere grandi servigi al progresso della nostra specie, sia da un punto di vista scientifico, sia da un punto di vista educativo, e quindi ovviamente sociale, culturale, etico ed estetico. La condivisione del sapere e delle informazioni tra tutti gli abitanti del globo potrebbe realmente contribuire a sconfiggere i molti mali che assillano la nostra umanità e in ogni caso, proprio grazie all'arte, alla conoscenza e alla solidarietà, potrebbe almeno ingentilire l'esistenza di tutti gli abitanti del pianeta migliorandone al tempo stesso la qualità della vita. Chiaramente vi sono grandi differenze nell'utilizzo di queste nuove tecnologie, questo è dovuto in primo luogo al potere economico degli utenti stessi e in secondo luogo al grado di organizzazione dei sistemi politici, legislativi e industriali in cui essi vivono.
    Lo spirito e la filosofia della rete permettono dunque che vi siano online siti con moltissime risorse gratuite, nati grazie al lavoro non retribuito di molti appassionati, le cui spese di mantenimento e di gestione sono coperte finanziariamente da oranizzazioni no-profit, dai governi, dalle università, dalle scuole, dalle industrie o dalla pubblicità, e questo permette a tutti indistintamente di poter usare dei software liberi e di consultare per esempio dei giornali, dei dizionari, dei manuali, dei libri, e delle enciclopedie in modo tale da migliorare la propria cultura e quella dei propri figli in modo del tutto libero e naturale. Per esempio se facciamo una ricerca su Salvador DalÝ usando la famosa Wikipedia o altre simili enciclopedie troveremo degli ottimi articoli corredati anche da moltissime fotografie, che ci aiutano a meglio comprendere la genialità dell'artista in questione.

    Fotografie di DalÝ presenti nella Enciclopedia libera "Wikipedia" in inglese http://en.wikipedia.org/wiki/Salvador_dali; lo stesso vale per un'altra famosa opera di consultazione http://encyclopedia.thefreedictionary.com/salvador...

    -DalÝ, photo by Carl Van Vechten, November 29, 1939
    -Self-portrait - by teenaged DalÝ in 1921
    -Wild-eyed antics of DalÝ and fellow surrealist artist Man Ray in Paris on June 16, 1934, photographed by Carl Van Vechten
    -The Persistence of Memory (1931) is one of DalÝ's most famous works
    -On Dream Caused by the Flight of a Bee around a Pomegranate a Second Before Awakening (1944) DalÝ said, "the noise of the bee here causes the sting of the dart that will wake Gala"
    -DalÝ Theatre and Museum in Figueres
    -Crucifixion (Corpus Hypercubus) (1954)
    -The Temptation of St. Anthony (1946) contained DalÝ's symbolic elephant, Musee d'Art Moderne in Brussels
    -Rinoceronte vestido con puntillas (1956), Puerto José Ban˙s
    -Gala in the window (1933), Marbella
    -A photograph from the DalÝ Atomica series (1948) by Philippe Halsman
    -The Disintegration of the Persistence of Memory (1954) was DalÝ's way of ushering in the new science of physics above psychology
    -Soft Construction with Boiled Beans (Premonition of Civil War) (1936)
    -The Philadelphia Museum of Art used a surreal entrance display including its steps, for the 2005 Salvador Dali exhibition

    Purtroppo però lo stesso non vale per l'edizione italiana della stessa enciclopedia http://it.wikipedia.org/wiki/Salvador_Dali in cui più modestamente appare solo una piccola fotografia del grande pittore spagnolo:
    -DalÝ nel 1939

    L' evidente disuguaglianza nella ricchezza delle informazioni disponibili in rete penalizza ovviamente gli utenti italiani che non conoscono l'inglese e che sono quindi obbligati a navigare solo nel nostro povero e disgraziato web nazionale, che ovviamente rispecchia la nostra misera e meschina condizione di cittadini informaticamente, tecnologicamente e persino artisticamente ancora un po' troppo analfabeti. Questa evidente penalizzazione è resa possibile in primo luogo grazie alla nostra vecchia e stupida legislazione (legge 22 aprile 1941 n. 633 e relativi adeguamenti), ma soprattutto anche grazie alla politica culturale della nostra Siae che, senza volerci inoltrare troppo nella discussione che richiederebbe un'analisi molto più vasta e per la quale vi rimando al nostro forum anticopyright, contribuisce in buona sostanza al mantenimento della splendida ignoranza nazionale e naturalmente allo stesso tempo pure allo sfarzoso mantenimento economico dei propri dirigenti che, a loro dire, devono tutelare i diritti morali e gli interessi economici dei vari artisti e dei loro eredi. Ma siamo sicuri che impedendo al vasto pubblico di conoscerli questi artisti e quindi di apprezzarli e rispettarli saranno in grado di mantenere le loro false promesse e quindi di contribuire al miglioramento delle nostre potenzialità nazionali, e qui non mi riferisco ovviamente solo agli aspetti artistici della questione, ma anche al nostro carattere e alla nostra serietà che ci rende dei pagliacci in debito col mondo dei più deboli e con quello della responsabilità logica e civile in senso lato. Il governo italiano per esempio è moroso, non paga le medicine per aids, tbc e malaria, ovvero se ne frega di rispettare gli aiuti umanitari sottoscritti con lĺOnu. Come il governo precedente del resto. Senza farmaci si muore. Chi non può pagarli muore. Le nazioni povere muoiono. Il Wto approva. Le case farmaceutiche, capofila la Glaxo, incassano. I Governi ricchi assistono e per di più, come nel nostro caso, non smantellano nemmeno alcuni enti pubblici a gestione privata deputati solo al mero mantenimento dei diritti d'autore, sì, proprio quelli che tutelano e alimentano la nostra ignoranza, il nostro egoismo e la nostra povertà intellettuale e spirituale.

    Carl William Brown
    non+autenticato
  • Esterrefatto, leggo il seguente passo della lettera della SIAE (la punteggiatura è originale):

    ...sicuramente in molti casi, i diritti derivati dallo sfruttamento delle opere sono appena sufficienti per molti eredi, a tenere didatticamente e non solo, in vita la memoria d'un artista. Si pensi alle spese di manutenzione, aggiornamento e uso degli archivi; alla fornitura di materiale per le tesi di laurea; alla necessità di tutelare anche legalmente le opere autentiche dai falsi. Il diritto d'autore è, in sostanza, un diritto del lavoro, non un balzello!

    Quindi, secondo la Società Italiana Autorizzata alle Estorsioni, i diritti degli autori sarebbero tanto, e malamanete, sfruttati, da costituire un lavoro (cioè un costo) per gli sfortunati eredi, costretti giorno dopo giorno in quotidiane lotte per la difesa dei loro (?) diritti!

    Ma..., non è compito istituzionale della SIAE la tutela dei diritti degli autori, e, per li rami, dei loro eredi?!

    Vuoi vedere che il comune sentire, che assegna alla Siae il solo compito di esattore, corrisponda alla nuda realtà? E che autori ed eredi siano davvero abbandonati al triste destino di Pinocchio in balìa del Gatto e della Volpe?

    A volte, rivoltando le frittate, si scopre la parte irrimediabilmente bruciata...
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    Modificato dall' autore il 26 febbraio 2007 21.46
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  • - Scritto da: alfridus
    > Esterrefatto, leggo il seguente passo della
    > lettera della SIAE (la punteggiatura è
    > originale):
    >
    > ...sicuramente in molti casi, i diritti
    > derivati dallo sfruttamento delle opere sono
    > appena sufficienti per molti eredi, a tenere
    > didatticamente e non solo, in vita la memoria
    > d'un artista. Si pensi alle spese di
    > manutenzione, aggiornamento e uso degli archivi;
    > alla fornitura di materiale per le tesi di
    > laurea; alla necessità di tutelare anche
    > legalmente le opere autentiche dai falsi. Il
    > diritto d'autore è, in sostanza, un diritto del
    > lavoro, non un
    > balzello!

    >
    > Quindi, secondo la Società Italiana Autorizzata
    > alle Estorsioni, i diritti degli autori sarebbero
    > tanto, e malamanete, sfruttati, da costituire un
    > lavoro (cioè un costo) per gli sfortunati eredi,
    > costretti giorno dopo giorno in quotidiane lotte
    > per la difesa dei loro (?)
    > diritti!
    >
    > Ma..., non è compito istituzionale della SIAE la
    > tutela dei diritti degli autori, e, per li rami,
    > dei loro
    > eredi?!
    >
    > Vuoi vedere che il comune sentire, che assegna
    > alla Siae il solo compito di esattore,
    > corrisponda alla nuda realtà? E che autori ed
    > eredi siano davvero abbandonati al triste destino
    > di Pinocchio in balìa del Gatto e della
    > Volpe?
    >
    > A volte, rivoltando le frittate, si scopre la
    > parte irrimediabilmente
    > bruciata...
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    Ciao Alfridus!
    qualsiasi dichiarazione dei portavoce della SIAE, che più di un contributo a un dibattito sa di monologo autoreferenziale, mi fa l'impressione di un assemblaggio di scusette rastrellate alla rinfusa.
    Hai presente il luogo comune della persona che arriva in ritardo? "l'ascensore si è fermato, poi la macchina non metteva in moto, dopo averla messa in moto ho fatto 300 metri e ho forato, il crick si è inceppato, ecc. ecc."

    Stesso discorso con questi mediocri tentativi della SIAE di dare una giustificazione al suo operato (a proposito, il perché di tutto questo affanno nell'accumulare motivazioni mi suona un po' strano).

    Detto questo, nell'amalgama di castronerie leggo anche Si pensi alle spese di manutenzione, aggiornamento e uso degli archivi; alla fornitura di materiale per le tesi di laurea....

    1) Quali spese di manutenzione? Vogliono forse intendere che se io, Sig. Tizio, ho acquistato, pagandola a peso d'oro, una tela di Caio Sempronio, ho diritto a beneficiare della sua manutenzione a spese degli eredi di Caio Sempronio? mah...

    2) Quali spese di aggiornamento e uso di archivi? Quali archivi? Se mio padre ha fatto 50 quadri devo forse acquistare Oracle e aggiornarlo? e per archiviare cosa? le fatture dei colori acquistati per realizzare i quadri? ma per favore....

    3) Fornitura di materiale per le tesi di laurea. Mi immagino orde di laureandi che assediano il pianerottolo di questi eredi in miseria pretendendo la fornitura di chissà quale materiale. Apropos, quale materiale? gli danno la fotocopia della tela del nonno?

    Insomma, la gag dell'impiegato in ritardo è decisamente più scialba come emblema di chi razzola scusette da bambino maldestro.
  • Grande Gian, non potevi evidenziare meglio il livello culturale della gente che lavora per la SIAE.
    Le scuse addotte, sono banali, grottesche, tendenti ad offendere l'inteligenza di chi le legge.
    Il problema è che, questi tizi, sono talmente attaccati al bottino, che solo una rivolta "paesana", modello "forconi nel sedere", potrebbe smuoverli dalle loro granitiche poltrone.
    non+autenticato
  • Chi ce lo fa fare di punire una delle nostre potenziali galline dalle uova d'oro? Ci limitiamo a trarne beneficio economico.

    Questo è quanto.
  • "nessuno si sognerebbe di ridurre gli stipendi dei professori per aiutare, ad esempio la didattica"

    hanno il coraggio di chiamare stipendio l'assegno di mantenimento mensile che percepiscono i docenti?
    che faccia tosta!
  • Non partecipiamo al gioco, non vi crediamo, sappiamo come vi comportate, non incontrate le nostre simpatie.
    Vi crediamo "poco onesti e trasparenti", quindi inaffidabili.
    non+autenticato
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