Lavoro nell'IT? Io sono andato all'estero

Ne parla un informatico che ha trovato lavoro online, ha fatto un colloquio in teleconferenza ed è stato assunto in Belgio ancor prima di muoversi dall'Italia. Ora vive lì, in un paese che definisce civile e moderno

Roma - Buongiorno, ho pensato che la mia esperienza (che è poi molto simile a quella di decine di migliaia di italiani) potrebbe essere interessante per molte persone che faticano a trovare una "posizione stabile" nell'IT italiano.

Ho 28 anni e vivo nel nord Europa, precisamente in Belgio, da quattro anni.
Ho frequentato due anni di Economia e Commercio (non l'ho finita) e nel frattempo lavoravo come "consulente informatico", cioè 4 anni di partita Iva, cococo cocopro, ritenuta d'acconto eccetera.

Sono spesso stati 4 anni di sfruttamento, periodi di 11-12 ore al giorno (senza contare i sabati e qualche domenica) per 900-1000 euro al mese. Con il senno di poi riconosco che è stato un periodo importante per la mia
formazione e per fare esperienza sul campo. Il problema è che a questi livelli non avrei potuto "metter su famiglia" come volevo io. Ad un certo punto gli stipendi hanno cominciato a diventare sempre più "irregolari" (è un eufemismo), quindi ho deciso di fare il grande salto ed ho lasciato l'Italia.
Sono partito in Belgio: ho cercato su stepstone.be (o monster.be, non ricordo) un'offerta di lavoro che potesse interessarmi ed ho inviato il mio CV. Prego notare che parlo molto bene l'inglese, elemento molto importante se si decide di partire.

Non parlavo francese e nemmeno fiammingo. Mi hanno fatto due colloqui in inglese: uno via telefono e l'altro in videoconferenza. Io ero davvero sorpreso di questo modo di procedere, ma mi hanno detto che è una pratica abbastanza normale: in molti paesi del nord Europa la richiesta di specialisti IT è talmente importante che sono abituati a contattare persone che vivono in altri paesi. Una settimana dopo mi hanno offerto un contratto a tempo indeterminato (pensate, ero ancora in Italia!!!).

I primi 2-3 mesi sono stati un piccolo inferno: la casa, la lingua, le abitudini. Poi ho cominciato a capire un po' il francese, ho capito come si lavora in un paese CIVILE e MODERNO e le cose hanno cominciato ad andare molto meglio. Sei mesi dopo avevo già un mio giro di amici-conoscenze, mi sono trasferito in un appartamentino molto carino, ho comprato la macchina nuova.

Ora sono quattro anni che vivo qui in Belgio: mi sono sposato, ho un figlio, mia moglie non lavora: mi posso permettere un mutuo da 1000 euro al mese per una casa a due piani (150 metri quadrati, sembra tanto ma qui in Belgio è quasi il minimo: tutti mi dicono che ho una piccola casettina!!!), il mutuo della macchina e non mi faccio mancare niente.

No, non sono un fisico nucleare che lavora su dei progetti altamente complicati e con conseguente stipendio faraonico: sono un semplice sysadmin unix, con una buona esperienza nel campo della sicurezza (perimetrale e forense). Mi guadagno bene da vivere, (i 2500 euro netti non sono poi così lontani), ho diritto a 30 giorni di ferie all'anno. Con moglie e figlio a carico, sono a credito "IRPEF" (qua non si chiama così, ovviamente) ogni anno. Premio di "produzione" basato sulle "performance": l'ho avuto ogni anno per l'impegno che ci metto.

No, non vivo in paradiso: il paradiso qui in terra non esiste, in ogni nazione ci sono situazioni positive e negative. Ovviamente ho avuto fortuna, non lo nego, ma ho avuto bisogno di molto coraggio per prendere la mia vita in mano e cambiare così radicalmente. Ora vivo in un paese CIVILE e MODERNO.

Au revoir, Italia: il mio cuore piange, ma almeno qui c'è un futuro per mio figlio.

Lettera firmata
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