Roma - In uno dei paesi dell'est europeo a più alto tasso di censura governativa è stato varato
un nuovo regolamento per gli internet café e, più in generale, per tutti i locali che offrono un accesso alla rete al pubblico, un regolamento che contribuirà a rafforzare il
monitoraggio sulle attività online dei cittadini.
Secondo le nuove norme,
spiega EdriGram, i gestori di questi servizi dovranno conservare i
log della navigazione web degli utenti per almeno 12 mesi. Log che in qualsiasi momento potranno essere richiesti dalle diverse agenzie di sicurezza e polizie statali.
Non solo: il nuovo regolamento impone ai gestori di
sorvegliare quel che avviene dalle proprie postazioni e di riferire immediatamente alla polizia qualora venisse notata un'attività illegale. Attività che in Bielorussia sono numerose, vista la poca propensione delle autorità ad autorizzare
siti e comportamenti altrove considerati del tutto normali.
Il nuovo regolamento ribadisce anche le regole già in vigore che non permettono di installare sui computer dei locali pubblici programmi a contenuto violento, pornografico o che promuovano atti di crudeltà, normative che comprendono anche il divieto di
diffondere informazioni illegali, quelle cioè sgradite al regime. Censure che hanno già portato Minsk nel mirino dell'Europarlamento, che ha incluso la Bielorussia in un
appello internazionale per stimolare l'abolizione delle censure politiche.
"Il Governo bielorusso - chiosa
Reporters sans frontières - ha vita facile nel regolamentare le attività internet nel paese, dal momento che il solo provider internet è un organismo, Beltelecom, alle dipendenze del Governo". Proprio RSF ha recentemente inserito la Bielorussia nell'elenco dei
13 nemici di Internet.