martedì 6 marzo 2007

Quando una petizione web restituisce diritti

PI intervista il promotore della clamorosa mobilitazione che ha costretto Autorità di vigilanza e Governo ad agire, andando ad incidere sul business multimilionario dei telefonini a vantaggio degli utenti

PI: Molte importanti associazioni dei consumatori si sono accorte del problema costi di ricarica quando la petizione D'Ambra aveva raggiunto già una notevole popolarità e i suoi primi effetti iniziavano a farsi sentire. È vero che inizialmente era stato scoraggiato a intraprendere un'azione di questo genere? In che rapporti siete con queste associazioni?
ÀDA: Sì, verissimo. Ricordo quando lanciai la petizione contattai tutte le associazioni dei consumatori che o non mi risposero o mi dissero "lasci stare, non si può far nulla". Poi quando l'iniziativa ha ottenuto successo (mediatico e non) anche grazie al sostegno di una persona squisita come Beppe Grillo, sono salite sul "carro del vincitore" e dappertutto, in televisione e sulla stampa non hanno mai smesso di prendersi meriti non propri. Dovremmo essere in ottimi rapporti visto che in teoria dovremmo remare tutti nella stessa direzione, in teoria!.

PI: Perché in teoria?
AD'A: Mi sono reso conto che oltre ad avere contro gli operatori di telefonia mobile, Generazione Attiva ha anche contro le associazioni dei consumatori che evidentemente ci temono visto il risultato ottenuto. L'importante per noi è avere i consumatori dalla nostra parte ed è quello che rileviamo quotidianamente dai numerosi messaggi che ci pervengono oltre che dalle migliaia di iscrizioni che arrivano alla nostra associazione.

PI: Uno dei tanti meriti della petizione D'Ambra è quello di aver reso evidente all'utenza Internet quanto può impattare sulla realtà italiana quando si stringe attorno ad una causa comune. Siamo all'alba di una (r)evolution verso la democrazia diretta?
AD'A: È quello che ci auguriamo. Proprio per questo ho deciso di non fermarmi qui, accogliendo le richieste che mi giungono da diverse parti e che chiedono di andare avanti contro le tante altre ingiustizie che colpiscono i consumatori italiani. Questa petizione ha dimostrato che se c'è la volontà di farlo, le persone dal basso possono cambiare il sistema! Questo fa paura ai nostri politici oltre che ai giornalisti "embedded" che evitano di parlare di questo successo nato dal basso perché se la gente è conscia di questo potere i nostri politici non possono continuare più i loro "giochi".
Non è un caso che tra le iniziative che Generazione Attiva porterà avanti ci sarà l'istituzione della Class Action in Italia, cosi come già avviene negli Stati Uniti, la possibilità di avviare cause collettive contro le imprese e le multinazionali che quotidianamente abusano del loro potere a danno dei cittadini.
PI: In questi giorni sono partite alcune nuove petizioni e rilanciate vecchie petizioni, da quella per la copertura broad band a quella che chiede l'abolizione dello scatto alla risposta nella telefonia mobile. Come vedete queste altre iniziative? Intendete appoggiarle?
AD'A: Tutte le iniziative che, come la petizione contro i costi di ricarica, nascono dal basso e cercano di risolvere problemi diffusi e cari ai consumatori non possono che trovare il nostro appoggio.

PI: Il prossimo obiettivo di Generazione Attiva sembra ancora una volta tutto in salita, ma l'abolizione dei costi di ricarica testimonia che scalare i monti non vi scoraggia: è il rimborso dei costi di ricarica sostenuti fin qui. In che modo intendete perorare questa causa? Perché gli operatori dovrebbero rimborsare in questo modo i propri utenti in modo "retroattivo"?
AD'A: Sì, è tra le prossime iniziative, stiamo già lavorando con uno staff legale per fornire ai nostri iscritti la possibilità di ottenere il rimborso dei costi di ricarica sostenuti finora dai cittadini italiani. Gli operatori hanno prelevato ingiustamente con questa invenzione circa 1,7 miliardi di Euro l'anno. Scusate se è poco! Ovviamente non ci aspettiamo che gli operatori ci rimborsino se non saranno obbligati a farlo, così come avvenuto con i costi di ricarica. Preferiamo comunque non svelare tutte le nostre carte per non favorire la controparte.
Invito quindi tutti ad iscriversi a Generazione Attiva. L'obiettivo è altrettanto ambizioso: 30mila iscritti per poter essere riconosciuti a livello nazionale. Abbiamo portato a casa un grande risultato e con il sostegno della rete potremo continuare la nostra opera a favore dei cittadini/consumatori.

a cura di Paolo De Andreis

update sui rimborsi
Ad intervista conclusa il capo di gabinetto dell'Autorità TLC, Guido Stazi, ha spiegato che sono in atto riflessioni sul possibile recupero dei costi di ricarica a partire dal 2 febbraio ma che "indicazioni devono venire anche dal Governo che ha emesso il decreto e darà un'interpretazione autentica"
39 Commenti alla Notizia Quando una petizione web restituisce diritti
Ordina
  • Adesso facciamo una petizione per rendere decente la classe politica !

    La speranza è l'ultima a morireTriste
    non+autenticato
  • Rispetto e apprezzo il lavoro che hai fatto.
    Non vorrei però che ora ti montassi la testa.
    La class action è già una cosa che il governo vuole introdurre.
    Non è che poi dirai che è stato un tuo merito?
    Facendo quello che rimproveri a Bersani cioè appropriandoti di un'iniziativa che non ti appartiene?
    In quanto a Bersani una considerazione. Credo che di fronte all'inerzia delle autorities dopo il termine deell'indagine, se il governo non avesse fatto il decreto credo che le ricariche le staremmo ancora pagando oggi.
    Il decreto Bersani l'avresti dovuto apprezzare come riconoscimento dei tuoi sforzi che nessuno nega. In fondo conta il risultato e se Bersani ha approvato (facendo un decreto) vuol dire che la tua iniziativa era giusta.
    Tu critichi Bersani perchè ti oscura. Ma in realtà è il milione di cittadini che ha firmato che ha visto riconosciuta una sua richiesta. Il decreto Bersani non ha fatto altro che ammettere che 1 milione di cittadini avevano ragione. E questo l'hanno capito tutti. Poi se tu ne esci in ombra chisssenefrega. E' il riconoscimento delle aspettative di 1 milione di persone che conta non il tuo successo personale.

    ciao, pedro
    non+autenticato
  • in un mercato normale, quando la concorrenza esiste, se davvero non si vuole pagare un servizio, e qualcuno lo offre "compreso nel prezzo", la gente si fionda verso quel fornitore.

    In Italia, la gente snobba quel fornitore (che ad un certo punto, probabilmente capisce che evidentemente alla gente non importava di averlo compreso nel prezzo e comincia a farlo pagare, almeno a chi preferice comprare al minuto), però ad un certo punto qualcuno salta su e decide che non è giusto farlo pagare.

    E allora un po' di movimenti fiutano l'onda e la cavalcano, finchè quel qualcuno diventa eroe nazionale.


    Ah, ma già, l'Italia non è un mercato normale...
    SiN
    1120

  • Visto che le iniziative demagogiche paiono funzionare, il prossimo passo è quello di pretendere la telefonia gratis!

    Dai che con i nostri ministri ce la possiamo fare!
    non+autenticato
  • Se io fossi un tuo dipendente pretenderei il pagamento di un costo extra di ricarica a fine mese, ogni volta che mi paghi lo stipendio. E questo in barba ad un contratto già stipulato e con tariffe già definite!Occhiolino

    Se fossi il tuo salumiere, metterei dei prezzi sulla merce e poi ti chiederei un costo aggiuntivo alla cassa: il costo di accettazione dei tuoi soldi.Occhiolino

    Figuriamoci se mi paghi in anticipo! Non immmagini quanti commissioni potrei pretendere per il servizio supplementare di accettare i tuoi soldi prima di fornirti il bene venduto.

    Prega che io non sia il tuo becchino, se no ti appioppo un costo di ricarica (dovrai ben pagarmi in anticipo?) che se non sei forte di cuore, ti accomodi subito alla cassa.A bocca aperta
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
1 | 2 | 3 | 4 | Successiva
(pagina 1/4 - 18 discussioni)