Roma - Ci sono
comitati al lavoro,
ferve il dibattito in rete,
si preparano alternative: Italia.it, il portalone del turismo accolto in rete
tra i fischi ormai più di due settimane fa, continua a tenere banco, almeno su Google, dove si concentrano gli sforzi di alcuni dei suoi numerosi detrattori.
Ora, come segnalava
Punto Informatico qualche tempo fa, e come
riportano ormai da tempo alcuni blogger, cercando un determinato termine in Google, al secondo posto subito dopo la corrispondente pagina di
Wikipedia si trova proprio la URL di Italia.it.
La sempre maggiore prominenza di Italia.it come risultato di ricerca del termine
merda non è solo una conferma che il Googlebombing
è vivo e vegeto (dieci giorni fa era solo al 14esimo posto tra i risultati di ricerca e il 7 marzo
era al quarto) ma è anche una diretta conseguenza di quanti e quali commenti il portale del turismo abbia suscitato in rete fin dal suo primo apparire.
Sul suo blog, Dario Bonacina
segnala l'avvenuta "risalita" di quel particolare sito nei risultati di ricerca e segnala anche un nuovo servizio messo in piedi da quelli di
Scandalo Italiano, il blog che segue passo passo l'arrivo di Italia.it e che ora ha pubblicato
una cronologia degli eventi che hanno portato alla pubblicazione di quel sito e di cosa è accaduto da quel momento in poi.
