Dilaga il ricatto d'autore

di Luddist - Succhiano quello che possono dal Web 2.0 e cercano di imitarlo per rimpolpare i loro fatturati. Poco importa se così impoveriscono le comunità online e tradiscono le aspettative della nuova socialità

Roma - Ci è caduta anche la RAI. Peccato. Si allarga a dismisura, persino tra chi fornisce un servizio pubblico pagato con un canone obbligatorio, il fronte degli offenders, quelli che ritengono utile, giusto e legittimo sottrarre contenuti alWeb 2.0.

Ha iniziato Viacom ma sono più o meno tutti sulla stessa barca i "grandi" dell'intrattenimento: grazie a YouTube hanno scoperto quanto possa essere duttile ed interessante il formato video per l'utenza Internet. Hanno appreso grazie al Web 2.0 le dinamiche e le potenzialità delle comunità online. E poi di questo insegnamento han fatto polpette, anzi diffide, con richiesta di danni alla stessa YouTube per i video pubblicati da molti dei suoi utenti. Di quelle potenzialità noi vediamo il fascino culturale, altri ci vedono il colore dei soldi.

Traduco: YouTube ha messo a disposizione della collettività Internet una piattaforma comoda, semplice, di facile accesso e soprattutto funzionale. Ciò ha spinto masse di utenti ad utilizzarla, a pubblicare cose che hanno colpito la loro immaginazione, creatività o sentimenti, a rispondersi l'un l'altro tramite video o via forum, a dar vita ad una nuova socialità imperniata sulle immagini e sull'entusiasmo del riconoscersi. Questo ha dato nuova conoscenza anche alle major, da sempre poco propense a sperimentare. Conoscenza che ora intendono sfruttare per alimentare il proprio business: quando Viacom pensa a un portale video dedicato a MTV con dinamiche di social networking trae insegnamento da YouTube, MySpace e via dicendo. E in cambio cosa offre? Una richiesta di danni miliardaria. Di fatto, intende costruire un altro pezzo del proprio impero sottraendo contenuti alla piattaforma a cui fanno riferimento decine di milioni di utenti.
Non so cosa sia il Web 2.0 e dubito che qualcuno lo sappia, ma in molti cerchiamo di capirlo. Di certo è una nuova modalità di relazione tra le persone e tra ciò che esprimono, con intersezioni che rimbalzano di portale in sito, di blog in mailing list, incrociandosi e ritrovandosi, mescolandosi, inquinandosi e camuffandosi. Se non si sa cosa è, basta frequentarlo per capire che chi vi partecipa nutre per tutto questo un entusiasmo notevolissimo, foriero di novità inaspettate e balzi creativi. A questo ambiente in rapida evoluzione, che prospetta un futuro di intelligenza distribuita che si fa collettiva attraverso il mescolamento della multiculturalità e che è globale e periferica grazie ad Internet, a questo, dicevo, vogliono applicare le normative sul diritto d'autore.

La satira di Guzzanti su RAITreForti di leggi frutto di un'antica concezione della proprietà intellettuale, vogliono imporre cambiamenti ai punti di riferimento di questa nuova cultura, tentando di plasmarne lo sviluppo ed indirizzare l'interesse verso proprie altre iniziative. Ma lo fanno senza competere, senza offrire nulla di meglio, senza adottare l'approccio libero e aperto del Web 2.0, lo fanno sottraendo contenuti, non a YouTube, evidentemente, ma agli utenti che hanno scelto YouTube per pubblicare ciò che volevano condividere. Immaginano un altrove virtuale che possano gestire in proprio, senza delegare.

È un atteggiamento culturalmente offensivo, giustificato da una visione di business oppressiva e totalitaria, realizzato da industrie che devono la propria posizione sul mercato alle dinamiche dell'epoca pre-Web, un'epoca di cui sfruttano la perdurante seppur obsoleta architettura legislativa nella convinzione che se tolgo un video qui allora gli utenti per vederlo andranno lì, dove voglio io, magari sul mio portale adeguatamente bannerizzato. Anziché innovare e contribuire alla costruzione della conoscenza collettiva, si sfrutta quel poco che si è appreso da chi dentro questo ambiente si è calato e ci è cresciuto, per tirarci fuori dei denari e, non contenti, si chiedono danni e compensazioni proprio a chi ha saputo intraprendere nuove strade. Impoverendo tutti gli altri.

Luddist

Le esternazioni di Luddist sono a questo indirizzo
155 Commenti alla Notizia Dilaga il ricatto d'autore
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  • A me il fatto di blindare e restringere le libertà degli utenti, non è mai piaciuto e non mi piace.
    Da una parte sono d'accordo che le cose vanno protette, che i diritti d'autore vadano in qualche modo tutelati, ma blindare e passare al controllo totale mi sembra molto esagerato, se non folle.
    Il Parlamento Europeo e anche la Commissione Europea agiscono su pressione delle major che, piuttosto che aprire nuove strade per il business, preferiscono controllare tutto e tutti, dalla a alla z, sbagliando clamorosamente.
    Spero vivamente che la UE non promuova la blindatura totale, spero che prevalgano i nostri diritti umani e che sono le major a doversi svegliare e cambiare strategie, provare nuove rotte e sopratutto adeguarsi al cambiamento che gli utenti hanno adottato col tempo.
    Molti stanno sperimentando la vendita DRM-Free, caso strano vanno meglio rispetto a quelle col DRM, ciò significa che la gente preferisce essere libera dalle restrizioni, ovvio che i contenuti vanno protetti contro i scopi di vendita abusiva, di pirateria commerciale tramite i sistemi di filesharing ma blindare tutto senza approdare su nuove strade di business è da vigliacchi, perchè riconoscono che noi allora possiamo realmente cambiare le cose ma dato che sono le major che non vogliono cambiare, impongono le leggi, costringono e non gli interessano nuove strade di business, nuove possibilità, sfruttare la popolarità del P2P, sfruttare quello che esiste oggi,vogliono bloccare l'innovazione, lo sviluppo tecnologico e controllare tutti, quando sanno benissimo che non funzionerà MAI.
    Preferiscono corrompere i commissari europei, il parlamento europeo, inventare scusanti per raggiungere il loro unico scopo di vendicarsi su di noi.Credo che non tutti scaricano da internet, eccetto i driver, update o cose lecite.
    Il P2P...questo sistema è un'arma a doppio taglio, già perchè non si limita a distinguere cosa si può e cosa non si può scaricare, è tutto mescolato, è una rete dove vengono rese disponibili opere protette non scaricabili, gratuite e altre cose lecite per lo scaricamento.
    La soluzione non sta nel blindare e controllare tutto e tutti!
    Spero che L'Unione Europea non segua questa politica malsana per l'innovazione e sviluppo tecnologico, certo la pirateria va combattuta ma sacrificare i diritti d'autore e soppiantare il valore della libertà, dei diritti umani, della privacy di tutti, dell'apertura a nuove soluzioni per migliorare qualunque tipo di situazione e consentire a chi non vuole saperne mezza di tentare nuove vie di business, è una cosa che è gravissima, molto più grave che scaricare un filmino o una musica.
    La vita vale più dei diritti d'autore, la vita, la libertà, la privacy e tutto quello che è concesso di diritto a una persona, vale molto di più dei diritti d'autore, di un televisore, di un film, di una canzone, di una qualunque azienda, sia essa una casa discografica o cinematografica, sia essa una softwarehouse o di qualunque tipologia.
    E' qui che ora l'UE può fare la differenza.Gli Stati Uniti si stanno aprendo piano piano, stanno abbandonando le restrizioni mentre invece noi le stiamo abbracciando.
    L'UE deve dimostrare al mondo, ai suoi alleati, che i diritti d'autore non coprono lo stesso valore della vita di una persona, la libertà vale molto di più dei diritti d'autore.
    Malgrado le major e associazioni varie non vogliano aprirsi a nuove strade di business, questo non deve intaccare sulla vita di tutti coloro che abitano questo mondo, questa Europa.
    Le major devono aprirsi a nuovi orrizzonti, se non lo fanno, cazzi loro ma non possono costringere nessuno e far diminuire il valore della vita a quello di un sasso, anche se hanno soldi, potere e quant'altro.
    Spero che il Parlamento Europeo non approvi nulla, che siano duri e dicano che sono le major a doversi aprire a nuove strade, bocciare IPRED2 e dimostrare che una persona, che SOLO UNA PERSONA è più importante delle major e di qualunque azienda esistente sulla faccia della terra, se poi contiamo che siamo 8 miliardi di persone, allora quel valore moltiplicato per 8 miliardi.
    Parlamento Europeo, Europa, siamo nelle vostre mani.Ora potete davvero fare la differenza.

  • e questo che si merita una societa del ***** come questa quindi
    non+autenticato
  • youtube contiene tantissimo materiale coperto da diritti d'autore, senza autorizzazione

    youtube è una società (adesso in mano a google) a scopo di lucro

    non+autenticato
  • E allora perché non la chiudono, sequestrando tutti i suoi server, così come fanno con i computer di quelli denunciati da RIAA o in Italia con le BBS?

    Perché per la legislazione USA attuale YouTube è tenuto a "rimuovere" i video non conformi non appena gli viene segnalato, non può farlo arbitrariamente e preventivamente, se non secondo regole oggettive. E' chi utilizza il servizio che deve caricare solo materiale di cui detiene i diritti, altrimenti, prima ancora del Copyright, viola il contratto di servizio tra lui e YouTube. Le major lo sanno, ed infatti non invocano la "chiusura" di YouTube, ma, minacciando risarcimenti, vorrebbero che YouTube si autocensurasse, visto che la censura preventiva,per ora non è ancora legale negli USA.

    YouTube non è fuorilegge, perché la violazione si realizza nell'abuso del servizio fornito, e pertanto YouTube è parte lesa quanto la Major da chi ha caricato quel filmato. YouTube diventerebbe fuorilegge se, resogli nota l'esistenza del materiale non autorizzato, non lo rimuovesse. Lo rimuove, ma in alcuni casi ad un tasso più basso di quanto questi vengano ricaricati.

    La parte più onerosa non è rimuovere i video non autorizzzati, è individuarli. E' un processo praticamente non automatizzabile e che richiederebbe l'assunzione di stuoli di personale. Con costi ciclopici. YouTube(Google), sostenuto dalla legislazione attuale, dice che la segnalazione è compito dei detentori di quei diritti (un po' come la nostra querela di parte), le Major dicono che è compito di YouTube (interpretando a modo loro il concetto di favoreggiamento, ma non supportati dalla legislazione attuale, ma che, con le adeguate pressioni potrebbe essere modificata, soprattutto in un paese a Commmon Law, dove la sentenza di un tribunale fa giurisprudenza).

    Tutti e due ci marciano sopra, le Major perché spesso a costo zero si vedono rilanciare i propri fondi di magazzino, Google perché quei video noti sono spesso il motivo della prima visita a YouTube.



    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > E allora perché non la chiudono, sequestrando
    > tutti i suoi server, così come fanno con i
    > computer di quelli denunciati da RIAA o in Italia
    > con le
    > BBS?
    >
    > Perché per la legislazione USA attuale YouTube è
    > tenuto a "rimuovere" i video non conformi non
    > appena gli viene segnalato, non può farlo
    > arbitrariamente e preventivamente, se non secondo
    > regole oggettive. E' chi utilizza il servizio che
    > deve caricare solo materiale di cui detiene i
    > diritti, altrimenti, prima ancora del Copyright,
    > viola il contratto di servizio tra lui e YouTube.
    > Le major lo sanno, ed infatti non invocano la
    > "chiusura" di YouTube, ma, minacciando
    > risarcimenti, vorrebbero che YouTube si
    > autocensurasse, visto che la censura
    > preventiva,per ora non è ancora legale negli
    > USA.
    >
    > YouTube non è fuorilegge, perché la violazione si
    > realizza nell'abuso del servizio fornito, e
    > pertanto YouTube è parte lesa quanto la Major da
    > chi ha caricato quel filmato. YouTube
    > diventerebbe fuorilegge se, resogli nota
    > l'esistenza del materiale non autorizzato, non lo
    > rimuovesse. Lo rimuove, ma in alcuni casi ad un
    > tasso più basso di quanto questi vengano
    > ricaricati.
    >

    dipende i punti di vista

    chi rende pubblica qualcosa, in questo caso è youtube con il suo portale, dovrebbe prima sapere prima di cosa si tratta, altrimenti io potrei vendere marijuana e difendermi dicendo che per me si trattava di cicoria

    i video andrebbero prima approvati dalla stessa azienda

    comunque, se youtube non è fuorilegge quanto meno è in mala fede, molta mala fede
    non+autenticato

  • - Scritto da:

    > - Scritto da:
    > i video andrebbero prima approvati dalla
    > stessa azienda
    Il punto è qui: identificare da un video senza indicazioni se questo è un video autoprodotto o se è parte della produzione di altri e chi siano questi altri. E' facile se parliamo di uno spezzone di "Pulp Fiction", ma se è uno spezzone di "Feuerzangenbowle" con aggiunta di una traduzione in portoghese autoprodotta e postato sulla sezione brasiliana?
    E per "Wang Dang" degli Shasha Las?
    E' impossibile individuarlo a priori: solo chi ha creato quell'opera può identificarne lo spezzone e chiedere di verificare che sia identico alla sua creazione e che non ha mai autorizzato quell'upload.

    > comunque, se youtube non è fuorilegge quanto > meno è in mala fede, molta mala
    > fede
    Diciamo che sa di speculare sulle pieghe del lecito, così come le Major sanno che Sonny Bono è stato pagato ed ha pagato tanto per avere quelle leggi così antidemocratiche ma così favorevoli a loro. E sanno di continuare a pagarle.

    Leggiti cosa disse nel 2000 Courney Love...

    http://archive.salon.com/tech/feature/2000/06/14/l.../

    O chi si sta godendo i "diritti" del Bolero di Ravel

    http://www.guardian.co.uk/g2/story/0,3604,477906,0...

    Google dovrebbe girare parte degli introiti agli autori (che poi è quello che vorrebbe fare e che con alcuni ha già fatto) ma non dovrebbe essere permesso ad un autore di "impedire" la circolazione di una sua opera una volta pubblicata. Una volta resa pubblica non è più "totalmente" sua, è diventata anche un po' di chi ci ha meditato sopra, e che ispirandosi ad essa, magari ne realizza un'altra.
    Ma se tutti quelli che si sono ispirati a quell'opera sono morti da due generazioni perché questa è la durata attuale del Copyright, cosa cavolo vuoi che si ispiri a cosa...
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > youtube contiene tantissimo materiale coperto da
    > diritti d'autore, senza
    > autorizzazione

    E' questo che ne ha decretato il successo, e' per questo che la gente ci va, e' per questo che esistono centinaia di strumenti per scaricare i video di YouTube.

    > youtube è una società (adesso in mano a google) a
    > scopo di lucro

    Denuncia Google e proponi (ma firmati pero') un filtro che impedisca agli utenti italiani di collegarsi a Google.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >
    > - Scritto da:
    > > youtube contiene tantissimo materiale coperto da
    > > diritti d'autore, senza
    > > autorizzazione
    >
    > E' questo che ne ha decretato il successo, e' per
    > questo che la gente ci va, e' per questo che
    > esistono centinaia di strumenti per scaricare i
    > video di
    > YouTube.
    >
    > > youtube è una società (adesso in mano a google)
    > a
    > > scopo di lucro
    >
    > Denuncia Google e proponi (ma firmati pero') un
    > filtro che impedisca agli utenti italiani di
    > collegarsi a
    > Google.

    il filtro va messo per chi pubblica, ovvero ogni video andrebbe verificato e confermato dallo stesso youtube, ma youtube fa finta di non capire e anche tu a quanto pare
    non+autenticato
  • ...qualcuno mi spieghi che male faccio se rimetto su youtube un filmato di guzzanti che magari su raiclick non esiste!
    Senza io guadagnarci NULLA!
    La rai non perde NULLA!
    A parte il guadagnarci in pubblicità!
    Lascia stare cosa è mio e cosa è tuo copyright e copyleft, diritti d'autore e altro.
    Io a mettere su Youtube non ci guadagno NULLA.
    Perchè devo essere perseguito?
    Se poi pensiamo che raiclick (come anche il nuovo media.rai.it) è un sito scadente (non come contenuti...come usabilità), che molti dei contenuti rai su Youtube NON ESISTONO su raiclick....
    Bha secondo me la rai ci guadagna e basta.

    Chiaro, se io mi RIVENDO i contenuti di qualcun'altro è giusto pagare...giustissimo...ma questo è FURTO: rubare qualcosa a qualcuno per GUADAGNARCI.

    Forse è un po' semplicistico...ma sarei contento che qualcuno con contenuti TERRA TERRA senza mettere in mezzo etica e concetti complessi.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > ...qualcuno mi spieghi che male faccio se rimetto
    > su youtube un filmato di guzzanti che magari su
    > raiclick non
    > esiste!
    > Senza io guadagnarci NULLA!

    ci guadagna youtube, anzi google

    > La rai non perde NULLA!

    sei troppo ingenuo per capire
    non+autenticato
  • sicuramente...
    e perchè non spieghi?
    troppo saccente per spiegare?
    non+autenticato
  • ...la mia era chiaramente una provocazione: di quelle sul filone ...si ma in parole povere..." bho!". cmq...

    La questione è: se vogliamo vedere la situazione dal punto di vista "giuridico", quelli sono contenuti di proprieta della rai e quindi youtube ruba punto e basta.
    Ed è il ragionamento che fa la rai, chi può dargli torto?

    Ma se alla rai fossero un po' più svegli avrebbero senz'altro capito come girare la cosa a loro favore:
    Youtube ha un'utenza moooolto più ampia di Raiclick, un software fatto meglio è più userfrendly, il vantaggio che NESSUNO GUARDA UNA PUNTATA INTERA di nessun programma su Youtube, al massimo guardi uno spezzone. Risultato lo guardo, mi informo, e domani lo guardo su raiclick!!!
    E se proprio vogliamo parlare di fantascenza: crearsi un'utenza Raiclick su youtube e pubblicarci sopra filmati con link al sito Rai, così la gente invece di riuploadarli 7 volte ci mette il link a quello ufficiale, che magari ha un link grosso così al sito di Raiclick...(la BBC forse fa una cosa del genere...e Pornotube si Basa su questo...) ma questa è fantascenza...costa troppo poco per essere una scelta intelligente...così ci mangiano in pochi....Meglio creare un porta altamente schifoso come media.rai.it e mettere spezzoni di programma e fare concorrenza a Youtube e se proprio non riesco, gli faccio causa....CON I MIEI SOLDI.

    non volevo entrare in merito sul di chi sono i soldi o di chi sono i contenuti....

    ...buona saccenza a tutti!
    non+autenticato
  • Caro Luddist,
    domani vengo ad abitare a casa tua.

    Non dirmi che te la sei comprata con i sacrifici, che e' tua e io non ho diritto di usufruirne come mi pare, di piazzarmici senza preavviso e sfruttarla in lungo e in largo.

    Non raccontarmi che i mobili ti servono per viverci, perche' io la svuotero' e ci faro dei festini con i miei amici.


    Non dirmi che intendevi costruire un altro pezzo delle tua comodita' sottraendo spazi alla piattaforma (casa tua) a cui fanno riferimento decine di utenti (i miei amici festaioli).

    Per cortesia, non farti "forte di leggi frutto di un'antica concezione della proprietà", perche' ormai - YouTube ce lo ha insegnato tempo fa, sono concetti superati.

    Gia' che ci sono prendero' a prestiti la tua auto. (per cortesia fammela trovare con il pieno).

    Cordiali saluti,
    un utente LibertaAssoluta 2.0

    PS: dimenticavo: mentre passo a prendere l'auto mi servirebbe tua moglie per 10 minuti.
    Non ti dispiace, vero?
    non+autenticato
  • Se tu vieni a casa mia, e fai tutto quello che hai detto, con una COPIA di casa mia, lasciandomi intatta casa mia (moglie inclusa) non me ne può fregare di meno.

    Il punto è che tu confondi la PROPRIETA' che è un attributo dei beni MATERIALI, purtroppo non duplicabili a costo infinitesimo e senza sottrarre all'insieme di partenza, alla CONOSCENZA che è un attributo dei "beni" IMMATERIALI, detti anche "Idee".

    "Se io do un Penny a te e tu dai un Penny a me, ognuno una un Penny. Se tu dai un'idea a me, e io do un'idea a te, tutti e due abbiamo due idee"

    Il punto non è che tu ti copi casa mia, il punto è che per progettare casa mia in quel modo io ci ho messo del tempo che se ce l'ho messo perché mi piaceva una casa fatta in quel modo probabilmente l'avrei fatto comunque, indipendentemente dal fatto che tu me la copi o meno, mentre se l'avevo fatta con lo scopo intenzionale di venderla, non di abitarci, significherebbe che il modello di business che mi ero prefigurato non sarebbe praticabile. Ed infatti non lo era fino al 1700 circa.

    Poi nel 1700 alcuni hanno timidamente provato a vedere se un tale modello commerciale faceva avanzare la conoscenza comune di più: cominciaro i primi brevetti (al posto del segreto industriale) per i progetti tecnici (idee per piegare la realtà fisica ad un obiettivo dichiarato) e il copyright (al posto del mecenatismo o dell'insegnamento) per le opere artistiche (idee pure). Escludendo fin dal principio ambiti in cui questo portava palesemente ad una diminuizione della conoscenza collettiva (La Matematica e le Scienze in generale).

    Ora, in uno scenario mutato, dove pochi possono realizzare ciò che fino a ieri era tecnicamente riservato a grosse imprese, ci si è resi conto che una "blanda" limitazione accresce la conoscenza collettiva, ma una "rigida" invece la ingessa. Solo che ci abbiamo impiegato troppo a capirlo ed ora quelli che hanno adottato quel modello di business per vendere sono sufficientemente ben strutturati da evitare qualunque riesame che possa anche solo minimamente indebolirli (E' ragionevole che un figlio viva di rendita sull'abilità del padre morto da quasi 70 anni? Sempre ammesso che quei "diritti" non li stia godendo qualcuno che non è nemmeno il figlio, ma che magari se li è fatti "vendere" dall'autore in cambio della promozione iniziale delle sue opere...).

    Nota che nessuno mette in discussione che se fai esibire dei cantanti nel tuo pub, attirando clienti, tu debba girare una parte di quel guadagno ai cantanti ed agli autori delle canzoni. Come nessuno mette in discussione che le radio, se voglio trasmettere canzoni, devono girare parte del guadagno a chi quelle canzoni gliele ha fornite.
    Ma già qualcuno comincia a sollevare qualche obiezione se la "fornitura" non sono CD gratuiti inviati dagli Autori o dagli Editori, ma sono stati comprati in un negozio PAGANDO UN COMPENSO ALL'AUTORE. E diventano di più se oltre al compenso sul CD acquistato dalla Radio e quello pagato dalla radio direttamente, si aggiunge quello che il TITOLARE DEL PUB paga per diffondere quella radio nel negozio. Diventano veramente tanti se si pretende che io versi UN ULTERIORE COMPENSO per registrare, in sottofondo al video alla mia festa di compleanno al PUB, quella musica diffusa dal proprietario del PUB. Diventa una maggioranza schiacciante e roboante se l'autore, o più tipicamente l'editore, pretende UN COMPENSO SUL SUPPORTO VERGINE su cui registro il video della festa di compleanno.

    CINQUE VOLTE la STESSA COSA è troppo.

    Non è più un EQUO COMPENSO volto a far rientrare nei costi ed a poter vivere della propria arte, ma è un INIQUO PIZZO per ARRICCHIRE ed ARRICCHIRSI. Che non ci sarebbe nulla di male se fosse una attività privata, ma dato che SI REGGE SU UNA AUTOLIMITAZIONE COLLETTIVA DELLA NATURALE DI DIFFUSIONE DELLE IDEE, nata ai tempi dei "poveri artisti", e già nel 1700 contestata per gli effetti sui "non proprio poveri editori", direi che un RADICALE RIDIMENSIONAMENTO, con l'introduzione di SANA CONCORRENZA ed eliminazione dei MONOPOLI è cosa ormai dovuta.

    Direi invece che al TUTTO MIO SEMPRE E COME DICO IO delle attuali MAJOR, mi meraviglio della pacatezza e della ragionevolezza di tanti che, pur profondamente irritati, non hanno ancora ceduto all'idea di lasciar tutto al mercato, senza limiti e senza limitazioni legali: niente copyright e niente diritto d'autore, solo "segreto industriale", solo DRM senza alcun valore legale. Finché il DRM regge hai un monopolio, quando qualcuno lo rompe, lo hai perso. Cambi DRM e ricominci da capo. Non è lecito impedire i DRM e e non è vietato romperli.

    Probabilmente agli Editori non dispiacerebbe poi nemmeno tanto, in fin dei conti tra Gutemberg ed il 1988 (Adozione diffusa della convenzione di Berna sul Diritto d'Autore) han sempre prosperato lo stesso. Non so come se la passerebbero gli autori...
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Se tu vieni a casa mia, e fai tutto quello che
    > hai detto, con una COPIA di casa mia, lasciandomi
    > intatta casa mia (moglie inclusa) non me ne può
    > fregare di
    > meno.
    >
    > Il punto è che tu confondi la PROPRIETA' che è un
    > attributo dei beni MATERIALI, purtroppo non
    > duplicabili a costo infinitesimo e senza
    > sottrarre all'insieme di partenza, alla
    > CONOSCENZA che è un attributo dei "beni"
    > IMMATERIALI, detti anche
    > "Idee".
    >
    > "Se io do un Penny a te e tu dai un Penny a me,
    > ognuno una un Penny. Se tu dai un'idea a me, e io
    > do un'idea a te, tutti e due abbiamo due
    > idee"
    >
    > Il punto non è che tu ti copi casa mia, il punto
    > è che per progettare casa mia in quel modo io ci
    > ho messo del tempo che se ce l'ho messo perché mi
    > piaceva una casa fatta in quel modo probabilmente
    > l'avrei fatto comunque, indipendentemente dal
    > fatto che tu me la copi o meno, mentre se l'avevo
    > fatta con lo scopo intenzionale di venderla, non
    > di abitarci, significherebbe che il modello di
    > business che mi ero prefigurato non sarebbe
    > praticabile. Ed infatti non lo era fino al 1700
    > circa.
    >
    > Poi nel 1700 alcuni hanno timidamente provato a
    > vedere se un tale modello commerciale faceva
    > avanzare la conoscenza comune di più: cominciaro
    > i primi brevetti (al posto del segreto
    > industriale) per i progetti tecnici (idee per
    > piegare la realtà fisica ad un obiettivo
    > dichiarato) e il copyright (al posto del
    > mecenatismo o dell'insegnamento) per le opere
    > artistiche (idee pure). Escludendo fin dal
    > principio ambiti in cui questo portava
    > palesemente ad una diminuizione della conoscenza
    > collettiva (La Matematica e le Scienze in
    > generale).
    >
    > Ora, in uno scenario mutato, dove pochi possono
    > realizzare ciò che fino a ieri era tecnicamente
    > riservato a grosse imprese, ci si è resi conto
    > che una "blanda" limitazione accresce la
    > conoscenza collettiva, ma una "rigida" invece la
    > ingessa. Solo che ci abbiamo impiegato troppo a
    > capirlo ed ora quelli che hanno adottato quel
    > modello di business per vendere sono
    > sufficientemente ben strutturati da evitare
    > qualunque riesame che possa anche solo
    > minimamente indebolirli (E' ragionevole che un
    > figlio viva di rendita sull'abilità del padre
    > morto da quasi 70 anni? Sempre ammesso che quei
    > "diritti" non li stia godendo qualcuno che non è
    > nemmeno il figlio, ma che magari se li è fatti
    > "vendere" dall'autore in cambio della promozione
    > iniziale delle sue
    > opere...).
    >
    > Nota che nessuno mette in discussione che se fai
    > esibire dei cantanti nel tuo pub, attirando
    > clienti, tu debba girare una parte di quel
    > guadagno ai cantanti ed agli autori delle
    > canzoni. Come nessuno mette in discussione che le
    > radio, se voglio trasmettere canzoni, devono
    > girare parte del guadagno a chi quelle canzoni
    > gliele ha
    > fornite.
    > Ma già qualcuno comincia a sollevare qualche
    > obiezione se la "fornitura" non sono CD gratuiti
    > inviati dagli Autori o dagli Editori, ma sono
    > stati comprati in un negozio PAGANDO UN COMPENSO
    > ALL'AUTORE. E diventano di più se oltre al
    > compenso sul CD acquistato dalla Radio e quello
    > pagato dalla radio direttamente, si aggiunge
    > quello che il TITOLARE DEL PUB paga per
    > diffondere quella radio nel negozio. Diventano
    > veramente tanti se si pretende che io versi UN
    > ULTERIORE COMPENSO per registrare, in sottofondo
    > al video alla mia festa di compleanno al PUB,
    > quella musica diffusa dal proprietario del PUB.
    > Diventa una maggioranza schiacciante e roboante
    > se l'autore, o più tipicamente l'editore,
    > pretende UN COMPENSO SUL SUPPORTO VERGINE su cui
    > registro il video della festa di
    > compleanno.
    >
    > CINQUE VOLTE la STESSA COSA è troppo.
    >
    > Non è più un EQUO COMPENSO volto a far rientrare
    > nei costi ed a poter vivere della propria arte,
    > ma è un INIQUO PIZZO per ARRICCHIRE ed
    > ARRICCHIRSI. Che non ci sarebbe nulla di male se
    > fosse una attività privata, ma dato che SI REGGE
    > SU UNA AUTOLIMITAZIONE COLLETTIVA DELLA NATURALE
    > DI DIFFUSIONE DELLE IDEE, nata ai tempi dei
    > "poveri artisti", e già nel 1700 contestata per
    > gli effetti sui "non proprio poveri editori",
    > direi che un RADICALE RIDIMENSIONAMENTO, con
    > l'introduzione di SANA CONCORRENZA ed
    > eliminazione dei MONOPOLI è cosa ormai
    > dovuta.
    >
    > Direi invece che al TUTTO MIO SEMPRE E COME DICO
    > IO delle attuali MAJOR, mi meraviglio della
    > pacatezza e della ragionevolezza di tanti che,
    > pur profondamente irritati, non hanno ancora
    > ceduto all'idea di lasciar tutto al mercato,
    > senza limiti e senza limitazioni legali: niente
    > copyright e niente diritto d'autore, solo
    > "segreto industriale", solo DRM senza alcun
    > valore legale. Finché il DRM regge hai un
    > monopolio, quando qualcuno lo rompe, lo hai
    > perso. Cambi DRM e ricominci da capo. Non è
    > lecito impedire i DRM e e non è vietato
    > romperli.
    >
    > Probabilmente agli Editori non dispiacerebbe poi
    > nemmeno tanto, in fin dei conti tra Gutemberg ed
    > il 1988 (Adozione diffusa della convenzione di
    > Berna sul Diritto d'Autore) han sempre prosperato
    > lo stesso. Non so come se la passerebbero gli
    > autori...

    Annoiato
    non+autenticato
  • - Scritto da:
    > Se tu vieni a casa mia, e fai tutto quello che
    > hai detto, con una COPIA di casa mia, lasciandomi
    > intatta casa mia (moglie inclusa) non me ne può
    > fregare di
    > meno.

    Bene... allora comincia a distribuire copie delle imagini osè di tua moglie.
    Sono solo copie, no?
    non+autenticato
  • Se ESISTESSERO e fossero state PUBBLICATE (Cioè hanno già smesso di essere un "segreto industriale" tra me e mia moglie) non vedo perché dovrei poter pretendere di rimettere il genio nella lampada.

    Se gli EDITORI vogliono tenere le OPERE dei LORO ARTISTI nel chiuso della loro casa, o del loro ufficio, non avrei nulla in contrario che potessero difenderne la riservatezza.
    Ma, sai, normalmente le PUBBLICANO=DIFFONDO DAVANTI A TUTTI, non le tengono in un cassetto in cantina, e fanno spot su spot perché si sappia in giro che ci sono, anzi spesso a volte te ne regalano pure delle copie.

    Capisco che era lungo, ma se avessi letto, c'era il parallelo con i Brevetti: non è che prima non ci fossero invenzioni, ma semplicemente non le si rendeva pubbliche.
    Stesso per le opere artistiche: nessuno vieta di pubblicare le canzoni ancora in analogico solo fissate ad un supporto. A quel punto ogni copia sarebbe palesemente una copia, e comunemente non si attribuisce un valore commerciale alle copie artigianali. Solo un mortaccione regalerebbe un CD masterizzato come regalo di compleanno. Ma le MAJOR hanno deciso di volersi avvantaggiare dei bassi costi di copia introdotti dal progresso tecnologico (i CD, iTunes), non capendo che stavano facendo uscire un genio dalla lampada. Ora che è uscito vorrebbero farcelo rientrare. Too late.

    Se ti cedo le foto osé di mia moglie in cambio di quelle della tua, o di soldi, poi sarebbe strano che mi stracciassi le vesti perché sanno tutti come è mia moglie nuda. Se voglio la botte piena, niente moglie ubriaca.
    non+autenticato
  • - Scritto da:
    > Se ESISTESSERO

    visto che sei disposto a condividere un'ipotetica *COPIA* di tua moglie, devi essere disposto a condividere le copie delle immagini dell'ipotetica copia.
    E le immagini della copia sono ugugali alle immagini dell'originale.
    non+autenticato
  • Se la sorella gemella di mia moglie fa la spogliarellista o l'attrice porno, perché questo dovrebbe turbarmi? Non mi turba affatto.
    Come non chiederò certo che vengano ritirati i film porno che ha fatto la sorella gemella di mia moglie.

    La "copia" non è UGUALE all'originale, è UN ALTRO ORIGINALE.

    No, non ho nessun problema.
    non+autenticato
  • > La "copia" non è UGUALE all'originale, è UN ALTRO
    > ORIGINALE.
    Quindi dovrresti pagarlo?A bocca aperta
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > > La "copia" non è UGUALE all'originale, è UN
    > ALTRO
    > > ORIGINALE.
    > Quindi dovrresti pagarlo?A bocca aperta
    Beh, penso che se tu vuoi uno spogliarello della sorella gemella di mia moglie, beh, mia moglie no, ma sua sorella penso che, si, voglia essere pagata.A bocca aperta
    A me invece il mio originale, me lo fa gratis (...o forse sarebbe più giusto dire "incluso nel prezzo" del matrimonio. Occhiolino ).
    non+autenticato
  • > > > La "copia" non è UGUALE all'originale, è UN
    > > ALTRO
    > > > ORIGINALE.
    > > Quindi dovrresti pagarlo?A bocca aperta
    > Beh, penso che se tu vuoi uno spogliarello della
    > sorella gemella di mia moglie, beh, mia moglie
    > no, ma sua sorella penso che, si, voglia essere
    > pagata.
    >A bocca aperta
    Quindi convieni come me, che copia o non copia alla fine PAGHI, oppure RUBI!!!
    non+autenticato
  • > Quindi convieni come me, che copia o non copia
    > alla fine PAGHI, oppure
    > RUBI!!!

    Rubare significa sottrarre, non vi e' sottrazione nella copia.
    non+autenticato
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