Il decreto Bersani ora è legge

Diventa Legge dello Stato il decreto sulle liberalizzazioni. Sul quale continuano ad esprimersi, in modo contrastante, i rappresentanti dei consumatori

Roma - Incassata l'approvazione della Camera, la conversione in Legge del decreto Bersani ha ricevuto il voto di fiducia anche dal Senato. Tra le misure previste dal provvedimento, come noto, c'è l'abolizione dei costi di ricarica per i cellulari e della scadenza del credito prepagato. "È Fatta!" commenta con soddisfazione Andrea D'Ambra, promotore della nota petizione online e presidente dell'associazione di difesa dei consumatori Generazione Attiva.

"Una giornata triste per i tanti detrattori che hanno sperato fino all'ultimo che l'abolizione saltasse - ha aggiunto D'Ambra - Sul filo del rasoio, a due giorni dal termine ultimo per convertirlo in legge, il Senato ha approvato il decreto che, come sapete, comprendeva anche l'abolizione dei costi di ricarica per i telefonini, ma anche per tutto il settore delle TLC (quindi anche Mediaset Premium, Fastweb etc). Restano fuori solo le Poste e le Banche (es. Postepay) ma riusciremo ad abolire anche quelli, vedrete".

Soddisfatti anche Movimento dei Consumatori e Movimento Difesa del Cittadino: "Sono state sconfitte le lobby che dentro e fuori del Parlamento hanno cercato di opporsi ottusamente a questa svolta non solo economica, ma anche culturale della società italiana. Con questi provvedimenti è entrata una ventata di aria salutare nel mondo dei servizi del nostro Paese".
"Certamente meglio che "un dito in un occhio" - commenta Aduc, in controtendenza - ma non è detto che col tempo le liberalizzazioni del ministro Bersani non si rivelino negative su entrambi i fronti per cui invece si dice che dovrebbero dare benefici: crescita economica e diminuzione dei prezzi. Il nostro voto è 5+!". E in merito al provvedimento che riguarda il credito prepagato, l'associazione osserva: "L'abolizione del costo fisso è un'operazione di facciata e anche pericolosa. Di facciata perché tutti gli operatori stanno provvedendo a recuperare i soldi che non incassano con le ricariche dai consumi o con altre gabole. Pericolosa perché il legislatore interviene sulla determinazione di un prezzo che invece dovrebbe essere frutto del mercato, invece di fare l'unica cosa fattibile in un'economia di mercato: l'abolizione della tassa di concessione governativa, aprendo così al mercato degli abbonamenti, oggi penalizzato proprio per l'esistenza di questa gabella pur essendo tendenzialmente più vantaggioso per i consumatori".

D.B.
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