NASA collauda la potenza dello sviluppo open

Countdown per CosmosCode, la piattaforma collaborativa con cui NASA offrirà a sviluppatori indipendenti, aziende e istituzioni la possibilità di partecipare a progetti spaziali in salsa open source

Roma - NASA ricerca volontari. Requisiti necessari: nutrire una passione per la programmazione, e condividere la filosofia del software open source. Il nuovo progetto si chiama CosmosCode e sarà un incubatore di innovazione, una piattaforma aperta alla collaborazione di aziende, di comunità e di singoli sviluppatori.

CosmosCode, rivela Wired, è stato lanciato in sordina lo scorso anno nell'ambito del programma CoLab, improntato all'apertura e alla ricerca di sinergie con l'imprenditoria della Silicon Valley. I primi sviluppatori di CosmosCode si sono stabiliti presso la Space CoLab Island nel metamondo di Second Life, con l'intento di guadagnare visibilità e di sondare il terreno riguardo alle adesioni da parte di volontari ed imprese.

"CoLab sta costruendo un'infrastruttura che incoraggi e faciliti la partecipazione diretta ai progetti e ai programmi NASA da parte di pubblico talentuoso e interessato", annuncia Robert Schingler, project manager di NASA CoLab. NASA, infatti, renderà disponibile, e aperto, il codice che aveva accompagnato le missioni del passato, affinché possa essere riusato e ricombinato, in vista di progetti futuri. Gli interessati potranno convergere su uno spazio appositamente approntato dall'agenzia spaziale, che offrirà guide, Wiki, strumenti di social networking per mettere in comune competenze e idee, per lavorare in maniera collaborativa sul codice condiviso.
CosmosCode sarà una comunità di apprendimento aperta e basata su una wishlist che annovererà numerosi software, da quelli gestionali, per l'organizzazione delle missioni, a quelli destinati ad affiancare il volo. Gli organizzatori scommettono che le comunità emergeranno, si auto-organizzeranno in base agli obiettivi, coinvolgendo individui ed istituzioni, aziende e agenzie spaziali in una peer production incentrata sugli obiettivi e sui codici socializzati.

Lo scopo del progetto? Innanzitutto osservare come le dinamiche flessibili e collaborative proprie della filosofia "open" possano giovare in termini di produttività e in termini economici a progetti tradizionalmente elefantiaci e burocratizzati. CosmosCode, inoltre, incoraggerà la comunicazione e la condivisione tra gli esperti NASA e gli attori esterni, che rappresentano una forza-lavoro entusiasta, che spesso vantano un patrimonio di idee e intuizioni scaturite dalla passione. Personalità che potranno formarsi e guadagnare competenze da spendere presso aziende e istituzioni, o presso la stessa agenzia spaziale americana.

Apertura e trasparenza non sono attributi tradizionali di organizzazioni burocratizzate e circondate da un alone di segretezza come la NASA. Ma gli organizzatori sostengono che creando un ecosistema aperto ai contributi di imprese e volontari possa rivelarsi fruttuoso, e possa sensibilizzare anche le alte gerarchie nei confronti di una cultura imprenditoriale aperta e collaborativa.

Del resto, se CosmosCode costituisce la prima "chiamata alle armi" ufficiale dell'agenzia spaziale americana, non mancano progetti NASA che si offrono all'affinamento da parte delle comunità di utenti e sviluppatori, quali World Wind e Java Pathfinder, il cui codice è rilasciato sotto licenza NASA Open Source Agreement, che invita all'uso e al riuso, alla modifica e alla distribuzione.

Gaia Bottà
36 Commenti alla Notizia NASA collauda la potenza dello sviluppo open
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  • Ma in tempi di guerra fredda, il prefisso "cosmo" non era dei sovietici e quello "astro" degli americani? (es.: astronauta americano, cosmonauta russo).
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Ma in tempi di guerra fredda, il prefisso "cosmo"
    > non era dei sovietici e quello "astro" degli
    > americani? (es.: astronauta americano, cosmonauta
    > russo).

    Si usa tuttora, con l'aggiunta di Taiko (taikonauta) per definire quelli cinesi, ora che hanno anche loro una tecnologia spaziale indipendente
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >
    > - Scritto da:
    > > Ma in tempi di guerra fredda, il prefisso
    > "cosmo"
    > > non era dei sovietici e quello "astro" degli
    > > americani? (es.: astronauta americano,
    > cosmonauta
    > > russo).
    >
    > Si usa tuttora, con l'aggiunta di Taiko
    > (taikonauta) per definire quelli cinesi, ora che
    > hanno anche loro una tecnologia spaziale
    > indipendente

    Interessante, quindi i nostri Malerba & Co. dovremmo chiamarli "spazionauti"?
    Meglio di no, ho paura che finirebbero per essere denominati "pizzanauti" o "spaghettinauti" A bocca aperta
    Funz
    12991
  • Per la serie "tutti riferimenti puramente casuali"
    non+autenticato
  • C'era un tempo in cui la gente, nella Silicon Valley, adibiva il garage a laboratorio.
    Erano i tempi in cui si fondava l'informatica. Uscivano i primi computer, l'Apple nasceva cosi'. C'era un grande fermento, e le idee potevano prendere forma.

    Poi i software sono diventati sempre piu' grandi, importanti. E chiusi.

    Ora non e' piu' possibile scrivere software in un garage: chi, per esempio, potrebbe far concorrenza ad un software proprietario (per esempio, un sistema operativo a finestre venduto direttamente con l'acquisto di un PC, anche se non lo vuoi) producendo un nuovo sistema operativo in un garage, nelle ore libere, con un solo amico che ti aiuta?
    Ormai i software sono talmente grandi da richiedere anni di lavoro di parecchie persone.

    Ed ecco... il nuovo garage! L'Open Source! L'open source riprende la stessa passione, la stessa voglia di fare. E' come sedersi uno di fianco all'altro, accomunati solo dalla passione e dalla voglia di fare. E questo non e' lavorare gratis: il frutto del tuo lavoro (e del lavoro degli altri) lo puoi sfruttare tranquillamente! Pero' prima devi avere qualcosa in mano, se vuoi vendere, no? (Beh, una grassa azienda riesce a vendere anche quello che non ha, ma questo e' un caso diverso).

    Chi crede che con l'Open Source non si possa produrre niente di buono? Ormai sono sempre meno, persino la NASA ora ci crede.
    Open Source non significa lavorare gratis, come i detrattori vogliono farci credere.
    Al contrario, significa aprire nuove possibilita' di business, possibilita' di arrivare dove il software closed non puo', per motivi di business, di bilanci, di licenze!
    Significa stornare un po' di soldi (non tanti, ma a noi basta) dalle tasche dei piu' ricchi e metterli nelle tasche dei piu' preparati.
    Il nuovo Garage non potra' che portare una ventata di innovazione.

    Inoltre, al di la' di tutto, ora c'e' persino la possibilita' di lavorare per la NASA.
    Lo metteresti nel tuo curriculum?
    Personalmente ho avuto questa possibilita' parecchi anni fa. Sono tuttora fiero del lavoro che ho fatto per loro, e sono contento che questa possibilita' sia estesa anche ad altri. Che sia estesa agli italiani, soprattutto, perche' gli italiani sono sicuramente fra i migliori.

    In bocca al lupo a che partecipera' al progetto
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > C'era un tempo in cui la gente, nella Silicon
    > Valley, adibiva il garage a
    > laboratorio.
    > Erano i tempi in cui si fondava l'informatica.
    > Uscivano i primi computer, l'Apple nasceva cosi'.
    > C'era un grande fermento, e le idee potevano
    > prendere
    > forma.
    >

    Quello era un mercato giovane dove, os a finestre o a riga di cmd, i software e gli hardware erano rispetto ad ora di una semplicità disarmante e cmq già a quei tempi esistevano sistemi di licenze e royalties.

    > Poi i software sono diventati sempre piu' grandi,
    > importanti. E
    > chiusi.
    >

    Beh è chiaro che un prodotto sempre più evoluto e staccato da una base "comune" (gli home computer erano quasi tutti uguali stesse cpu, stesso basic...) richiede degli investimenti non indifferenti. I team di ingegneri che dovevano creare da nulla qualcosa che non fosse l'ennesimo Z80 + 64Kb di ram ed interfaccia a cassettine volevano essere pagati. La gloria è bella ma non fa mangiare. Beppe Grillo avrà ottenuto più gloria con blog e comizi che con gli spettacoli ma quest'ultimi gli permettono di portare la pagnotta a casa.


    > Ora non e' piu' possibile scrivere software in un
    > garage: chi, per esempio, potrebbe far
    > concorrenza ad un software proprietario (per
    > esempio, un sistema operativo a finestre venduto
    > direttamente con l'acquisto di un PC, anche se
    > non lo vuoi) producendo un nuovo sistema
    > operativo in un garage, nelle ore libere, con un
    > solo amico che ti
    > aiuta?

    Anche non puntando al sistema a finestre venduto insieme al pc c'è un qualunque altro os attuale che uno può letteralmente creare dal nulla, da solo e che sia evoluto al punto da poter pensare di fargli concorrenza ?

    > Ormai i software sono talmente grandi da
    > richiedere anni di lavoro di parecchie
    > persone.

    Beh, è normale. Basta confrontare un computer di 25 anni fa con uno di adesso cosa si poteva fare allora e cosa si può fare adesso.

    >
    > Ed ecco... il nuovo garage! L'Open Source! L'open
    > source riprende la stessa passione, la stessa
    > voglia di fare. E' come sedersi uno di fianco
    > all'altro, accomunati solo dalla passione e dalla
    > voglia di fare.

    Tutti hanno voglia di fare perchè anelano ad uno scopo. Lo stesso vale anche per chi sviluppa nell'open source. La domanda però è: questo scopo se non è la cruda beneficenza viene raggiunto ? Quali sono le proporzioni tra programmatori open source che attraverso l'open source hanno raggiunto qualcosa più della gloria e gente che invece continua a rimanere nell'ombra e di fatto ad essere hobbista dell'open ?


    E questo non e' lavorare gratis:
    > il frutto del tuo lavoro (e del lavoro degli
    > altri) lo puoi sfruttare tranquillamente! Pero'
    > prima devi avere qualcosa in mano, se vuoi
    > vendere, no? (Beh, una grassa azienda riesce a
    > vendere anche quello che non ha, ma questo e' un
    > caso
    > diverso).


    Finchè il "tuo" (suo, nostro, loro) prodotto non riesci a venderlo hai lavorato a gratis.


    >
    > Chi crede che con l'Open Source non si possa
    > produrre niente di buono? Ormai sono sempre meno,
    > persino la NASA ora ci
    > crede.

    Alla Nasa sono anni che tagliano i fondi per la ricerca. Va bene che tra loro che mangiano miliardi per tirare giù qualche granello di polvere cosmica e le fabbriche d'armi che producono cannoni per l'iraq è tutto un magna magna cmq qui non è che credono nella comunità solo che facendo così risparmiano. Nasa è l'ennesima sanguisuga che è salita sul carrozzone a far compagnia a molte altre aziende come Sun, Sgi, Apple ecc.ecc.
    Alla lunga però questo ciucciare non porterà a risultati stabili.


    > Open Source non significa lavorare gratis, come i
    > detrattori vogliono farci
    > credere.
    > Al contrario, significa aprire nuove possibilita'
    > di business, possibilita' di arrivare dove il
    > software closed non puo', per motivi di business,
    > di bilanci, di
    > licenze!

    Le possibilità di business rimangono ben salde a chi ha i soldi per portarle avanti e che se l'è create sfruttando prima il modello closed e adesso finge di essersi redento nel modello open. Dalle mia parti queste si chiamano puttane. Sulla questione licenze vacci piano, direi con i piedi di piombo.
    Se mai il modello americano dei brevetti dovesse prendere piede in tutto il mondo, il modello open rischierebbe di diventare illegale laddove non è sponsorizzato dalla nasa di turno e di certo questa mania di clonare quanto già visto nel mondo closed non aiuta di sicuro.

    > Significa stornare un po' di soldi (non tanti, ma
    > a noi basta) dalle tasche dei piu' ricchi e
    > metterli nelle tasche dei piu'
    > preparati.

    Alt. Fermati prima di fare una mistura.
    Se vuoi difende l'open source più o meno ci sei riuscito. Se adesso cerchi di buttarla in politica facendo una frittura di comunismo, robin hood e quant'altro rischi di fare dei casini bestiali.
    Attualmente il modello open regge perchè il sistema capitalistico è riuscito a ciucciare via quello che è servito. Se mai cambiasse quest'ottica il giocattolo salterebbe e sarebbero dolori.


    > Il nuovo Garage non potra' che portare una
    > ventata di
    > innovazione.
    >

    Calma, calma dai tempo al tempo. Questo non è altro che l'ennesimo garage di giovani di belle speranze che alla prima offerta di lavoro seria stipendiata mollano baracca e burattini


    > Inoltre, al di la' di tutto, ora c'e' persino la
    > possibilita' di lavorare per la NASA.
    >

    Stai scadendo in un pasticcio bestiale: "lavorare" per qualcuno vuol dire che quel qualcuno ti paga o in qualche maniera ti offre una contropartita. Qui la nasa non sgancia un soldo e molto probabilmente non fornirà neppure una lettera di presentazione ai suoi membri migliori.

    > Lo metteresti nel tuo curriculum?

    Alla sezione hobby ed interessi extra non certo in quella delle esperienze lavorative.

    > Personalmente ho avuto questa possibilita'
    > parecchi anni fa. Sono tuttora fiero del lavoro
    > che ho fatto per loro, e sono contento che questa
    > possibilita' sia estesa anche ad altri. Che sia
    > estesa agli italiani, soprattutto, perche' gli
    > italiani sono sicuramente fra i
    > migliori.

    Se te hai veramente lavorato per loro buon per te, se hai fatto solamente una cosa neppure lontanamente paragonabile ad uno stage mi sa che l'hai fatta fuori dal vaso scrivendo una simile cosa.

    >
    > In bocca al lupo a che partecipera' al progetto

    Il grande difetto dell'open source è che tende a perdersi i pezzi per strada: basta sventolare un contratto con uno stipendio da fame per strappare i componenti ad un team open ma del resto tra uno stipendio da fame e niente...
    non+autenticato
  • >...non
    > fa mangiare. Beppe Grillo avrà ottenuto più
    > gloria con blog e comizi che con gli spettacoli
    > ma quest'ultimi gli permettono di portare la
    > pagnotta a
    > casa.
    Sempre d'accordo

    >..
    > solo e che sia evoluto al punto da poter pensare
    > di fargli concorrenza ?
    Appunto! Allora non si puo' piu' far concorrenza?

    > Beh, è normale. Basta confrontare un computer di
    > 25 anni fa con uno di adesso cosa si poteva fare
    > allora e cosa si può fare
    > adesso.
    Non molto di piu', purtroppo. Al tempo c'erano i word processor, i fogli elettronici e i database. In piu' c'era qualche BBS.
    Ora e' tutto a colori, ma siamo veramente progrediti cosi' tanto?

    > se non è la cruda beneficenza viene raggiunto ?
    Vale lo stesso per tutto il software, open o closed che sia.
    Supponi di aver scritto dell'ottimo software, magari un word processor. Come fai a venderlo?
    Siccome il mondo di tal software e' monopolizzato, ti devi inventare altri canali. Altrimenti hai fatto beneficenza anche tu.

    > Quali sono le proporzioni tra programmatori open
    > source che attraverso l'open source hanno
    > raggiunto qualcosa più della gloria e gente che
    > invece continua a rimanere nell'ombra e di fatto
    > ad essere hobbista dell'open ?
    Quali sono le proporzioni tra programmatori closed che attraverso esso hanno raggiunto qualcosa?
    Secondo me la domanda non ha senso. Lo stesso programmatore puo' usare diversi modelli di business. L'open e' uno strumento come un altro.

    > Finchè il "tuo" (suo, nostro, loro) prodotto non
    > riesci a venderlo hai lavorato a
    > gratis.
    Vero. Come ho detto sopra, non e' un problema dell'open. Lavori gratis anche se fai un bel programmone closed e non riesci a venderlo, anche se e' superiore in tutto a quello dei tuoi concorrenti.

    > Alla Nasa sono anni che tagliano i fondi per la
    > ricerca. ...
    > Nasa è
    > l'ennesima sanguisuga che è salita sul carrozzone
    > a far compagnia a molte altre aziende come Sun,
    > Sgi, Apple
    > ecc.ecc.
    > Alla lunga però questo ciucciare non porterà a
    > risultati
    > stabili.
    Beh... mi ricordo che lavoravo in una sala d'integrazione. Una semplice resistenza costava 20 dollari, in quanto doveva essere certificata, resistere a sollecitazioni termiche/meccaniche/...
    Un certo standard deve essere comunque mantenuto, no?
    In piu' e' risaputo che gli enti governativi americani acquistano parecchio software.
    Non mi sembra un secondo fine. Ammetto di essere di parte, ma l'Open Source ha dato prova di saper produrre software di qualita'. Non e' sbagliato, sempre secondo me, investigarci.

    Sulla
    > questione licenze vacci piano, direi con i piedi
    > di
    > piombo....
    Sulle licenze ti do' ragione. Sul fatto di clonare... mi sembra che l'Open non abbia fatto altro che adattarsi.
    Senza aprire un flame, mi sembra che anche i sistemi operativi a finestre abbiano seguito la stessa strada...

    > Alt. Fermati prima di fare una mistura.
    Non faccio misture

    > Se vuoi difende l'open source più o meno ci sei
    > riuscito. Se adesso cerchi di buttarla in
    > politica facendo una frittura di comunismo, robin
    > hood e quant'altro rischi di fare dei casini
    > bestiali.
    > Attualmente il modello open regge perchè il
    > sistema capitalistico è riuscito a ciucciare via
    > quello che è servito. Se mai cambiasse
    > quest'ottica il giocattolo salterebbe e sarebbero
    > dolori.
    Detesto i Robin Hood e tutto il resto. Mi risulta indigesta anche la frittura. Te la lascio, se la vuoi.
    Magari prova a pensare ad un esempio: un committente desidera realizzare una serie di fogli elettronici, e ti incarica di farlo.
    Il budget e' fisso e come sempre piuttosto scarso.
    Beh, io risparmierei sull'acquisto del foglio elettronico utilizzandone uno scaricabile gratuitamente.
    Non pagherei quindi la parcella ad una terza azienda e mi terrei piu' soldi per me.
    Nel caso il budget sia proprio ridotto, riuscirei comunque ad avere un guadagno accettabile. Chi invece insiste su una soluzione closed, allora si troverebbe a lavorare per la gloria.
    Un Robin Hood al contrario, insomma.
    Non e' uno scenario irragionevole, no?


    > Calma, calma dai tempo al tempo. Questo non è
    > altro che l'ennesimo garage di giovani di belle
    > speranze che alla prima offerta di lavoro seria
    > stipendiata mollano baracca e
    > burattini
    Si, ma l'open source puo' contare su tanti programmatori. Fanno sicuramente bene ad accettare buone offerte di lavoro.
    D'altronde penso di avere un buon lavoro anch'io. Pero' nel mio tempo libero mi piace scrivere software. Ho anche un progettino su SourceForge.
    E tutto questo non mi sembra incompatibile con il mio lavoro. Tutt'altro.
    Qualcun altro mi aiutera', scrivendo il software che mi interessa.
    In questo modo io tengo i costi sotto controllo e riesco, nel mio piccolo, a reggere la concorrenza dei software closed venduti in milioni di copie.

    >
    > Stai scadendo in un pasticcio bestiale:
    No, sto parlando civilmente. Anche tu sei una persona molto intelligente, sicuramente piu' di me. Pertanto non lasciarti andare a questi giudizi.

    > "lavorare" per qualcuno vuol dire che quel
    > qualcuno ti paga o in qualche maniera ti offre
    > una contropartita. Qui la nasa non sgancia un
    > soldo e molto probabilmente non fornirà neppure
    > una lettera di presentazione ai suoi membri
    > migliori.
    Ammetto di aver lavorato in maniera tradizionale. Ma non tutti possono esser fortunati, spesso non conta solo la bravura.
    Chissa'... il software Open puo' essere esaminato e nel caso serva un nuovo tecnico, l'autore del medesimo puo' essere contattato.

    >
    > > Lo metteresti nel tuo curriculum?
    >
    > Alla sezione hobby ed interessi extra non certo
    > in quella delle esperienze
    > lavorative.
    Alla sezione hobby metto la mia passione per l'aviazione, ed il brevetto di pilota privato.
    Non questo

    > Se te hai veramente lavorato per loro buon per
    > te, se hai fatto solamente una cosa neppure
    > lontanamente paragonabile ad uno stage mi sa che
    > l'hai fatta fuori dal vaso scrivendo una simile
    > cosa.
    Per fortuna l'ho fatta dentro, allora.
    Comunque chiedo scusa per aver parlato di cose personali in un thread di questo genere.
    Per inciso: c'erano tanti italiani e non ho visto stagisti.

    > Il grande difetto dell'open source è che tende a
    > perdersi i pezzi per strada: basta sventolare un
    > contratto con uno stipendio da fame per strappare
    > i componenti ad un team open ma del resto tra uno
    > stipendio da fame e
    > niente...
    Vero. Ricorda sempre che Open non e' sinonimo di gratis.

    non+autenticato
  • Secondo me il mondo del software non è monopolizzato al punto da non essere più possibile fare concorrenza. Purtroppo bisogna valutare che in ambienti di produzione si esige la maggiore qualità possibile al minor costo proporzionale.
    Tanto per fare un esempio Open Office può fare concorrenza ad Office fin quando si parla di uso domestico o di semplice letterina, ma mai e poi mai si può pensare di sostituire Excel con Calc in ambienti dove si fanno analisi finanziarie: ci sono parti di Excel che Calc non contempla neppure.
    Excel si pagherà, Calc è gratuito ma per quanto a prima vista possano sembrare uguali, la soluzione closed continua ad essere superiore.
    A questo punto la soluzione diventa semplice: bisogna migliorare Calc senza stare a perdere tempo a compatirsi dei propri insuccessi chiamando in causa una o l'altra software house. La domanda importante però, è: quanto lavoro è ancora necessario per colmare il gap e soprattutto è un lavoro alla portata di chiunque sappia smanettare un po' di c e c++ o servono teste apposta con un background di matematica finanziaria ad hoc ? E queste teste quanto sono disposte a continuare a perseguire un hobby non appena troveranno un lavoro (magari lo stesso proprio per m$) che a differenza del progetto open li pagherà regolarmente con soldoni ed offrirà loro una voce extra sul curriculum invece che gloria fine a se stessa ?
    non+autenticato
  • A me sembra che Excel sia limitato alla pari o più di Calc quando si parla di ambiti professionali.

    Ci sono fogli di calcolo più potenti e specializzati.
    non+autenticato
  • Sei analista finanziario per poter fare un confronto serio o solo il semplice contabile ?
    non+autenticato
  • Nell'azienda di mio zio, che fa servizi nell'ambito assicurativo, hanno associato Lotus 1-2-3 Millennium Edition con un software custom. Hanno molti dati statistici da analizzare.
    Excell andava in pappa ed era monoutente su Windows, a loro serviva un'applicazione server interfacciata con un buon client.

    non+autenticato
  • E che centra questo con linux e l'open source ?

    Lotus è closed ed il software custom non fa testo. comunque far andare in pappa excel ce ne vuole parecchio... fosse windows un briciolo stabile quanto office
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > E che centra questo con linux e l'open source ?
    >
    > Lotus è closed ed il software custom non fa
    > testo. comunque far andare in pappa excel ce ne
    > vuole parecchio...


    Parecchio ??? Noi non lo usiamo proprio per i suoi limiti : 97-2003 contina a gestire 65.535 per 256 celle x foglio !!!
    Solo con il 2007 sono aumentati a 1 milione finalmente, ma ti scordi ovviamente la compatibilita' con tutti i fogli salvati in precedenza.

    > fosse windows un briciolo stabile quanto
    > office

    Sarebbe da riavviare solo 1 volta al giorno... Wow !
    non+autenticato
  • Ti fa schifo pure avviarlo (quindi 1 start) ?
    non+autenticato
  • - Scritto da:

    > chi, per esempio, potrebbe far
    > concorrenza ad un software proprietario (per
    > esempio, un sistema operativo a finestre venduto
    > direttamente con l'acquisto di un PC, anche se
    > non lo vuoi) producendo un nuovo sistema
    > operativo in un garage, nelle ore libere, con un
    > solo amico che ti
    > aiuta?

    Forse un tizio che riesce a plagiare milioni di minorenni e a farli lavorare gratis per lui
    non+autenticato
  • anche la nasa smette di pagare il software e lo fa sviluppare a botte di piccole "donazioni".

    I ragazzini gioiranno perche' potranno scaricarsi nuovi programmini gratis da testare la domenica
    non+autenticato
  • ah ma adesso che anche la nasa s'è messa ciucciare l'economia del software decollerà...
    non+autenticato
  • e domani magari lavorano alla nasa
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > anche la nasa smette di pagare il software e lo
    > fa sviluppare a botte di piccole
    > "donazioni".

    Proprio vero....
    il modello di sviluppo Open Source in particolare la GPL
    ha fatto piu danni che altro
    non conosco uno dico un programma veramente innovativo
    Linux clone Unix
    apache clone netscape NSA
    mono clone .NET di microsoft
    gnome clone di windows e OS X
    kde clonissimo di windows
    beagle desktop search clone di spotlight
    gimp clone di photoshop
    e cosi via.
    a questo punto io mi chiedo se tutto quello che è riuscito a fare il movimento open source è stato quello di ricopiare programmi preesistenti,non era meglio lasciare i software a pagamento e far si che i programmatori si spartissero la torta invece di dare tutto gratis per la gloria di un pezzo di cazzo ?
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >
    > - Scritto da:
    > > anche la nasa smette di pagare il software e lo
    > > fa sviluppare a botte di piccole
    > > "donazioni".
    >
    > Proprio vero....
    > il modello di sviluppo Open Source in particolare
    > la
    > GPL
    > ha fatto piu danni che altro
    > non conosco uno dico un programma veramente
    > innovativo
    > Linux clone Unix

    UNIX e' nato ed e' open source, ignorante.
    non+autenticato
  • - Scritto da:
    >
    > - Scritto da:
    > > anche la nasa smette di pagare il software e lo
    > > fa sviluppare a botte di piccole
    > > "donazioni".
    >
    > Proprio vero....
    > il modello di sviluppo Open Source in particolare
    > la
    > GPL
    > ha fatto piu danni che altro
    > non conosco uno dico un programma veramente
    > innovativo
    > Linux clone Unix
    > apache clone netscape NSA
    > mono clone .NET di microsoft
    > gnome clone di windows e OS X
    > kde clonissimo di windows
    > beagle desktop search clone di spotlight
    > gimp clone di photoshop
    > e cosi via.
    > a questo punto io mi chiedo se tutto quello che è
    > riuscito a fare il movimento open source è stato
    > quello di ricopiare programmi preesistenti,non
    > era meglio lasciare i software a pagamento e far
    > si che i programmatori si spartissero la torta
    > invece di dare tutto gratis per la gloria di un
    > pezzo di cazzo
    > ?


    Cosa credi ci sia ancora da innovare?

    Quallo che avevamo alcuni anni fa, a tutt'oggi basta ed avanza per qualunque delle più strampalate esigenze tu possa farti venire in mente, ed anche se tu avessi dieci vite da vivere non riusciresti non dico ad usare ma neanche a conoscere vagamente tutto quel che era già ampiamente disponibile anni fa.

    Pensa a Vista, ci anno messo anni e anni per darti cosa mai in più di innovativo e per te utile? Cos'era che ti mancava, di cui sentivi spasmodico bisogno? Non ti bastava ed avanzava XP, di cui per bravo che tu sia non puoi umanamente averne conosciuto e tanto meno sfruttato proprio tutte le più recondite possibilità?

    Ben venga un Open Source che mi "duplichi" in formato gratuito e magari migliorato quanto sarei costretto a pagare con soldi che non ho!
    Se tu ne hai e vuoi spenderne per la gloria di ingorde e straricche società che sappiamo, per avere praticamente le stesse cose che avresti gratis grazie all'Open Source, accomodati pure, per carità, ognuno è libero di fare le sue ... non ricordo più come si dice... ah si, le sue ... esperienze.

    Bye - rockroll
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    Modificato dall' autore il 10 aprile 2007 08.32
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  • Ma ti rendi conto che il mercato closed ormai è moribondo?

    Pompato a suon di nuove versioni differenti dalle precedenti solo per campanelli colorati e funzioncine inutili, solo per fare una nuova scatola e passare a nuova versione e nuovo prezzo.

    L'opensource innova quando agli utenti serve davvero qualcosa in più.

    Non quando ai dirigenti dell'azienda di software serve qualche banconota in più.
    non+autenticato

  • > L'opensource innova quando agli utenti serve
    > davvero qualcosa in
    > più.

    Non sono daccordo, spesso l'utente, che per inciso, non e' un programmatore e ancora piu' spesso nemmeno un esperto dello stesso settore in cui lavora, si siede molto facilmente su quello che trova, vuoi per pigrizia, vuoi per ignoranza.

    E' necessario l'apporto di nuove idee da parte di chi crea l'applicazione specie se coiadiuvati da esperti del settore in grado di vedere dove e come si puo' innovare, potenziare, semplificare...

    Se fosse stato per gli utenti saremmo rimasti al photoshop 2.0, bastava la novita' di poter creare della grafica al computer, gia' da solo sembrava fantascientifico... si certo sarebbero nate esigenze con il tempo ma ad un passo molto piu' scandito di quello imposto al contrario da programmatori e da esperti del settore grafico in grado di vedere piu' distante!!

    Lo stesso discorso si puo' fare anche per campi piu' complessi come quello ad esempio della bioinformatica... fosse per l'utente medio, ricercatore biologo, medico, si poteva rimanere ai programmini di conversione delle sequenze... sono stati informatici con preparazione medica e medici con preparazione informatica a intravedere le enormi possibilita' di analisi dei dati ed a creare gli strumenti adatti! Sorride







    non+autenticato

  • > Proprio vero....
    > il modello di sviluppo Open Source in particolare
    > la
    > GPL
    > ha fatto piu danni che altro
    >

    Quoto: per colpa degli opensorciari i programmatori non possono più guadagnarsi il pane e devono riciclarsi come lavapiatti. Chi è disposto a pagare un buon programma quando dei deficienti che vivono alle spalle dei genitori danno via roba gratis?

    Anche i programmatori però non hanno gli attributi: se qualcuno si fosse messo in mente di costruire auto e darle via gratis, causando la rovina dell'industria automobilistica, gli operai gli avrebbero sfondato il cranio a colpi di chiave inglese e bruciato la fabbrica.

    I programmatori invece niente. Gambizzare qualche opensorciaro no, eh? Vale davvero tanto il vostro tenore di vita. Vergognatevi. Almeno far loro qualche taglio con la carta.

    Ma siete nerd, nati per essere picchiati. Non per picchiare.
    non+autenticato
  • - Scritto da:
    > > Proprio vero....
    > > il modello di sviluppo Open Source in
    > > particolare la GPL ha fatto piu danni
    > > che altro

    > Quoto: per colpa degli opensorciari i
    > programmatori non possono più guadagnarsi
    > il pane e devono riciclarsi come lavapiatti.

    Se un programmatore professionista, con risorse aziendali e ditta che investe su di lui si fa fare concorrenza da un hobbista che programmucchia la sera, forse e' meglio che si ricicli come lavapiatti.

    non+autenticato

  • > Se un programmatore professionista, con risorse
    > aziendali e ditta che investe su di lui si fa
    > fare concorrenza da un hobbista che
    > programmucchia la sera, forse e' meglio che si
    > ricicli come
    > lavapiatti.
    >

    Balle. Manda un paio di tizi a dare un "avvertimento" all'hobbista. Col cric, nel vicolo dietro casa. E' così che fanno i professionisti.
    non+autenticato