Roma -
Azureus, lo scorso dicembre,
aveva promesso che sarebbe tornato sulla scena online grazie al meta-motore web per la ricerca dei contenuti
Zudeo. Ebbene, a distanza di pochi mesi, Zudeo ha cambiato forma è si è trasformato in
Vuze: una piattaforma P2P per la distribuzione commerciale di
contenuti ad alta definizione. Un servizio, dunque, che stringe la mano alle media-company e non ha più niente a che fare con un passato da "fuorilegge".
"Crediamo che si tratti di una soluzione interessante per i lungometraggi", ha dichiarato Gilles BianRosa, CEO di Azureus. Insomma, show, film e contenuti televisivi saranno distribuiti tramite il peer-to-peer. Ma come ha fatto notare BianRosa, l'approccio sarà totalmente diverso rispetto al passato, perché l'applicazione
si comporterà come un player multimediale.
L'aspetto di Vuze ricorda
Joost, la piattaforma P2P di distribuzione multimediale creata dai fondatori di Skype. Si accede direttamente, insomma, ad un gran numero di canali e categorie che permettono
il noleggio o l'acquisto di contenuti video, sebbene non manchino numerosi file gratuiti.
Fra i primi partner si distinguono BBC e Sci Fi Channel, ma BianRosa ha sottolineato che Vuze rappresenta un'applicazione per tutti: major e produttori indipendenti. Il numero di download del software, per ora, sembra dare ragione al CEO: fra gennaio e marzo Vuze è stato scaricato
tre milioni di volte.
Secondo gli osservatori, sebbene Vuze nasca per soddisfare le esigenze di ogni genere di utente, è evidente il suo spiccato interesse nei confronti dei consumatori più tradizionali. Attualmente, infatti, il sistema di uploading per i contenuti auto-prodotti è piuttosto complesso e non permette introiti pubblicitari diretti per gli autori.
Da parte sua gli esperti di
Slyck.com non si dimostrano fiduciosi sul futuro di Vuze. Thomas Mennecke si dice
convinto che la questione DRM potrebbe complicare non poco la diffusione della piattaforma. Non solo: i contenuti sono compatibili al momento solo con Windows Media Player 10 (quindi Mac e Linux rimangono alla porta), e soprattutto
non sono trasferibili. La riproduzione deve avvenire rigorosamente sul PC dell'utente.
Dario d'Elia