In Cina i software che azzoppano i videogame

Chi si collega troppo a lungo ai giochi online vedrà ridursi i punti guadagnati e, se insiste, se li vedrà azzerare. Sfida tecnologica a quella che Pechino ritiene sia una dilagante dipendenza da games

Pechino - Il governo cinese intende obbligare i produttori di giochi online ad implementare uno speciale software di contenimento pensato per diminuire il tempo che i 137 milioni di internauti del paese trascorrono sulla rete.

Gli esperti locali sostengono infatti che siano i cosiddetti MMORPG, i giochi massivi online, la causa principale della dipendenza dalla rete che affliggerebbe milioni di cittadini, con conseguenze talvolta fatali.

Tra le nuove misure proposte vi è quella riguardante la penalizzazione dei punteggi: dopo tre ore di gioco giornaliere diminuiscono i punti erogati e dopo cinque non è più possibile guadagnare punti e, se l'utente insisterà nel giocare, potrà arrivare a perdere quelli accumulati in precedenza. Perché non ci siano infrazioni a questi limiti, gli utenti, come già accade in molti internet café, dovranno essere pronti a fornire i propri dati identificativi comprovati da apposito documento.
Le attenzioni del governo sono rivolte in particolar modo verso l'utenza minorile, ossia il 15 per cento della totalità dei navigatori, che non molto tempo fa ha rischiato di vedersi tagliata fuori dai net point, considerati dalle autorità come i maggiori responsabili delle azioni violente compiute dai giovani.

L'ordinanza governativa impone ai produttori di introdurre questo nuovo apparato di controllo entro il prossimo 15 giugno, concedendo un mese per il testing. Dal 15 luglio in poi i gestori di games massivi dovranno disporre di un software che faccia rispettare i dettami di Pechino, pena l'oscuramento del sito.

Pechino non è certo la sola a preoccuparsi della cosiddetta "dipendenza da Internet". Ci sono paesi, anche in Occidente, dove nascono innovativi centri di recupero ad hoc e non mancano le ricerche che parlano dei videogame persino come possibile causa di patologie mediche.

Giorgio Pontico
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