Ecco come inquinano il P2P

Tecnologie vecchie e nuove, apparati di disturbo, strategie miste: aumentano gli strumenti in mano alle major per ostacolare sempre di più l'uso delle piattaforme di sharing. Una carrellata disegna il quadro della situazione

Roma - Ci aveva provato anche Sony BMG, ma dopo una pioggia di ricorsi il colosso asiatico aveva dovuto rinunciare al suo sistema anti-copia. Come fare dunque per impedire che il materiale coperto da diritto d'autore finisca sulle reti P2P?

Tra le aziende più note e maggiormente coinvolte nella lotta al download illegale, c'è MediaDefender. La corporation, che ha sede a Santa Monica (California), ha messo in piedi una rete di oltre 2mila server con nove gigabit di banda per la connessione ad Internet. Grazie a questa imponente infrastruttura, offre ai propri clienti un servizio completo per combattere la diffusione abusiva del loro materiale: il listino prezzi varia da 5.000 dollari per una "copertura base", fino a 15.000 per un lavoro più complesso e prolungato.

Ciò che conta è l'approccio tenuto da MediaDefender: forse è impossibile impedire che presto o tardi il film di cassetta finisca nelle maglie dei pirati ma, ricorda il Guardian, si può cercare di rendere le cose più complicate a chi decide di infrangere la legge e scaricare un torrente di musica o di video dalla rete.
Nate Anderson, in un bell'articolo su ars technica, riassume in quattro punti le principali strategie adottate dalle major per scoraggiare gli utenti: nell'ordine di efficacia si passa da Decoying a Spoofing, passando per Interdiction e Swarming.

La tecnica di diffusione dei cosiddetti "Decoy", vale a dire file esca condivisi proditoriamente per sviare l'attenzione degli utenti dalle copie reali, non si è rivelata un successo (ed ha anzi avuto anche risvolti polemici): può essere snervante per i neofiti, ma i frequentatori esperti dell'universo BitTorrent e eDonkey hanno in breve sviluppato adeguate contromisure per riconoscere la "fuffa" messa in circolazione dalle major.

Con "Spoofing" in questo caso ci si riferisce al sistema creato da MediaDefender per interagire con le reti P2P: a chi cerca materiale vengono forniti risultati fasulli, che scoraggiano dal proseguire oltre la ricerca.

"Interdiction" prevede invece un approccio differente: invece di depistare l'utente, si procede ad impedire, a chi distribuisce, di svolgere il proprio ruolo. Questa tecnica viene impiegata soprattutto durante i primi giorni di diffusione di un album molto atteso o di un film cult: saturando la banda in upload del pirata con centinaia di richieste fasulle, si diminuisce drasticamente la sua capacità di condivisione.

Infine "Swarming": inquinare un torrente BitTorrent con un flusso di frammenti vuoti o corrotti, come ha fatto in passato il noto network via cavo HBO. Sebbene il protocollo sia in grado di scartare questi pezzi difettosi, il risultato finale è un drastico peggioramento delle prestazioni complessive, che si traduce in un download lentissimo del file in questione.

Queste tecniche funzionano? Jonathan Lee, vicepresidente di MediaDefender, ammette che probabilmente non è possibile arrestare lo scambio del materiale: ma rallentarne la diffusione consente alle case di produzione di garantirsi una finestra temporale nella quale è possibile vendere il proprio prodotto e incassare soldi, senza doversi preoccupare della concorrenza di chi distribuisce gratuitamente (ed abusivamente) il frutto del loro lavoro.

Le frecce all'arco delle major non si esauriscono qui: ci sono altri metodi, alcuni discutibili e altri al limite della legalità, sviluppati per proteggere le royalty. Certe tecniche hanno goduto di molto successo e non mancano neppure le trovate originali, ma tutte testimoniano quanto discografici e cineasti siano pronti alla battaglia (grazie anche all'appoggio dalle proprie lobby politiche).

Tra i principali incubi dei pirati (e non solo) ci sono i rootkit, che una volta installatisi nel sistema provvedono a tenerlo sotto controllo all'insaputa del proprietario: queste tecnologie tuttavia non sono esenti da difetti, che possono in alcuni casi danneggiare anche ignari clienti in regola con la legge. Per combattere questa minaccia è intervenuta di recente Grisoft: il suo nuovo anti-rootkit gratuito impedisce la contaminazione dei sistemi, proteggendoli dai rischi.

Tra i meccanismi meno invasivi ci sono i filtri, come quello pensato per le università o quello per il traffico dei provider: sebbene l'efficacia di questi strumenti resti discutibile, i consumatori non tardano a costruirsi delle alternative che eliminino la necessità di ricorrere alle reti aperte. E a premere contro certe soluzioni è anche il crescente numero di società che oggi sceglie il P2P come strumento di distribuzione del proprio prodotto.

Infine ci sono i crackdown, vale a dire la cancellazione o la messa offline di un sito di riferimento per la comunità dei pirati: una strategia seguita più volte dalle major, che tuttavia non ottiene sempre l'effetto desiderato.

Nonostante tutto, il fenomeno del P2P continua a restare vivo e vegeto. La sua maturazione lo ha portato anche ad avvicinarsi alle esigenze dei colossi dell'intrattenimento, oppure ad offrire la collaborazione nell'eliminazione del materiale sgradito.

Adesso le aziende pensano di sfruttare questi protocolli: la stessa MediaDefender è la capofila del tentativo di impiegare il Decoying per distribuire materiale pubblicitario, facendosi pagare per questo da artisti e sponsor, mentre alla YuMe Networks lavorano alle pubblicità su BitTorrent. Se questo meccanismo potrà costituire il metodo per riportare il download pirata alla legalità, sarà solo il tempo a dirlo.

Luca Annunziata
73 Commenti alla Notizia Ecco come inquinano il P2P
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  • La sede non e' piu' in Repubblica Ceca? Si sono trasferiti in Gran Bretagna? Da quando?
    non+autenticato
  • A giudicare dalla pagina "About Us" del loro sito ufficiale, sono ancora in Repubblica Ceca.

    http://www.grisoft.com/doc/14/us/crp/0
  • ...Per combattere questa minaccia è intervenuta di recente Grisoft, una nota software house d'oltremanica...

    Allora quanto riportato nella notizia e' un po' sbagliato...
    non+autenticato
  • Hanno sede anche in Irlanda.

    Errore mio, ho letto un comunicato stampa che veniva appunto dall'Irlanda e ho (colpevolmente) fatto 2+2...Con la lingua fuori

    Grazie per la segnalazione!Occhiolino
  • Invece di fare tanto casino per i film scaricati, le case cinematografiche dovrebbero curare e controllare la distribuzione delle loro pellicole e pretendere dei requisiti minimi da una sala.

    Vivo in un capoluogo di provincia dove i cinema, per circa 7,5 euro mi offrono sedie di legno, lampada semiesaurita, 10 gradi di temperatura e audio monofonico.

    Quando io ho in casa un comodo divano, un proiettore DLP + dolby digital ed il riscaldamento in funzione, per quale ragione dovrei buttare 7 euro in quel cesso.

    Ho abitato per anni in una città con il warner village, e andavo settimanalmente (anche 2 volte a settimana) al cinema fiero della spesa. Ma oggi che in questa città le sale fanno pena.... preferisco casa mia e capisco chi scarica... alla faccia dei 7,5 euro rubati da questi schifo di cinema.
    Se le case cinematografiche prevedessero un minimo di decenza forse gli darei ancora modo di guadagnare.

    Io per 1,5 euro preferisco il noleggio del DVD.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Invece di fare tanto casino per i film scaricati,
    > le case cinematografiche dovrebbero curare e
    > controllare la distribuzione delle loro pellicole
    > e pretendere dei requisiti minimi da una
    > sala.
    >
    > Vivo in un capoluogo di provincia dove i cinema,
    > per circa 7,5 euro mi offrono sedie di legno,
    > lampada semiesaurita, 10 gradi di temperatura e
    > audio
    > monofonico.
    >
    > Quando io ho in casa un comodo divano, un
    > proiettore DLP + dolby digital ed il
    > riscaldamento in funzione, per quale ragione
    > dovrei buttare 7 euro in quel cesso.
    >
    >
    > Ho abitato per anni in una città con il warner
    > village, e andavo settimanalmente (anche 2 volte
    > a settimana) al cinema fiero della spesa. Ma oggi
    > che in questa città le sale fanno pena....
    > preferisco casa mia e capisco chi scarica...
    > alla faccia dei 7,5 euro rubati da questi schifo
    > di
    > cinema.
    > Se le case cinematografiche prevedessero un
    > minimo di decenza forse gli darei ancora modo di
    > guadagnare.
    >
    > Io per 1,5 euro preferisco il noleggio del DVD.

    E in più puoi startene nudo con una birra in mano e rutto libero. Comodità da non sottovalutarsi.

    CylonCylonCylonCylon

  • - Scritto da: Carogna

    > E in più puoi startene nudo con una birra in mano
    > e rutto libero. Comodità da non
    > sottovalutarsi.
    >
    > CylonCylonCylonCylon

    Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere
    non+autenticato
  • Io per noleggiare un film in DVD spendo 50cent per 4 ore... A bocca aperta
    non+autenticato
  • > E in più puoi startene nudo con una birra in mano
    > e rutto libero. Comodità da non
    > sottovalutarsi.
    >
    > CylonCylonCylonCylon

    Quoto.

    non+autenticato
  • Ministri, parlamentari, ex ministri, e lo dichiarano pubblicamente in televisione. Perchè non vengono arrestati se è un grave reato?
    Allora non rompete le scatole a noi liberi cittadini se scarichiamo a manetta col pitupi senza scopo di lucro.
    Delle leggi fatte fare da gangster ci puliamo il cuXo.
    non+autenticato
  • Per la verita', e so di che parlo, queste tecniche sono abbastanza semplici da segare lato tracker, in ogni caso hanno bisogno di annunciarsi per fare casino. Si
    Solitamente arrivano dalle solite classi di comcast ed e' triviale sbattergli la porta in faccia via FW e basta,
    Ultimamente ho notato che una delle strategie piu' divertenti e' quella di accettare in ogni caso l'announce farlocco, non effettuando tracking di questo announce per il solo piacere che da' il   potergli rispondedogli sulla porta che gentilmente ti aprono con del pessimo TCP/ip.

    Il vero problema non sono questi "geni", sono i clients modificati per non restituire la banda, (leech Mods) perche' se e' vero che su di un tracker con centinaia di migliaia di peers qualche migliaio di peers poisoners, ma e' altrettanto vero che il danno maggiore lo fanno i clients che, cosi' modificati, sperano di ottenere piu' banda in download "dichiarando il falso" al trackers. Valutare con filtri bayesiani l'attendibilita' di un announce prima di accettarlo risolve il problema con accettabili costi in termini di ram e cpu.

    Detto questo ci sono le considerazioni che vanno nel capire che il 99% dei danni sui protocolli p2p lo fanno gli utenti che capiscono il p2p non come "peer to peer" ma "pirates to pirates", fatto che mi intristisce e diverte davvero meno.

    Meglio l'inquinatore professionale che il vampirla.
    non+autenticato
  • Punibili per Associazione a Delinquere o almeno lo sarebbero se qualcuno di quelli che promuovono la diffusione della banda larga o i computer a basso costo capissero anche cosa vuol dire intasare la rete.
    Quest'articolo denuncia un reato, ricordo ancora (ironico, perché sono passati pochissimi anni) quando si chiedeva di non richiedere la ricevuta di ritorno della posta elettronica inutilmente, per non intasare la rete, ora un gruppo (quanti saranno?) di filibustieri ubriachi la usa a proprio unico vantaggio svilendo i diritti globali ed inalienabili degli altri.
    IDIOTI ma contemporaneamente COLPEVOLI.

    vorrei che i verdi si attivassero per difendere la rete dall'inquinamento, e' un desiderio personale, ma altrimenti, i verdi, che ci stanno a fare?
    non+autenticato
  • GIUSTO INQUINARE IL PITUPIR!!! SE TUTTI COMPRASSERO LA ROBA INVECE DI RUBARLA, CANZONI E PROGRAMMI COSTEREBBERO MENO PER TUTTI!

    Fan Windows

  • - Scritto da: Steve Ballmer
    > GIUSTO INQUINARE IL PITUPIR!!! SE TUTTI
    > COMPRASSERO LA ROBA INVECE DI RUBARLA, CANZONI E
    > PROGRAMMI COSTEREBBERO MENO PER
    > TUTTI!

    sogni
    se tutti comprassero come dici te i prezzi aumenterebbero
    non+autenticato

  • - Scritto da:
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    > - Scritto da: Steve Ballmer
    > > GIUSTO INQUINARE IL PITUPIR!!! SE TUTTI
    > > COMPRASSERO LA ROBA INVECE DI RUBARLA, CANZONI E
    > > PROGRAMMI COSTEREBBERO MENO PER
    > > TUTTI!
    >
    > sogni
    > se tutti comprassero come dici te i prezzi
    > aumenterebbero

    Quella del prezzo e' un po' una scusa. Ci sono diversi siti da dove si possono acquistare mp3 a pochi centesimi a brano. E i DVD li puoi affittare.
    Non c'e' dubbio, chi condivide in rete dei brani musicali, film etc... deve essere punito
    non+autenticato

  • - Scritto da:
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    > - Scritto da:
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    > > - Scritto da: Steve Ballmer
    > > > GIUSTO INQUINARE IL PITUPIR!!! SE TUTTI
    > > > COMPRASSERO LA ROBA INVECE DI RUBARLA,
    > CANZONI
    > E
    > > > PROGRAMMI COSTEREBBERO MENO PER
    > > > TUTTI!
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    > > sogni
    > > se tutti comprassero come dici te i prezzi
    > > aumenterebbero
    >
    > Quella del prezzo e' un po' una scusa. Ci sono
    > diversi siti da dove si possono acquistare mp3 a
    > pochi centesimi a brano.

    Primo: non sono siti legali. Secondo: c'e' anche ben poco da fidarsi a dare i propri dati della carta di credito a certi siti.

    > E i DVD li puoi affittare.

    Si', tipo da Blockbuster, che ti costa come andare al cinema. Deluso

    > Non c'e' dubbio, chi condivide in rete dei brani
    > musicali, film etc... deve essere
    > punito

    Ah ok, cioe' chi fa soldi (vedi i siti da te citati) illegalmente va bene, chi non ci guadagna nulla va punito. Perplesso
    non+autenticato

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    > > > - Scritto da: Steve Ballmer
    > > > > GIUSTO INQUINARE IL PITUPIR!!! SE TUTTI
    > > > > COMPRASSERO LA ROBA INVECE DI RUBARLA,
    > > CANZONI
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    > > > > PROGRAMMI COSTEREBBERO MENO PER
    > > > > TUTTI!
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    > > > sogni
    > > > se tutti comprassero come dici te i prezzi
    > > > aumenterebbero
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    > > Quella del prezzo e' un po' una scusa. Ci sono
    > > diversi siti da dove si possono acquistare mp3 a
    > > pochi centesimi a brano.
    >
    > Primo: non sono siti legali.

    Ma cosa dici? Ma guarda che e' pieno di siti che vendono legalmente musica in fomrato mp3

    Secondo: c'e' anche
    > ben poco da fidarsi a dare i propri dati della
    > carta di credito a certi
    > siti.
    >
    > > E i DVD li puoi affittare.
    >
    > Si', tipo da Blockbuster, che ti costa come
    > andare al cinema.
    >Deluso

    Credo che alla fine del mese ti costa piu' l'abbonamento ADSL che Blockbuster. Inoltre non devi perdere tempo a scaricare e fare magheggi al pc.

    > > Non c'e' dubbio, chi condivide in rete dei brani
    > > musicali, film etc... deve essere
    > > punito
    >
    > Ah ok, cioe' chi fa soldi (vedi i siti da te
    > citati) illegalmente va bene, chi non ci guadagna
    > nulla va punito.
    >Perplesso

    Io non ho citato siti illegali
    non+autenticato

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    > > > > - Scritto da: Steve Ballmer
    > > > > > GIUSTO INQUINARE IL PITUPIR!!! SE TUTTI
    > > > > > COMPRASSERO LA ROBA INVECE DI RUBARLA,
    > > > CANZONI
    > > > E
    > > > > > PROGRAMMI COSTEREBBERO MENO PER
    > > > > > TUTTI!
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    > > > > sogni
    > > > > se tutti comprassero come dici te i prezzi
    > > > > aumenterebbero
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    > > > Quella del prezzo e' un po' una scusa. Ci sono
    > > > diversi siti da dove si possono acquistare
    > mp3
    > a
    > > > pochi centesimi a brano.
    > >
    > > Primo: non sono siti legali.
    >
    > Ma cosa dici? Ma guarda che e' pieno di siti che
    > vendono legalmente musica in fomrato
    > mp3

    Dimmi UN SITO che vende legalmente mp3 a "pochi centesimi".
    non+autenticato
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