Contrappunti/ Crack e Digg, applausi precoci

di M. Mantellini - Le mosse di Digg, le intenzioni delle major ma soprattutto il comportamento degli utenti: quanto sta avvenendo con il crack HD DVD è ben lontano dal chiudersi. Anche perché il netizen fatica a sentirsi citizen

Roma - Il mio amico Gaspar Torriero, qualche giorno fa concludeva il post sul suo blog dedicato alla rivolta di Digg con due parole separate da una virgola: "Applausi, sipario". Si riferiva al finale (apparente) della vicenda di cui si è molto parlato nei giorni scorsi, della pubblicazione su Digg delle chiavi di decodifica degli HD-DVD. Pubblicazione ripetuta migliaia di volte dagli utenti di Digg nel momento in cui essi stessi si sono resi conto del fatto che il sito, per accondiscendere ad una minacciosa lettera legale, stava cancellando tutte le segnalazioni in arrivo che contenevano la sequenza crittografica in questione. Gli applausi di Gaspar si riferiscono al commento finale di Kevin Rose creatore di Digg, il quale, travolto dalla rabbiosa reazione degli utenti del suo fortunato servizio ad una simile operazione di certosina censura, cambia idea e decide di "passare dalla parte degli utenti" ignorando le minacce legali e interrompendo la rimozione del codice incriminato. Il sipario indicherebbe, verosimilmente, la fine della storia.

Tuttavia con ogni probabilità la storia non è finita e perfino gli applausi, ai quali in altri casi simili ci siamo sempre associati, necessitano forse di qualche ulteriore approfondimento.

Molti commentatori in questi giorni hanno raccontato questa storia con i registri classici: quelli della rete non controllabile, che sfugge ad ogni sorta di imposizione, che trova modi e maniere per opporsi ai tentativi di interruzione dei flussi informativi. Si tratta di una interpretazione usuale, letta molte volte in passato, che in buona parte condividiamo. Ma che oggi suona francamente insufficiente.
Kevin Rose ha definito martedì scorso (il giorno della rivolta dei suoi utenti) una "giornata difficile" e cosi certamente deve essere stato. Il futuro stesso di Digg, una delle start-up più interessanti del Web 2.0 che ha fatto guadagnare tempo fa al suo creatore la copertina di Business Week, è certamente stato (ed e tuttora) in discreto pericolo, specie nell'ottica di una eventuale acquisizione. Certamente l'irrequietezza dei suoi utenti e l'impossibilità di controllarne i comportamenti non facilita l'idea di un utilizzo commerciale tranquillo e profittevole della piattaforma.

In ogni caso la riproposizione su Digg (o in qualsiasi altro luogo della rete, c'è stato perfino un pazzo scatenato che ha composto una canzone usando il codice come testo e l'ha pubblicata su YouTube) della codifica degli HD DVD racconta qualcosa di supplementare e forse utile da approfondire.

Si tratta intanto di una operazione a costo zero. Questo è uno dei limiti più evidenti di molte delle attività di orientamento sociale in rete che spesso prendiamo ad esempio di una nuova identità politica mediata da Internet. Esprimere un parere, partecipare ad un movimento di opinione, mettere su Digg una breve sequenza numerica, non costa molto in termini di tempo o di energie spese. Non ci sono treni da prendere, striscioni da preparare, ore di mancato guadagno da sopportare, in nome di causa belle e giuste. Tutto su Internet si può fare in un attimo ed il risultato partecipativo apparentemente è il medesimo. Milioni di post in giro per il web che, copiando ed incollando 16 coppie di numeri e lettere, inneggiano alla libertà della rete e raccontano una ampia coesione in nome di sacrosanti principi di libertà così come una allergia diffusa ad ogni forma di censura. Tutto troppo bello.

Digg è una grande comunità sostanzialmente gestita dagli utenti e questo la rende da molti punti di vista più aggressiva di altre nei confronti di tentativi di controllo esterno. In questo risiede una delle ragioni della rivolta dei suoi utenti verso i tentativi di censura alla diffusione del codice craccato, un codice il cui spargersi a macchia d'olio in rete certamente non è dipeso da Digg né dai suoi utenti e che sarebbe comunque avvenuto. Nel momento in cui scrivo, su Google, a meno di una settimana di distanza dalla sua diffusione, ci sono più di un milione di pagine web indicizzate contenenti la sequenza di numeri e lettere incriminata. Come diceva profeticamente Lucio Dalla più di trent'anni fa "il pensiero è come l'oceano: non lo puoi bloccare, non lo puoi recintare" ma questo non significa che la libera circolazione delle idee in rete debba caricarsi di significati supplementari rispetto a quelli che già ha. Il più importante dei quali è quello pratico della impossibilità di spedire lettere di cease and desist ad un milione di differenti cittadini del globo.

Il punto semmai oggi sembrerebbe quello della necessità di iniziare a collegare meglio mondi che sembrano differenti ma che differenti non sono. Perché la mancanza di "costi vivi" è forse la ragione principale che rende le proteste in rete differenti da quelle che avvengono nella vita reale, che ne annacqua l'importanza ed il valore all'interno della società, che le omogeneizza rendendole sostanzialmente tutte uguali, tutte invariabilmente ininfluenti nelle decisioni pratiche della politica e dell'amministrazione pubblica. Le proteste in rete sono refoli di vento anche se agli utenti di Internet possono sembrare vere e proprie tempeste in grado di corroborarci l'animo, confortandoci sul valore della democrazia e di una lunga serie di valori importanti ai quali tutti mostriamo di credere.

Ma quasi mai al "contiamoci" che la rete catalizza seguono capacità di influenzare scelte e decisioni nelle sedi deputate. Internet vive in questo splendido e fastidioso isolamento politico: rappresenta ancora una sorta di Arcadia nei cui laghetti specchiare la bellezza dei nostri principi senza poi doverci caricare di seccature supplementari.

E questo rende gli applausi nel momento della chiusura del sipario certamente meno convincenti di quanto potrebbero essere, nell'attesa del momento in cui - e qui rubo una frase bellissima che ho sentito pronunciare a Sergio Maistrello qualche tempo fa - i "cittadini digitali" decidano di diventare semplicemente "cittadini".

Massimo Mantellini
Manteblog


Gli editoriali di M.M. sono disponibili a questo indirizzo
29 Commenti alla Notizia Contrappunti/ Crack e Digg, applausi precoci
Ordina
  • Quello che dice è aspro da mandar giù, ma le medicine amare risanano. E' molto acuto il parallelo tra l'Arcadia e Internet, ed è ancora più arguto se si pensa che mentre l'Arcadia era per definizione un regno per pochi eletti, Internet conta milioni di adepti. Ma di questi milioni, quanti veramente sarebbero disposti a prepararsi gli striscioni reali, a saltare su treni reali e ad andare a manifestare in cortei reali? Credo che l'unica risposta per uscire dall'impasse indicato da Mantellini ci venga dalla Svezia e si chiami: Piratpartiet. Io credo (e l'abitudine di Punto Informatico a conservare tutti i post per gli anni a venire potrà testimoniare se sono stato buon profeta) che il futuro politico dell'Europa stia proprio in movimenti come il Piratpartiet, che potrebbero rappresentare per il nuovo secolo quello che il fenomeno dei Verdi è stato per gli anni '80 e '90. E siamo proprio noi, internauti di lungo corso che "c'eravamo" ancora prima che la rete diventasse navigabile, che abbiamo il dovere di trasformarci da virtuali in reali, e fare sentire la nostra voce nel mondo reale. Fondiamo un partito: non esiste altra via.
    non+autenticato
  • Mantellini così conclude:

    "Ma quasi mai al "contiamoci" che la rete catalizza seguono capacità di influenzare scelte e decisioni nelle sedi deputate. Internet vive in questo splendido e fastidioso isolamento politico: rappresenta ancora una sorta di Arcadia nei cui laghetti specchiare la bellezza dei nostri principi senza poi doverci caricare di seccature supplementari.

    E questo rende gli applausi nel momento della chiusura del sipario certamente meno convincenti di quanto potrebbero essere, nell'attesa del momento in cui - e qui rubo una frase bellissima che ho sentito pronunciare a Sergio Maistrello qualche tempo fa - i "cittadini digitali" decidano di diventare semplicemente "cittadini".

    Qui da noi -perchè all'estero MANCA il vizietto di nascondersi nell'anonimato- sembra che la forza della Rete dipenda in buona parte dalla possibilità di sparar bordate da fortificazioni ben mimetizzate...

    Insomma, quest'atteggiamento di tirare i sassi e nascondere la mano la dice lunga -a mio modesto parere- sulla disponibilità a giocarsi in prima persona, da parte degli utenti della Rete.

    E' vero, siamo 'cittadini digitali', ma sempre un po' troppo digitali, ed un po' troppo poco cittadini. Sarà che ci percepiamo privati dei nostri diritti di partecipare al governo della Res Pubblica, sarà che dopo aver votati tanti governi inefficienti e confusionari iniziamo a sentirci un po' imbecilli (nel suo significato letterale= deboli, inefficaci). Sarà che non ci percepiamo sufficientemente tutelati dalle istituzioni, che abbiamo contribuito a corrompere, colpevolmente, con la filosofia del lasciar fare...

    Certo che stiamo perdendo una magnifica occasione di ESERCITARE LA DEMOCRAZIA in prima persona.

    Quando si ha la possibilità, in poche ore, di aggregare le forze della base, e far sentire forte la nostra voce ed il nostro dissenso, ed invece non se ne fa nulla, occorre porsi a riflettere su cosa c'è, che non funziona, nella nostra società.

    Questo disimpegno diffuso, che lascia campo libero a quanti prendono tutto lo spazio disponibile per se stessi, ci porta lentamente verso un'oligarchia reale, se non formale: e dovremmo rendercene conto tutti, prima che che una situazione del genere si possa realizzare.

    All'informazione dovrebbe seguire la formazione, altrimenti l'informazione non serve a nessuno.

    Aggregare le istanze in gruppi -anche virtuali, ma non per questo meno coesi- dovrebbe essere il primo passo nella direzione di riprenderci i diritti ed i poteri che abbiamo delegati a quanti non soddisfano più le nostre esigenze.

    Sottoporre ad altri l'esigenza di aderire alle istanze promosse dovrebbe essere la prima azione da portare avanti collettivamente.

    Far validare quindi le istanze che siano largamente condivise sarebbe una prima conclusione di un processo di ridefinizione dei diritti e dei doveri che sottendono alla nostra vita sociale.

    Ed allora avremo utilizzato la forza della Rete per migliorare l'esistenza di ciascuno di noi.

    doct.alfridus
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    Modificato dall' autore il 07 maggio 2007 16.42
    -----------------------------------------------------------

  • Devo dire che il piu' delle volte, quando ho concluso una discussione articolata su un tema importante, ho esaurito tutto il mio tempo libero a disposizione e devo ributtarmi sul lavoro...
    Come si fa a trasportare l' esperienza in rete nella vita reale se manca il tempo materiale?
    A collegarci e scrivere e' un attimo ma organizzarsi "fuori" e' piu' complesso.
    Cmq a parte questo ci manca un po' la capacita' di agire collettivamente in modo coordinato ed organizzato nella vita reale, tendiamo troppo a delegare ma ripeto... qua' in IT lavoriamo mediamente piu' che all' estero perche' gran parte del nostro lavoro serve per mantenere alto il PIL per pagare il "debito pubblico".
  • - Scritto da: Alessandrox
    >
    > Devo dire che il piu' delle volte, quando ho
    > concluso una discussione articolata su un tema
    > importante, ho esaurito tutto il mio tempo libero
    > a disposizione e devo ributtarmi sul
    > lavoro...

    Se le cose stanno così... ti ringrazio del tuo tempo!

    > Come si fa a trasportare l' esperienza in rete
    > nella vita reale se manca il tempo
    > materiale?

    ...La Rete E' UN LUOGO REALE -virtuale non significa che non esiste!

    > A collegarci e scrivere e' un attimo ma
    > organizzarsi "fuori" e' piu' complesso.
    >

    Mettiamo che ti invii un SMS per invitarti ad una pizza: è complesso?

    > Cmq a parte questo ci manca un po' la capacita'
    > di agire collettivamente in modo coordinato ed
    > organizzato nella vita reale,

    vuoi dire che siamo troppo 'individualisti'? Certo: siamo socievoli, ma non sociali; bel guaio!

    > tendiamo troppo a
    > delegare ma ripeto... qua' in IT lavoriamo
    > mediamente piu' che all' estero perche' gran
    > parte del nostro lavoro serve per mantenere alto
    > il PIL per pagare il "debito
    > pubblico".

    scusami, ma mi sfugge qualcosa: il lavoro in IT mantiene alto il PIL? ed il PIL alto 'paga' il debito pubblico?!

    Sarà... Ma che attinenza ha con l'organizzare concretamente una modalità di protesta?

    doct.alfridus
  • - Scritto da: alfridus
    > - Scritto da: Alessandrox

    > > Devo dire che il piu' delle volte, quando ho
    > > concluso una discussione articolata su un tema
    > > importante, ho esaurito tutto il mio tempo
    > libero
    > > a disposizione e devo ributtarmi sul
    > > lavoro...

    > Se le cose stanno così... ti ringrazio del tuo
    > tempo!

    Prego, si fa quel che si puo'...

    > > Come si fa a trasportare l' esperienza in rete
    > > nella vita reale se manca il tempo
    > > materiale?
    >
    > ...La Rete E' UN LUOGO REALE -virtuale non
    > significa che non
    > esiste!

    Nel senso che non si tratta di un luogo fisico nel senso comune del termine... ma certamente ha una sua "realta'".

    > > A collegarci e scrivere e' un attimo ma
    > > organizzarsi "fuori" e' piu' complesso.
    > >

    > Mettiamo che ti invii un SMS per invitarti ad una
    > pizza: è
    > complesso?

    No, affatto ma prova ad organizzare un raduno su un tema con tante persone che non si conoscono tramite SMS...
    Occore prima raccogliere gente in un forum, conoscersi dibattere, raggiungere un minimo di accordo e di consenso comune sul da farsi, poi viene l' organizzazione ver a e propria... mica poco...

    > > Cmq a parte questo ci manca un po' la capacita'
    > > di agire collettivamente in modo coordinato ed
    > > organizzato nella vita reale,
    > vuoi dire che siamo troppo 'individualisti'?
    > Certo: siamo socievoli, ma non sociali; bel
    > guaio!

    Si e' cosi'... purtroppo, dove c'e' capacita' di aggregazione fuori dalla rete e' perche' questa faceva gia' parte della cultura di quella gente, la rete aiuta solo la parte organizzativa.

    > > tendiamo troppo a
    > > delegare ma ripeto... qua' in IT lavoriamo
    > > mediamente piu' che all' estero perche' gran
    > > parte del nostro lavoro serve per mantenere alto
    > > il PIL per pagare il "debito
    > > pubblico".
    > scusami, ma mi sfugge qualcosa: il lavoro in IT
    > mantiene alto il PIL? ed il PIL alto 'paga' il
    > debito
    > pubblico?!

    Si, +PIL--> +fatturato--> +soldi--> +soldi da dare al fisco (da mettere nella voragine del debito). In ogni caso queste sono le indicazioni e i suggerimenti della commissione UE e della BCE, confermati anche da Mario Monti dom. sera intervistato da F.Fazio.

    > Sarà... Ma che attinenza ha con l'organizzare
    > concretamente una modalità di
    > protesta?

    +PIL = +LAVORO richiesto, +Ore da dedicare al lavoro = -tempo libero.
    Un po' schematico ma se ci rifletti bene e' cosi'.
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    Modificato dall' autore il 07 maggio 2007 17.22
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  • - Scritto da: Alessandrox
    > - Scritto da: alfridus
    > > - Scritto da: Alessandrox

    .........

    > > Mettiamo che ti invii un SMS per invitarti ad una pizza: è complesso?

    >>> No, affatto ma prova ad organizzare un raduno su un tema con tante persone che non si conoscono tramite SMS...
    >>> Occore prima raccogliere gente in un forum, conoscersi dibattere, raggiungere un minimo di accordo e di consenso comune sul da farsi, poi viene l' organizzazione vera e propria... mica poco...
    >>> Cmq a parte questo ci manca un po' la capacita' di agire collettivamente in modo coordinato ed organizzato nella vita reale,

    Vero... ma ad imparare si fa sempre in tenpo, no? Il problema, se mai, è che di tempo mi pare ce ne sia poco ormai, allo stato cui sono giunte le cose.

    > > vuoi dire che siamo troppo 'individualisti'? Certo: siamo socievoli, ma non sociali; bel guaio!

    > >> Si e' cosi'... purtroppo, dove c'e' capacita' di aggregazione fuori dalla rete e' perche' questa faceva gia' parte della cultura di quella gente, la rete aiuta solo la parte organizzativa.

    Bhè, dici niente? una volta contate le teste, si tratta 'solo' di tirarsi su le maniche e darsi da fare!

    > > > tendiamo troppo a delegare ma ripeto... qua' in IT lavoriamo mediamente piu' che all' estero perche' gran parte del nostro lavoro serve per mantenere alto il PIL per pagare il "debito pubblico".

    > > scusami, ma mi sfugge qualcosa: il lavoro in IT
    > > mantiene alto il PIL? ed il PIL alto 'paga' il debito pubblico?!

    > Si, +PIL--> +fatturato--> +soldi--> +soldi da dare al fisco (da mettere nella voragine del debito). In ogni caso queste sono le indicazioni e i suggerimenti della commissione UE e della BCE, confermati anche da Mario Monti dom. sera intervistato da F.Fazio.

    Oddio! la UE e la BCE, con M.M. e addirittura Fazio! era quasi meglio l'oracolo di Delfi, coi vapori sulfurei!

    > > Sarà... Ma che attinenza ha con l'organizzare concretamente una modalità di protesta?

    > +PIL = +LAVORO richiesto, +Ore da dedicare al lavoro = -tempo libero. Un po' schematico ma se ci rifletti bene e' cosi'.

    Certo, come no.
    Allora, lasciamo il mondo come si trova? cioè anche un po' peggio di come l'abbiamo trovato?

    Uhmmmm... e ti sta bene?

    doct.alfridus
  • - Scritto da: alfridus
    > - Scritto da: Alessandrox
    > > - Scritto da: alfridus
    > > > - Scritto da: Alessandrox
    >
    > .........
    >
    > > > Mettiamo che ti invii un SMS per invitarti ad
    > una pizza: è
    > complesso?
    >
    > >>> No, affatto ma prova ad organizzare un raduno
    > su un tema con tante persone che non si conoscono
    > tramite
    > SMS...
    > >>> Occore prima raccogliere gente in un forum,
    > conoscersi dibattere, raggiungere un minimo di
    > accordo e di consenso comune sul da farsi, poi
    > viene l' organizzazione vera e propria... mica
    > poco...
    > >>> Cmq a parte questo ci manca un po' la
    > capacita' di agire collettivamente in modo
    > coordinato ed organizzato nella vita reale,

    >
    > Vero... ma ad imparare si fa sempre in tenpo, no?
    > Il problema, se mai, è che di tempo mi pare ce ne
    > sia poco ormai, allo stato cui sono giunte le
    > cose.

    > > > vuoi dire che siamo troppo 'individualisti'?
    > Certo: siamo socievoli, ma non sociali; bel
    > guaio!
    >
    > > >> Si e' cosi'... purtroppo, dove c'e'
    > capacita' di aggregazione fuori dalla rete e'
    > perche' questa faceva gia' parte della cultura di
    > quella gente, la rete aiuta solo la parte
    > organizzativa.
    >
    > Bhè, dici niente? una volta contate le teste, si
    > tratta 'solo' di tirarsi su le maniche e darsi da
    > fare!

    Alt... non basta contare le teste (chi ci sta'), bisogna prima attrarre gente, discuterne parlarne, e' qui' che ci vuole tempo.

    > > Si, +PIL--> +fatturato--> +soldi--> +soldi da
    > dare al fisco (da mettere nella voragine del
    > debito). In ogni caso queste sono le indicazioni
    > e i suggerimenti della commissione UE e della
    > BCE, confermati anche da Mario Monti dom. sera
    > intervistato da
    > F.Fazio.
    > Oddio! la UE e la BCE, con M.M. e addirittura
    > Fazio! era quasi meglio l'oracolo di Delfi, coi
    > vapori
    > sulfurei!

    Eh, questo passa il convento...

    > > > Sarà... Ma che attinenza ha con l'organizzare
    > concretamente una modalità di
    > protesta?
    > > +PIL = +LAVORO richiesto, +Ore da dedicare al
    > lavoro = -tempo libero. Un po' schematico ma se
    > ci rifletti bene e'
    > cosi'.
    > Certo, come no.
    > Allora, lasciamo il mondo come si trova? cioè
    > anche un po' peggio di come l'abbiamo
    > trovato?
    > Uhmmmm... e ti sta bene?

    No certo, osservavo solo che questo modello di societa' ci fa' sgobbare tanto per riempire una voragine con dei cucchiaini... e ci toglie parecchio tempo utile per .... tutelarci da chi e' gia' pagato per farlo. Se non e' il colmo dell' assurdo questo....

    Quindi: si occorrerebbe organizzarsi dentro e fuori dalla rete... con il tempo che avanza.
  • Vedi, Alessandox -e gli altri amici che sento leggerci mentre discutiamo pianamente-, ho un po' di anni in più: il tempo mi passa veloce, perchè ne ho meno a disposizione.

    E così, mi capita di dormire veramente poco, e le mie giornate si allungano sempre più nella notte.

    Il tempo mi manca, forse per questa ragione inizio ad avere fretta, a 'spingere' con più decisione.

    C'è stato, nella mia vita, chi si è lamentato con me di essere nato troppo tardi, e si rammaricava di non esser nato due secoli fa, in un'epoca in cui ipotizzava che la sua vita sarebbe scorsa in modo più conforme ai propri desideri...

    Io, al contrario, sono curioso; sono sempre stato curioso, e lo sono ancora, di vedere come la vita si evolverà dopo di me. E vorrei quasi sopravanzarla nel suo divenire, per spiare il futuro.

    Questo non si può fare; ma si può tentare di plasmare il domani come lo si vorrebbe, attraverso le nostre scelte e le nostre azioni di oggi. E continuo a credere che valga la pena di tentarlo.

    Ora... Sai quanti Forums sono ospitati su PI? Quasi un mezzo migliaio, non si riesce a contarli, lo script java che ne regge l'indice non è sufficientemente solido: possiamo aprire un forum permanente qui, giusto per contarci, potremmo chiedere di aprire tanti sotto-forum quanti sono gli argomenti che si vorranno affrontare, discutere strategie e modalità di azione, coordinarci...

    Insomma, cercare di far succedere qualcosa.
    Ho sempre distinto gli umani in due gruppi: coloro cui accadono delle cose, e coloro che le cose le fanno accadere, ed ho sempre preferito appartenere al secondo gruppo.

    Puoi essere della partita; se vuoi.

    doct.alfridus
  • volevo solo darti il benvenuto sul Forum... è raro leggere messaggi così articolati e intelligenti!
    Spero di leggerti spesso!
    MeX
    16902
  • Grazie, MeX.

    Puoi iniziare subito: segui le battute scambiate con Alessandox, con le quali abbiamo cercato di approfondire un po' il discorso del Fare, più che del Dire...

    Incrociamo le dita, ed auguriamoci buona fortuna!

    doct.alfridus
  • in questo senso i clubs legati a Beppe Grillo sono molto più seri di tante altre fumose e volatili partecipazioni... come i forum, le petizioni online...

    Quelli "di Grillo" usano la rete, ma si trovano di persona.

    Poi se vanno a pizza e birra non lo so, ma magari qualcosa fanno.

    Come quelli dei quali parlava Naomi Klein in "No Logo" ... chiunque usi la rete come gli organizzatori di un rave-party alla fine raggiunge in risultato fisico, le persone ci sono, si vedono (vengono viste), si incontrano, si parlano davvero e davvero parlano agli altri.

    E' un po' come il telefono... ci si telefona, ma per vedersi.
    non+autenticato
  • sarà che l'ho sentito dire sempre al nano... ma la frase "utilizzo commerciale tranquillo e profittevole della piattaforma." mi ha dato un po' di nausea; non so a voi.

    Però sono frasi come questa (lontano dall'intenzione dell'autore, in questo caso) che mi fanno pensare che profitto e "il bene comune" proprio non c'entrano niente l'uno con l'altro.

    Questa è una cosa buona. Funziona. Serve.

    IL commercio non è felice?

    si fotta.

    Applausi, sipario.
    non+autenticato

  • > Però sono frasi come questa (lontano
    > dall'intenzione dell'autore, in questo caso) che
    > mi fanno pensare che profitto e "il bene comune"
    > proprio non c'entrano niente l'uno con
    > l'altro.
    >

    Ma siccome il Mercato è l'unico padrone del mondo, il "bene comune" diventa il "bene della maggioranza degli azionisti". E' così adesso, e rimarrà così, che ti piaccia o no.


    > IL commercio non è felice?
    >
    > si fotta.
    >

    Se il commercio non è felice, fotte TE. Tu, io, migliaia di persone come noi, non siamo NIENTE in confronto agli immensi introiti di cui si parla. Siamo carne da macello. Get over it.
    non+autenticato
  • > Se il commercio non è felice, fotte TE. Tu, io,
    > migliaia di persone come noi, non siamo NIENTE in
    > confronto agli immensi introiti di cui si parla.
    > Siamo carne da macello. Get over
    > it.
    E tu ne sei felice che stia tutto così? Contento te... ma forse non tutti la pensano così
    non+autenticato

  • >
    > Se il commercio non è felice, fotte TE. Tu, io,
    > migliaia di persone come noi, non siamo NIENTE in
    > confronto agli immensi introiti di cui si parla.
    > Siamo carne da macello. Get over
    > it.

    milioni di persone connesse in questo istante alle reti P2P sono ben piu' di qualcosa, per non parlare degli scambi via ipod o HDD portatili.

    Per fermare tutto cio' dovranno cancellare un bel po' di liberta' personali ai cittadini, quindi sara' una bella lotta, e credo (spero vivamente) che le major e il tuo commercio vadano via dal culo prima di vincerla.
    Funz
    13021
  • Quella frase non è rivolta ai netzen, ma agli imprenditori, non ha nulla a che fare con il bene comuneSorride

    Attenzione alle parole dei politici
    non+autenticato
  • ...allora... dai... non parliamo di "rivolte web"... si sta parlando di una sequenza numerica per guardare a sbafo DVD di film... nella vita REALE ciò ha un'importanza che rasenta lo 0 assoluto, c'è anche chi chatta con "donne" su IRC e si masturba in webcam... ma non potete chiamarlo "SESSO"Sorride
    MeX
    16902

  • - Scritto da: MeX
    > ...allora... dai... non parliamo di "rivolte
    > web"... si sta parlando di una sequenza numerica
    > per guardare a sbafo DVD di film... nella vita
    > REALE ciò ha un'importanza che rasenta lo 0
    > assoluto, c'è anche chi chatta con "donne" su IRC
    > e si masturba in webcam... ma non potete
    > chiamarlo "SESSO"
    >Sorride


    Penso che la rete regali tantissimmo, il "numerino" e un fatto che si carica di significati, e credo che senza quelli che trovano i numerini, internet sarebbe un supermercato con guardiani ad ogni corsia, telecamere e sensori, con tariffe accessibili solo a pochi...
    Gli usi che poi si fanno della rete sono soggettivi, e non si può in ogni caso, rimproverare gli altri per gli usi che ne fanno partendo dalla propria morale

    non+autenticato
  • - Scritto da:
    >
    > - Scritto da: MeX
    > > ...allora... dai... non parliamo di "rivolte
    > > web"... si sta parlando di una sequenza numerica
    > > per guardare a sbafo DVD di film... nella vita
    > > REALE ciò ha un'importanza che rasenta lo 0
    > > assoluto, c'è anche chi chatta con "donne" su
    > IRC
    > > e si masturba in webcam... ma non potete
    > > chiamarlo "SESSO"
    > >Sorride
    >
    >
    > Penso che la rete regali tantissimmo, il
    > "numerino" e un fatto che si carica di
    > significati, e credo che senza quelli che trovano
    > i numerini, internet sarebbe un supermercato con
    > guardiani ad ogni corsia, telecamere e sensori,
    > con tariffe accessibili solo a
    > pochi...
    > Gli usi che poi si fanno della rete sono
    > soggettivi, e non si può in ogni caso,
    > rimproverare gli altri per gli usi che ne fanno
    > partendo dalla propria morale
    >
    guarda che io non ho dato giudizi morali sulla masturbazione su IRC, ho solo detto di non chiamarlo sesso, e chiedo di non chiamare "manifestazione" una serie di post pappagallo sparsi qui e li... già di valori ce ne sono pochi... se poi gli anacquiamo così...
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    Modificato dall' autore il 07 maggio 2007 15.22
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    MeX
    16902
  • Scusami, ma l'ho intermpretato come una sorta di rimprovero.

    "Non puoi sentirti povero se gli altri non sono ricchi"
    non+autenticato
  • > "Non puoi sentirti povero se gli altri non sono
    > ricchi"

    La citazione giusta è: "Non puoi sentirti povero se gli altri sono ricchi." (Lupin III)
    non+autenticato

  • > > "Non puoi sentirti povero se gli altri non sono
    > > ricchi"
    >
    > La citazione giusta è: "Non puoi sentirti povero
    > se gli altri sono ricchi." (Lupin
    > III)

    "Ti sentirai povero comunque se gli altri erano ricchi e io ti ho fregato il bottino." (Fujiko Mine).
    non+autenticato
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