venerdì 11 maggio 2007

Il WiFi provoca N.A.S.?

di Michele Favara Pedarsi - C'è allarmismo sull'elettrosmog? Chi vede nel WiFi o nel WiMax un nuovo rischio ambientale? Quali gli interessi che smuovono montagne e impiantano antenne? La Salute nell'era del Wireless

La quantità massima di energia consentita tra i 3 e i 3000Mhz - le frequenze su cui operano radio, televisione, cellulari, ricetrasmettitori degli agenti di pubblica sicurezza, il WiFi, etc - è di 6 V/m per permanenze superiori a 4 ore al giorno, e di 20 V/m per permanenze inferiori a 4 ore al giorno.

Osservando una delle tante tabelle che si trovano in rete - vi segnalo questa - possiamo facilmente renderci conto che la nostra normativa è più rigida di quella di molte altre nazioni. Tuttavia la comunità scientifica mondiale da qualche decennio consiglia di passare a soglie più basse (tra lo 0,2 e lo 0,6 V/m); così come alcuni ultras dell'ecologia - i nostri Verdi e alcune associazioni ambientaliste - vorrebbero limiti ancora più bassi (0,02 V/m) come ad esempio normato in alcune amministrazioni australiane; per completezza segnalo anche che il valore massimo del campo elettromagnetico naturale, quello cioè che provoca effetti biologici (non sanitari) fisiologici, è 0,0061 V/m.

Personalmente, pur non potendo né rinunciare alle telecomunicazioni radio né indicare la soglia che vorrei per me e i miei figli, ritengo che il Principio di Precauzione sia estremamente valido e quindi vada onorato cercando di minimizzare le emissioni elettromagnetiche artificiali ogni qual volta intravediamo un modo per farlo. Dal mio punto di vista dunque, le soglie devono essere adeguate non solo quando nuovi studi provano inequivocabilmente che 6 V/m possono provocare malattie, ma anche quando nuove tecnologie meno inquinanti permettono di fare a meno delle vecchie tecnologie da 6-20 V/m mantenendo però al contempo - o, ancora meglio, aumentando - la mia capacità trasmissiva.
Per contestualizzare il WiFi è utile confrontarlo ai cellulari; e in questa ottica dobbiamo prima di tutto fare un distinguo tra stazioni radio base - i ripetitori - a cui si applicano quelle soglie, e i terminali - i nostri cellulari - a cui quelle soglie, per strane alchimie del diritto, non si applicano.
Questo in teoria, perché un ripetitore essendo fisso nello spazio e trasmettendo con costanza, irraggia costantemente l'ambiente circostante; i cellulari invece irraggiano limitatamente al tempo in cui si è in conversazione. Ma un moderno cellulare UMTS crea al centro del cranio un campo di circa 60 V/m: va ben oltre la soglia dei 20 V/m prevista per le permanenze inferiori alle 4 ore al giorno! Guarda caso i produttori di cellulari, parlando della salute degli utilizzatori, raccomandano sui manuali dei loro prodotti di usare il cellulare tenendolo a 1 metro di distanza (dove cioè sviluppa 6 V/m): sembrano cioè essere più cauti loro di quanto non lo sia il legislatore italiano con il suo principio di precauzione.

Il WiFi, per lo meno nella sua variante più diffusa, opera a frequenze analoghe a quelle dei telefoni cellulari quindi il livello di pericolosità dipendente dalla sola frequenza è analogo; ma impiega potenze nettamente inferiori ai cellulari! Se infatti un ponte radio cellulare di una cella di medie dimensioni, le più diffuse dopo 2 decenni di sviluppo della rete cellulare, impiega decine di watt - ma le macrocelle che coprono territori più ampi arrivano anche a 10.000 Watt, 10 milioni di mW - e un cellulare UMTS impiega 1 watt - 1000 mW, i vecchi GSM arrivavano invece al doppio di un moderno terminale UMTS - gli apparati WiFi tutti non possono impiegare più di 40-60 mW senza superare il limite di legge fissato in tutta Europa a 100mW EIRP (potenza del trasmettitore moltiplicata dall'antenna e misurata a 1 metro da questa). È quindi chiaro che dal punto di vista quantitativo un apparato WiFi inquina meno di un cellulare: un apparato WiFi genera al massimo 1,7 V/m, contro i 6 V/m di un cellulare moderno; sempre ad un metro dall'antenna.

L'idea cioè che il WiFi ci possa far stramazzare a terra con attacchi epilettici causati da una qualche sindrome da attenuazione nervosa - N.A.S., popolarmente detta "black shakes" - è pura fantascienza cyberpunk. Mi sembra dunque importante rilevare come, se proprio vogliamo finalmente preoccuparci dell'elettrosmog, dobbiamo eliminare in fretta i cellulari GSM e loro evoluzioni (UMTS, HSDPA, etc) per sostituirli con il WiFi, il WiMax e quant'altro inquini di meno del GSM.
138 Commenti alla Notizia Il WiFi provoca N.A.S.?
Ordina
  • ma andate sul sito del cicap!
    http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=100238

    quando finiranno queste ca**ate sulle "onde elettromagnetiche" sarà sempre tardi!
    non+autenticato
  • e la radio vaticana allora????

    Cioè quella non ci avrebbe già belli che disintegrati con le sue onde magnetiche che emette in quantità enormi in tutta la capitale?

    Figuratevi, ora anche i speacker riescono a captare il segnale.... se ancora non abbiamo problemi di salute, allora non è di certo il wi-fi a spaventarci non credete no?
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > e la radio vaticana allora????
    >
    > Cioè quella non ci avrebbe già belli che
    > disintegrati con le sue onde magnetiche che
    > emette in quantità enormi in tutta la
    > capitale?
    >
    > Figuratevi, ora anche i speacker riescono a
    > captare il segnale.... se ancora non abbiamo
    > problemi di salute, allora non è di certo il
    > wi-fi a spaventarci non credete
    > no?


    Queste si che sono parole sante.Occhiolino
    non+autenticato
  • Non appare chiara l'esposizione interrogativa del titolo senza alcuna premessa sull'acronimo N.A.S.
    La sintesi non può escludere la chiarezza e l'informazione (che parrebbe essere lo scopo principale di questi "articoli").
    Con stima.
    Giovanni
    non+autenticato
  • Io non so se sei il mio amico Giovanni che imperterrito va sempre a cogliere il pelo nell'uovo ogni volta che scrivo... oppure se tutti i Giovanni sono così pignoli!Sorride

    Comunque nell'articolo scrivevo: "sindrome da attenuazione nervosa - N.A.S., popolarmente detta "black shakes" - è pura fantascienza cyberpunk". L'acronimo è in inglese (Nerve Attenuation Syndrome), la spiegazione dell'acronimo è in italiano (Sindrome da Attenuazione Nervosa)... ma dai! Non si era capito????

    ciao

    Mik

    P.s.: però questa volta ti ha battuto quello che si lamenta perchè scrivo "ie" (id est) invece di "per esempio", "cioè", "es", "eg", "ex"... siete tremendi... simpaticamene tremendi... ma tremendi!

    - Scritto da:
    > Non appare chiara l'esposizione interrogativa del
    > titolo senza alcuna premessa sull'acronimo
    > N.A.S.
    > La sintesi non può escludere la chiarezza e
    > l'informazione (che parrebbe essere lo scopo
    > principale di questi
    > "articoli").
    > Con stima.
    > Giovanni
  • Per ulteriori informazioni su cosa significhi NAS guardatevi il film Johnny MnemonicA bocca aperta
    non+autenticato
  • Io non volevo dimostrare che i GSM fanno male, o che il WiFi non fa male. La comparazione è stata un mero strumento per contestualizzare il WiFi.

    Sono semplicemente scattato come una molla quando ho pensato a tutti quei genitori che leggendo su Repubblica o Corriere che il WiFi presente nelle scuole fa male, si sono preoccupati inutilmente. Siamo permeati da campi e.m. di ogni genere e tipo, ben più (potenzialmente) pericolosi del wifi, in ogni luogo abitato! Quindi qualsiasi articolo (es: La Repubblica e Corriere) che parla del wifi assassino (a maggior ragione se si parla di infanticidio) può essere solo allarmismo della peggiore specie anche eventualmente strumentale alle telco che vedono nelle nuove tecnologie di trasmissione radio la loro obsolescenza. Le telco infatti sono nate perchè per costruire un sistema di telecomunicazioni occorreva una grande concentrazione di risorse (soldi e lavoro); e in funzione di questo la proprietà delle reti che costruivano era della telco (telco che in un secondo momento sono diventate private per questioni di mercato). Ma nel momento in cui un apparato moderno da 30 euro può fare quanto un ponte radio GSM da svariate migliaia di euro, non c'è più bisogno che una telco costruisca (e quindi sia proprietaria di) un sistema di telecomunicazioni. Anzi, considerando che attualmente le telco sono il maggior ostacolo allo sviluppo...

    Inoltre nella stragrande maggioranza dei casi hanno fatto più danno (sottinteso: "se danno esiste") i genitori ai propri figli nel dare loro un cellulare, di quanti ne possa aver fatto un preside nel dotare la sua struttura di una rete wifi. Partendo dal fatto che un terminale wifi è limitato in potenza a 100mW EIRP, qualsiasi situazione in cui c'è un solo cellulare (5,5 V/m) è (potenzialmente) più pericolosa di una situazione in cui ci sono 3 apparati wifi (1,7 x 3 = 5,1 V/m). Se dentro ad un'aula scolastica sostituissimo gli X cellulari esistenti con X telefoni wifi, avremmo ridotto ad un terzo le emissioni radio in quella stanza.

    Il mio intento era solo di far notare che se vogliamo preoccuparci dell'elettrosmog (e secondo me ce ne dobbiamo preoccupare perchè fino ad oggi gli operatori commerciali radiotelevisivi e telco hanno fatto di tutto per non studiare a fondo la cosa), allora lo dobbiamo fare seriamente e senza terrorizzare la gente su cose (wifi) che hanno 3 volte meno probabilità di essere pericolose come qualcosa (gsm) che è invece socialmente accettato... perchè chi sfrutta il terrore (anche se a farlo è un governante, un giornalista o un professore) è un terrorista. E di tutta questa lotta al terrorismo mi sembra strano che quei giornalisti non siano ancora stati buttati fuori a calci in culo (se non proprio arrestati per procurato allarme).

    ciao a tutti

    Michele

    P.s.: a chi mi chiedeva le fonti sono costretto a rispondere con un fastidiosissimo "cerca su Google". C'è veramente molto materiale per studiare. Nella tabella che ho linkato all'articolo trovate ad esempio links agli atti dei convegni di Roccaraso e Salisburgo; un po' vecchiotti a dire la verità, ma se cercate troverete certamente materiale più fresco (io lessi anche una tesi di laurea molto interessante, cercatela!), io purtroppo queste considerazioni le ho fatte l'anno scorso e non ho idea di dove ho messo la documentazione che lessi al tempo.
  • ...ma per le telco.
    Quindi verrà usato come capro espiatorio per castrarlo, tarpargli le ali e nel contempo distogliere l'attenzione da fonti d'inquinamento maggiori.
    Due piccioni con una fava.
    Buona disinformazione a tutti.
    non+autenticato
  • Anche se condivido pienamente il tuo parere, penso che ci sia molta confusione su quelle che sono le fonti dell'inquinamento, mancano dati verificabili, o almeno, faccio fatica a reperirli, e la maggior parte delle volte non sono facilmente interpretabili da quelli che non sono nel ramo. Con questo che voglio dire? Che è inutile augurare buona disinformazione a tutti

    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
1 | 2 | 3 | 4 | 5 | Successiva
(pagina 1/5 - 22 discussioni)