Le imprese IT contro l'open source imposto dall'alto

Lo dicono le molte aziende di Aitech-Assinform, secondo cui la scelta della via open source nella Pubblica Amministrazione non può avvenire a monte, a priori rispetto alle esigenze specifiche e in barba alla neutralità

Roma - Aumenta la pressione politica affinché le pubbliche amministrazioni, gli enti centrali e locali adottino sistemi open source e tra proposte di legge, convegni dedicati, dichiarazioni e direttive governative molte imprese italiane iniziano a sentirsi sotto pressione.

Lo spiega in una nota Aitech-Assinform, la più importante associazione di categoria che raccoglie moltissime imprese dell'IT italiano, secondo cui l'open source è solo una delle possibili opzioni per le amministrazioni, le cui scelte non devono essere dettate da ideologie ma da considerazioni di tipo tecnico, applicativo e strategico.

In una lettera trasmessa a centinaia di istituzioni italiane centrali e locali, l'Associazione chiede che "per quanto riguarda le scelte relative al software nelle Pubbliche Amministrazioni, venga affermato il principio del pluralismo e della libera concorrenza".
Aitech-Assinform è esplicita sulla necessità di un proprio intervento, e scrive: "L'esigenza da parte delle imprese informatiche di scendere in campo su questo tema nasce dalla preoccupazione di veder emergere, nell'ambito della Pubblica Amministrazione, sia a livello nazionale che locale, posizioni politiche a favore di una scelta normativa sull'open source. Posizioni che secondo AITech-Assinform sono dettate più da una visione ideologica sulla contrapposizione tra software proprietario e software libero, che dall'applicazione del principio di neutralità tecnologica".

Secondo l'Associazione, il modo migliore per garantire il mercato e allo stesso tempo la copertura delle esigenze degli enti pubblici è quello di consentire che l'individuazione delle soluzioni software adatte sia determinata dal libero confronto tra PA e imprese informatiche. Queste soluzioni, continua l'Associazione, vanno scelte in base "al solo requisito di soddisfacimento di necessità specifiche, nell'ambito di una corretta valutazione dei costi e dei relativi benefici".

In questa visione, evidentemente, qualora venga a mancare questo momento di confronto, determinato invece da normative e direttive, verrebbero a cadere importanti garanzie sia per il fornitore che per l'ente pubblico interessato. "È fondamentale - scrive l'Associazione nella lettera - che la PA contribuisca a promuovere il principio di interoperabilità a tutti i livelli, riconoscendo senza pregiudiziali la validità di tutti gli standard tecnici presenti sul mercato e l'importanza dei formati standard documentali aperti".

"Solo mantenendo la neutralità nella valutazione dei vari modelli o piattaforme software, è possibile, a seconda dei contesti di impiego - concludono le imprese dell'IT - privilegiare di volta in volta specifiche soluzioni, siano esse open source, proprietarie o miste".
157 Commenti alla Notizia Le imprese IT contro l'open source imposto dall'alto
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  • Non vorrei offendere nessuno ma leggendo il comunicato di Aitech-Assinform mi sono venute in mente 2 possibilità:
    1-L'autore ha interesse che la P.A. spenda VAGONI di soldi per acquistare licenze software.
    2-L'autore non sa NIENTE di software.
    Questo perchè chiunque abbia una minima esperienza sa che la sicurezza dei sistemi "close" non è minimamente paragonabile a quella dei sistemi "open"; e allora, io cittadino dovrei accettare di impiegare un SACCO di soldi pubblici per comprare sistemi pieni di "buchi", ed utilizzare questi sistemi per amministrare la Cosa Pubblica?? (magari in futuro anche per votare)? E lasciare che un codice sorgente così importante rimanga blindato, quando sono disponibili sistemi aperti gratuiti, più sicuri e sullo sviluppo dei quali potrebbero lavorare tutte le universita?!?!
    Mi spiace ma secondo me sotto la malcelata neutralità del comunicato c'è un interesse che non è certo quello del popolo Italiano.
    (altro che pluralismo e concorrenza, questi vogliono spillarci più soldi che possono!!)

  • - Scritto da: mrk250
    > Non vorrei offendere nessuno ma leggendo il
    > comunicato di Aitech-Assinform mi sono venute in
    > mente 2
    > possibilità:
    > 1-L'autore ha interesse che la P.A. spenda VAGONI
    > di soldi per acquistare licenze
    > software.
    > 2-L'autore non sa NIENTE di software.
    > Questo perchè chiunque abbia una minima
    > esperienza sa che la sicurezza dei sistemi
    > "close" non è minimamente paragonabile a quella
    > dei sistemi "open"; e allora, io cittadino dovrei
    > accettare di impiegare un SACCO di soldi pubblici
    > per comprare sistemi pieni di "buchi", ed
    > utilizzare questi sistemi per amministrare la
    > Cosa Pubblica?? (magari in futuro anche per
    > votare)? E lasciare che un codice sorgente così
    > importante rimanga blindato, quando sono
    > disponibili sistemi aperti gratuiti, più sicuri e
    > sullo sviluppo dei quali potrebbero lavorare
    > tutte le
    > universita?!?!
    > Mi spiace ma secondo me sotto la malcelata
    > neutralità del comunicato c'è un interesse che
    > non è certo quello del popolo
    > Italiano.
    > (altro che pluralismo e concorrenza, questi
    > vogliono spillarci più soldi che
    > possono!!)

    il software che vedi nella scatola è lo 0.1% del software, la maggior parte è quello sviluppato su commissione, possibile che non entra in testa.
    Il software linux aumenta i costi in quella direzione, risparmi 1 e spendi 10
    non+autenticato
  • Falso, il software open fa risparmiare un sacco di soldi. Le pa devono pretendere di avere tutti i sorgenti del sw che commissiona, in modo che al mutare delle esigenze non sia vincolata agli sviluppatori originali. Senza contare gli innegabili vantaggi in termini di sicurezza ed affidabilita'.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Falso, il software open fa risparmiare un sacco
    > di soldi. Le pa devono pretendere di avere tutti
    > i sorgenti del sw che commissiona, in modo che al
    > mutare delle esigenze non sia vincolata agli
    > sviluppatori originali. Senza contare gli
    > innegabili vantaggi in termini di sicurezza ed
    > affidabilita'.


    parli:

    a: per sentito dire

    b: per esperienza diretta.

    c: per esperienza indiretta.

    Se parli per esperienza diretta/indiretta, ci porteresti dei casi in cui un SW per la PA open costa meno di uno closed.
    Sia come sviluppo che come assistenza.

    Possibilmente evitando i classici: OO, Gimp, Apache, ......
    Vorrei programmi per la PA, come ad esempio per la gestione delle prenotazioni di un ospedale.
    Questo e' solo un esempio, se ne hai altri, ben vengano.

    ciao
  • Per quale motivo un software gestionale con codice aperto dovrebbe costare piu' di uno closed?
    I vantaggi poi sono enormi, in quanto quel software non "muore" con chi lo ha realizzato, ma puo' vivere per sempre, e' sufficiente pagare qualcun'altro per modificarlo.
    Anche i costi di gestione non dipendono dal tipo di codice.
    Solo vantaggi quindi.
    non+autenticato
  • OO e apache sono o non sono gratis? Quanto costa in licenze ottenere gli stessi risultati?
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > OO e apache sono o non sono gratis? Quanto costa
    > in licenze ottenere gli stessi
    > risultati?


    se gai andare avanti la PA solo con OO, Apache e Gimp, hai ragione.

    Ma se usi altri programmi.....

    Sto ancora aspettando..... e sono mesi che sto chiedendo, ma questi programmi Open per la PA a costi bassi ndostanno?

    Qui tutti che ne parlano, che costameno meno degli altri, ma ci sono delle esperienza pratiche su casi veri?

    ciao
  • I programmi per le pa si fanno. Il discorso costi di sviluppo non ha senso.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > I programmi per le pa si fanno. Il discorso costi
    > di sviluppo non ha
    > senso.


    Se paghi tu mi sta bene.

    Quando si realizza un concorso per una PA, si deve tenere conto anche di questo.

  • Paga la pa, per il soft closed e per quello open. Non vedo perche' dovrebbe essere altrimenti.
    non+autenticato
  • > Se parli per esperienza diretta/indiretta, ci
    > porteresti dei casi in cui un SW per la PA open
    > costa meno di uno
    > closed.
    > Sia come sviluppo che come assistenza.
    >
    > Possibilmente evitando i classici: OO, Gimp,
    > Apache,
    > ......
    > Vorrei programmi per la PA, come ad esempio per
    > la gestione delle prenotazioni di un
    > ospedale.
    > Questo e' solo un esempio, se ne hai altri, ben
    > vengano.
    >
    > ciao

    Per la medicina in generale:
    http://forum.ubuntu-it.org/index.php?topic=50486.0

    i costi dipendono da chi te li cura, proprio come il soft proprietario, solo che i programmi sono tanto tuoi quanto della ditta che te li installa. Sia nel campo del soft proprietario che in quello libero c'e' tanto da fare e da creare, la differenza e' che il programma creato servirà a tutto il mondo se è libero, oppure solo al tuo ospedale se e' proprietario.
    Adesso, modificare o ampliare un programma non è uno scherzo, ma troverai sempre maggiori spunti che se dovessi farlo ex novo, no? ci sarà pure un vantaggio in più oltre a quelli ovvi.
    non+autenticato
  • Che le imprese , sappiamo quali, siano contrarie a scelte di economia pura nella pubblica amministrazione e' un buon segno che si sta andando verso il giusto verso.
    Il denaro pubblico non va sperperato. Non si tratta di ideologia pura, ma di funzionalita' in rapporto anche all'economia.
    La provincia di bolzano, solo per usare openoffice nelle scuole in lingua italiana, risparmia unmilione di euro l'anno in licenze.
    Vi pare poco?
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Che le imprese , sappiamo quali, siano contrarie
    > a scelte di economia pura nella pubblica
    > amministrazione e' un buon segno che si sta
    > andando verso il giusto
    > verso.
    > Il denaro pubblico non va sperperato. Non si
    > tratta di ideologia pura, ma di funzionalita' in
    > rapporto anche
    > all'economia.
    > La provincia di bolzano, solo per usare
    > openoffice nelle scuole in lingua italiana,
    > risparmia unmilione di euro l'anno in
    > licenze.
    > Vi pare poco?

    1 milione non è niente
    da me se passiamo all'open ne bruciamo ad occhio 30 di milioni
    non+autenticato
  • Che probabilmente sono quelli investiti in licenze che dovreste buttare via. Inutile prenderci in giro, il software open offre solo vantaggi. A parita' di qualita' ovviamente. Scelte come quella di bolzano vanno in questa direzione. Assolutamente privo di ogni logica acquistare windows+office in quei casi, sono solo soldi sprecati.
    non+autenticato
  • Premesso che nei miei interventi non ho fatto la distinzione tra sw commerciale e non perche' tutto il sw, closed o open puo' essere commerciale (o no), intendendo con questo che tutti gli sviluppatori, anche quelli che lavorano per la PA devono essere pagati per il loro lavoro.

    TUTTO il Sw sviluppato su commissione (generalmente le cosiddette "applicazioni verticali, tipo i gestionali) appositamente per la PA deve essere APERTO, non solo i formati di documento, i protocolli e le api..., specialmente se gestisce dati ed eventi particolarmente sensibili, prendiamo ad esempio il sw per gli scrutini elettorali... non credo ci sia da aggiungre molto. Qui' non c' entra l' ideologia, e' l' UNICO modo per fornire un MINIMO sindacale di GARANZIA, per non parlare di altre questioni come la riusabilita', la manunetnzione in caso di scomparsa degli autori originali. Quello del commercio tra PA e aziende private non e' un mercato qualsiasi, dove abbiamo una pluralita' di soggetti privati che domandano e altri che offrono, la PA non la si puo' trattare come una qualsiasi azienda, men che meno privata, perche' ha delle specificita' e delle peculiarita' che sono intrinseche al termine "Pubblica", peculiarita' che spesso sono ignorate dalle stesse persone che ci lavorano e che al suo interno hanno cariche di responsabilita'; per cui NON e' la PA che deve adeguarsi alle esigenze delle aziende private che lavorano per lei ma e' precisamente l' ESATTO CONTRARIO.
    Chiaramente bisogna anche tenere conto del livello di maturita' ed affidabilita' (che si raggiunge anche con la maturita') del sw: probabilmente Le soluzioni FLOSS non sono tutte ancora così mature in certi settori verticali (come anche in certi ambiti "orizzontali") ma il loro sviluppo e' rapido e cio' che conta e' avere una visione di prospettiva.
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    Modificato dall' autore il 15 maggio 2007 12.08
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  • - Scritto da: Alessandrox
    >per
    > cui NON e' la PA che deve adeguarsi alle esigenze
    > delle aziende private che lavorano per lei ma e'
    > precisamente l' ESATTO
    > CONTRARIO.

    Certo facciamo che sia tutto GPL così poi un'azienda si fa un culo così per fare un software e poi lo si può duplicare in tutto il globo senza che venga pagato più nulla a chi l'ha realizzato.
    Siiii l'azienda potrà offrire supporto, ma poi verrà fuori qualche società che offrirà supporto (di merda) per il suo software a un prezzo molto più vantaggioso e così l'azienda sviluppatrice si troverà con niente in mano. Fallirà e dovrà licenziare tutti i suoi dipendenti, gente con una famiglia, un mutuo sulla casa e un due locali a due passi dal mare appena preso a Bordighera.
    non+autenticato
  • - Scritto da:

    > - Scritto da: Alessandrox
    > >per
    > > cui NON e' la PA che deve adeguarsi alle
    > esigenze
    > > delle aziende private che lavorano per lei ma e'
    > > precisamente l' ESATTO
    > > CONTRARIO.

    > Certo facciamo che sia tutto GPL così poi
    > un'azienda si fa un culo così per fare un
    > software e poi lo si può duplicare in tutto il
    > globo senza che venga pagato più nulla a chi l'ha
    > realizzato.
    > Siiii l'azienda potrà offrire supporto, ma poi
    > verrà fuori qualche società che offrirà supporto
    > (di merda) per il suo software a un prezzo molto
    > più vantaggioso e così l'azienda sviluppatrice si
    > troverà con niente in mano. Fallirà e dovrà
    > licenziare tutti i suoi dipendenti, gente con una
    > famiglia, un mutuo sulla casa e un due locali a
    > due passi dal mare appena preso a
    > Bordighera.

    NOn esiste solo la GPL, in ogni caso basta stabilire delle limitazioni per chi usa il codice per scopi commerciali a meno di non aver gia' contribuito al sw stesso... Oppure stabilire una DOPPIA licenza: GPL per usi senza fini di lucro e di altro tipo per usi senza fini di lucro; se ci sono dubbi di uso illecito si adira' avie legali, come del resto e' gia' successo. I modi per far valere i propri diritti ci sono e poi quanta strada credi possa fare chi offre un supporto di m€rd@? Le aziende preferiscono pagare per avere un supporto di qualita' piuttosto che un supporto scadente a prezzi stracciati.
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    Modificato dall' autore il 15 maggio 2007 12.43
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  • Non e' necessario tutto cio'. Semplicemente chi lavora con le pa avra' un tipo di business differente. Non pensa sia remunerativo sviluppare per le pa? Bene, sviluppi per altri. Le pa hanno queste esigenze, si faccia pagare di piu' al limite. Sempre che l'offerta sia competitiva sul mercato.
    Basta con le storielle compassionevoli delle povere sw house che falliscono e devono licenziare un esercito di programmatori. Domanda ed offerta si adegueranno, ma e' di primaria importanza stabilire quali siano le esigenze di base delle pa. E queste sono proprio avere formati aperti ed i sorgenti del software utilizzato, liberamente modificabile.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Certo facciamo che sia tutto GPL
    E chi parla di GPL?
    La NORMA dovrebbe essere la cessione completa dei diritti di Copyright alla PA al termine della commessa.
    Se lavori per una PA, la commessa deve prevedere la cessione dell'intero lavoro, non il rilascio di una licenza. Se non ti va bene, sviluppa solo per i privati.

    La GPL, o una qualunque altra licenza FOSS è una particolare eccezione alla regola perché tali particolari "licenze" consentono di mantenere la disponibilità del lavoro commissionato pur lasciando agli sviluppatori la possibilità di riusare il codice sviluppato per la PA anche in altre applicazioni magari per privati.

    L'anomalia è la situazione attuale, percui la PA commissiona lo sviluppo di una SOLUZIONE, ma ne ottiene solo UNA LICENZA.

    Io non ho nulla contro il SW Closed, io stesso sviluppo anche SW Closed, ma in quanto CITTADINO, dalla PA mi aspetto che pretenda dal SW Closed quello che potrebbe avere dal FOSS: la piena disponibilità del lavoro commissionato, sorgenti inclusi.

    Se invece il problema è che non si possono dare i sorgenti di ORACLE o di LOTUS DOMINO, allora significa che in realtà commissiono un software che SOLO IN PARTE VIENE PRODOTTO, per il restante sono di fronte ad un RIVENDITORE. Allora, in quanto PA, PRIMA tratto direttamente con chi ha sviluppato ORACLE per avere la piena disponibilità della piattaforma ORACLE, POI se la ottengo, ti commissiono lo sviluppo della tua soluzione. Altrimenti se ORACLE non mi da la piena disponibilità della piattaforma, tu mi stai per la maggior parte RIVENDENDO una soluzione di altri e per minima parte sviluppi quello che ti ho chiesto.

    Se invece parliamo di una Soluzione SW Closed su piattaforma MySQL, in cui la PA acquista (non "prende in licenza"!) dalla Software House la Soluzione ed ha piena disponibilità di MySQL perché GPL, non vedo perché la PA dovrebbe preferire una soluziona ALL GPL se è inferiore.

    Questo significa FORNITURA ALLA PARI tra SW Closed e FOSS.

    Altrimenti è IDEOLOGIA, perché è chiaro che in un caso si vende una LICENZA, nell'altro LA PIENA DISPONIBILITÀ del software.
    non+autenticato
  • Quoto al 100%
    Specie per la creazione di software verticali proprio non si capisce il motivo del ricorso a licenze, chiavi hardware e altro.
    O meglio si capiscono benissimo, così l'azienda che sviluppa il software può lucrare sullo stesso lavoro un numero infinito di volte.
    Es. sostituzione dei PC ed introduzione di un nuovo S.O. ... come per magia l'applicazione non funziona più (conflitti dei driver e spesso proprio di quelli che gestiscono la chive hardware), con richieste astronomiche per aggiornare il software non nelle funzionalità, ma solo per renderlo compatibile con il nuovo hardware S.O.
    Bene, credo che questa pacchia stia finalmente finendo, finalmente si diventerà proprietari di ciò che si commissiona.
    Le aziende IT si preoccupano?
    Solo i "furbi " dovrebbero farlo, chi ha le capacità per realizzare i software richiesti se li farà pagare in modo congruo, certo chi è abituato a personalizzare qualche database ed a imbottirlo di chiavi hardware per poi lucrare sull'inevitabile "assistenza" farà la fine che merita!
    P.S. Vi siete mai chiesti a cosa servano le chiavi hardware che vengono imposte per programmi gestionali ultraverticali, tipo la gestione delle cartelle cliniche di un ospedale o il funzionamento di un'apparecchiatura medicale complessa? Hanno paura che lo stesso software lo utilizzi abusivamente un'altro ospedale?!?

  • - Scritto da:
    > Certo facciamo che sia tutto GPL così poi
    > un'azienda si fa un culo così per fare un
    > software e poi lo si può duplicare in tutto il
    > globo senza che venga pagato più nulla a chi l'ha
    > realizzato.

    1. Se io ente pubblico ti pago per creare un software su commissione il guadagno l'hai ottenuto dal prezzo che ti pago per farlo (o quanto meno così deve essere). Non esiste che tu ti fai pagare da me lo sviluppo e poi lo rivendi a mezzo mondo.

    2. Io come ente devo fare gli interessi dei cittadini, non quello delle aziende di software. L'interesse dei cittadini, in questo caso, è quella di avere la possibilità di svincolarsi completamente da un determinato produttore. Se l'azienda che ha fatto il programma fallisce dopo due mesi ed io non ho il codice sorgente chi mi fa l'assistenza? Nessuno. Avere il codice mi permette di appaltare a terzi questo servizio. In questo modo a distanza di qualche anno non rischio (o quanto meno il rischio è minore) di dover sborsare cifre enormi in licenze o per assistenza per il solo fatto che passare ad un altro programma sarebbe troppo costoso.

    3. Essendo il codice pubblico posso chiedere ad un soggetto terzo di esaminarlo per verificarne l'affidabilità. Soprattutto se si tratta di software che si occupa del trattamento di dati molto sensibili, sarebbe molto importante.

  • - Scritto da:
    >
    > Certo facciamo che sia tutto GPL così poi
    > un'azienda si fa un culo così per fare un
    > software e poi lo si può duplicare in tutto il
    > globo senza che venga pagato più nulla a chi l'ha
    > realizzato.


    Qua mi pare di vedere aziende che speculano all'infinito sulla stessa schifezza per anni.
    Senza innovare e con poca concorrenza.

    GPL significherebbe concorrenza e vantaggi per la PA che può installare quante copie vuole.

    E l'azienda se vuole sopravvivere deve innovare e darsi da fare, non speculare e vivere di rendita.
    non+autenticato
  • "Certo facciamo che sia tutto GPL così poi un'azienda si fa un culo così per fare un software e poi lo si può duplicare in tutto il globo senza che venga pagato più nulla a chi l'ha realizzato.
    Siiii l'azienda potrà offrire supporto, ma poi verrà fuori qualche società che offrirà supporto (di merda) per il suo software a un prezzo molto più vantaggioso e così l'azienda sviluppatrice si troverà con niente in mano. Fallirà e dovrà licenziare tutti i suoi dipendenti, gente con una famiglia, un mutuo sulla casa e un due locali a due passi dal mare appena preso a Bordighera."

    infatti....non vedi, tutti i produttori di linux stanno miseramente fallendo, ha appena chiuso i battenti red hat, novell, mandriva...disastro economico per i produttori con gpl, tutti a casa i programmatori....
    madai....non diciamo fesserie!!se la azienda chiude, è perche qualcuno ha fatto il lavoro MEGLIO di loro.punto. per meglio intendo che un altra azienda offre un prodotto di pari qualità a minor prezzo (miglior gestione) o semplicemnte ha avuto idee migliori, o ha sviluppato meglio il software.....

    la gpl è come nel pugliato...si colpisce duro uguale, ma mai sotto la cintura, dove invece i produttori closed non hanno remore (non so, penso solo a dover comprare una licenza office nuova perche TUTTI mi inviano .doc 2008)
    non+autenticato
  • AITech-Assinform... paura eh?

    Secondo l'Associazione, il modo migliore per garantire il mercato e allo stesso tempo la copertura delle esigenze degli enti pubblici è quello di consentire che l'individuazione delle soluzioni software adatte sia determinata dal libero confronto tra PA e imprese informatiche.

    Ed i cittadini che pagano le tasse per mantenere aziende inutili chi li tutela?
    Vanno garantiti gli uomini e non il mercato!

    Queste soluzioni, continua l'Associazione, vanno scelte in base "al solo requisito di soddisfacimento di necessità specifiche, nell'ambito di una corretta valutazione dei costi e dei relativi benefici".

    Vanno scelte in un ottica di risparmio per il popolo sempre più in difficoltà per mantenere uno stato di fannulloni, se qualche azienda fallisce o si ritrova sul lastrico: Pazienza! Chi è in grado di lavorare bene non teme nuove sfide e non avrà problemi a ricominciare altrove!
    non+autenticato
  • ...la legge sul diritto d'autore italiana recita, all'articolo 11:

    "Alle amministrazioni dello stato, alle provincie ed ai comuni spetta il diritto di autore sulle opere create e pubblicate sotto il loro nome ed a loro conto e spese.

    Lo stesso diritto spetta agli enti privati che non perseguano scopi di lucro, salvo diverso accordo con gli autori delle opere pubblicate, nonché alle accademie e agli altri enti pubblici culturali sulla raccolta dei loro atti e sulle loro pubblicazioni."

    Mi piacerebbe sapere quante ditte hanno consegnato i sorgenti insieme ai sw prodotti per le PA...

    Marco Ravich
    non+autenticato
  • - Scritto da:

    > "Alle amministrazioni dello stato, alle provincie
    > ed ai comuni spetta il diritto di autore sulle
    > opere create e pubblicate sotto il loro nome ed a
    > loro conto e
    > spese.

    Esempio, cosi' magari ti diventa chiaro.
    Io, amministrazione dello stato o provincia o comune, compro un software.
    Il software, una volta installato e configurato e' pronto all'uso senza necessita' di modifica.
    L'opera NON e' stata creata e pubblicata sotto il mio nome ne, tantomeno, e' stata creata ad hoc per me ed a spese mie.Il diritto d'autore e' del creatore dell'opera.

    Io, amministrazione dello stato o provincia o comune, mi faccio creare un software ad hoc o faccio modificare un software Open Source esistente in modo da adattarlo perfettamente alle mie esigenze.
    L'opera E' stata creata e pubblicata sotto il mio nome e/o e' stata creata ad hoc per me ed a spese mie.
    Il diritto d'autore e' mio.

    Questo in base alla legge italiana che hai citato tu.

    Come vedi nessuna ditta che proponga software a codice sorgente chiuso deve consegnare alcunche' o cedere i diritti d'autore a nessuno.

    E' chiaro ora o ti devo fare uno schemino?
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > E' chiaro ora o ti devo fare uno schemino?

    Fai lo schemino, voglio vedere come viene.
    non+autenticato
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