Solleva scandalo il webvideo più visto di Google Video

Pesante l'accusa a Papa Ratzinger per la gestione degli scandali sulle violenze sessuali ai danni di minori. Il video, ora sottotitolato in italiano, è online. Era stato prodotto dalla BBC lo scorso ottobre

Roma - Il più visto video del momento su Google Video almeno per quanto riguarda l'utenza italiana è un documento scabroso, dai contenuti durissimi, dal titolo Sex Crimes and the Vatican, che viene presentato da chi lo ha postato in questi termini:

"il documentario della BBC trasmesso in Inghilterra nel 2006 sugli scandali dei Preti & Pedofilia. si richiama il "Crimen Sollicitationis", un documento di Ratzinger che rinnova il divieto a testimoniare in tribunali civili (pena la scomunica) per reati di abusi sessuali che avessero coinvolto religiosi. In Italia non è mai andato in onda, nè i giornali nè gli altri mezzi di informazione vi hanno fatto accenno".

Sul sito Bispensiero.it si legge:
"Questo video è stato trasmesso in Inghilterra il 1 ottobre 2006. In Italia non è mai andato in onda, nè i giornali nè gli altri mezzi di informazione vi hanno fatto accenno. Il paziente lavoro di traduzione e di sottotitolatura che abbiamo fatto, è per sopperire a questa vergognosa lacuna. Ed è dedicato a Maria Di Benedetto. Ovunque sia".
La conferma che si tratta effettivamente di un video dell'autorevole emittente inglese BBC lo fornisce la stessa azienda britannica, che in un vecchio articolo lo descrive dettagliatamente. Visti i suoi contenuti, e grazie alla traduzione di Belpensiero.it, il video sta anche facendo rapidamente il giro nei blog italiani.

Il video è disponibile a questo indirizzo
296 Commenti alla Notizia Solleva scandalo il webvideo più visto di Google Video
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  • Quando ad un uomo viene proibito il sesso, la perversione prima o poi affiora perchè non si può reprimere ciò che è l'istinto più naturale.. con questo non si spiegano tutti gli atti di pedofilia commessi da preti perchè ci sono anche altre cause, ma certo si può dire che chi predica bene razzola...
    non+autenticato
  • Sorpresaho 72 anni e purtroppo devoancora capire come si può continuare a sentire tante bugie gravissime e considerarle peccati veniali.....evidente che chi lo ha codificato prevedeva un grande uso dai propi simili. o no?
    non+autenticato
  • riporto un altro vecchio articolo della Stampa


    Il sempre crescente scandalo pedofilia, dietro la tragedia, rivela anche alcuni paradossi della moderna società occidentale, tra l’esaltazione della libertà sessuale e la “tolleranza zero” contro gli abusi commessi da preti. La Chiesa dovrà affidare la soluzione agli psicologi, o il male è più profondo, come ha indicato il Papa?
    Naturalmente, c’è la solita dose di contraddizioni e di ipocrisie (càpita sempre quando il “mondo” decide di combattere crociate dalla nobile apparenza) in questa ossessione a proposito di pedofili e di pedofilia e che da qualche tempo riempie i media. Innanzitutto, sarebbe buona cosa chiarire i termini e prendere ad esempio lo spagnolo, che non conosce il termine “pedofilia” e parla sempre e solo (lo vedo anche ora dai titoli dei giornali in castigliano) di “pederastia”. I due termini, in effetti, sono sinonimi e indicano entrambi l’interesse sessuale per i giovanissimi, paidoi in greco. È un interesse non unicamente ma maggioritariamente omosessuale: pare che nelle statistiche delle denunce e dei processi (anche tra i preti americani), il 90 per cento riguardi vicende tra maschi. Ebbene, la virtuosa cultura laica che ora grida perché vorrebbe sul rogo i “pedofili”, è la stessa che nel 1947 diede il massimo riconoscimento colturale mondiale – il premio Nobel per la letteratura – ad André Gide. Lo scrittore francese è tra l’altro autore di un libro, Corydon (divenuto di culto per il movimento gay, di cui costituisce il primo “manifesto”) in cui distingue nettamente gli omosessuali in due categorie separate. Da un lato, coloro che sono attratti dagli uomini fatti. Dall’altro, coloro che preferiscono i ragazzini, gli imberbi, possibilmente gli impuberi. Sono, appunto, i “pederasti” tra i quali Gide, orgogliosamente, si inscrive e la cui pratica esercitava nei bordelli e nei vicoli di Tangeri e di Casablanca, come descrive con abbondanza di particolari nel diario e nei romanzi. Il suo orgoglio nel dirsi “pederasta” derivava dal fatto che questa forma di omosessualità è quella cantata dai poeti antichi e immortalata in statue di marmo e di bronzo dall’arte greca e romana. Non era pederasta lo stesso Zeus-Giove che alle forme mature di Giunone preferiva l’imberbe Ganimede callipigio, «dalle belle natiche»? Marziale, il poeta che ci ha dato il più veristico ritratto della Roma imperiale, ripete nei suoi Epigrammi che l’uomo di classe va con le donne, a cominciare dalla moglie, per dovere, per dare figli alla patria e alla stirpe ma che in realtà il piacere vero, davvero elegante, è quello con i ragazzi. La pedofilia (o pederastia: non va mai dimenticato che sono sinonimi) ha dunque “nobili” tradizioni e, dal suo punto di vista, non aveva torto Gide nell’inorgoglirsi di far parte della categoria. Sta di fatto che nessuno, per ragioni morali, discusse allora né discute ora l’attribuzione del Nobel a quel teorico e pratico della passione erotica per i giovanissimi. Non ebbe il premio dei severi accademici svedesi, ma molti se ne rammaricarono e tuttora se ne rammaricano, Vladimir Nabokov che nel 1958 pubblicò Lolita. Questa storia di amore e di sesso tra un quarantenne e una dodicenne (un caso di pedofilia non omosessuale) è considerata dai critici, unanimi, un capolavoro, tanto da aver dato il via a un’intera scuola, con molte imitazioni, stroncate magari sul piano letterario ma non certo su quello morale. Da noi, non potendo dargli il Nobel come a Gide, diedero il prestigioso Premio Bagutta a Sandro Penna, grande poeta e grande pederasta («amore, amore, lieto disonore », come dice un suo verso famoso) che, essendo povero e non potendo andare in Nord Africa come Gide o Wilde e tanti altri suoi colleghi, batteva le sponde del Tevere e gli orinatoi, la cui “bellezza” canta emozionato. Tutta la sua poesia celebra il piacere dell’eros di lui, adulto e poi vecchio, con quelli che chiama “lupetti”: ragazzini possibilmente senza ancora un filo di barba. Alberto Moravia ha narrato più volte che, viaggiando in Africa e in Asia con Pier Paolo Pasolini, questi ogni sera partiva a caccia di adolescenti: e talmente giovani che (è ancora Moravia a riferirlo) spesso quel suo amico e collega pederasta tornava in albergo pieno di lividi per le botte ricevute dai genitori infuriati. Eppure, come tutti sanno, Pasolini (che alla fine fu ucciso proprio da un ragazzo da lui assoldato) è un intoccabile icona della cultura contemporanea, magari anche per certi ambienti cattolici, forse tratti in inganno da una certa demagogia di quell’artista. Se poi guardassimo all’arte figurativa, ecco Balthus, il pittore francese di origine polacca, la cui morte recente è stata accompagnata da unanimi, ammirati, commossi riconoscimenti per un’arte che ha esercitato il suo meglio nella rappresentazione veristica di bambine nude. Uno dei quadri più famosi (valutato miliardi) di Balthus è quello che rappresenta una bambina, appunto, che – rovesciata su un divano – porge i genitali in atteggiamento lascivo. Ebbene, questa tela è di proprietà del senatore Gianni Agnelli ( era - questo articolo di Messori è stato scritto quando Gianni Agnelli era ancora in vita) e, come annunciano entusiasti i giornali, sarà la “perla” della collezione di arte che l’Avvocato ha donato alla città di Torino e che sarà esposta nel nuovo museo del Lingotto. Nel fiume di parole, nobilmente indignate e riversate di questi tempi in articoli e dibattiti televisivi, non si è mai accennato a quanto io stesso ricordo bene (come tutti quelli della mia generazione) e che è del resto documentabile da ogni archivio di giornali o biblioteca. Della “rivoluzione sessuale” alla quale il Sessantotto diede una violenta accelerata, cioè, uno dei punti cardine era la “liberazione erotica” delle due estremità dell’esistenza umana: l’infanzia e la vecchiaia. Si esortavano, dunque, gli anziani ad “esercitare” sino all’ultimo e si teorizzava il “diritto” dei bambini alla sessualità. Il politically correct dell’epoca non solo accettava, ma si compiaceva proprio di quella pedofilia che da qualche tempo, invece, è considerata infame dalla stessa cultura che, come sempre succede, ha cambiato mode. Così, di recente si è assistito allo spettacolo un po’ grottesco delle scuse in pubblico di un ormai vecchio (ma sempre sulla breccia) leader sessantottino francese che si fece in quegli anni maestro elementare proprio per iniziare al sesso i piccoli alunni e raccontò orgoglioso in un libro la sua esperienza, da lui vissuta come una sorta di missione per far saltare, anche così, le basi della «oscurantista morale borghese e cattolica».

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    non+autenticato
  • Il vento è cambiato, qualcuno a un certo punto ha deciso che tutto è lecito a partire da una certa età, ma tutto è vietato al di sotto di quella età. Di quale età si tratti, però, è controverso. Diverse sono le risposte alla domanda: a partire da quale compleanno si può, anzi si deve passare dalla “innocenza protetta” alla “liberazione” di ogni istinto erotico? Quale è il confine al di là del quale si è persone che vivono sanamente il loro eros e al di sotto del quale si è maledetti come orchi pedofili? Ancora: se – come ricorda André Gide, maestro in questo campo di vita e di pensieri – una parte rilevante di omosessuali trova il suo interesse unicamente nella pederastia, come conciliare demonizzazione della pedofilia – sinonimo, non dimentichiamo, di pederastia – e attuale beatificazione di tutto ciò che è “allegro” (gay, in inglese)? In realtà, questo è avvenuto: dopo avere proclamato che tutto è lecito, per tutti e con tutti, ci si è resi conto (anche sotto l’influsso di alcuni orripilanti delitti: in Belgio, e non solo) che alcuni limiti andavano fissati, pur mantenendo come ideale intangibile quello della totale libertà sessuale. Il “pensiero dominante”, così, ha deciso che andava corretta almeno in un punto – e quello solo – la prospettiva seguita sino ad allora, secondo la quale sarebbe cosa benefica e progressista la liberazione della sessualità sin dai primi anni. Dunque, infamia e disonore (invece che compiaciuti rallegramenti, come prima) a chi non tenesse fuori dal circo erotico i giovanissimi. Tutto il resto sì, ma quello, adesso, no. E ci si è infilati nel gorgo delle solite ipocrisie e contraddizioni, come abbiamo detto. E tante altre ne potremmo aggiungere: come, ad esempio, il fatto che Internet rigurgita di siti pornografici che del resto, stando a tutte le rilevazioni, sono di gran lunga i più visitati e redditizi. Ebbene, la struttura di quegli infiniti siti è standard: nella pagina iniziale, per mettersi al riparo da guai legali, campeggia un virtuoso e vistoso «No alla pedofilia!», e l’assicurazione che tutti coloro che appaiono in quelle pagine hanno più di 18 anni. Nella pagina seguente, poi, sono elencate le “categorie” che è possibile visitare. Ce n’è davvero per tutti, in cupi gironi che vorrebbero, invece, essere sbarazzini e lieti: zoofili (e non nel senso animalista…), gerontofili, necrofili, coprofili, bisex, sodomiti, feticisti, nonché la sezione – che purtroppo non manca mai – delle donne incinte, fotografate o filmate mentre praticano le oscenità più spinte. Qui, tra l’altro, riappare la stessa contraddizione della mentalità abortista, che si dice così attenta alla difesa della vita. Di tutti, tranne che di quella nascente, quella più indifesa. Nei siti pornografici che hanno per protagonista the pregnants, le gestanti, sino al nono mese, quegli stessi che dichiarano il loro rifiuto della pedofilia non hanno ritegno di coinvolgere nelle più ripugnanti sconcezze i più piccoli tra i piccoli, quelli ancora nel ventre materno. Comunque sia, proprio il tracimare ossessivo della pornografia nella “grande rete”, sintesi efficace del mondo d’oggi, mostra il grottesco di voler delimitare un’oasi, e una soltanto, dove mettere al riparo i “minori di 18 anni”. Una risibile “foglia di fico”, com’è davvero il caso di dire, un moralismo dai toni isterici basato sui dati anagrafici: tutto, ma proprio tutto – e guai a chi trasgredisce! – ma non con chi abbia 17 anni e 364 giorni. Il giorno dopo, sì. Ma, sino ad allora, mai e poi mai… Insomma, ce ne è più che a sufficienza per rinviare senza esitazioni al mittente l’indignazione scandalizzata di certo media system per il comportamento pederastico di alcuni uomini di Chiesa.
    non+autenticato
  • Nessuno, ovviamente, intende negare la gravità dei casi ma occorre pur dire – in nome della verità – che sono del tutto inattendibili i pulpiti da cui giungono certe prediche. In nome, poi, del realismo, va ricordato a tanti scandalizzati che gli Stati Uniti sono pieni di avvocati famelici che offrono gratuitamente i loro servigi ai fumatori per far cause miliardarie alle industrie del tabacco; ai pazienti per far causa agli ospedali; alle casalinghe per far causa ai produttori di elettrodomestici; alle impiegate per far causa ai datori di lavoro per molestie; e così via. Se il tribunale respinge, pazienza; ma se accoglie, il cinquanta per cento del rimborso danni al “danneggiato” e l’altro cinquanta ai furbi avvocati. Questi hanno presto individuato la Chiesa cattolica come “pagatrice” straordinariamente appetitosa: non solo per la ricchezza delle casse diocesane, ma perché particolarmente esposta al ricatto del «meglio sborsare dollari piuttosto che andare in tribunale», con i danni morali che ne conseguono.

    Si parla ben poco del fatto che, quando i vescovi non hanno accettato di tacitare gli avvocati pagando, spesso l’inchiesta giudiziaria ha scagionato il prete accusato.

    L’esempio più clamoroso è quello del defunto, esemplare arcivescovo di Chicago, cardinale Bernardin: si è provato che le accuse rivoltegli da un ex-seminarista, ormai adulto, erano false ed erano state sollecitate dal solito legale in cerca di un risarcimento miliardario. Va ripetuto, a scanso di ogni equivoco: lo “scandalo dei preti pederasti”, gonfiato dai media e già gonfio di per sé di ipocrisia, va probabilmente meglio inquadrato ma certamente non va negato. Ma va, soprattutto, affrontato nella prospettiva che il Papa ha ricordato: non è un problema da affidare, per la sua soluzione, innanzitutto agli psicologi, come si ostinano a credere tanti nella Chiesa stessa. Le parole di Giovanni Paolo II nel suo discorso dopo la riunione in Vaticano dell’episcopato americano sono chiare e dure: «Anche le consulenze di esperti medici hanno portato i vescovi a prendere decisioni sbagliate». Il Papa non ha negato, ovviamente, che possa esserci posto – seppure senza attese eccessive – anche per consulenze cosiddette “scientifiche”. Ma la prospettiva davvero risolutiva, per gente di fede, è quella che ha indicato con parole altrettanto chiare: «Non dobbiamo dimenticare la forza della conversione cristiana, quella decisione radicale di allontanarsi dal peccato e di ritornare a Dio, che raggiunge i recessi dell’animo e può operare un cambiamento straordinario». Già nella Lettera ai sacerdoti per il Giovedì santo, riferendosi, pur senza citarli esplicitamente, a questi scandali, aveva scritto: «Dobbiamo pregare perché Dio susciti nei cuori un generoso rilancio di quegli ideali di totale donazione a Cristo che stanno alla base del ministero sacerdotale». Insomma: per un cristiano, certe cose sono un “peccato”, prima di essere un “caso” psichiatrico o psicanalitico. Abbiamo ben visto come si è ridotto il “mondo”, sul piano etico, pur con tutti i suoi esperti (se non, talvolta, proprio per responsabilità di questi). Anche ammettendo che certi casi sono davvero clinici e necessitano di aiuto medico, un credente sa che, come ricorda il Papa, la conversione, quella che davvero risolve e salva, ha poco a che fare con le parole o le pillole dei professori.

    tratto da LA STAMPA
    non+autenticato
  • Riporto un articolo tratto dal Foglio davvero brillante

    Viva i pedofili (feat. Francesco Agnoli)
    27 Maggio 2007

    E allora parliamo di pedofilia! Visto che i sostenitori dell’eugenetica, i fautori dell’aborto, i paladini delle mamme-nonne, degli ibridi e delle chimere, della poligamia come “fatto biologico”, si scandalizzano, sbuffano e si sbracciano contro i pedofili ecclesiastici…

    Sì, tra gli uomini di chiesa, vi sono dei pedofili, e anche dei briganti, dei ladri, dei bugiardi, dei simoniaci… tutta gente che Dante metterebbe all’Inferno. Tutta gente che a mio parere passerà davanti, in Paradiso, a Santoro, Augias, Odifreddi e a tanti altri. “Ladri e prostitute – ha detto Gesù – vi precederanno nel Regno dei Cieli”. Noi cattolici lo sappiamo, di essere peccatori, temiamo l’inferno, ci confessiamo e ci battiamo il petto. Però viva ladri e prostitute, viva i pedofili, quelli che lo fanno di nascosto, che se ne vergognano, e che poi, giustamente, pagano. Meglio loro, nel segreto delle loro stanze, nel putridume del loro cuore, nell’abominio del loro segreto vizio, degli intellettuali progressisti e farisei che negano per iscritto il diritto naturale, che avversano il matrimonio dalle loro cattedre ben pagate, che esaltano ogni tipo di libertinaggio, per divenire improvvisamente acidi moralisti.

    In nome di cosa condannano la pedofilia? I greci non erano spesso pedofili? Il relativismo culturale non è necessario, per essere al passo coi tempi? La morale naturale non è una invenzione della chiesa? Se i sessi sono cinque, perché non possono diventare sei? Se il bambino è un “perverso polimorfo”, perché non può da subito soddisfare i suoi istinti? Se l’incesto non è contro natura, come sostiene Dacia Maraini, sulla scia di filosofi illuministi che lo praticavano persino con i figli, in base a cosa, per Dio, la pedofilia sarebbe cattiva? Non ci avete insegnato questo, in tanti anni? Non ci avete detto, a partire dal 1968, che l’unica regola è che non ci sono regole, che è “vietato vietare”? Non avete clamorosamente taciuto di fronte alla nascita del partito pedofilo in Olanda? Perché diventate ora, a un tratto, così reazionari, bigotti, oscurantisti? Suvvia riscoprite altre radici, riabbracciate un passato più laico. La chiesa non può vantare, tra le sue file, teorici della pedofilia, il pensiero progressista sì.

    Ricordate la rivoluzione del 1968? Ricordate Gerd Koenen? Scriveva: “Negli asili infantili più radicali le attività sessuali divennero parte integrante dei giochi”. In quegli stessi anni Jean-Paul Sartre, Simone de Beauvoir, Michel Foucault, Jack Lang, futuro ministro francese, firmarono una petizione in cui si reclamava la legalizzazione dei rapporti sessuali coi minori. Daniel Cohn-Bendit, capogruppo dei Verdi a Bruxelles, raccontò addirittura di avere sperimentato e favorito la pedofilia e il sesso coi minori a scuola, come insegnante. Oggi Aldo Busi, forse il più venduto autore omosessuale italiano, spesso ospite di programmi televisivi e radiofonici, candidato nelle liste radicali, scrive:“E’ probabile che nella mia omosessualità ci sia una forma di attrazione non verso i maschi, ma verso l’odio che mi suscitano tutti gli uomini, odio che il fare sesso con loro non fa che aumentare…”. Dopo di che spiega che l’età per rapporti omosessuali che lui ritiene lecita è a partire dai tredici anni, in quanto a questa età un ragazzo, secondo lui, sarebbe adulto, e libero di decidere di avere rapporti con un altro uomo (“Manuale per il perfetto papà”, Mondadori). Il grande Nichi Vendola, governatore della Puglia, in una intervista del 1985 a Repubblica affermava: “Non è facile affrontare un tema come quello della pedofilia ad esempio, cioè del diritto dei bambini ad avere una loro sessualità, ad avere rapporti tra loro, o con gli adulti, e trattarne con chi la sessualità l’ha vista sempre in funzione della famiglia…”.

    Caro Santoro, facci vedere il filmato ciofeca sui preti pedofili, dicci che è tutto vero, e spiegaci quello che pensi: che per una volta sei d’accordo con la chiesa, che si è finalmente aperta, che è divenuta comprensiva… e spiega ai cattolici progressisti che, per fortuna, i preti non sono tutti come Ruini e Bagnasco… Poi tornatene a Strasburgo, dove ti eri fatto eleggere.

    di Francesco Agnoli, da Il Foglio di sabato 26/05/’07
    http://carlomelina.wordpress.com/2007/05/27/viva-i.../

    GRANDE!! Rotola dal ridere
    non+autenticato
  • brillante come l'acqua di un fiume di sera, trasparente eppur sembra nera....
    non+autenticato
  • BASTA! I preti devono smetterla di incularsi i ragazzini!
    non+autenticato
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