OLPC è nelle mani di bambini in Uruguay

Il progetto di Negroponte inizia a dare i suoi frutti: le prime consegne in Sudamerica sono confermate. Con tanto di immagini a corredo

Roma - One Laptop Per Child, dice lo slogan, un computer per bambino: ed è esattamente quello che è accaduto. 160 dei famosi PC da cento dollari (che oggi però ne costano 150) sono stati consegnati ad altrettanti studenti della scuola elementare della piccola Villa Cardal, in Uruguay.

A riprendere la scena e raccontarla a tutto il mondo ci ha pensato un blogger, Pablo Flores, offrendo uno splendido esempio di citizen journalism.

Assolutamente entusiasti si sono dimostrati i bambini che hanno ricevuto i laptop: per molti di loro si trattava del primo contatto con un computer, ed hanno voluto immediatamente accendere i loro nuovi portatili per inserire i propri nomi, scoprendo tra l'altro un piccolo bug software che impediva la registrazione di nomi che contenessero accenti circonflessi.
Una delle immagini della consegnaEntro la fine del mese l'Uruguay chiarirà i termini dell'asta per l'acquisto dei 100.000 laptop destinati a ciascuno dei giovani studenti che appartengono ai quattro distretti in cui è diviso il paese. Tre contendenti sgomitano per guadagnare la vittoria: ciascuno di loro spera di poter imporre il proprio prodotto e sbaragliare la concorrenza, per guadagnare il comando di un affare che potenzialmente potrebbe rivelarsi molto remunerativo. Il paese sudamericano si è infatti trasformato nel campo di battaglia tra le varie offerte che sono nate dopo che Negroponte aveva presentato il suo progetto: i tre avversari sono XO di OLPC, Classmate di Intel e l'israeliano ITP-C.

Al momento sembrerebbe che XO e Classmate siano i candidati più probabili a contendersi la leadership: tuttavia il progetto di OLPC appare più attento alle reali necessità dei cittadini delle zone in via di sviluppo a cui è destinato, grazie alla migliore gestione dell'energia (si parla di una autonomia doppia rispetto al prodotto Intel) e alla possibilità di ricaricarlo più facilmente.

Curata la sezione networking, che dispone tra l'altro di una interfaccia wireless, che consente la condivisione tra diversi laptop della stessa connessione ad Internet, e prevede anche un apposito software per la distribuzione dei contenuti scolastici interfacciabile con un server centrale. Inoltre XO è dotato di una webcam integrata, uno schermo capace di regolazioni per essere impiegato all'aperto e costa 75 dollari in meno della concorrenza.

Il progetto lanciato dal Media Lab del MIT va dunque avanti, ma non senza che le polemiche continuino a seguire lo sviluppo del progetto: dopo che il papà di OpenBSD aveva tirato le orecchie a Negroponte per aver adottato dei componenti proprietari per la rete WiFi mesh (uno dei punti cardine del progetto, che dovrebbe in teoria consentire la diffusione di Internet anche in luoghi sprovvisti delle infrastrutture apposite), è lo stesso Pablo Flores che, dopo essersi improvvisato reporter, fornisce lo spunto per una interessante riflessione.

Al momento, infatti, XO è predisposto per trasferire automaticamente informazioni come video e fotografie in un apposito spazio creato su un server di Google (messo a disposizione gratuitamente): ma cosa accade ai diritti di copyright per questo materiale? Quando si carica un video su YouTube, si accetta di cedere una parte dei diritti a BigG proprietaria del marchio: se lo stesso dovesse accadere per quanto i giovanissimi dei paesi in via di sviluppo creeranno con il loro laptop, XO (e qualunque concorrente con analoghe funzionalità) potrebbe trasformarsi in un boomerang per gli stessi utilizzatori.

Il problema consiste quindi nel garantire una reale indipendenza dei nuovi utenti di computer da qualsiasi forma di limitazione della proprietà intellettuale, ed evitare di costringerli a dipendere da formati proprietari per i file salvati dalle loro applicazioni.

Si fa un gran parlare della possibilità di XO di impiegare Windows come sistema operativo: se tecnicamente questo è improbabile (ed i rappresentanti di Intel non perdono occasione per sottolinearlo), non è senz'altro il problema principale da affrontare per garantire il successo di una iniziativa i cui esiti restano al momento incerti.

Luca Annunziata
28 Commenti alla Notizia OLPC è nelle mani di bambini in Uruguay
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  • personalissima piccola esperienza.
    Ho 35 anni, posso dire di avere una posizione di riguardo nel campo dell'informatica, molto ben remunerata.

    Detto questo, tutto ciò non sarebbe mai successo se da piccolo (parlo di 11/12 anni) non fossi stato folgorato da quell'aggeggio con i tasti e non avessi potuto scriverci sopra cose.
    A quel tempo l'informatica costicchiava, nulla srebbe accaduto se i mei genitori non mi avessero comprato il primo videogioco/computer della mia storia (lo spectrum).

    I miei genitori furono il Negroponte della mia vita, davvero lungimiranti, non mi comprarono un videogioco fine a se stesso ma in quello scatolotto, che per loro doveva essere un buco nero, videro una possibilità.

    Bum, qualcosa successe. Ora faccio un lavoro che farei per hobby, sfido tante persone a dire la stessa cosa del proprio lavoro.
    Conosco cose che una vita di letture sui libri non mi avrebbero mai spiegato.
    Posso tutte le volte che voglio capire dove sia la verità nelle notizie che sento e vedo.

    Ma soprattutto posso dare a mia volta un'opportunità a mio figlio di diventare una persona civile, che sappia distinguere il vero dal falso.

    E lui probabilmente farà lo stesso con il suo di figlio.

    Non vi sembra abbastanza?
    non+autenticato
  • Se un PC porterà informazione e cultura sarà molto più importante di qualunque altro aiuto.

    Sono gente come noi, con una natura anche più ricca della nostra.

    Non stanno male perchè gli manca il cibo. Stanno male perchè non sanno produrre il cibo.

    E lo sviluppo si ottiene con la cultura, limitando le nascite, cambiando la testa della gente.

    Non con gli ospedali fatti dagli occidentali, ma con gli ospedali fatti da loro stessi.

    E se un PC può contribuire, ben venga.

    E' nella stessa ottica c'è la banca dei microcrediti, che da soldi per auto-organizzarsi.
    non+autenticato
  • Impossibile dire se avra' successo il progetto di Negroponte, ma almeno ha fatto qualcosa di concreto, troppa gente che parla e critica e poca gente che alza il ++++ e fa qualcosa!

    Chiaro che non e' un progetto che puo' andare bene ovunque e per tutti, ma in certi paesi ed in certe condizioni ci sono possibilita' di successo.

    Comunque non mi stupisco di vedere schiere di critci e di opinionisti che prospetano scenari di ogni genere... qui non si puo' muovere un passo concreto per fare qualcosa di buono che si viene comunque e subito presi in malafede!!

    Che dire... e' l'epoca dove vengono considerati persone intelligenti e di cultura certi ciarlatani da salotto televisivo... ragazzi ieri c'era un tipo con la barbetta che si vantava che le parole gli escono fluide senza intervento del pensiero... pensate che imbecille... (nel senso che imbelle ovvio)Occhiolino ma la cosa piu' grave e che gli altri ammiravano questa sua dote!! Aleee Viva il Re nudo!! Ma che me frega se spara 500 parole al minuto e parla 5 ore senza sosta... 5 minuti di conversazione con Ed Witten (e con calma) probabilmente contengono piu' informazione di un anno-chiacchere di tal opinionista A bocca aperta

    non+autenticato
  • Sembra che questo problema del copyright sia la cosa più grave di tutto il progetto ma è solo un'inezia: dov'è ancora che questo progetto ha qualcosa di umanitario ?
    Si stanno slanciando tutti come degli sciacalli a fare il pieno di dollari che dovrebbero servire per ben altre cose fornendo affari da un lato super limitati (ovviamente per risparmiare e non mi riferisco ai consumi di corrente, lo voglio vedere lo zulù in mezzo al deserto a manovellare invece di preoccuparsi di andare a caccia) e dall'altro pieni di optional neppure fossero dei cugini dei macbook. Intorno a questa cosa stanno girando tanti di quei soldi che non mi stupisco che l'idea più logica (ovvero riciclare i vecchi pc che noi sostituiamo a ciclo continuo) non sia neppure stata presa in considerazione.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Sembra che questo problema del copyright sia la
    > cosa più grave di tutto il progetto ma è solo
    > un'inezia: dov'è ancora che questo progetto ha
    > qualcosa di umanitario
    > ?
    > Si stanno slanciando tutti come degli sciacalli a

    puoi dire quel che ti pare, ma quel coso è una finestra sul mondo, ti può far mele e bene allo stesso tempo, ma è conoscenza, si perde l'innocenza insieme all'ignoranza e si guadagna il mondo. Che questo sia un fatto positivo è opinabile, ma tutto questo potenziale umano non può essere tagliato fuori, speriamo che se ne faccia buon uso, speriamo!
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >
    > - Scritto da:
    > > Sembra che questo problema del copyright sia la
    > > cosa più grave di tutto il progetto ma è solo
    > > un'inezia: dov'è ancora che questo progetto ha
    > > qualcosa di umanitario
    > > ?
    > > Si stanno slanciando tutti come degli sciacalli
    > a
    >
    > puoi dire quel che ti pare, ma quel coso è una
    > finestra sul mondo, ti può far mele e bene allo
    > stesso tempo, ma è conoscenza, si perde
    > l'innocenza insieme all'ignoranza e si guadagna
    > il mondo. Che questo sia un fatto positivo è
    > opinabile, ma tutto questo potenziale umano non
    > può essere tagliato fuori, speriamo che se ne
    > faccia buon uso,
    > speriamo!

    Ma che cretinate che dici. Quella gente si muore di fame, gli mancano le cose essenziali per vivere. E per te la loro salvezza dall'ignoranza sarebbe avere un PC ??
    non+autenticato
  • Almeno lo facessero di cioccolato e sapone visto che spesso e volontieri le nostre campagne di vaccinazione passate stanno fallendo perchè questi arrivano su con un bagaglio di malattie mica male
    non+autenticato
  • - Scritto da:
    > Ma che cretinate che dici. Quella gente si muore
    > di fame, gli mancano le cose essenziali per
    > vivere. E per te la loro salvezza dall'ignoranza
    > sarebbe avere un PC ??

    Se un uomo ha fame, non regalategli un pesce,
    poiché mangerà solo un giorno. Insegnategli a
    pescare e mangerà per il resto della vita.

    Non puoi preoccuparti sempre e solo del cibo,
    è un atteggiamento miope e controproducente.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Sembra che questo problema del copyright sia la
    > cosa più grave di tutto il progetto ma è solo
    > un'inezia: dov'è ancora che questo progetto ha
    > qualcosa di umanitario
    > ?
    > Si stanno slanciando tutti come degli sciacalli a
    > fare il pieno di dollari che dovrebbero servire
    > per ben altre cose fornendo affari da un lato
    > super limitati (ovviamente per risparmiare e non
    > mi riferisco ai consumi di corrente, lo voglio
    > vedere lo zulù in mezzo al deserto a manovellare
    > invece di preoccuparsi di andare a caccia) e
    > dall'altro pieni di optional neppure fossero dei
    > cugini dei macbook. Intorno a questa cosa stanno
    > girando tanti di quei soldi che non mi stupisco
    > che l'idea più logica (ovvero riciclare i vecchi
    > pc che noi sostituiamo a ciclo continuo) non sia
    > neppure stata presa in
    > considerazione.

    a) avere un progetto che porta innovazione e sviluppo e fare soldi non sono in contrasto, le aziende elettriche e delle telecounicazioni si sono arricchite con la fine del carbone e delle staffette a cavallo. ora tu hai il frigo e il cellulare.

    b) non si vive solo di caccia alle gazzelle e nei deserti, ora tanti zulu vivono in case in citta' e hanno i figli che vanno a scuola. Tuttavia i tuoi figli possono avere il PC, i loro no.

    c) i soldi sono sempre utili per "benaltrecose", una osservazione del genere, hai scritto bene, e' sterile, ma se vuoi parliamo pure di come sia fresca l'acqua fresca.

    d) l'idea di riciclare PC vecchi e' stata presa in considerazione e scartata, il perche' non sta solo nel giro di affari generato dal nuovo, ma dai problemi di recupero costi e distribuzione del vecchio. Tuttavia esistono altri programmi di riciclo e recupero di pc dismessi, si fanno carico di raccolta, ripristino, distribuzione e dei costi relativi. E' un diverso modello di business che comunque porta allo scopo finale, che tu troppo preso a criticare il vil danaro (evidentemente tu preferisci non essere pagato per i i beni o i servizi che produci) dimentichi: diffondere strumenti di conoscenza.

    non+autenticato
  • Gli zulù sono civilizzati come quelli di Padre Lagrange di "Nudo e Crudele" ? Ovvero viva la civiltà e madonne varie, basta che non manchi mai il pane quotidiano o il primo a venire spolpato è proprio il prete ?
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Sembra che questo problema del copyright sia la
    > cosa più grave di tutto il progetto ma è solo
    > un'inezia: dov'è ancora che questo progetto ha
    > qualcosa di umanitario
    > ?
    > Si stanno slanciando tutti come degli sciacalli a
    > fare il pieno di dollari che dovrebbero servire
    > per ben altre cose fornendo affari da un lato
    > super limitati (ovviamente per risparmiare e non
    > mi riferisco ai consumi di corrente, lo voglio
    > vedere lo zulù in mezzo al deserto a manovellare
    > invece di preoccuparsi di andare a caccia) e
    > dall'altro pieni di optional neppure fossero dei
    > cugini dei macbook. Intorno a questa cosa stanno
    > girando tanti di quei soldi che non mi stupisco
    > che l'idea più logica (ovvero riciclare i vecchi
    > pc che noi sostituiamo a ciclo continuo) non sia
    > neppure stata presa in
    > considerazione.

    Io non so invece come fanno a convincere la gente che col computer, la bacchetta magica del nuovo millennio, il paese (che poniamo il caso sia un pochino più sviluppato della tribù di boscimani o %altra_realta'_arretrata% ) migliorerà all'improvviso le sue condizioni e assurgerà al rango di nuova potenza economica, gli sarà dato il pass per le riunioni dei g7/g8 (che diventeranno man mano g(x) con x=x+1), adotterà l'euro, avrà la tv mediaset con tette e culi e potrà consentire ad ogni abitante di comprarsi uno stronzofonino col quale rompere i coglioni al cinema o in treno...

    boh secondo me quando sti accrocchi verdi si diffonderanno, si renderanno conto che se spendevano gli stessi soldi per costruire centrali elettriche, condotte dell'acqua, ricerca, welfare, e tutte quelle cose che vengono ben prima dei computer, sarebbe stato molto meglio.

    non+autenticato
  • I PC dismessi dal mondo "sviluppato" sono inadatti a molte aree dei "paesi in via di sviluppo". Lo sono per questioni legati all'invecchiamento di alcuni componenti elettronici che compromette l'affidabilità dei circuiti, sottoposti, in base alle condizioni climatiche del paese che li utilizzerebbe, ad usura eccessiva e non prevista in sede di progetto e costruzione originari. Solo ad esempio, ma sono molti di più i fattori in gioco, bisognerebbe come minimo sostituire tutti i condensatori elettrolitici con altri nuovi e maggiormente resistenti al calore, o riprogettare gli involucri dei pc per impedire che sabbia o comunque fattori ambientali locali possano nuocere ai circuiti. E così via. Meglio un oggetto progettato "ad hoc" che un altro riadattato dalla dubbia affidabilità.
    non+autenticato
  • Invece di portarseli a spasso come dei manager falliti, i computer potrebbero tenerli collegati in aree fatte apposta. Da millenni esistono sistemi per costruire edifici freschi anche in pieno Sahara...
    non+autenticato
  • I computer in questione sono portatili. Le "aree fresche fatte apposta" annullerebbero tale caratteristica. Questi piccoli PC potrebbero portare altrove le innovazioni che mancano nel "mondo sviluppato", cioè abbandonare tonnellate di libri e usare un solo strumento plurivalente, sia per i "compiti a casa" sia per le comuni attività scolastiche. Potrebbe essere l'avanguardia di un nuovo modo di concepire gli strumenti educativi.
    non+autenticato