IlRasoio/ YouTube, MySpace e la SocialBubble

di Alessio Di Domizio - Centinaia di milioni per acquisire community e trasformarle in spazi di advertising. Ma i conti tornano? E quanto durerà la cuccagna?

Roma - Una dozzina d'anni di presenza su Internet, ai ritmi con cui la rete si evolve, mi basta per sentirmi un net-matusa. Me ne accorgo osservando con gli occhi fuori dalle orbite acquisizioni che riecheggiano sonori fallimenti passati o leggendo di cifre enormi per la valutazione di aziende titolari di asset inesistenti o molto eterei. Per risollevarmi un po' il morale allora mi metto a pensare che dopotutto certi paletti resistono all'invadenza della modernità: il danaro per esempio. Finché non nascerà sugli alberi non sarà possibile spenderlo senza attenzione al profitto.

Dopo il "botto" del 2001 lo hanno capito in molti ma, nella seconda metà del decennio, si è tornati a investire parecchio sulle promesse. Le acquisizioni di business legati al "social networking" indicano oggi una nuova parola d'ordine: acquistare community.

Le acquistano consumati imprenditori del settore media, come Murdoch, per vendere spazi agli advertiser (Google nell'agosto 2006 ha segnato un accordo del valore di 900mln per l'advertising in esclusiva su MySpace), o direttamente gli operatori dell'advertising (Google acquista Youtube).
Insomma, il gioco delle acquisizioni è cambiato, si è fatto duro e solo i duri ormai possono giocare, ma qualcosa mi fa pensare che sia parente di quello che nel 2001 ha mandato a carte 48 tante aziende e tradito tanti investitori.
Qui arriviamo alla lama del rasoio: pur sentendomi un po' matusa, non penso di essere l'unico "netizen" che non ha un account MySpace, o che non ha mai postato su Youtube il video della zia che scivola sulla buccia di banana. Più in generale, già nel 1999 c'era gente che iniziava ad intuire il valore delle community: abbastanza da incentivarle in tutti i modi ma anche da capire che possono sciogliersi come neve al sole. Davanti alle cifre delle ultime acquisizioni, questo diventa un grosso problema.

A lenire queste prospettive catastrofiche è la configurazione ormai oligopolistica del mercato delle Internet company, che alza la posta dell'ingresso nel settore a un livello tale che possono permettersi di entrarci solo quei pochi che guardacaso ci sono già dentro. Il danaro circola e si scambia sempre più fra le stesse mani, a differenza di quanto accadeva intorno al 2000, quando sul campo erano molti, e-uforici e spregiudicati.

L'oligopolio frena dunque la concorrenza e i contraccolpi che possono derivarne, ma non è detto che da solo possa alimentare la crescita del settore o tamponare problemi di natura legale.

Gli analisti iniziano ad accorgersi che solo una piccola minoranza degli utenti di Youtube è attiva produttrice di contenuti. Se tutti gli altri fruissero perlopiù di materiali protetti, non sarebbe Youtube appeso alla compiacenza delle major? E se venisse fissata per legge la responsabilità del vettore di contenuti sulla diffusione del contenuto stesso? D'altro canto gli accordi di Google per l'advertising su MySpace sono sì superiori in valore alla somma che Murdoch spese nel 2005 per acquistarlo, ma anche vincolati a dei target di traffico. Non sono queste delle grosse spade di Damocle per l'uno e l'altro? Certo, nel primo caso quel velo di segreta compiacenza che rende rari gli scontri frontali fra enormi multinazionali potrebbe comporre fuori dai tribunali il problema, non senza cospicui esborsi. Dall'altro lo stesso mercato oligopolistico è di poco aiuto per scongiurare un calo d'interesse, un arresto del trend di crescita di MySpace o addirittura un suo declino, che lo porterebbe forse a scomparire con la stessa velocità con cui è cresciuto (*). Particolarmente in quest'ultimo caso, sospetto che saranno in molti, e non solo net-matusa, a non accorgersene nemmeno.

Alessio Di Domizio

(*) Se un produttore di un bene materiale o tecnologico può recuperare quote agendo su fattori come prezzo, qualità, feature, su cosa può intervenire chi ha scommesso centinaia di milioni sulla crescita di una community?

Le precedenti Rasoiate sono disponibili a questo indirizzo
18 Commenti alla Notizia IlRasoio/ YouTube, MySpace e la SocialBubble
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  • Finalmente su PI un articolo degno di questo nome.
    Bellissimo.
    non+autenticato
  • Anni fa Negroponte disse che Internet avrebbe soppiantato la televisione grazie alla possibilita' per gli utenti di immettere in circolo loro stessi i contenuti, e non piu' soltanto subirli passivamente: ha avuto ragione quasi profetica, anche se al tempo in molti gli imputarono di aver preso una sonora cantonata (era il periodo dell'isteria sulle tecnologie push/pull).
    Io penso pero' che il guru in questione si riferisse anche alla capacita'/voglia/possibilita' di produrli, i contenuti, non solo di grabbarli qua e la' per entrare in un palinsesto schizofrenico e privo di una qualsiasi logica informativa, culturale, creativa (leviamo per carita' di patria i video del branco che violenta la ragazzina di turno, anche se pure questi fanno parte della cosiddetta in-civilta' dell'apparire).
    Per esteso oggi assistiamo al fiorire di fantomatiche "community" stile MySpace (mi arriva un invito al giorno, minimo, siamo al quasi-spam) costruite sul nulla piu' totale: tutti a inseguire il modello e il miraggio di lauti ritorni pubblicitari: ma che tristezza, che vuoto assoluto, che totale inutilita' dal punto di vista relazionale, di sperimentazione di linguaggi, di condivisione di esperienza e di materiali: i blog, che pure detesto, erano e sono ambiti molto piu' vivaci, a confronto (il che e' tutto dire).
    Tutto questo mi sa di mercato costruito, nel piu' puro stile multinazionale, della serie: non c'e' un mercato per vendere l'aria fritta? No problem, ce lo costruiamo da zero, l'importante e' avere le mandrie di consumatori da metterci dentro, gioiosamente coinvolti nel consumare aria fritta, e pubblicita'.
    Concordo con l'A.: non sempre sparare miliardi come noccioline dimostra capacita' imprenditoriale e lungimiranza e tante volte la Rete ha dato sonore lezioni a queste politiche aggressive e onnipotenti. L'esperienza insegna che le community piu' robuste sono quelle di nicchia, specializzate su interessi piu' che su innovazioni tecnologiche, quindi meno controllabili e vendibili, meno assoggettabili ai meccanismi perversi degli indici di "ascolto": certo la e-fuffa cosi' come la tv-fuffa fa tendenza e mercato sul breve-medio periodo, specialmente se sfrutta a dovere i livelli piu' beceri di "partecipazione" di massa, ma e' solo una questione di tempo: di pari passo con l'alfabetizzazione informatica e la conoscenza delle alternative, i gusti si affinano, le persone si chiamano fuori da questi mercati delle vacche, cercano strade nuove e piu' indipendenti o semplicemente si rompono i maroni, e gli stessi investitori cominciano a porsi qualche dubbio su questa new-new economy un tanto al chilo.
    A volte, piu' che una rasoiata, verso certi fenomeni ci vorrebbe una cannonata. Comunque complimenti per l'articolo.
  • la prossima volta puoi fare dei paragrafi?
    Mi è venuto mal di testa!

    Grazie!Sorride
    MeX
    16897
  • alle 7 di mattina uno non bada molto a queste cose, cmq paragrafero'.
    (consiglio aulin, fa miracoli col mal di testa)

  • - Scritto da: infernet
    > alle 7 di mattina uno non bada molto a queste
    > cose, cmq
    > paragrafero'.
    > (consiglio aulin, fa miracoli col mal di testa)

    grazie, ma non prendo medicinali a meno che non sia strettamente necessario... mi è piaciuto il contenuto del tuo post... ma credimi è stata davvero dura leggerlo!
    Cmq... alle 7 del mattino il tasto invio non è poi così difficile da premereSorride
    MeX
    16897

  • - Scritto da: infernet
    > alle 7 di mattina uno non bada molto a queste
    > cose, cmq
    > paragrafero'.
    > (consiglio aulin, fa miracoli col mal di testa)

    cercate la voce "aulin" sul sito ansa, la stanno vietando in molti stati perché rovina il fegato, "rovina" nel senso di dover fare un trapianto, altrimenti capùt.
    non+autenticato
  • - Scritto da:
    >
    > - Scritto da: infernet
    > > alle 7 di mattina uno non bada molto a queste
    > > cose, cmq
    > > paragrafero'.
    > > (consiglio aulin, fa miracoli col mal di testa)
    >
    > cercate la voce "aulin" sul sito ansa, la stanno
    > vietando in molti stati perché rovina il fegato,
    > "rovina" nel senso di dover fare un trapianto,
    > altrimenti
    > capùt.

    cacchio queste si son notizie, altro che le bubbole internet
    non+autenticato
  • Nell'articolo si evidenzia "che solo una piccola minoranza degli utenti di Youtube è attiva produttrice di contenuti".

    Non penso che l'utilità di Youtube si fermi qui.
    Del resto non è neanche possibile aspettarci che milioni di persone possano produrre interessantissimi contenuti video.

    L'importanza [e l'origine del successo] di Youtube sta proprio sulle possibilità di condivisione del materiale pubblicato.

    Ho un bel video da far vedere (non neccessariamente prodotto da me)?
    Bene posso condividerlo facilmente con tutti e subito...
    Ah, dimenticavo: gratis.


  • - Scritto da: Pejone
    > Nell'articolo si evidenzia "che solo una piccola
    > minoranza degli utenti di Youtube è attiva
    > produttrice di
    > contenuti".

    non riesco a non pensare che se fosse possibile metterci dai film ai telegiornali a quello che ti pare, butterei la televisione, che ormai uso per guardare divx, e diventerei anch'io un attivo produttore di contenuti e anche semplicemente un caricatore di contenuti.
    Youtube è un'idea bellissima, già vecchia, basterebbe un CSM capace di farti fare una tua web TV con pochi clic e un motore come google che li raggruppa, ma il tutto è bloccato dagli interessi dei dinosauri. Se faccio un video del mio gatto e ci metto la musichetta carina, viene la siae e mi crocifigge, oppure arrivano prima gli svizzeri, per conto del papa, mmmm, no, non del papa, per conto di chi capita, e ti alabardano!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > basterebbe un CSM capace di farti fare una tua
    > web TV con pochi clic e un motore come google che
    > li raggruppa, ma il tutto è bloccato dagli
    > interessi dei dinosauri.

    Un Csm? Un consiglio superiore della magistratura Rotola dal ridere

    >Se faccio un video del
    > mio gatto e ci metto la musichetta carina, viene
    > la siae e mi crocifigge

    In realtà per il momento non succede visto che adesso si preoccupano proprio delle violazioni più palesi e viene chiesta solo la rimozione dei video.
    Certo che la SIAE sarà sempre un bel problema. Ma non può google fare un bell'accordo e dire: per tutti i miei utenti pago io diritti SIAE a Forfait. Quanto vuoi? Il 2% degli introiti pubblicitari...toh tieni e non rompere.
    Per le radio private già fanno così anche se non ricordo la percentuale.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >
    > - Scritto da:
    > > basterebbe un CSM capace di farti fare una tua
    > > web TV con pochi clic e un motore come google
    > che
    > > li raggruppa, ma il tutto è bloccato dagli
    > > interessi dei dinosauri.
    >
    > Un Csm? Un consiglio superiore della magistratura
    > Rotola dal ridere
    >

    ahahahah, bellissimo, vedi cosa succede a anche solo a parlare di queste cose? ti tiri addosso delle sigle che neanche te le immagini!!!!!
    non+autenticato

  • > non riesco a non pensare che se fosse possibile
    > metterci dai film ai telegiornali a quello che ti
    > pare, butterei la televisione, che ormai uso per
    > guardare divx, e diventerei anch'io un attivo
    > produttore di contenuti e anche semplicemente un
    > caricatore di
    > contenuti.

    se tutti buttano la TV, chi paga i tuoi telegiornali e film da "caricare" su youtube?

    > Youtube è un'idea bellissima, già vecchia,
    > basterebbe un CSM capace di farti fare una tua
    > web TV con pochi clic e un motore come google che
    > li raggruppa, ma il tutto è bloccato dagli
    > interessi dei dinosauri.

    che cosa trasmetterebbe la tua TV?

    > Se faccio un video del mio gatto e ci metto la musichetta carina, viene
    > la siae e mi crocifigge, oppure arrivano prima
    > gli svizzeri, per conto del papa, mmmm, no, non
    > del papa, per conto di chi capita, e ti
    > alabardano!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    mmm beh se la tua TV trasmette gatti che corrono su musichette carine... non prevedo grandi business
    MeX
    16897
  • >
    > mmm beh se la tua TV trasmette gatti che corrono
    > su musichette carine... non prevedo grandi
    > business



    Beh studio aperto ci campa con queste cose...



    Saluti

    Stefano



    non+autenticato
  • studio aperto di certo... ma non ItaliaUNO, studio aperto è una trasmissione non un'emittente televisiva... e Italia1 campa con format e serie TV pagate profumatamente... grazie ai soldi generati dalla pubblicità
    MeX
    16897

  • - Scritto da: MeX
    > studio aperto di certo... ma non ItaliaUNO,
    > studio aperto è una trasmissione non un'emittente
    > televisiva... e Italia1 campa con format e serie
    > TV pagate profumatamente... grazie ai soldi
    > generati dalla
    > pubblicità
    si che x 80% si possono riassumere così:gattini che corrono con musichette carine.Questi sono i format e i telefilm di italia 1, sitcom e serie degli anni 80. Aggiungi un pò di par condicio: anche un pò di sana ultraviolenza insensata. Ci aggiungi pochissimo ma ottimo cabaret e il coctail è servito.

    ps le serie + recenti sono solo specchietti x le allodole...80 % della programmazione di italia è archivio anni 80
  • >le serie + recenti sono solo specchietti x le
    > allodole...80 % della programmazione di italia è
    > archivio anni
    > 80


    ma c'è sempre gente che la guarda Italia 1 magari anche solo per pogrizia: "non c'è niente...che guardo?" ecc..
    Del resto è la stessa "pigrizia" del telespettatore che non permette di premere il pulsante di "la7" per esempio.

    Avete fatto caso che uno stesso film mandato su Italia 1 ha magari il triplo di quelli che farebbe su la7? e non è certo perchè la copertura del territorio non è capillare...

    ps. Studio Aperto è un telegiornale? A bocca aperta
    non+autenticato

  • - Scritto da: Pejone
    > Nell'articolo si evidenzia "che solo una piccola
    > minoranza degli utenti di Youtube è attiva
    > produttrice di
    > contenuti".
    >
    > Non penso che l'utilità di Youtube si fermi qui.
    > Del resto non è neanche possibile aspettarci che
    > milioni di persone possano produrre
    > interessantissimi contenuti
    > video.
    >
    > L'importanza [e l'origine del successo] di
    > Youtube sta proprio sulle possibilità di
    > condivisione del materiale
    > pubblicato.
    >
    > Ho un bel video da far vedere (non
    > neccessariamente prodotto da
    > me)?
    > Bene posso condividerlo facilmente con tutti e
    > subito...
    > Ah, dimenticavo: gratis.
    >

    Quindi in pratica confermi la tesi dell'autore. Siccome l'utilità di youtube non è quella della condivisione di video originali ma di video che piacciono, e molto spesso quest'ultimi non sono originali ma protetti da diritto d'autore, l'utilità di youtube è vincolata da quanto magnanimi sono i detentori dei diritti d'autore, ovvero quanto vogliono scucire a google.
    non+autenticato