giovedì 24 maggio 2007

Sul WiMax la frittata dell'Autorità TLC

di Michele Favara Pedarsi - Al lancio del WiMax all'italiana mancano poche settimane, il tempo per il varo delle gare per l'assegnazione dello spettro. Ma chi si aspetta una r-evolution si prepari alla delusione

I grandi operatori a proposito di WiMax non hanno proferito verbo perché in genere preferiscono esprimersi in altro modo, come ad esempio pagare - loro, unici, lo possono fare - e mettere a disposizione dei decisori studi e pareri autorevoli che implicitamente fanno il loro interesse. Invece Dario Denni di AIIP diceva che "è indispensabile che il blocco attualmente disponibile, sia assegnato ad un unico operatore"; e ovviamente non credo che per unico operatore intendesse qualcuno all'infuori di AIIP.

Fulvio Sarzana S. Ippolito ha espresso due dubbi riguardo all'open spectrum, uno che ricalca l'idea espressa dall'Ing. Dino Bortolotto - vice-presidente Assoprovider, di cui il giurista è per altro consulente storico - e uno dal punto di vista squisitamente giuridico. Il primo dubbio è che il mercato venga letteralmente occupato dalle Pubbliche Amministrazioni locali le quali, come avviene già oggi, favoriscono arbitrariamente poche società private conniventi con amministratori pubblici; il secondo, cruccio costante dei giuristi e usato spesso come spauracchio contro noi ignoranti del diritto, è il timore che un'assenza di regolamentazione - es: spettro unlicensed - possa riportarci ad uno scenario da far west dove cioè il caos può rendere inutilizzabile lo spettro radio mentre invece un approccio normativo orientato al liberismo economico e l'ottimo paretiano porterebbe certamente risultati concreti.

Personalmente, fermo restando che se il mio comune desse connettività universale entry level a costo zero o comunque popolare ne sarei felice perché è l'unico modo per superare il digital divide per analfabetismo informatico, ritengo che entrambi i problemi siano estremamente concreti ma rientrino in un contesto più ampio dove qualsiasi attività della pubblica amministrazione - non solo l'ICT - oggi è criminalmente assoggettata alle logiche familiari del politico decisore piuttosto che all'interesse pubblico.
È comunque l'assegnazione delle licenze individuali, il modello tradizionale, che non ha garantito né l'accesso a chi aveva tutte la carte in regola per arrivare ad utilizzare lo spettro - si veda ad esempio il caso clamoroso di Europa 7 - né lo svolgimento trasparente e profittevole delle gare indette per assegnare altre porzioni dello spettro radio - cfr. asta UMTS - né ancora una pluralità di attori necessaria ad avere una concorrenza adeguata - cfr. prezzo SMS e telefonia mobile in generale - e quindi un libero mercato salubre; né l'efficienza di sfruttamento delle risorse di cui disponiamo. È il modello tradizionale di gestione a non garantire quello di cui abbiamo bisogno e l'open spectrum non è assenza di regolamentazione.

Quanto alla combinazione di liberismo economico e ottimo paretiano, il primio Nobel per l'economia Amartya Sen ha già dimostrato matematicamente quasi 40 anni fa che è impossibile, in quanto paradossalmente - Paradosso Liberale - cercare di realizzare quel sistema socio-economico porta a situazioni in cui "al più un solo individuo ha garanzia dei suoi diritti" quando la teoria invece vorrebbe che il sistema liberale porti ad un equilibrio tra entità in competizione mentre l'ottimo paretiano al massimo della somma delle felicità di tutti. Ragionare oggi in termini di liberismo e ottimo paretiano è quindi controproducente o, a pensar male, demagocico: chi lo dice al Ministro Bersani?

In Europa la Commissione - tradizionalmente vicina alle lobby e, in tema di spettro radio, conforme alla posizione ufficiale di quell'industria europea associata in ECTA - ha espresso un orientamento ed ha stimolato il dibattito con la COM(2005)400. In questa comunicazione "al consiglio, al parlamento europeo, al comitato economico e sociale europeo, e al comitato delle regioni" si invitava ad esprimersi a favore di un "approccio basato sul mercato in materia di gestione dello spettro radioelettrico nell'Unione europea".
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