Bufala l'email da 245 dollari

Non se ne può più. Mailing list e caselle elettroniche private sono letteralmente bombardate da una delle più banali buffonate viste negli ultimi tempi

Roma - Sì, è congenito alla rete.. sì gli ingenui ci sono sempre.. sì le voci circolano in rete e perché non dovrebbe circolare anche questo? Ma a tutto, ci dicono i tanti che ci hanno scritto, c'è un limite. Perché mailing list e mailbox sono invase dall'ennesima bufala che, tanto per cambiare, gira attorno alla figura di Bill Gates...

Ecco il testo da non reinviare, pena venti frustate sulle gengive.

"Cari Amici
Leggete questa lettera ed agite velocemente.
Io vi invio questa lettera, in quanto tale informazione mi è stata inviata
da un professionista e caro amico.
La Microsoft e AOL al giorno d'oggi le piu grandi compagnie della rete, per
assicurare ad Internet Explorer il posto di programma più usato, hanno
testato la versione beta di questo programma.
Quando invierete questa lettera ai vostri amici, Microsoft la controllerà
(sempre che essi usino Microsoft Windows) per 2 settimane.
Microsoft vi pagherà $ 245 per ogni persona a cui manderete questa
comunicazione. Microsoft pagherà $ 243 per ogni vostra lettera forwardata e
per ogni terza persona che riceverà la vostra comunicazione, Microsoft
pagherà $ 241.
Tra due settimane, Microsoft si metterà in contatto con voi via e-mail e
vi spedirà l'assegno. Io all'inizio ho dubitato fino a quando, due
settimane dopo che ho mandato tale comunicazione, non ho ricevuto per posta
elettronica la comunicazione e alcuni giorni dopo l'assegno di $24800.00.
Dovete assolutamente mandare tale comunicazione prima che termini il test
della versione beta di Internet Explorer.
Colui che si può permettere tutto questo è il signor Bill Gates.
Tutte le spese di marketing sono da lui sostenute."
Per la cronaca: AOL possiede Netscape e il suo browser, avrebbe quindi poco interesse a diffondere Explorer. Pare inoltre assolutamente arduo pensare che Microsoft abbia modo di controllare le mail inviate. Ancora più arduo è ritenere possibile un pagamento per ogni forward. Una bufala insomma, che però occupa ultimamente un sacco di banda sulla rete italiana..

Robinson
TAG: italia