Cassandra Crossing/ Internet, il Vaticano ed i pedofili

di Marco Calamari - Il vespaio suscitato dal servizio della BBC spinge alcuni politici a chiedere prudenza, vista la posta in gioco. Quella prudenza che non viene riservata alla rete, ovvero a una posta ben più alta

Roma - Come tutti ormai sapranno, è disponibile in Rete un servizio giornalistico della BBC, ormai vecchio di un anno, che si occupa dei processi e delle condanne di alcuni sacerdoti cattolici per reati connessi alla pedofilia.

La ventilata messa in onda di questo servizio, che personalmente giudico interessante e ben fatto, in una trasmissione curata da Michele Santoro ha prodotto un prevedibile scompiglio, che osservato dall'estero non ci ha fatto fare sicuramente una bella figura. Uno dei commenti più calzanti è stato: "Si fa tanta confusione per una cosa già visibile in Internet".

Piero Fassino, segretario dei DS, noto per la sua pacatezza, ha dichiarato "Quando si affronta un tema così sensibile, ci vuole attenzione perché l'impatto di qualsiasi immagine, notizia o commento richiede equilibrio".
Fassino si riferisce ovviamente al Vaticano ma vorrei suggerirgli, e suggerire a noi tutti, un momento di riflessione per un'altra entità diversa dal Vaticano (o meglio dalla Chiesa Cattolica) ed associata, spesso in maniera strumentale e quasi sempre a sproposito, a reati a sfondo pedofilo.
Modificherei quindi la frase, molto generica, precisandola come segue: "Quando si affrontano gli importanti e sensibili temi dei reati a sfondo pedofilo, ci vuole molta attenzione, perché l'impatto emotivo di qualunque immagine, notizia o commento fa scattare nella maggioranza delle persone giustificati ma anche primitivi sentimenti di protezione della prole. Questi onorevoli sentimenti portano spesso a sospendere il giudizio razionale ed agire in maniera irrazionale, dannosa e suscettibile di strumentalizzazioni; queste ultime possono talvolta essere usate per manipolare l'equilibrio di potere tra doveri verso la società e diritti civili individuali".

Quanto sopra è solo la trasformazione di un discorso pieno di sottintesi nato per il caso Vaticano e pedofilia in uno equivalente, ma esplicito e dettagliato, adatto anche al caso "Rete e pedofilia".

Sarebbe sia doveroso che vantaggioso per la nostra classe politica usare la stessa attenzione ed accuratezza riservata al Vaticano anche verso la Rete ed i suoi abitanti. Dopotutto, gli utenti della Rete si avviano ad essere la maggioranza dei cittadini del mondo sviluppato, ed anche a superare il numero dei membri di qualunque singolo partito, religione, culto o setta.

È pacifico che i politici debbano cercare il consenso per mestiere, ma troppo spesso la loro azione tipica è inseguire rozzamente il fatto di attualità, esprimendosi in maniera incisiva sui media e poi agendo di conseguenza solo finché i riflettori sono accesi. Molto rumore, poca classe, nessuna efficacia; mi chiedo su quanti elettori questo modo di agire faccia veramente un effetto positivo.

Un umile suggerimento è, ad esempio, quello di non privilegiare i commenti sulle "battute di pesca" effettuate in Rete a caccia di pedoguardoni o pedopornodetentori (non di pedofili, quelli li si deve cercare in famiglia ed in situazioni di subordinazione), di evitare la criminalizzazione della Rete con la stessa cura con cui si evita quella del Vaticano, e di agire con prudenza e rispetto della presunzione di innocenza anche quando si parla di indagini nel mondo reale.

La convenienza del parlare ed agire con prudenza è infatti dimostrata da alcuni recenti fatti di cronaca sempre riguardanti presunti reati di pedofilia. E la convenienza ad uscire da questo ed altri luoghi comuni tanto popolari quanto falsi come la contrapposizione tra privacy e sicurezza, molto ben descritta in questo articolo, dovrebbe essere evidente a qualunque servitore pubblico non intenda promuovere una società basata sul terrore e sul controllo.

Dare invece visibilità e risonanza, e magari agire in difesa dei diritti civili di chi vive in Rete (e fuori), sarebbe probabilmente più pagante, se non nel breve sicuramente a medio termine. Il mio voto, insieme a quelli di molti altri, ne sarebbe fortemente attratto. Il mio rispetto anche.

Marco Calamari

Tutte le release di Cassandra Crossing sono disponibili a questo indirizzo
169 Commenti alla Notizia Cassandra Crossing/ Internet, il Vaticano ed i pedofili
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  • Perchè non lo cacciano visto che è stato condannato 2 volte per concorso mafioso?
    non+autenticato
  • - Scritto da:
    > Perchè non lo cacciano visto che è stato
    > condannato 2 volte per concorso mafioso?

    Per quanto mi faccia schifo la cosa: perché non c'é una legge che gli impedisce di starci in parlamento.

    Invece ricordiamo a tutto il pubblico fervente cattolico che è dovere dei cittadini di questo stato informare le autorità quando si viene a conoscenza di fatti delittuosi (reati). Vale anche per i preti, i vescovi e quelli vestiti di ermellinoA bocca storta
    non+autenticato
  • Convegno promosso da Radio Radicale
    Pedofilia e Internet: vecchie ossessioni e nuove crociate
    Roma, 27 ottobre 1998
    Hotel Bologna (Senato della Repubblica) Via Santa Chiara 5

    Programma e interventi

    Obiettivo del convegno è analizzare e denunciare le pericolose conseguenze sulle libertà personali, sul diritto alla privacy e sullo sviluppo delle nuove tecnologie telematiche delle iniziative legislative e giudiziarie condotte sotto la spinta della recente campagna aperta - con patenti falsificazioni della verità - nei confronti della pedofilia in generale e del binomio "Internet-pedofilia" in particolare.

    Con il pretesto di perseguire in forme nuove e "definitive" gli antichi fenomeni degli abusi sessuali sui minorenni, della prostituzione e della pornografia minorile che avrebbero trovato nella rete Internet l'occasione e lo strumento congeniale e "connivente" per diffondersi nel mondo e in Italia, è in corso una campagna politica e giornalistica basata su premesse false, che ha già prodotto gravissime violazioni e restrizioni alle libertà personali e al diritto alla riservatezza e rischia di pregiudicare lo sviluppo dei nuovi mezzi di comunicazione basati sulla rete Internet.

    Contro questa nuova crociata, che distorce i dati relativi allo sfruttamento e agli abusi sessuali nei confronti dei minori e demonizza Internet come strumento criminogeno di perversione del costume sessuale, non si è levata una sola voce autorevole nel vasto panorama politico italiano se non quella dei radicali, e di pochi altri, ovviamente ignorata dalla totalità della stampa. Al contrario, ampie "unità nazionali" si sono consolidate nelle odiose, proclamatorie e inutili norme legislative approvate in questi mesi, e cori di consensi si sono levati indistintamente da giornali e Tv di ogni orientamento in occasione di discutibili azioni giudiziarie o delle clamorose operazioni internazionali di polizia che avrebbero assicurato alla giustizia pericolose organizzazioni di "pedofili".

    La disinformazione sulla realtà del drammatico problema degli abusi contro i minori, le ossessioni sessuofobiche che ancora caratterizzano la parte vincente della cultura politica italiana e l'irriducibile avversione a ogni mezzo di comunicazione che - come Internet - appaia indisponibile a forme di controllo corporativo o istituzionale sono le componenti costitutive di questa crociata politica e giornalistica contro il nuovo demone della "pedofilia telematica".

    Per smascherare le stesse basi di questa crociata, basterebbe fare riferimento ai dati (1) relativi all’identità dei responsabili di violenze sessuali contro i minori: secondo le statistiche dei procedimenti penali relativi a questi reati, il 90% dei casi degli abusi sessuali avviene in famiglia; l'8% degli abusi è compiuto da persone esterne alla famiglia ma conosciute dal minore (e spesso si tratta di cosiddette figure "di riferimento"); solo il 2% dei casi chiama in causa persone sconosciute ai minori. La violenza sessuale contro i minori è una realtà che si sviluppa dentro - e non fuori o contro - gli istituti sociali più tradizionali (la famiglia, la scuola, la parrocchia, i luoghi di aggregazione).

    La crociata politica, giornalistica e giudiziaria in corso, è dunque rivolta a colpire non più del 2% dei responsabili delle violenze contro i minori (lo sconosciuto che insidia i fanciulli davanti alle scuole…) mentre un silenzio imbarazzato, quando non complice, copre la vera identità degli autori della assoluta maggioranza degli abusi o supposti tali; un silenzio che dimostra inoltre la paura di toccare altri scabrosi tabù sessuali della nostra società, quali ad esempio quelli dell'incesto o quello della sessualità dei religiosi.

    È comunque bene ricordare che, in alcune occasioni, anche presunti episodi di incesto su bambini o infanti - rivelatisi poi tragici errori giudiziari - non sono stati esentati dal linciaggio pubblico esattamente come oggi accade ai cosiddetti "pedofili telematici": basti pensare al caso del padre accusato di violenza sulla figlia risultata poi affetta da una grave malattia al retto.

    Sono peraltro gli stessi dati ufficiali a dimostrare che, in Italia, il fenomeno degli abusi sessuali nei confronti dei minori (compresi quelli compiuti da "estranei") non è affatto in crescita e non giustifica quindi le campagne di allarmismo politico-giornalistico di questi ultimi mesi.

    È inoltre assai arduo spiegare la relazione che dovrebbe intercorrere fra questi episodi di violenza consumati nei luoghi privilegiati della formazione e dell’educazione dei minori e la rete Internet.

    Non meno misterioso è il ruolo che dovrebbe giocare Internet nei confronti della prostituzione minorile che nel nostro Paese coinvolge in massima misura minorenni immigrate dai Paesi dell'Est e dell'Africa e che è organizzata attraverso strumenti di sfruttamento del tutto tradizionali.

    Ma il fronte su cui sono stati prodotti gli effetti più gravi contro le libertà e il buonsenso è quello della pornografia minorile. Con il voto unanime delle Camere è stata approvata una legge (2) che da una parte pretende di arrestare il fenomeno dello sfruttamento della prostituzione e della pornografia minorile attraverso l'inasprimento delle pene e dall'altra colpisce le libertà delle persona e pregiudica lo sviluppo della rete Internet in Italia, imponendo nuovi e pervasivi controlli su questo mezzo di comunicazione. Colpire o "commissariare" Internet perché attraverso di esso vengono scambiate anche immagini pornografiche è tanto ragionevole quanto vietare i telefoni perché, loro tramite, sono anche concordati incontri mercenari, oppure - come ha rilevato uno dei pochi critici della legge, il Prof. Zeno-Zencovich (3) - "prendersela con i marciapiedi, chiedendo di limitarne l'uso, sol perché certe signore passeggiando su di essi vi esercitano il mestiere più antico del mondo".
        
    non+autenticato
  • Al legislatore - a cui non è sembrato sufficiente affermare che il reato di pornografia minorile può essere commesso con "ogni mezzo", ma ha ritenuto necessario specificare "anche per via telematica" - è sfuggita invece la considerazione che l'eventuale uso di Internet per questo tipo di attività espone, diversamente dagli altri canali di distribuzione clandestini, a una sicura individuazione, al pari delle intercettazioni telefoniche. Ma, secondo le nuove disposizioni, persino l'Internet Provider, cioè chi offre l'accesso alla rete e mette a disposizione i server dove vengono scambiati i messaggi e quindi anche eventuali materiali pornografici, rischia di essere colpito dalle sanzioni della legge nonostante il Tribunale Civile di Roma (4) abbia stabilito che chi gestisce tali servizi "non ha alcun potere di controllo e vigilanza sugli interventi che vi vengono inseriti".

    La legge prevede il sequestro, la chiusura, la revoca delle licenze per coloro che distribuiranno anche per via telematica materiale pornografico minorile. È uno scenario che ben conosciamo: quando un nuovo mezzo di comunicazione mette in discussione i meccanismi di controllo sulla comunicazione di massa ritornano di attualità censura e autocensura. Non meno grave è tutta l'attività di investigazione che questa legge mette in movimento: dalla schedatura di coloro che accedono a siti o newsgroup pornografici della rete Internet, alla intercettazione della posta elettronica per accertare che non vi sia scambio di materiale "pedofilo", fino alla realizzazione simulata da parte del Ministero dell'interno di siti "pedofili" per incastrare i perversi. È insomma evidente che tabù e ossessioni sessuali diventano pretesto e strumento per limitare e imbavagliare uno dei più straordinari strumenti di comunicazione e di libertà che l'umanità abbia fino a oggi inventato.

    Il legislatore, peraltro, non si è limitato a colpire chi sfrutta i minori per produrre materiale pornografico ma anche, con l'articolo 4, chi "dispone di materiale pornografico prodotto mediante lo sfruttamento sessuale dei minori di anni diciotto". Chiunque venga trovato in possesso di tale materiale viene punito con la reclusione fino a tre anni. Si tratta di una semplificazione proibizionistica che può produrre più danni che il reato che si vuole colpire. Aberranti saranno le conseguenze della criminalizzazione di chi semplicemente contempla o magari visualizza casualmente, navigando in Internet, materiale pornografico "proibito": si apriranno le porte ad abusi e ingiustizie e si creerà un nuovo mercato nero che ovviamente sarà occupato dalla criminalità.

    E chi deciderà cosa è pornografico e cosa invece è manifestazione artistica o semplice esibizionismo? Sarà reato detenere quadri di Balthus o loro riproduzioni?… Magistrati e poliziotti saranno autorizzati a perquisire le abitazioni alla ricerca di fotografie "pedofile", cosicché i genitori si vedranno costretti a bruciare le fotografie dei propri bambini nudi?

    Infine, la pedofilia senza virgolette. Contestare le forme di questa crociata antipedofila non significa riconoscere il "buon diritto" di qualcuno a intrattenere relazioni sessuali con bambini in tenera età; si tratta di difendere il "buon diritto" di ciascuno a non essere giudicato e condannato solo sulla base della riprovazione morale suscitata dalle proprie preferenze sessuali. Nessuno sembra rendersi conto dei rischi connessi a una normativa, che autorizza ogni sorta di sospetto, e consente ogni sorta di persecuzione giudiziaria o di criminalizzazione pubblica nei confronti di individui non già responsabili di atti concreti, ma "colpevoli" di sentimenti o desideri giudicati - a torto o a ragione - anomali, deviati, perversi e patologici.

    D’altra parte, cosa intendiamo parlando di pedofilia e, soprattutto, di violenza sessuale contro minori? Certo, esistono casi in cui è evidente una coercizione fisica o psicologica dei minori ad attività sessuali, cui essi non possono consentire in modo consapevole. Ma siamo certi, come osserva Gianni Vattimo (5), che gli adolescenti a cui in molti Paesi del mondo attribuiamo la capacità di rispondere in giudizio delle proprie azioni non abbiano invece pari consapevolezza e responsabilità nell'ambito sessuale?

    In ogni caso in uno Stato di diritto essere pedofili, proclamarsi tali o anche sostenerne la legittimità non può essere considerato reato; la pedofilia, come qualsiasi altra preferenza sessuale, diventa reato nel momento in cui danneggia altre persone.

    È invece certo che criminalizzare i pedofili in quanto tali - come "categoria" - non sulla base dei loro comportamenti ma della loro "condizione", non è ulteriormente tollerabile, e alimenta forme di psicosi sociale, e accessi di intolleranza che non costituiscono un argine alla violenza contro i minori, ma uno stimolo a una caccia agli "untori" letteralmente devastante sul piano civile o politico.

    ---------

    (1) PACSE - Project Against Child Exploitation - Sviluppato dalla fondazione Censis, con il contributo dei Ministeri degli Interni e di Grazia e Giustizia - Finanziato dalla Commissione Europea nell'ambito del programma STOP (http://www.pacse.censis.it.

    (2) Legge 3 agosto 1998, n. 269 contenente "Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitù", pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 185 del 10 agosto 1998 (http://www.parlamento.it/parlam/leggi/982691.htm.

    (3) Vincenzo Zeno-Zencovich, "Ma ora non criminalizziamo la Rete", Il Messaggero, venerdì 4 settembre 1998 (È l'unico articolo dell'edizione del 4 settembre non riprodotto sul sito Internet del Messaggero - http://www.ilmessaggero.it).

    (4) Ordinanza del Tribunale di Roma 4 luglio 1998 (www.interlex.com/testi/or980704.htm - www.aiip.it/news-group.html).

    (5) Gianni Vattimo, "Caccia alle streghe on-line?", La Stampa, lunedì 7 settembre 1998.
    non+autenticato
  • Pedofilia e Internet: Vecchie ossessioni e nuove crociate
    Convegno promosso da Radio Radicale
    Roma, 27 ottobre 1998
    Hotel Bologna (Senato della Repubblica) Via Santa Chiara 5

    Programma provvisorio

    Apertura lavori: ore 9,30 - Conclusioni: ore 17

    RELAZIONI E INTERVENTI (IN ORDINE ALFABETICO):

    Barbara Alberti (Scrittrice)
    Marco Barbuti (Presidente Associazione Italiana Internet Providers)
    Giorgio Maria Bressa (Psichiatra)
    Ernesto Caccavale (Eurodeputato Forza Italia)
    Manlio Cammarata (Direttore di InterLex)
    Cinzia Caporale (Bioeticista)
    Aldo Carotenuto (Docente della Psicologia della Personalità all'Università di Roma)
    Elena Coccia (Avvocato)
    Pasquale Costanzo (Docente di Diritto costituzionale all'Università di Genova)
    Stefano Crispino (Presidente Ordine psicologi del Lazio)
    Luigi De Marchi (Psichiatra)
    Giuseppe De Rita (Presidente CNEL)
    Ruggero Guarini (Giornalista e scrittore)
    Sebastiano Maffettone (Docente di Filosofia politica all'Università di Palermo)
    Claudio Manganelli (Componente dell'Autorità per la tutela dei dati personali)
    Adelmo Manna (Docente di Diritto penale all'Università di Bari)
    Armando Massarenti (Responsabile della pagina "scienza e filosofia" del supplemento culturale de "Il Sole 24 Ore")
    Mauro Mellini (Avvocato)
    Piero Milio (Senatore Lista Pannella)
    Paolo Nuti (Direttore MC-Link)
    Anna Oliverio Ferraris (Psicologa)
    Angelo Maria Petroni (Docente di Filosofia della Scienza allíUniversità di Bologna)
    Lorenzo Picotti (Docente di Diritto penale all'Università di Friburgo)
    Antonio Pilati (membro Autorità Garante per le Telecomunicazioni)
    Iuri Maria Prado (Avvocato)
    Piero Rocchini (Psichiatra)
    Stefano Rodotà (Presidente dell'Autorità per la tutela dei dati personali)
    Rosario Sapienza (Ricercatore CENSIS)
    Luigi Saraceni (Deputato DS)
    Sergio Seminara (Docente di Diritto penale commerciale all'Università di Pavia)
    Vittorio Sgarbi (Deputato Gruppo Misto)
    Vincenzo Siniscalchi (Deputato DS)
    Marco Taradash (Deputato di FI)
    Vittorio Zambardino (Responsabile editoriale di "Repubblica Internet")

    Per informazioni:

    http://www.agora.stm.it/pedofilia-internet/
    Roberto Cicciomessere: tel. 06-6991742, fax: 69920123 r.cicciomessere@agora.it
    Daniele Capezzone: tel. 06-689791, d.capezzone@agora.it
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Convegno promosso da Radio Radicale
    > Pedofilia e Internet: vecchie ossessioni e
    > nuove crociate

    Convincili a rimettere online (al limite anche nei circuiti p2p) gli atti del convegno (filmati e interviste) che una volta erano disponibili su quel sito e che la sessuofobia ha "convinto" a togliere. Questo perché chi non li ha visti avrebbe davvero realmente bisogno di vederli.

    PS Non c'era nulla di illegale (né immagini né video)

  • - Scritto da: Brontoleus
    >
    > - Scritto da:
    > > Convegno promosso da Radio Radicale
    > > Pedofilia e Internet: vecchie ossessioni e
    > > nuove crociate
    >
    > Convincili a rimettere online (al limite anche
    > nei circuiti p2p) gli atti del convegno (filmati
    > e interviste) che una volta erano disponibili su
    > quel sito e che la sessuofobia ha "convinto" a
    > togliere. Questo perché chi non li ha visti
    > avrebbe davvero realmente bisogno di
    > vederli.
    >
    > PS Non c'era nulla di illegale (né immagini né
    > video)


    Non lo sapevo. Grazie dell'info
    non+autenticato

  • - Scritto da: Brontoleus
    >
    > - Scritto da:
    > > Convegno promosso da Radio Radicale
    > > Pedofilia e Internet: vecchie ossessioni e
    > > nuove crociate
    >
    > Convincili a rimettere online (al limite anche
    > nei circuiti p2p) gli atti del convegno (filmati
    > e interviste) che una volta erano disponibili su
    > quel sito e che la sessuofobia ha "convinto" a
    > togliere. Questo perché chi non li ha visti
    > avrebbe davvero realmente bisogno di
    > vederli.
    >
    > PS Non c'era nulla di illegale (né immagini né
    > video)


    Peccato che quel discorso sia defunto da un pezzo all'interno dei radicali stessi..
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Peccato che quel discorso sia defunto da un
    > pezzo all'interno dei radicali stessi..

    Già In lacrime

  • - Scritto da: Brontoleus
    >
    > - Scritto da:
    > > Peccato che quel discorso sia defunto da un
    > > pezzo all'interno dei radicali stessi..
    >
    > Già In lacrime

    e indovinate un po' perchè..semplicemente perchè avendo fatto due calcoli hanno considerato più popolare cavalcare demagogicamente l'ondata anticlericale sui preti pedofili ottenendo vantaggi nelle battaglie abortiste ed eugenetiche

    e voi Wakko kotaro manila continuate a far lievitare questa cosa ..da buoni tafazziani
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >
    > - Scritto da: Brontoleus
    > >
    > > - Scritto da:
    > > > Peccato che quel discorso sia defunto da un
    > > > pezzo all'interno dei radicali stessi..
    > >
    > > Già In lacrime
    >
    > e indovinate un po' perchè..semplicemente perchè
    > avendo fatto due calcoli hanno considerato più
    > popolare cavalcare demagogicamente l'ondata
    > anticlericale sui preti pedofili ottenendo
    > vantaggi nelle battaglie abortiste ed
    > eugenetiche
    >
    > e voi Wakko kotaro manila continuate a far
    > lievitare questa cosa ..da buoni
    > tafazziani


    Il punto è che non c'è neanche un cane disposto a lottare per i "diritti" dei pedofili.. l'unica è fare un partito "dedicato" come in Olanda..
    non+autenticato
  • - Scritto da:
    > Il punto è che non c'è neanche un cane disposto
    > a lottare per i "diritti" dei pedofili..
    > l'unica è fare un partito "dedicato" come in
    > Olanda..

    Ma in Italia non esistono persone intelligenti. L'Italia non è un Paese civile.
    Anzi per essere precisi non è nemmeno un Paese, ma soltanto un paese.
    Quando in Italia un partito simile potrà semplicemente esistere allora già ci sarà stato un passo in avanti.
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    Modificato dall' autore il 27 maggio 2007 08.54
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  • - Scritto da:
    >
    > - Scritto da: Brontoleus
    > >
    > > - Scritto da:
    > > > Peccato che quel discorso sia defunto da un
    > > > pezzo all'interno dei radicali stessi..
    > >
    > > Già In lacrime
    >
    > e indovinate un po' perchè..semplicemente perchè
    > avendo fatto due calcoli hanno considerato più
    > popolare cavalcare demagogicamente l'ondata
    > anticlericale sui preti pedofili ottenendo
    > vantaggi nelle battaglie abortiste ed
    > eugenetiche
    >
    > e voi Wakko kotaro manila continuate a far
    > lievitare questa cosa ..da buoni
    > tafazziani


    La verità (se tale è) si fa strada da tutte le parti. Se i radicali hanno preferito la demagogia alla verità, è un problema loro, a quanto pare la demagogia ipocrita non paga come la demagogia ingenua o tout curt dei partitoni. Il problema è solo uno, verità forti hanno bisogno di personalità forti o almeno di pensieri forti, non equivocabili. ALLA FINE QUI SI TRATTA DI CAMBIARE UN ARTICOLO DI LEGGE (articolo 600 quater) PER DIFENDERE PERSONE CHE NON POSSONO ESSERE TRATTATI COME CRIMINALI, CHE PROBABILISSIMAMENTE NON SONO PEDOFILI E CHE NON CONTRIBUISCONO MINIMAMENTE ALLA DIFFUSIONE DI PEDOPORNOGRAFIA. Scrivete una mail a Capezzone e vedete che vi risponde.
    non+autenticato
  • - Scritto da:
    > Per chi vuole approfondire l'argomento propongo
    > un paio di
    > links
    >
    > http://paparatzinger-blograffaella.blogspot.com/20
    >
    > http://www.loccidentale.it/node/2411

    Non c'é proprio nulla a approfondire, mi sono fermato immediatamente alla cr*tinata che ormai ripetono tutti a mo di pappagallo del 1962 e del fatto che Ratzinger aveva ancora i pantaloni corti. Il documentario non dice che Ratzinger ha firmato o redatto quel documento. Quindi facci IL SANTO PIACERE DI APPROFONDIRE TU
    non+autenticato
  • [SUL RUOLO FONDAMENTALE DEI PREDICATORI NELLA CACCIA ALLE STREGHE]

    La caccia alle streghe comportava l'individuazione di soggetti cui la credenza diffusa attribuiva la pratica di attività segrete. Quindi alle streghe si dava la caccia così come oggi si darebbbe la caccia ai componenti di un movimento clandestino o di un'organizzazione segreta. Tale compito veniva svolto da vari soggetti, solitamente da autorità giudiziarie ma, talvolta, anche da "cacciatori di streghe" di professione. Agendo sulla base delle accuse o anche di semplici voci, essi procedevano all'arresto delle persone i cui nominativi erano stati loro segnalati, le interrogavano e facevano quanto era in loro potere per indurle a confessare. [...]

    La grande caccia alle streghe in Europa fu, essenzialmente, un'operazione giudiziaria. Tutto il processo di scoperta ed eliminazione delle streghe - dalla denuncia alla punizione - si svolgeva di solito nell'ambito giudiziario. Anche quando le streghe si toglievano la vita, lo facevano allo scopo di sottrarsi a un processo spesso raccapricciante e apparentemente inevitabile. A volte erano gli abitanti del villaggio, in preda al panico, a prendere l'iniziativa e a giustiziare le streghe alla maniera di un comitato di salute pubblica. [...]

    Una precondizione per la caccia alle streghe era l'esistenza di un'atmosfera che aumentasse la paura della stregoneria e spingesse la gente a combatterla e a denunciarla. [] Probabilmente ciò che determinava più comunemente un'atmosfera favorevole alla caccia alle streghe era la discussione pubblica della stregoneria. In molti casi i sermoni di un predicatore cacciatore di streghe preparavano gli animi dei parrocchiani a cercare le streghe fra i loro comuni conoscenti.
    [] A volte i contemporanei si avvidero del ruolo svolto dai predicatori nello scatenare una caccia alle streghe. Criticando la grande caccia alle streghe del 1610 nei Paesi Baschi l'inquisitore Salazar affermava che "la faccenda era cominciata dopo che Fray Domingo de Sardo era venuto a predicare di quelle cose" e, con un'intuizione sorprendentemente lucida dell'intero fenomeno della caccia alle streghe, aggiungeva che "non esistevano né streghe né stregati finché non si cominciò a parlarne e a scriverne". [] A volte anche la circolazione di libelli o trattati che esaminavano casi si stregoneria servirono allo stesso scopo, mentre proclamazioni ufficiali sul pericolo della stregoneria avevano l'effetto di suscitare paure che altrimenti sarebbero rimaste sopite. Nel primo decennio del '600, nella Francia Contea, iniziò una caccia subito dopo la pubblicazione dei 'Discours de sorciers' di Henri Boguet (1602).[...]

    Ad ogni modo, le caccie alle streghe, nelle comunità che erano giuridicamente e psicologicamente preparate ad affrontarle, non iniziavano mai spontaneamente. Occorreva che qualcuno - privato cittadino, un gruppo di abitanti del villaggio, un magistrato - cavasse le castagne dal fuoco. In molti casi il catalizzatore era una sventura personale che taluno e i suoi vicini interpretavano come un atto di magia malefica. [] L'invenzione di un capro espiatorio come risposta alle proprie sventure fu un comune agente scatenante delle caccie alle streghe in Europa, ma non fu certamente il solo. A volte, per esempio, alcuni individui sporgevano denuncie deliberatamente infondate di stregoneria nei confronti dei loro avversari - rivali politici, concorrenti economici e perfino membri della famiglia con cui erano in conflitto - per risolvere così le loro divergenze e vendicarsi. [] Ma per lo più le caccie individuali furono distinte manifestazioni di un panico generalizzato nei confronti della stregoneria. [] Certamente i magistrati e gli abitanti dei villaggi o delle città che furono colti dal panico di fronte alla constatazione che le streghe infestavano il loro vicinato non manifestavano segni clinici di isteria, quali parossismo, lesioni o paralisi parziali. L'isteria dei cacciatori di streghe fu piuttosto una forma di quello che oggi si definisce "comportamento collettivo ossessivo". Nel caso della caccia alle streghe essa fu il prodotto dell'ansia generalizzata che agì come condizione per quasi tutte le caccie. [] Gli abitanti di quei villaggi e città, vedendo che un numero sempre maggiore di loro vicini e persino alcuni dei loro governanti venivano denunciati come streghe furono presi dal terrore: terrore che i loro vicini e i loro amici più intimi fossero streghe, terrore che le comunità cadessero totalmente in balia del potere del Diavolo, forse anche terrore di poter essere essi stessi falsamente accusati. Fu questo terrore a indurli a sostenere i processi, a denunciare i sospetti alle autorità competenti e persino a immaginare di aver visto persone volare o partecipare al sabba.
    EA
    34
  • Non si capisce se il testo sia da intendersi come analogia alla caccia al prete odierna.

    E' un fatto che la chiesa cattolica non abbia fatto caccia alle streghe.
    La caccia alle streghe è un fenomeno circoscritto all'area protestante.

    bye
    T.
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Non si capisce se il testo sia da intendersi come
    > analogia alla caccia al prete
    > odierna.
    >
    > E' un fatto che la chiesa cattolica non abbia
    > fatto caccia alle
    > streghe.
    > La caccia alle streghe è un fenomeno circoscritto
    > all'area
    > protestante.
    >
    > bye
    > T.


    E' da intendersi come apologia pedofila..
    non+autenticato
  • - Scritto da:
    >
    > - Scritto da:
    > > Non si capisce se il testo sia da intendersi
    > come
    > > analogia alla caccia al prete
    > > odierna.
    > >
    > > E' un fatto che la chiesa cattolica non abbia
    > > fatto caccia alle
    > > streghe.
    > > La caccia alle streghe è un fenomeno
    > circoscritto
    > > all'area
    > > protestante.
    > >
    > > bye
    > > T.
    >
    >
    > E' da intendersi come apologia pedofila..
    E tu sei da intendere come troll del pedoporno. E ti conosco, mascherina ti conosco...
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >
    > Ho semplicemente letto..
    >
    >
    > http://punto-informatico.it/cerca.asp?s=nick%3a%22


    [SUL RUOLO FONDAMENTALE DEL PENSIERO NELLA FINE DELLA CACCIA ALLE STREGHE]
    La fine delle caccia alle streghe fu strettamente connessa con le riforme giudiziarie. Benché taluni magistrati e giudici ribadissero la natura strettamente giuridica del loro scetticismo e che la stregoneria esisteva realmente, molti nutrivano seri dubbi sull'esistenza delle streghe e perciò erano più inclini a esigere una prova esauriente, oppure la confessione spontanea, prima di arrivare alla condanna.
    Benché tali cambiamenti di mentalità fossero in grado di determinare un declino dei processi per stregoneria solo quando riguardavano i magistrati e i giudici incaricati dei processi penali, essi interessarono un'area molto più vasta dell'elite europea. Per la verità, molti degli attacchi originari contro la credenza nelle streghe erano venuti da teologi, filosofi e scienziati che non avevano alcun rapporto coi processi alle streghe. Le loro idee, tuttavia, si erano diffuse gradualmente tra gli europei colti e finirono per penetrare le classi dominanti e quella dei giudici.
    EA
    34

  • - Scritto da:
    >
    > - Scritto da:
    > > Non si capisce se il testo sia da intendersi
    > come
    > > analogia alla caccia al prete
    > > odierna.
    > >
    > > E' un fatto che la chiesa cattolica non abbia
    > > fatto caccia alle
    > > streghe.
    > > La caccia alle streghe è un fenomeno
    > circoscritto
    > > all'area
    > > protestante.
    > >
    > > bye
    > > T.
    >
    >
    > E' da intendersi come apologia pedofila..ù

    E' da intendersi come un commento esplicativo in tema con l'articolo. Quelli che parlano del video sui preti pedofili sono OT
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Non si capisce se il testo sia da intendersi come
    > analogia alla caccia al prete
    > odierna.
    >
    > E' un fatto che la chiesa cattolica non abbia
    > fatto caccia alle
    > streghe.
    > La caccia alle streghe è un fenomeno circoscritto
    > all'area
    > protestante.
    >
    > bye
    > T.
    Ma quale caccia al prete. Si parla di caccia ai pedoguardoni (le streghe). L'hai letto l'articolo? E la caccia è fomentata da noti personaggi.

    non+autenticato
  • LO hanno oscurato da pochi minuti, mentre lo stavo vedendo su youtube!!!!
    COME SONO INCAZ******Arrabbiato
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > LO hanno oscurato da pochi minuti, mentre lo
    > stavo vedendo su
    > youtube!!!!
    > COME SONO INCAZ******Arrabbiato

    ATTENTO, HAI UN PRETAZZO DIETRO LE SPALLE!!!
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >
    > - Scritto da:
    > > LO hanno oscurato da pochi minuti, mentre lo
    > > stavo vedendo su
    > > youtube!!!!
    > > COME SONO INCAZ******Arrabbiato
    >
    > ATTENTO, HAI UN PRETAZZO DIETRO LE SPALLE!!!

    Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > LO hanno oscurato da pochi minuti, mentre lo
    > stavo vedendo su
    > youtube!!!!
    > COME SONO INCAZ******Arrabbiato

    ma perché t'incazzi per una bufala? Rotola dal ridere
    http://www.cesnur.org/2007/mi_05_23.htm
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    >
    > - Scritto da:
    > > LO hanno oscurato da pochi minuti, mentre lo
    > > stavo vedendo su
    > > youtube!!!!
    > > COME SONO INCAZ******Arrabbiato
    >
    > ma perché t'incazzi per una bufala? Rotola dal ridere
    > http://www.cesnur.org/2007/mi_05_23.htm

    Riporto quanto trovato nel forum dell'altra notizia:

    Prima che qualcuno ci caschi, meglio informarsi prima su cosa è il CESNUR e chi lo ha fondato.

    http://www.kelebekler.com/cesnur/ita.htm
    non+autenticato
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