In Turchia la censura telematica Ŕ legge

Le autoritÓ varano una legge che obbliga fornitori di accesso e di contenuti ad autocensurarsi alla bisogna. L'ingresso nella UE si allontana

Roma - Il video ingiurioso su Ataturk apparso su GoogleTube questo marzo è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: per difendere la memoria del mitico padre fondatore della Turchia laica e moderna, è stata trasformata in legge dello stato la possibilità per le autorità di bloccare i siti web che ospitino contenuti considerati inopportuni.

Lo segnala Reporters sans frontières, che annuncia come "le restrizioni legali ora si estendono ad Internet", per effetto del disegno di legge approvato in via definitiva dall'attuale presidente Ahmet Necdet Sezer questo 22 maggio. L'articolo 8 della legge 5651, sancisce l'obbligo per gli ISP di bloccare i portali web responsabili della violazione di una legge del 1951 sui crimini contro Ataturk.

La legge parla di "sufficiente evidenza" che il contenuto sia inopportuno perché scatti l'obbligo del blocco. L'articolo fa tra l'altro parte della norma che punisce anche crimini gravi quali l'incitazione al suicidio, l'abuso pedofilo, la prostituzione e l'incitazione all'uso di droghe.
Per individuare i responsabili dell'accesso ai contenuti - e presumibilmente la loro inopportunità - verrà istituito un "Telecommunication Council", che invierà la richiesta di blocco alla "Communication Presidency": entrambi gli istituti, suggerisce Rsf, sono stati previsti per verificare la corretta applicazione della legge. Dopo aver adeguatamente filtrato i siti responsabili della trasgressione, i provider dovranno comunicare la decisione al giudice, che stabilirà se il blocco debba continuare o meno.

Rsf parla di "conseguenze pericolose" per la nuova legge, e si chiede se il prossimo passo includerà la messa al bando delle chat pubbliche contenenti affermazioni sovversive. C'è viva preoccupazione per le intenzioni del governo di Ankara, su quanto voglia spingersi lontano nel controllo del dissenso online.

La nuova iniziativa di censura turca non aiuta il complesso iter politico che dovrebbe portare il paese nell'Unione Europea. A tal proposito, il neo-eletto presidente della Francia, Nicolas Sarkozy, si è in questi giorni dichiarato fermamente contrario all'entrata della Turchia in Europa.

"Sono convinto che la Turchia non abbia un posto nell'Unione europea", ha dichiarato risoluto Sarkozy alla stampa, aggiungendo che la questione sarà presto nell'agenda dei leader del vecchio continente. È un dibattito "che non possiamo evitare", sostiene il presidente francese. Giusto il tempo di mettersi d'accordo su un nuovo trattato in seno all'unione, che sostituisca la costituzione platealmente rigettata dal voto popolare del paese transalpino nel maggio del 2005.

Alfonso Maruccia
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