L'ascesa del software libero negli enti locali italiani

Il progetto di legge per promuovere il ricorso all'open source in Lombardia punta anche a premiare le piccole e medie imprese italiane di settore. Punto Informatico ne parla con chi lo ha proposto

L'ascesa del software libero negli enti locali italianiMilano - Convertire gli uffici della Regione Lombardia al software libero per favorire la riservatezza delle informazioni e spostare risorse economiche oggi indirizzate alle licenze di software proprietario verso le softwarehouse locali. Questo il cuore di un progetto di legge regionale presentato nei giorni scorsi dal consigliere dei Verdi Marcello Saponaro, con il supporto di 19 colleghi dei due schieramenti (il testo integrale è disponibile qui in PDF).

Denominato "Contributo alla competitività e all'innovazione della Pubblica Amministrazione lombarda attraverso l'utilizzo di formati aperti e FLOSS per la gestione dei dati elettronici", il provvedimento contiene 13 articoli e segue la scia di iniziative simili avviate di recente in altre regioni, come Puglia, Toscana ed Umbria, e presso enti locali come la provincia di Pescara o i comuni di Torino e Firenze. Dell'iniziativa abbiamo parlato con lo stesso Saponaro, 37 enne imprenditore di Dalmine (Bg), già coordinare nazionale dei Giovani Verdi.

Punto Informatico: Com'è nato il progetto di legge?
Marcello Saponaro: Nei mesi scorsi ho istituito un tavolo di lavoro sulla politica del software per raccogliere le istanze provenienti da tutti i protagonisti del mercato, al quale hanno preso parte - tra gli altri - Open Office, Avitis, Ibm, Plio e vari programmatori. Da lì sono nate delle idee che sono poi confluite nel PdL.
PI: Si tratta quindi di un manifesto del software libero?
MS: Non proprio. È un documento politico con proposte concrete e realizzabili. Nel PdL vengono fissate delle linee di azione: in presenza di software liberi e proprietari in grado di garantire lo stesso servizio, la scelta dovrà ricadere sui primi, altrimenti resterà valida la strada dell'acquisto delle licenze.

PI: Facile prevedere che in sede di decisione si farà sentire il peso della grande industria del software sul consiglio regionale. Come pensate di cavarvela?
MS: Il PdL ha solide motivazioni economiche. In Lombardia vengono spesi decine di milioni di euro ogni anno per il software: soldi utilizzati per l'acquisto delle licenze, la maggior parte dei quali finiscono nelle case di aziende straniere. Con il passaggio al software libero potranno essere risparmiate grandi somme, per destinarle ai produttori locali e alle prime realtà che investono sull'innovazione.

PI: Anche il software libero ha però dei costi
MS: Certamente, ma consente di adattare il programma alle specificità del suo utilizzatore, anziché fornire una soluzione standardizzata. In ogni caso, l'articolo 6 lascia alla P.A. la possibilità di valutare tutti i costi e i benefici delle opzioni presenti sul mercato.

PI: Qualcuno obietta che, vista la complessità dei software necessari per determinate soluzioni, sia meglio affidarsi a grossi operatori, in grado di assicurare affidabilità dei programmi e un servizio di assistenza all'altezza.
MS: Non è detto che le grandi aziende forniscano un servizio sempre migliore rispetto alle piccole e medie imprese e poi in questo caso ci sono ragioni di riservatezza fondamentali.

PI: A cosa allude?
MS: Il software proprietario può contenere restrizioni di accesso per gli stessi utilizzatori. Non è piacevole sapere che dati riservati dei cittadini possano essere accessibili a soggetti terzi, secondo modalità che possono non essere trasparenti. Su questo punto il PdL è chiaro: "Nessuna limitazione tecnica, di licenze da brevetti, di copyright o di marchi registrati deve essere posta nell'estrazione dei dati dall'archivio o al trasferimento su altro archivio".

a cura di Luigi dell'Olio
160 Commenti alla Notizia L'ascesa del software libero negli enti locali italiani
Ordina
  • Nessuno che ha acceso il cervello prima di scrivere.
    Informatevi sui costi veri che ha una pubblica amministrazione invece di sparare alto e basta.
    Se una P.A. "commissiona" un software secondo i criteri open source rende disponibile a tutte le altre amministrazioni lo stesso software, è qua che si risparmia.
    Esempio pratico, tanto per chiarire le idee in generale:
    Nell'Ente presso cui lavoro per aggiornare il software di protocollo in base alla nuova normativa, mantenendo la stessa software house e quindi coversione automatica e gratuita degli archivi anni precedenti, ec. ecc. ci sarebbero voluti oltre 7.000 euro in licenze microsoft.
    Abbiamo trovato un prodotto open source, scaricato, installato e usato in ambiente di prova per 4 mesi. Andava bene ma servivao delle correzioni ed abbiamo fatto intervenire uno degli autori (italiano, software italiano). 900 euri per tutto il lavoro di aggiustamento, verifica installazione, ecc. ecc, trasferta.
    Quanto si è risparmiato?
    non+autenticato
  • Sono anni che cerco questi programmi open, ma a parte i soliti: firefox, openoffice, ssh, apache,...

    per il resto, nisba.

    Programma per le verifiche di legge 10.
    Closed c'e' Termus, open?

    non+autenticato

  • - Scritto da:

    > Programma per le verifiche di legge 10

    Strano, la comunita' open italiana e' cosi' attiva... Indiavolato

    non+autenticato
  • Si parla di open, sapere se esistono alternative open ad Encarta?

    E' per un progetto da fare in biblioteca.
    Per motivi burocratici non posso usare Wikipedia o meglio non posso usare Internet da quella postazione ( per il semplice motivo che mi piacerebbe lasciarla ad accesso libero ).

    ciao.

    p.s. ripeto, e' un idea di un progetto futuro anche in stato pre-embrionale.
    Ci sarebbe stata anche l'enciclipedia della finson, gia' in nostro possesso, ma troppo scarna.

  • Ciao, purtroppo non esiste adesso.
    ho sentito parlare di una versione di Wikipedia in Dvd già avviabile e quindi consultabile ma mi pare solo in inglese.... possibile che non puoi utilizzare internet in biblio?
    al limite setta qualche regola al firewall o a firefox in modo che si possa solamente accedere al sito di it.wikipedia.org se è per questioni burocratiche/ di accesso a internet.

    Saluti


    stc
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Ciao, purtroppo non esiste adesso.
    > ho sentito parlare di una versione di Wikipedia
    > in Dvd già avviabile e quindi consultabile ma mi
    > pare solo in inglese.... possibile che non puoi
    > utilizzare internet in
    > biblio?
    > al limite setta qualche regola al firewall o a
    > firefox in modo che si possa solamente accedere
    > al sito di it.wikipedia.org se è per questioni
    > burocratiche/ di accesso a
    > internet.

    ultimamente stanno arrivando vari bambini delle scuole che vogliono fare ricerche, in genere se non trovano materiale sui libri, cerco qualcosa su internet, in primi su wikipedia.
    Mi piacerebbe far fare le ricerche a loro.
    Purtroppo l'accesso pubblico ad Internet mi darebbe tanta di quella burocrazia inutile, che mi passa subito la voglia.

    Dovrei prendere un registro, farlo vidimare, controllare l'inizio dell'accesso, la fine.
    Se non sbaglio c'e' anche da chiedere il permesso al prefetto.
    Piu' altre cose di cui non ricordo, visto che ho tagliato la testa al toro non ho approfondito.
    In biblioteca al momento l'accesso non e' pubblico, ma con intermediario, uno arriva e il responsabile della biblioteca naviga per lui ( problemi risolti ).


    ciao

  • Puoi scaricare proprio wikipedia!
    sulle prime pagine di wikimedia trovi informazioni.
    Dove scaricarla in html semplice (da metter su dvd/hd/cd/quello che vuoi)? qui! http://static.wikipedia.org/

    Invece qui una discussione a riguardo per Linux
    http://forum.ubuntu-it.org/index.php?topic=54171.0
    non+autenticato
  • Ma nessuno si accorge di quello che sta succedendo???
    Tutto questo è guidato da questi signori "in blu" che stanno dicendo: "ma non spendete soldi in sw proprietario, spendeteli nel mio hw e usate pure qualsiasi schifezza di sw ci sia in giro, tanto quello è una commodity..."
    Se qualcuno si ricorda più la commissione Meo sulla spesa IT da parte della PA, la maggiore voce di spesa era nella manutenzione di sw e servizi IBM...
    Altro che soldi alle piccole imprese italiane...
    E con tutto questo la mia ASL (già su piattaforma OSS da anni) ha tutti i terminali bloccati anche oggi da 3 giorni e io non riesco a farmi fare un documento di cui avrei bisogno....
    Bella politica...
    non+autenticato
  • - Scritto da:
    > Ma nessuno si accorge di quello che sta
    > succedendo???
    > Tutto questo è guidato da questi signori "in blu"
    > che stanno dicendo: "ma non spendete soldi in sw
    > proprietario, spendeteli nel mio hw e usate pure
    > qualsiasi schifezza di sw ci sia in giro, tanto
    > quello è una
    > commodity..."
    > Se qualcuno si ricorda più la commissione Meo
    > sulla spesa IT da parte della PA, la maggiore
    > voce di spesa era nella manutenzione di sw e
    > servizi
    > IBM...

    Si vabbe'...

    > Altro che soldi alle piccole imprese italiane...
    > E con tutto questo la mia ASL (già su piattaforma
    > OSS da anni) ha tutti i terminali bloccati anche
    > oggi da 3 giorni e io non riesco a farmi fare un
    > documento di cui avrei
    > bisogno....
    > Bella politica...

    No bella la vostra...

    Cambiate
    fornitore
  • 1) Il Prof. Meo è un noto sostenitore del movimento OSS e l'analisi che ha fatto (che tra l'altro è pubblica) è assolutamente veritiera della situazione della PA. Su questo sito si fa tanto baccano sul portale Italia.it, chi credete che ci fosse dietro al progetto inziale di quel portale?? E' iniziato qualcosa come 2 anni fà... Ministro Stanca... ex presidente di...

    2) il Fornitore è proprio una di quelle piccole sw house locali che propagandando le loro soluzioni su sw libero, ma che non hanno speranza di andare da nessuna parte. Siamo in un mondo delle economie di scala: hai mai visto in qualsiasi altro mercato o settore merceologico una ricomparsa degli artigiani?? Forse in qualche nicchia ma mai in un settore di massa...
    non+autenticato
  • - Scritto da:
    >Siamo in un mondo
    > delle economie di scala: hai mai visto in
    > qualsiasi altro mercato o settore merceologico
    > una ricomparsa degli artigiani?? Forse in qualche
    > nicchia ma mai in un settore di
    > massa...

    Sì, quando succede questo:

    http://www.ibm.com/news/it/it/2007/01/230.html

    "I due principali consorzi dedicati alla promozione di Linux®, Open Source Development Labs (OSDL) e Free Standards Group (FSG), hanno siglato un accordo per fondersi e costituire The Linux Foundation."

    "I soci fondatori di Linux Foundation sono Fujitsu, Hitachi, HP, IBM, Intel, NEC, Novell e Oracle"


    non+autenticato
  • Bravo, tutti enti no-profit, vero??
    Ma che diavolo mi vuoi dire: che alcuni tra i maggiori player IT, quelli che non sono riusciti a sfondare il mercato con i loro sistemi operativi proprietari, stanno sfruttando il momento emotivo legato al software libero per dire al mercato "sapete cosa, usate pure il sw libero, ma acquistate a caro prezzo i miei prodotti che non sono per nulla open ne free..."
    Questo mi stai dicendo???
    Ma nessuno capisce la fregatura?
    O solo perchè non c'è scritto Microsoft allora va tutto bene...
    non+autenticato
  • > Questo mi stai dicendo???

    Veramente volevo segnalare l'esatto contrario Sorride
    Così come sarebbe interessante se qualcuno di questi paladini dell'opensource (che non sanno nemmeno di cosa si tratta, visto che per loro l'opensource sono linux/openoffice) a leggere almeno una volta l'eccellente lavoro di De Meo invece di sparare cifre a caso, milioni di milioni di euro in windows/office, ceeeerrrto. Vanna Marchi non è nessuno in confronto ad alcuni opensourcisti nostrani.

    http://www.interlex.it/testi/pdf/indag_os.pdf

    Il valore di tutta la spesa in office automation è circa 17 milioni di euro, per TUTTA la p.a.
    Costo prodotti custom per la P.A.: 411,75 milioni di euro.

    Però no, lascia stare, il problema sono i 17, dei 411 lascia stare, lasciam perdere dai...


    non+autenticato
  • > Il valore di tutta la spesa in office automation
    > è circa 17 milioni di euro, per TUTTA la
    > p.a.
    > Costo prodotti custom per la P.A.: 411,75 milioni
    > di
    > euro.

    dimenticavo: Sembra ragionevole ipotizzare che la quasi totalità degli acquisti di pacchetti
    di office automation della PA sia avvenuta tramite convenzioni Consip (vengono
    offerti in convenzione Microsoft Office, Lotus Smartsuite e Sun StarOffice,
    prodotti che insieme coprono quasi il 98% del mercato attuale dell’office
    automation).
    Abbattiamo la spesa non comprando più StarOffice e Lotus Smartsuite Sorride
    non+autenticato
  • Però... per fortuna che era MS Office il male... le personalizzazioni (o meglio le interfacce per semplificare certi casini artificiosamente creati) invece sono il bene...
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > > Questo mi stai dicendo???
    >
    > Veramente volevo segnalare l'esatto contrario Sorride
    > Così come sarebbe interessante se qualcuno di
    > questi paladini dell'opensource (che non sanno
    > nemmeno di cosa si tratta, visto che per loro
    > l'opensource sono linux/openoffice) a leggere
    > almeno una volta l'eccellente lavoro di De Meo
    > invece di sparare cifre a caso, milioni di
    > milioni di euro in windows/office, ceeeerrrto.
    > Vanna Marchi non è nessuno in confronto ad alcuni
    > opensourcisti
    > nostrani.
    >
    > http://www.interlex.it/testi/pdf/indag_os.pdf
    >
    > Il valore di tutta la spesa in office automation
    > è circa 17 milioni di euro, per TUTTA la
    > p.a.
    > Costo prodotti custom per la P.A.: 411,75 milioni
    > di
    > euro.
    >
    > Però no, lascia stare, il problema sono i 17, dei
    > 411 lascia stare, lasciam perdere
    > dai...
    >
    >

    Ma a che pagina del PDF e' scritto?

  • - Scritto da:
    > Bravo, tutti enti no-profit, vero??
    > Ma che diavolo mi vuoi dire: che alcuni tra i
    > maggiori player IT, quelli che non sono riusciti
    > a sfondare il mercato con i loro sistemi
    > operativi proprietari, stanno sfruttando il
    > momento emotivo legato al software libero per
    > dire al mercato "sapete cosa, usate pure il sw
    > libero, ma acquistate a caro prezzo i miei
    > prodotti che non sono per nulla open ne
    > free..."
    > Questo mi stai dicendo???
    > Ma nessuno capisce la fregatura?
    > O solo perchè non c'è scritto Microsoft allora va
    > tutto
    > bene...

    Quale fregatura? Se uno non li vuole non li compra...
    Troppo difficile? Disegnino?
    Fregatura sarebbe avere come scelta solo MS

  • > O solo perchè non c'è scritto Microsoft allora va
    > tutto
    > bene...

    Centro ! Qui non c'è alcuna motivazione tecnica o economica così come non esistono reali motivazioni di creare delle alternative serie. Solo una cosa è importante: abbattere con ogni mezzo microsoft manco Bill avesse violentato tutte le nonne di questi fanatici Perplesso
    non+autenticato
  • Come mio ultimo post,ringrazio tutti per avermi supportato o criticato in ogni mio intervento pro e contro l'opensource.Sicuramente l'idea di essere a favore degli standard aperti e condivisi ma contrario a gli applicativi in sorgente coperti da GPL puo' aver disorientato molti,abituati a vedere la filosofia FSF come normale,democratica e condivisibile.Di sicuro ci sono ambiti opportuni dove il software in sorgente puo' dare il meglio ma e' bene ricordarlo questo puo' non essere ovunque,sarebbe un errore,significherebbe peggiorare una situazione gia' ampiamente critica.Le critiche che piovono in questi giorni riguardo gli aggiornamenti tutt'altro che perfetti di ubuntu linux sono un campanello d'allarme che ci dice chiaramente come il modello debian applicato ad un sistema che si propone come standarizzato e preinstallato e' errato.Occorre rivedere diverse cose,fare delle scelte.Quelle che se non si faranno metteranno in cattiva luce pure linux.
    Tuttavia,tralasciando i soliti discorsi contro la dittatoriale GPL (che e' esattamente il contrario della liberta'come libera scelta) mi permetto di segnalare un caso per fortuna non unico,ma che di questi tempi denuncia il tipico effetto domino un po' in tutto il mondo cioe' il rifiuto della nuova zelanda di installare MS Office su 25000 proponendo come alternativa il piu' neutrale NeoOffice.

    http://slashdot.org/article.pl?sid=07/05/29/015225...

    Una domanda sorge spontanea,ma corel office suite che fa'? Suppongo abbia il supporto completo ad ODF...eppure sembra sotto naftalina dai tempi della quasi bancarotta.Non ditemi che non puo' proporsi perche' non puo' competere con software gratis......

    Un grosso abbraccio a tutti e buona fortuna
                                            

    Giacomo
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Come mio ultimo post,ringrazio tutti per avermi
    > supportato o criticato in ogni mio intervento pro
    > e contro l'opensource.Sicuramente l'idea di
    > essere a favore degli standard aperti e condivisi
    > ma contrario a gli applicativi in sorgente
    > coperti da GPL puo' aver disorientato
    > molti,abituati a vedere la filosofia FSF come
    > normale,democratica e condivisibile.Di sicuro ci
    > sono ambiti opportuni dove il software in
    > sorgente puo' dare il meglio ma e' bene
    > ricordarlo questo puo' non essere ovunque,sarebbe
    > un errore,significherebbe peggiorare una
    > situazione gia' ampiamente critica.Le critiche
    > che piovono in questi giorni riguardo gli
    > aggiornamenti tutt'altro che perfetti di ubuntu
    > linux sono un campanello d'allarme che ci dice
    > chiaramente come il modello debian applicato ad
    > un sistema che si propone come standarizzato e
    > preinstallato e' errato.Occorre rivedere diverse
    > cose,fare delle scelte.Quelle che se non si
    > faranno metteranno in cattiva luce pure
    > linux.
    > Tuttavia,tralasciando i soliti discorsi contro la
    > dittatoriale GPL (che e' esattamente il contrario
    > della liberta'come libera scelta) mi permetto di
    > segnalare un caso per fortuna non unico,ma che di
    > questi tempi denuncia il tipico effetto domino un
    > po' in tutto il mondo cioe' il rifiuto della
    > nuova zelanda di installare MS Office su 25000
    > proponendo come alternativa il piu' neutrale
    > NeoOffice.
    >
    > http://slashdot.org/article.pl?sid=07/05/29/015225
    >
    > Una domanda sorge spontanea,ma corel office suite
    > che fa'? Suppongo abbia il supporto completo ad
    > ODF...eppure sembra sotto naftalina dai tempi
    > della quasi bancarotta.Non ditemi che non puo'
    > proporsi perche' non puo' competere con software
    > gratis......
    >
    > Un grosso abbraccio a tutti e buona fortuna
    >                                        
    >
    > Giacomo
    Caro Giacomo,
    sono contento che anche tu condivida/supporti standard aperti, molto meno per quel che riguarda la GPL, che fra l'altro e' in perenne revisione e per la quale immagino saranno previste molte altre versioni oltre alle elaborazioni attuali. La GPL non e' comunque l'unica licenza di distribuzione di sw opensource, quindi... ognuno faccia quel che crede...

    In bocca al lupo anche a te
    non+autenticato
  • > po' in tutto il mondo cioe' il rifiuto della
    > nuova zelanda di installare MS Office su 25000
    > proponendo come alternativa il piu' neutrale
    > NeoOffice.

    Grandi in Nuova Zelanda, veramente hanno 25000 Macintosh?
    non+autenticato
  • Ciao Giacomo!

    E tanti saluti a tutti i tuoi colleghi in Micorosft Italia o Apple...

    Spero che un giorno anche tu possa capire che la GPL è l'unica soluzione possibile al più grosso problema dell'informatica: il monopolio.

    Fan Linux mi mancheranno le tue dissertazioni Steviane su come la GPL sia un virus da debellare... Mi mancherà la tua ostinazione nel non capire che senza la GPL, i software sotto BSD sarebbero morti e sepolti e quella ingenuità nel proporre la BSD come licenza definitiva e perfettamente liberale.

    Addio...

    Darkamex
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > Ciao Giacomo!
    >
    > E tanti saluti a tutti i tuoi colleghi in
    > Micorosft Italia o
    > Apple...

    Gia' con questo parti con il piede sbagliato.Sono probabilmente un tuo simile sviluppatore indipendente che si deve guadagnare il pane codando.Dicendo questo non ti fai onore e denoti un sacco di parzialita' nel ragionamento.

    >
    > Spero che un giorno anche tu possa capire che la
    > GPL è l'unica soluzione possibile al più grosso
    > problema dell'informatica: il
    > monopolio.

    io l'ho gia' capita da tempo provando ad isolare un fenomeno dal resto ed ho capito che la GPL come una licenza commerciale si propone il fine ultimo del monopolio completo,ma del sorgente.Non serve molto per intuirlo basta vedere come il meccanismo della viralita' totale vada ben oltre quello che il primo sviluppatore ha scelto per il codice che ha scritto di suo pugno imponendo una sola opzione a quelli restanti che contribuiscono che potrebbero anche non essere d'accordo (bisogna considerare chiunque in democrazia).L'idea di andare ben oltre la protezione del codice e del diritto di scelta del singolo sviluppatore,senza possibilita' di scelta per chi aggiunge codice, ma solo imponendo, e' un chiaro abuso mascherato come azione necessaria contro altri monopoli.Io personalmente sono contro i monopoli,qualunque essi siano.Io sono per il libero mercato e aperto a tutti.
    Oggi passano sotto silenzio le reimplemtazioni sotto GPL di molto software precedentemente sotto altre licenze opensource,un chiaro segnale,per chi sta' ancora dormendo,del tentativo di imporre un monopolio del "tutto libero e sorgente"
    La prima linea di codice protetta da GPL impone che qualunque cosa venga aggiunta affiancata od usata sia sotto GPL non gia' sotto altra licenza opensource (come vedete non ho neppure in mente il commerciale..).Ecco da dove derivano,per esempio,gli enormi problemi di qualunque software open ma non GPL che si appresti ad usare del software coperto da tale licenza.
    Nondimeno,se non vi basta cio' per farvi venire dei dubbi sulla potenziale malafede abilmente orchestrata,si pensi che esiste pure la LGPL,licenza che puo' far tranquillamente coesistere codice con differenti licenze.Tuttavia essa viene esplicitamente sconsigliata per non ben chiare limitazioni della liberta'.
    Siate costruttivi e differenziate il trattamento fra chi inserisce il suo lavoro (collaborando) sotto licenza open da chi lo vuole chiudere per farne un prodotto commerciale.L'opensource si e' sempre basato su modelli collaborativi e di condivisione fra le diverse comunita'.Anche questa mancanza e' indice che esiste della malafede e un disegno assai differente a priori.
    In ultima e vi porto l'ennesima prova che la GPL non fa' esattamente l'interesse di tutti e' l'aspetto che pone sullo stesso piano standard di condivisione con gli applicativi che lo sfruttano.Per esempio se e' sacrosanto avere un solo formato comune aperto e condivisibile per i documenti (ODF) non e' logico avere dei prodotti gratis ed in sorgente in competizione con altri closed e commerciali.Questo non e' mercato perche' con il gratis non si compete.Tralasciando qualsiasi polemica sul fatto che oramai office sia un applicativo standard la preoccupazione e' che tale concetto possa essere applicato ovunque.Provate a pensarci,un disastro.Ricordo che non parlo in difesa di nessuno,anzi parlo a favore di tutti,del libero mercato che propone ampia scelta.


    >
    > Fan Linux mi mancheranno le tue dissertazioni
    > Steviane su come la GPL sia un virus da
    > debellare... Mi mancherà la tua ostinazione nel
    > non capire che senza la GPL, i software sotto BSD
    > sarebbero morti e sepolti e quella ingenuità nel
    > proporre la BSD come licenza definitiva e
    > perfettamente
    > liberale.

    Certo che ritornando al discorso della BSD cosa che hai dedotto tu,tralasciando deliberatamente tutti gli accenni alla viralita' locale alle proposte di LGPL o CDDL denota una totale mancanza di propensione al dialogo ma soprattutto di curiosita' nel capire le cose che magari per quanto ti possano sembrare strane possono anche essere veritiere.
    Non vorrei mai avere a che fare con uno come te.Creeresti piu' problemi che altro.


    >
    > Addio...

    Gia',pure da parte e non sentiro' di certo la tua mancanza.

    >
    > Darkamex

    Giacomo
    non+autenticato
  • be se dici adio è addio... non è che poi cambi idea... aufidersen, a bientot, bye bye... asta la vista... come te lo devo dire?
    non+autenticato

  • - Scritto da:
    > be se dici adio è addio... non è che poi cambi
    > idea... aufidersen, a bientot, bye bye... asta la
    > vista... come te lo devo
    > dire?

    ah sei talmente intelligente (ma forse lo fai apposta) che non valuti neppure il diritto di replica?
    non+autenticato
  • replica ad un saluto rispettoso? mah.. sei proprio un troll... Troll
    non+autenticato
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