venerdì 1 giugno 2007

One Laptop Per Child, il tour guidato

di W. Warner - Guida passo passo al magico mondo del laptop economico voluto da Nicholas Negroponte. Ecco cosa si cela dietro e dentro quei computer che sono in consegna in diversi paesi

One Laptop Per Child, il tour guidatoIl tour sulle funzionalità che l'OLPC implementa allo stato attuale, da un punto di vista dell'interfaccia utente è completo. Quelle che seguono sono alcune istruzioni che potrebbero risultare utili nel caso qualcun altro volesse accingersi a simulare l'OLPC sul proprio computer.

Attivare la rete
Innanzitutto possiamo passare da Sugar al terminale testuale tipico di ogni distro Linux attraverso la combinazione di tasti CTRL+ALT+3: ci verrà chiesto un nome di login, scriviamo "root" (senza apici) e ci verrà presentato il prompt di Linux.
Ora scriviamo ifup eth0, se tutto avrà avuto successo al nostro OLPC dovrebbe essere assegnato un indirizzo IP che possiamo anche vedere con il comando ifconfig. Ora, premendo CTRL+ALT+1, passiamo nuovamente all'interfaccia grafica e potremo incominciare ad usare il browser web dell'OLPC per navigare su Internet (dando naturalmente per scontato che il PC ospite sia connesso ad Internet).

Premendo ALT+0 è possibile far comparire la così detta "development console" che permetterà, fra le altre cose, l'uso di una console grafica e la possibilità di vedere un elenco dei processi in esecuzione con anche un grafico circa l'uso della CPU.
Ovviamente queste operazioni non sono affatto necessarie su un OLPC "in carne ed ossa", ma noi lo stiamo simulando e quindi non disponiamo dell'hardware su cui questo ambiente è stato sviluppato. Un'altra cosa che ci manca... è la possibilità di spegnere la simulazione. Per quanto si possa cercare, notiamo che non esiste un pulsante di chiusura del sistema. Questo perché sull'OLPC esiste un pulsante fisico per farlo, che avvia le normali procedure di shutdown. Se chiudessimo QEMU senza prima attenere il processo di shutdown rischieremmo di rovinare alcuni file essenziali al sistema per funzionare; pertanto, prima di chiudere QEMU, dovremo avviare la development console (con ALT+0), selezionare il terminale e poi scrivere il comando "halt" (senza apici). Quando comparirà la scritta "System Halted" potremo finalmente chiudere QEMU normalmente.

Se volessimo provare a far dialogare due OLPC simulati, allora dovremo prima di tutto fare una copia dell'immagine olpc1.img e chiamarla per esempio olpc2.img. Dopodiché potremo eseguire i due OLPC simulati con i seguenti due comandi:
qemu -hda olpc1.img -net nic -net user -net socket,listen=localhost:1234

e, una volta avviato il primo OLPC, avviare il secondo con:
qemu -hda olpc2.img -net nic,macaddr=00:00:DE:AD:BE:EF -net socket,connect=localhost:1234

Sfortunatamente, come già detto, questo mi ha permesso solo di poter vedere nella neighborhood view dei due OLPC il loro compagno e anche di poterne "diventare amici", ma nulla di più. Le ragioni non mi sono ancora chiare (anzi, se qualcuno lo scopre e magari lo scrive nei commenti mi farà un piacere).

Clicca per ingrandireL'avere a disposizione il terminale permette inoltre di poter studiare l'organizzazione del sistema. Per esempio possiamo vedere che tutte le attività che compaiono sulla barra grigia in basso di Sugar sono posizionate nella cartella /usr/share/activities e che ognuna è scritta in Python (linguaggio scelto e suggerito per lo sviluppo di applicazioni per questo sistema) come potete vedere qui a lato.

Sul sito IBM Dev è possibile approfondire questo aspetto e persino imparare a sviluppare attività per gli OLPC.
TAG: olpc, sugar
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