Roma - Può un
gatto affacciato alla finestra scatenare una discussione globale su privacy domestica e
Primo Emendamento? È quanto sta accadendo in questi giorni negli USA e nella blogosfera dopo che Monty, felino di proprietà di Mary Kalin-Casey, è stato
riconosciuto dalla sua padrona intenta a provare il nuovo servizio
Street View di
Google Maps.
"Il mio problema è stabilire
dove piazzare la linea che divide una foto di un luogo pubblico dallo zoomare nella vita delle persone" ha detto la stessa Mary al
New York Times: "Il prossimo passo potrebbe essere
dare un'occhiata ai libri sui miei scaffali. Se lo stesse facendo il governo, i cittadini sarebbero oltraggiati".

Mary, spaventata a suo dire da questa
violazione della privacy, ha ottenuto due risultati: diventare l'oggetto dell'ironia di molti lettori di Boing Boing (e
non solo) e
rivelare a tutto il mondo dove abita, con tanto di mappa per chi avesse difficoltà a trovare la strada giusta.
Le foto di Monty hanno fatto il giro del mondo e scatenato una gara a
scovare situazioni insolite, riprese in giro per le città attualmente coperte da Street View: alcuni siti propongono veri e propri
concorsi per catturare e votare le immagini più divertenti o curiose.
Ecco dunque
comparire un
tanga a San Francisco, un
meccanico in erba nella stessa città,
qualcuno contrario ai limiti di velocità,
multe a
non finire,
pubblicità vietate ai minori, un possibile
colpo di fulmine e persino
ragazze che prendono la tintarella.
Decine di altre segnalazioni sono visibili
qui e
qui.
Da parte sua BigG si difende: prima di lanciare il servizio sono state
consultate molte organizzazioni pubbliche (come
quella che difende le donne vittima di violenze domestiche) per sentire il loro parere su come implementare il servizio. Ciascuna immagine contiene anche un link per segnalare
contenuti inappropriati o che si desidera rimuovere. Fino ad oggi sarebbero pochissime le segnalazioni in tal senso.
Qualcun altro ricorda che l'attuale legislazione degli Stati Uniti consente di
effettuare riprese di qualsiasi cosa sia visibile dalla strada: una posizione per altro
condivisa da
molti interventi in rete.
Più in generale la sensazione è che i navigatori
non siano tanto
preoccupati dei rischi per la propria privacy, quanto per la possibilità che queste discussioni possano in qualche modo
tarpare le ali al progetto e decretarne una morte prematura.
Il problema semmai
riguarda quelle foto che non dovrebbero esistere, come quelle dei luoghi in cui
le riprese sono vietate per questioni di sicurezza.
Che fare dunque?
C'è chi suggerisce di
sorridere se si vede passare un
furgone scuro (come quello nella foto più in alto) con una strana
fotocamera in cima. E chi invece propone una
soluzione tecnica più... raffinata.
Luca Annunziata