Dario D'Elia

Rimborsate i mouse da 3mila euro

Un giovane abruzzese, affetto da distrofia muscolare, chiede alle istituzioni locali un confronto sulle politiche di assistenza ai disabili e sul supporto alle famiglie per l'accesso alla tecnologia

Roma - Sul blog Un Marziano a Pescara è stata pubblicata qualche giorno fa una lettera di un giovane abruzzese che vorrebbe ottenere un minimo di attenzione istituzionale, e con lui sono certamente tutti coloro che condividono la medesima condizione: Fabio Pavone ha 28 anni ed è affetto da distrofia muscolare. Grazie alla Metro Olografix, celeberrima associazione telematica pescarese, è riuscito dieci anni fa ad avvicinarsi al mondo - in tutti i sensi. Tramite un software che emula la tastiera a monitor, infatti, ha potuto utilizzare il pc e quindi accedere al web. Questo gli ha permesso di istaurare nuove amicizie, di informarsi e andare oltre le "costrizioni" della sua malattia.

"Oggi un nuovo tipo di mouse pilotato con le labbra gli consente ancora maggiore indipendenza. Fabio è - per modo di dire - fortunato. La sua famiglia, pur con sacrificio, si è potuta permettere di spendere 3.000 Euro (sì, tremila) per comprare questo strumento che però, in Abruzzo, non è a carico del servizio sanitario", ha scritto l'avvocato Andrea Monti al direttore del quotidiano locale Il Centro. Il 16 marzo 2007, riporta il blog, Pavone ha scritto al presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco, all'Assessore alla Sanità e al Sociale, Bernardo Mazzocca, all'Assessore alla Cultura e alle Politiche Sociali, Elisabetta Mura e al sindaco del comune di Cappelle Sul Tavo, Antonio Ridolfi per segnalare la questione. Come riporta l'avvocato Monti: "...nessuno di questi signori si è degnato anche solo di rispondere che non ci sono i soldi...".

Insomma il tema è più che delicato. Fabio sottolinea infatti che "bisogna considerare anche chi non ha la possibilità di acquistare questo tipo di attrezzatura e che di conseguenza non può avere accesso alla vera informazione, all'informazione indipendente, quella telematica". L'Integramouse dell'austriaca Life Tool permette di muovere il puntatore sullo schermo tramite il movimento delle labbra e quindi di interagire più agevolmente con il pc.
"Credo che tutti possano arrivare a pensare che è assurdo per un privato spendere una cifra così importante, semplicemente per un mouse. Questa analisi però nasce da una visione limitata della realtà, perché per me, è fondamentale riuscire a muovere il puntatore del mouse per esercitare un diritto fondamentale di ogni essere umano: il diritto all'informazione", aggiunge Fabio.

Seguono nell'accorata lettera due considerazioni: da una parte la questione della speculazione di alcune aziende sui listini dei prodotti per disabili; dall'altra la mancanza in Abruzzo di "un reale servizio assistenziale e di rimborso alle famiglie per spese di questo livello". In molte regioni di Italia, infatti, sempre secondo Fabio, "questo è un servizio gratuito e totalmente rimborsato".

"Credo che le sensibilità politiche e umane degli amministratori a cui è rivolta questa mia, non possano ignorare il problema che affligge me e non solo, considerando che la distrofia è una malattia con molta incidenza sull'Abruzzo. Auspico un'inversione di rotta dell'intera politica assistenziale che renda davvero questo sistema sociale giusto e privo di discriminazioni", conclude Pavone.

Dario d'Elia
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