Fingerprinting, più profondo il controllo della SIAE

La Società di raccolta dei diritti si avvale di una tecnologia appena uscita dalla sperimentazione. Consentirà di tenere traccia di quanto viene suonato nei locali pubblici. Niente più elenchi fallaci: chi suona paga

Roma - Il Ballo con strumenti meccanici ha una sigla dal profilo sadomaso (BSM) ed è l'oggetto del desiderio della SIAE, da tempo a caccia di un sistema per riuscire a identificare quanto viene suonato in locali pubblici come le discoteche, in modo tale da avere certezze su cui basare la propria opera di riscossione dei diritti.

La soluzione ora c'è e l'ha sviluppata per conto di SIAE la Knowmark srl, che nelle scorse ore ha annunciato la conclusione della sperimentazione della tecnologia, un apparato che trae le proprie caratteristiche dal fingerprinting.

In poche parole, viene creato un consistente database di opere di cui vengono codificati alcuni elementi caratteristici ed unici, elementi che sono in grado di rendere possibile riconoscere un brano che venga suonato o trasmesso confrontando le sue caratteristiche con quelle presenti in database.
La capacità di identificare con un certo grado di precisione di quali opere si tratti è evidentemente la chiave per cui SIAE ha deciso di affidarsi all'apparato sviluppato da Knowmark. Di per sé si tratta di tecnologie già note, via via raffinate negli anni con algoritmi sempre più precisi.

Con questo servizio, si legge in una nota del partner tecnologico, "la SIAE sviluppa le proprie attività nel segno della modernizzazione e dell'efficienza (..) garantendo maggiore trasparenza e sicurezza rispetto ai processi di rilevamento del repertorio utilizzato, certificazione e ripartizione dei diritti nel campo del ballo con strumenti meccanici (BSM)".
26 Commenti alla Notizia Fingerprinting, più profondo il controllo della SIAE
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  • è la siae che distrugge la musica altro che balle...
    non+autenticato
  • Finalmente finiranno le solite tresche per scrivere sui borderò sempre il solito Vasco Rossi o Cristina D'Avena anche quando si è appena smesso di suonare i Chemical Brothers.. Anche se ho seri dubbi sul fatto che gli algoritmi di riconoscimento funzioneranno.. Se questi andranno applicati all'impianto in uscita e verrà analizzato il segnale pure che esce da un mixer, allora posso crederci... ma voglio vedere quando il dispositivo si trova ad analizzare tutto lo spettro delle frequenze di un locale che spara musica a 10.000 watt (distorti), con brusiii di gente e soprattutto un vocalist che continua ogni due secondi con un "SU LE MANIIIIIIII..."
    UMM
    149
  • Se il database in merito sarà gestito in maniera consapevole questa iniziativa rischia di far tornare qualche soldo nelle tasche degli autori indipendenti, sempre che gli editori aderiscano seriamente alle procedure di identificazione dei brani che rappresentano. Infatti tale procedura una volta in moto permetterebbe di azzoppare tutti i trucchi attualmente utilizzati da "quelli del liscio" e gli altri big politici di accaparrarsi il calderone. Ovvero, se non è un loro brano che incassa, ora sarà più facile dimostrarlo e ridistribuire i compensi agli aventi diritto.

    Per quelli che criticano la società che ha realizzato l'implementazione per la siae, è un azienda da quanto capisco connessa al CINECA, struttura degna della massima stima e dotata di menti adatte a queste sfide, secondo me. Sicuramente meglio un organo scientifico indipendente che i laboratori telecom italia, per capirci. Io ci credo.

    Ottimismo!
    non+autenticato
  • giusto sui trucchi dei taroccatori (ma non solo quelli del liscio ce un taroccamento di programmi da paura) ma non cambierà nulla se non si cambia il sistema di ripartizione, anzi quella tipologia è stata ampliata a tutta la classe (la 1 mi pare di ricordare)

    Come la stessa siae dice:
    "Una novità tecnologica di rilievo, [u]che non modifica in alcun modo[/], gli attuali metodi di ripartizione dei diritti."
  • MA C'E' IN GIOCO MOLTO DI PIU'

    Recentemente il CdA della SIAE, con inspiegabile decisione frettolosa e dopo un brevissimo periodo di test (i cui risultati, al momento, non sono stati comunicati), ha deliberato di affidare ad una società privata costituita nel 2006 (la KNOWMARK S.R.L.) il campionamento con “riconoscimento informatico” delle musiche utilizzate nel BSM (Ballo con Strumento Meccanico), cioè discoteche e locali simili.
    Ammesso e non concesso che il sistema funzioni (considerato che al momento non ci è stata fornita alcuna prova certa), ci chiediamo: "Come può avvenire il riconoscimento automatico dei brani se le registrazioni (recenti e passate) dei produttori musicali indipendenti italiani e dei numerosi DJ che si auto-producono, non sono presenti nell'archivio informatico che dovrebbe riconoscerle?"
    Tutti questi brani non avranno alcuna ripartizione di diritti d'autore perché le relative registrazioni sono assenti nell'archivio di riferimento.
    Ma a chi importa se i brani dei nuovi gruppi emergenti giovanili, dei piccoli produttori discografici e le numerose auto-produzioni dei DJ non vengono identificati da questi sistemi di riconoscimento informatico?
    L'importante è che vengano riconosciuti i brani di classifica e di grande successo, italiani e soprattutto internazionali, che mediamente costituiscono circa il 65% dei brani utilizzati.
    E il restante 35% dei brani eseguiti nel BSM? E' vuoto a perdere.
    D'altronde non si può mica pretendere la perfezione da questi sistemi automatici di riconoscimento!
    Perché invece non si è voluto cominciare ad informatizzare il trattamento dei programmi musicali e iniziare ad utilizzare il riconoscimento informatico, sviluppando le tecnologie all'interno della SIAE, utilizzando le risorse umane già esistenti e gli Agenti e Mandatari presenti sul territorio quale strumento di controllo della loro veridicità?
    La risposta è molto semplice.
    Perché questo sistema di “riconoscimento informatico”, adottato frettolosamente dal CdA della SIAE, ci appare, al momento, a tutto vantaggio dei grandi editori musicali che gestiscono repertori ampi e sconfinati, italiani e internazionali, il cui altissimo numero di brani (differentemente dall’autore Tizio, Caio o Sempronio, o dai piccoli repertori delle etichette indipendenti) statisticamente, hanno le maggiori probabilità di essere rilevati e riconosciuti automaticamente dal sistema.
    E tutti gli altri brani musicali registrati e utilizzati solo con frequenze e in contesti più limitati?
    Se non sono presenti nell'archivio informatico, non riceveranno alcun compenso.
    Se invece lo sono, per entrare in ripartizione avranno comunque bisogno di molta “fortuna”, perché dovranno essere utilizzati nel locale, nella serata e nell’ora in cui avverrà la registrazione. AUGURI!!!!
    Per loro sarà, in ogni caso, come azzeccare il biglietto vincente di una lotteria.

    fonte: notiziario maggio2007 dell'associazione ACEP
    http://www.assoacep.com/notizia/mag2007.html
    non+autenticato
  • E' impossibile che per mettere una piccola colonna sonora su un sito che và da zero a circa 500.000 visite mensili si debba pagare 100€/mese alla SIAE + contributo alla casa discografica...

    Preferisco eliminare la musica del tutto dal mio piccolissimo sito..

    A volte si arriva all'esagerazione..
    non+autenticato
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