Dario Bonacina

Cellulari, respirano ancora ma li buttano via lo stesso

I telefonini non sono beni durevoli: smarriti, dimenticati, sbattuti, cambiati per noia. Ecco un quadro poco confortante del loro breve ciclo di vita nel mondo ricco. Alcuni finiscono nello sciacquone

Roma - Quando si sostituisce un telefonino? Quando non funziona più o quando l'utente si stanca? La risposta esatta sembra essere la seconda: sono infatti milioni i dispositivi elettronici ancora funzionanti che vengono abbandonati, rottamati, gettati nella spazzatura.

Da un'indagine condotta da Research International per conto di eBay emerge che l'utente italiano è un ottimo cliente per il business dell'industria tecnologica: la vita media di un elettrodomestico è di circa 8 anni, ma il 22% delle sostituzioni avviene quando lo strumento risulta ancora funzionante (un valore che per quanto riguarda gli Hi-Fi sale al 30%).

Gli apparecchi sostituiti - dice Research International - vengono spesso parcheggiati in soffitte, ripostigli e cantine. Ma altrettanto spesso l'utente se ne libera, in modo più o meno rispettoso dell'ambiente (discariche, regolari e non). Il ciclo di vita medio di un telefono cellulare è invece di circa tre anni, con punte molto più brevi per i tecnofili accaniti, che dopo sei mesi già percepiscono il proprio apparecchio come un oggetto più obsoleto dell'auto dei Flintstones.
Suscita stupore (anche se non dovrebbe, visti i numeri) la "sindrome dell'abbandono": il 35% degli italiani che sostituiscono il proprio telefonino, utilizza (ovviamente) quello nuovo e "dimentica" il vecchio apparecchio ancora funzionante in qualche angolo della casa, senza mai più accenderlo.

La fine più ingloriosa la fanno però i cellulari degli utenti inglesi: Tech riferisce che, secondo una ricerca di SimplySwitch, ogni anno 885mila telefonini prendono la via dello sciacquone. Tanti sono, infatti, i telefonini che spariscono nel WC per farsi un giro nelle reti fognarie. Un risultato inarrivabile nell'ambito dalla hit parade degli smarrimenti dei cellulari, che alle spalle della "tazza" vede protagonisti i pub (810mila), i divanetti posteriori dei taxi (su cui giacciono dimenticati 315mila apparecchi) e i sedili degli autobus (225mila).

Questi numeri offrono una delle plausibili spiegazioni della prosperità dell'industria della telefonia mobile di cui dà notizia Gartner: nel primo trimestre del 2007 in tutto il mondo sono stati venduti oltre 250 milioni di telefonini (+14% rispetto al periodo gennaio-marzo 2006).

Dario Bonacina
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