Alfonso Maruccia

Nuovi microchip che funzionano a onde cerebrali

Passi avanti verso l'interfaccia neurale definitiva. Per ora si controlla un cursore sullo schermo, ma le prospettive sono di una comunicazione molto più intima tra macchina e pensiero

Roma - Una ricerca appena pubblicata su Nature accorcia ulteriormente le distanze sulla via di una compiuta integrazione tra macchine intelligenti e pensiero umano. Un ragazzo paralizzato riesce a comunicare con un computer grazie ad un microchip installato a diretto contatto col suo cervello e, anche se per ora le azioni possibili sono limitate, c'è chi scommette sulle possibili applicazioni commerciali della tecnologia in un futuro non troppo lontano.

Quanto è capitato a Matthew Nagle ha un che di miracoloso: ventisei anni, con braccia e gambe paralizzate, ha imparato a muovere un cursore sullo schermo, giocare a semplici videogame, controllare un braccio robotico e controllare la televisione con la sola forza del pensiero, letteralmente. Merito del microchip messo a punto dai ricercatori della Brown University, in collaborazione con altri tre atenei e con la società privata Cyberkinetics - Neurotechnology Systems.

Il chip, impiantato a diretto contatto con la corteccia cerebrale del ragazzo, legge i percorsi elettrici del cervello di Nagle, trasformando le reazioni sinaptiche in impulsi elettronici comprensibili da un computer: il sistema funziona talmente bene, stando a quanto riporta CNNMoney, che Nagle è in grado di fare tutte le azioni sopra descritte mentre parla in contemporanea - sempre attraverso il microchip - con i ricercatori.
Un lavoro che rientra di diritto nel fiorente dibattito sul transumanesimo, e che dimostra come i cyborg siano una realtà dell'oggi piuttosto che una promessa del domani: già in passato si è avuto notizia di future interfacce avanzate per il controllo dei videogiochi con la mente, o di brevetti potenzialmente in grado di far evolvere le attuali interconnessioni mentali tra organismi viventi e apparati tecnologici. Il lavoro presentato su Nature è però il primo a dimostrare risultati pratici in tal senso ed è, dicono i ricercatori, soltanto l'inizio di qualcosa che promette ulteriori, rapidi sviluppi.

Attualmente è possibile scrivere quindici parole al minuto grazie al microchip impiantato nel cervello, sostengono i ricercatori della Brown University, ovvero la metà della velocità media di scrittura a mano. Considerando la capacità dei calcolatori di raddoppiare la potenza elaborativa ogni due anni, nel 2012 sarà possibile scrivere da 110 a 170 parole al minuto, trasformando i comandi cerebrali in testo scritto o sintesi vocale con la stessa velocità tipica della comunicazione verbale.

Una prospettiva di notevole interesse per chi è affetto da gravi menomazioni alla funzionalità del corpo ma non del cervello, come nel caso del grande fisico teorico Stephen Hawking. Un mercato che si stima valga 3,4 miliardi di dollari e che è cresciuto del 21% l'anno scorso. Ma non solo: CNNMoney si spinge ad ipotizzare, in un futuro poi non così lontano, persone che sceglieranno volontariamente di farsi impiantare il cerebro-chip, per godere di una integrazione con personal e dispositivi intelligenti che farà sembrare l'odierna esperienza con mouse e tastiera "una tortura da passato medievale".

Alfonso Maruccia
20 Commenti alla Notizia Nuovi microchip che funzionano a onde cerebrali
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  • Esiste già: si chiama BCI Brain Computer Interface, non necessita di impianti cerebrali, si monta una cuffia da EEG.
    non+autenticato
  • Direi che tutto dipende dal punto di vista con il quale guardi le cose.

    Ovviamente il legno può essere "duro" rispetto alla stoffa, ma non lo è certamente rispetto al ferro.

    Pensa che ad una lucertola gli ricresce la coda mozzata!

    Pensa ad una formica che riesce a sollevare psei molte volte il peso del suo stesso corpo.

    Sono moltissimi gli esempi....e sappi che quando uso la tastiera non faccio vento...scateno un tornado!
    Sorride
    Nilok
    1925
  • Vediamo se riesco a risponderti....

    Non ho detto che aiutare una persona con un chip è sbagliato.

    Ho detto che è una tecnologia obsoleta.

    Un individuo NON E' il suo corpo.

    Quando il corpo è troppo "acciaccato" o subisce un "guasto sufficientemente grave" l'individuo lo abbandona: questa è la morte.

    Se (e ripeto SE) l'individuo raggiungesse l'abilità di cambiare il proprio corpo con un corpo nuovo di zecca, questa non sarebbe forse una soluzione migliore?

    Perdere tempo a studiare microchips...che facciano pure.
    Nilok
    1925
  • Stai all'erta, ti stanno lavando il cervello:
    http://xenu.com-it.net/txt/poteriot.htm
    non+autenticato
  • ....il Problema è quando insieme al chip ti impianteranno anche un modem wi-fi che converte le onde cerebrali in segnale RF, a questo punto esisteranno hacker che tenteranno di entrarti nel cervello e fare taglia/copia/incolla di pensieri o comandare il tuo cervello a distanza con un portatile con installato una specie di Brain UltraVNC....
    ...Ca**o Figata!!!
    non+autenticato
  • ...per chi è al corrente dei retroscena, svelati da David Icke, sull'intenzione dei poteri occulti mondiali di obbligare la popolazione a infilarsi un microchip nel cranio per poterla quindi telecomandare nei comportamenti e nei pensieri.

    <A HREF="http://www.cospirazione.net/index.php?option=com_c...;

    Finchè ne parlava Icke poteva sembrare uno scenario da incubo e fantascientifico, ma l'articolo dimostra che si tratta di un'atroce realtà.

    Magnificano il microchip come dispositivo con il quale potrete INVIARE comandi al pc, ma vi nascondono che il vero scopo è quello di far RICEVERE comandi al vostro cervello (posto che ne abbiate ancora uno).
    non+autenticato
  • Non serve uno scemo come Icke per far gridare allo scandalo, quando:

    A) La TV è in tutte le case, ed è un apparato che invia stimoli al cervello. Comincia a buttarla via.

    B) Quasi tutti abbiamo un telefonino, atto a trasmettere onde radio con tutti i rischi di tracciabilità annessi. Comincia a buttarlo via tu per primo.

    C) Molti di noi hanno un bancomat o una postepay. Anche qui, il rischio di tracciabilità economica per scopi illegittimi è alto. Comincia ad usare solo soldi di carta e non effettuare acquisti in Internet.

    D) Anche la navigazione in Rete è tracciabile e controllabile. Perché continui a scrivere qui?
    non+autenticato
  • risposta a Mark:

    A) Mai guardata la televisione

    punti B, C e D) Non c'entrano un caxxo col tema. So benissimo a che rischio vado incontro a usare internet o il bancomat. Ma usarli è un mio atto di volontà, non mi obbliga nessuno. Ed è proprio questa facoltà che vogliono toglierti.
    non+autenticato
  • > Magnificano il microchip come dispositivo con il
    > quale potrete INVIARE comandi al pc, ma vi
    > nascondono che il vero scopo è quello di far
    > RICEVERE comandi al vostro cervello (posto che ne
    > abbiate ancora
    > uno).
    la televisione, il computer, il cellulare sono inizialmente strumenti di libertà. Il poterne fare a meno è la garanzia contro la possibilità che vengano trasformati in strumenti di controllo. Ma un impianto nel cervello, se non è motivato da gravi patologie, è talmente invasivo che se arrivasse a condizionare pesantemente la vita delle persone, se diventasse una tecno-cocaina di cui non si è più in grado di fare a meno, diventerebbe il più formidabile dispositivo di controllo mai inventato. Se venisse imposto come oggi si impone il vaccino, si aprireppe uno scenario "nero". In tal caso la gente, per liberarsi dal controllo, dovrà imparare ad "hackerare" il proprio cervello.
    non+autenticato
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