Dario D'Elia

Il video online toglie peso al P2P

La popolaritÓ dei clip video mette il P2P in minoranza in quanto a traffico di rete generato. Uno studio americano conferma: il fenomeno Ŕ in crescita. A trainare non sarebbero per˛ i video fatti in casa

Roma - È bastata l'enorme crescita di YouTube a scalzare il dominio del P2P sul traffico in rete: le ultime stime sostengono che su HTTP giri il 46% del traffico totale contro il 37% del P2P, un sorpasso storico.

Ne parla Zeropaid che osserva come il P2P in Nordamerica negli ultimi 4 anni avesse costituito sempre l'applicazione capace di "catturare" la più alta percentuale di traffico e come, se questo sia ora cambiato, lo si debba all'esplosione del "fenomeno" della videorete.

Dati che danno ancora maggior peso alle rilevazioni di Magid Media Futures, che lo scorso marzo negli USA ha calcolato come il numero dei video-spettatori sia cresciuto rispetto all'anno precedente del 56%. Insomma, il 14% della popolazione (fra i 12 e 64 anni) guarda regolarmente almeno un filmato online al giorno. Se si parla, invece, di consumo settimanale si scopre che la share è del 52% - contro il 44% del 2006.
Il dato più interessante è rappresentato però dai consumi dei giovani adulti di età compresa tra i 18 e i 24 anni. Il 35% ha ammesso di guardare almeno un video al giorno; l'80% lo fa almeno una volta alla settimana. Questo si traduce in una sorta di dominio maschile del mezzo: le ragazze infatti nel 53% dei casi non vanno oltre un filmato alla settimana.

"Chiaramente la fruizione dei video online dimostra che Internet è diventata una piattaforma di massa per la distribuzione di contenuti video ad un ampio gruppo di americani", ha dichiarato Mike Vorhaus, vice presidente di Frank N. Magid Associates, Inc., la società di media-consulating che ha curato la ricerca.

La classifica dei video più gettonati, però, non rispecchia molto i gusti - o le percezioni - europee. Qui si scopre infatti che i servizi giornalistici sono i contenuti più gettonati; seguiti a ruota dagli scherzi e i blooper, dal meteo e dai trailer cinematografici. Chiudono il ranking di preferenze i videoclip musicali e i contenuti auto-prodotti. Ovviamente a seconda dei gruppi demografici si hanno consumi concentrati verso una direzione invece che un'altra. Ad esempio i più vecchi (tra i 45 e i 64 anni) preferiscono i servizi news, mentre i teenager i video blooper.

"La quantità di contenuti visti regolarmente dai consumatori è incredibile. E non si tratta solo di mini-clip YouTube. Gli utenti guardano servizi, preview, clip e in alcuni casi anche film e show televisivi", ha commentato Vorhaus. "L'offerta sta aumentando e i consumatori ne stanno approfittando".

Lo studio di Magid Media Futures disegna anche una diretta correlazione fra il fenomeno video e la diffusione delle reti WiFi. Al momento, infatti, il 41% delle case è coperto da servizi di accesso wireless - contro un 16% del 2005. "Per ora le reti casalinghe comprendono pc e stampanti. Ma possiamo immaginare che nei prossimi anni succederà lo stesso alle televisioni", ha concluso Vorhaus.

Dario d'Elia
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