Alfonso Maruccia

Google abbaia, MS cede, Vista cambia

Il big di Redmond decide di aggirare le accuse della rivale sulle funzionalità di search del suo sistema operativo. Per evitare grane, Vista verrà modificato e garantirà interoperabilità a Google Desktop Search e dintorni

Redmond - Nessuna Grande Guerra del Search si profila all'orizzonte: a sorpresa, la vertenza aperta da Google contro le funzioni di indicizzazione di file e contenuti di Windows Vista, giudicate contrarie alle regole antitrust, si è conclusa con un accordo tra Microsoft, il Dipartimento di Giustizia e i Procuratori di Stato USA.

L'intesa sulla faccenda garantirà alla Windows-company la non perseguibilità nelle aule di tribunale, e in cambio Microsoft si è impegnata a modificare opportunamente il codice di Vista per ottemperare alle richieste di maggior apertura ai prodotti concorrenti sostenute da Google. In cosa tali modifiche consistano concretamente non è ancora dato saperlo.

La mossa di Microsoft arriva dopo le dichiarazioni del CEO Steve Ballmer, che aveva ribadito pochi giorni fa come la società si muovesse, in ambito di regole antitrust, secondo quanto previsto dall'intesa col governo USA del 2002. Una visione che non ha però impedito all'azienda di muoversi per venire incontro a quelle richieste, smontare le accuse della rivale ed evitare così almeno per ora un confronto diretto tra superpotenze.
Pubblica un commento a caldo TechCrunch, che si chiede quali possano essere le reali intenzioni dietro la decisione, in questa occasione specifica, di mettere a tacere gli avvocati. Potrebbe rappresentare una semplice ritirata strategica in attesa di occasioni migliori o, in seconda ipotesi, l'ennesima dimostrazione di una crescente fragilità della corazzata Microsoft.

La minaccia congiunta della concorrenza serrata di Google e di un nuovo, possibile scontro violento con le norme antitrust statunitensi potrebbero infine aver convinto Redmond a più miti consigli. Di certo, visto l'impatto mediatico dei due player, Google e Microsoft, il fatto che la battaglia a lungo attesa alla fine non si combatta lascia molti a bocca aperta, tanto più che ad uscire dallo scontro è un'azienda che non ha mai rinunciato a sostenere in tribunale i propri diritti fino in fondo.

Alfonso Maruccia
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