Google apre la sua blacklist

BigG mette a disposizione degli sviluppatori le interfacce di programmazione per accedere a Safe Browsing, il database in cui vengono registrati gli indirizzi dei siti considerati pericolosi

Mountain View (USA) - D'ora in avanti l'imponente blacklist Safe Browsing di Google, la stessa utilizzata dal plug-in antiphishing di Firefox e da Google Desktop, potrà essere utilizzata da chiunque si registri gratuitamente al servizio. BigG ha infatti aperto le API di Safe Browsing così che gli sviluppatori indipendenti possano integrarle all'interno delle proprie applicazioni.

Safe Browsing è considerato uno dei più imponenti e aggiornati elenchi di indirizzi web pericolosi, indirizzi che spesso portano a pagine web contenenti attacchi di phishing o malware. Gli esperti ritengono che il suo utilizzo, complementare a quello di un antivirus e di un firewall, possa significativamente incrementare la sicurezza di chi naviga su Internet.

Chiunque possieda un account di Google può iscriversi al servizio da questa pagina: oltre alle API, l'utente riceve una chiave personale da 58 caratteri necessaria per autenticarsi al servizio. Ciò permette a Google di disattivare l'account degli utenti che trasgrediscano al contratto di servizio: contratto che, fra le altre cose, stabilisce che la stessa applicazione possa interrogare il database a intervalli di tempo non inferiori ai 30 minuti e che gli utenti di tale applicazione che utilizzano regolarmente il servizio non siano più di 10mila (se si supera tale soglia, è necessario avvertire Google). BigG impone inoltre alle applicazioni che utilizzano Safe Browsing di informare gli utenti circa il fatto che il servizio non fornisce una completa protezione dai malware.
Come dimostra anche la recente acquisizione della società di sicurezza GreenBorder, Google sta investendo molto nel settore della sicurezza: molti ipotizzano che il motore di ricerca sia intenzionata ad entrare nel mercato degli antivirus, ma l'obiettivo più immediato, secondo altri, è quello di accrescere la fiducia degli utenti nel Web e, soprattutto, nelle applicazioni web-based. Ciò si traduce infatti in un aumento degli utenti ai propri servizi, molti dei quali leader nel proprio settore.
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