Alt! Molti videogiochi nessuna malattia

Retromarcia degli autori dello studio dell'AMA

Roma - Sono passati solo pochi giorni da quando un report dell'Associazione dei medici americani, AMA, ha indicato l'imminente inserimento nei manuali diagnostici di una nuova patologia, quella legata alla dipendenza da videogiochi. Ora però, dopo il gran baccano sollevato, i medici ci hanno ripensato.

Nel corso del meeting annuale dell'associazione, infatti, non hanno voluto procedere ed hanno anzi dichiarato che prima di poter considerare una forma di malattia mentale l'uso intensivo dei videogiochi ci vorrà ancora molto lavoro di ricerca.

"Non c'è nulla qui che suggerisca che questo sia uno stato di complesso disturbo mentale simile all'alcolismo o all'abuso di altre sostanze, e non sembra lecito potervi associare la parola dipendenza", ha spiegato Stuart Gitlow, esponente dell'Associazione.
L'Associazione si limita dunque a raccomandare ulteriori studi sull'argomento.
7 Commenti alla Notizia Alt! Molti videogiochi nessuna malattia
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  • Ma questo non lo dicono in tv! Ci scommetto una scatola di testicoli che non lo dirà nessun telegiornale!
    Molto meglio per la classe politica italiana che la gente continui a pensare al videogioco come a qualcosa di negativo...VERGOGNA
    non+autenticato
  • Anche i giocatori d'azzardo non assumono nessuna sostanza però c'è una percentuale di loro che diventa dipendente dal gioco e non è più in grado di smettere.
    I meccanismi psicologici dell'appagamento si attivano solo in caso di vincita, per cui il giocatore è felice solo mentre gioca.
    Un meccanismo simile può concettualmente attivarsi anche nel caso dei videogiochi: solo il vincere al videogioco attiva il rilascio di serotonina dando appagamento e autostima.
    A quel punto non giocare o perdere può indurre una depressione, uno stato che porta al gioco ossessivo-compulsivo.
    Ovviamente si tratta di derive patologiche e non si deve generalizzare, ogni caso va studiato attentamente.
    non+autenticato
  • Per quanto è di mia conoscenza, in realtà il meccanismo dell'appagamento, per coloro che vincono (sia nel gioco d'azzardo sia nel videogioco) nel caso specifico non si attiva, nei casi più patologici, ovviamente, e conseguentemente non riescono a fermarsi autonomamente proprio per il fatto di non essere soddisfatti.
  • che ti viene il cancro se giochi troppo? l'epilessia? lol
    non scherziamo...
    Piuttosto che si faccia propaganda per le dipendenze realmente dannose: fumo e droghe in primis.
    Sembra più un discorso buttato lì dall'industria degli audio-visivi che si stanno vedendo mangiare una bella fetta di mercato dall'industria videoludica.
    E cmq personalmente mi capita di stare 1-2 settimane a giocare 5-6 ore al dì, e non mi viene certo la crisi di astinenza se improvvisamente sono costretto a stare lontano dal pc per vari motivi.
    Baggianate. Come tutte quelle storie pseudo-psico-somatiche secondo cui ad esempio io che sono primogenito sarei più intelligente di mia sorella (Einstein non era mica primogenito O_o), lasciano il tempo che trovano: se ho i geni di un genio non ha importanza, dipende per il 99% dall'ambiente che ti ritrovi intorno.
    E i tg ci sguazzano, alla stregua di oroscopi, ricerche pseudo scientifiche che girano intorno ad un discorso ma che non dicono nulla di realmente certo e lasciano spazio alla interpretazione personale: per carità saranno anche primogeniti sti scienziati, ma bisogna anche perdonarli...rendere pubblici questi studi è l'unico modo per ottenere finanziamenti e campare.
    Cosicchè se una società di telefonini finanzia degli scienziati per dimostrare che il cellulare non provoca danni cerebrali questi scienziati riusciranno senza dubbio a dimostrarlo.
    Ma sono sicurissimo che se una ditta che produce vivavoce e auricolari finanziasse la stessa ricerca si otterrebbero ben altri risultati.
    Probabilmente le generazioni future (se ce ne saranno) rideranno di quello che sta succedendo nel ventunesimo secolo, e il paragone tra il grosso del mondo scientifico attuale e le arti astrologiche dei popoli precristiani non sarà certamente fuori luogo (con le dovute eccezioni per coloro che hanno fatto ricerca nell'interesse dell'umanità e non per ottenere il compenso dal finanziatore)
    non+autenticato
  • come cita la famosa canzone...
    si vede come tutti questi capoccioni al posto che star dietro a ricercare cure per i tumori e le malattie più diffuse, stan lì a tirarsi le dita a dire cazzate sui gamer...

    ma poverini, cosa vuoi, dopo che ogni mese salta su un ragazzino yankee che fa una strage con doppio uzi al conad mi preoccuperei anche io...

    è il buco dell'ozono che gli brucia il cervello.
    non+autenticato
  • La vogliamo finire con queste considerazioni idiote riguardo i ricercatori?
    Non tutti i ricercatori di questo mondo stanno facendo ricerche sul cancro o sull'alzheimer. I motivi sono principalmente due:
    a) non tutti sono portati per quel tipo di ricerche (c'è chi è portato per la matematica e fisica, chi per l'ingegneria, chi per l'informatica e chi per la biochimica)
    b) non ci sono fondi e finanziamenti cosi' elevati da garantire un numero maggiore di ricercatori nel settore.

    Non possiamo certo pretendere che chi si occupa di psicopatologia possa trovare una cura per il cancro! La discussione sull'argomento dipendenza dai videogiochi è piuttosto seria, si tratta in gran parte di dipendenza dai MMORPG (che sono giochi i cui meccanismi sono studiati a tavolino per causare la più alta dipendenza possibile).

    Che essi causino in quasi tutti quelli che ci giocano una lieve dipendenza psicologica è una cosa risaputa a chiunque abbia giocato WoW o giochi simili.
    Nella stragrande maggioranza dei casi la cosa finisce li, lieve dipendenza (come per molte cose che piace fare). Per pochissimi casi invece la cosa diventa patologica, come ad esempio i casi coreani o cinesi di persone che stanno collegate 24/24 per giorni interi (e ci muoiono pure davanti al pc).

    Con la sempre piu' vasta diffusione di questo tipo di giochi è ovvio che la necessità di analizzare a fondo il fenomeno si fa piu' pressante.
    non+autenticato
  • "Non c'è nulla qui che suggerisca che questo sia uno stato di complesso disturbo mentale simile all'alcolismo o all'abuso di altre sostanze, e non sembra lecito potervi associare la parola dipendenza"

    Scusate eh! e ci credo bene! per paradosso allora:
    facciamo anche che a chi gli piace lavorare tanto sia trattato allo stesso modo...

    o chi guarda tv o chi ascolta radio o chi gioca a calcio ecc...

    a sto punto prendiamo tutti delle pillole per evitare di esser contenti, svagarsi e divertirsi *_*