Gabriele Niola

Pane e PC, dal trashware all'alfabeto digitale

Ci si può attivare in ambito locale e tentare di trasformare un quartiere ad esclusione digitale in una fabbrica di recupero del trashware e di inclusione nella Società dell'Informazione. Ecco cosa succede a Taranto

Pane e PC, dal trashware all'alfabeto digitaleTaranto - I computer usati e i software open source sono la chiave di volta di una ulteriore iniziativa che può contribuire a ridurre il digital divide portando all'inclusione nella Società dell'Informazione di popolazioni che oggi ne sono perlopiù escluse: accade con l'iniziativa Pane e PC di Francesco Settembre e Antonio Confessore presso la parrocchia Santa Famiglia di Taranto. L'obiettivo è portare il computing e l'accesso alla società della conoscenza al centro del quartiere Salinella a Taranto, dove almeno i tre quarti dei residenti sono ad oggi digital divisi.

Il trashware come risorsa per una "nuova informatica" è tutto meno che una novità ma Pane e PC dimostra quanto possa essere utile attivarsi nella propria comunità: l'idea è raccogliere le donazioni di PC ritenuti obsoleti da aziende e da privati, di rimetterli a nuovo grazie al software libero con il contributo volontario di alcuni esperti e di donarli alle famiglie che più ne hanno bisogno, dopo avere insegnato loro come utilizzarli.

Pane e PC dunque ha il triplice obiettivo di riciclare con efficacia pc altrimenti destinati allo smaltimento, diffondere il software libero, la sua cultura e le sue potenzialità, e ridurre il digital divide, portando PC in famiglie che fin qui non hanno avuto l'opportunità di conoscere il computing. Per insegnare a famiglie e ragazzi si sta attrezzando un'aula che troverà spazio nella Parrocchia. L'obiettivo è coinvolgere il maggior numero di persone fornendo conoscenze di base sia a livello hardware che software. Per saperne di più Punto Informatico ha parlato con uno degli ideatori di Pane e PC, Antonio Confessore.
Punto Informatico: Che interesse c'è da parte dei privati? Riuscite ad ottenere sufficienti donazioni di materiali?
Antonio Confessore: Abbiamo ricevuto molte donazioni da parte di privati. Dovremmo ritirare oggi stesso o in settimana del materiale dal centro informatico di Taranto.

PI: E sono sufficienti?
AC: Sì. Dovremmo tenere lezioni ogni settimana così da riuscire a colmare il divario almeno per quanto riguarda i ragazzi.

PI: Pensate a vere e proprie classi?
AC: Sì ma successivamente, con altri computer che stiamo assemblando, dovremmo riuscire anche ad aiutare coloro che non riescono a seguire in gruppo. Andranno seguiti passo passo anche con il sostegno telematico.

PI: Come si compongono i corsi?
AC: I corsi non sono ancora stati avviati perché attendiamo ancora l'assemblaggio dell'aula informatica. Ad ogni modo puntiamo a tenere lezioni di 3 o 4 ore alla settimana dividendo in più gruppi i partecipanti, insegnando più cose possibili anche a gruppi differenti. Cercheremo di far rimanere quindi tutti quanti passo passo sullo stesso punto.

PI: Avete deciso di insegnare basandovi sui sistemi aperti, open source, come mai?
AC: Perché l'open source è un metodo sicuro per imparare qualcosa. Con i sistemi operativi liberi, a parte il fatto che non ci sono problemi di licenze, si impara a mettere le mani sul sistema e poi si possono usare anche PC obsoleti usando al massimo tutte le risorse.

PI: Digital divide affrontato a colpi di software libero
AC: L'utilizzo di sistemi liberi è utile per cercare di colmare quel divario che c'è. Le tecnologie sono usate da una minoranza della popolazione che in questo modo possono avvicinarsi a questi sistemi, peraltro in continuo sviluppo, con approcci diversi e innovativi.

PI: E se gli studenti nel mondo del lavoro troveranno sistemi proprietari?
AC: Per quanto riguarda gli applicativi, quelli che insegniamo hanno le medesime caratteristiche dei sistemi proprietari, documenti di Word o di Excel vengono scritti allo stesso modo, lo stesso vale per la musica: ci sono programmi equivalenti a quelli proprietari. I problemi potrebbero presentarsi solo al momento di fare cose come configurare un rete.

PI: Al di fuori di Windows
AC: Il fatto è che l'ambiente Windows può essere percepito ugualmente usando i software liberi, per esempio usando la distribuzione Ubuntu di Linux. In quel caso l'utente si può muovere come farebbe con Windows, ad esempio trovandosi a gestire i medesimi tipi di menù.

PI: Da dove nasce Pane e PC? Come vi è venuta l'idea?
AC: L'ideatore di questo progetto è stato Francesco Settembre che ha già provveduto ad effettuare un altro progetto del genere. Lo abbiamo pensato in piccolo, per la nostra città, per cercare di aiutare chi ha bisogno di una mano per imparare qualche cosa di utile come l'uso di un computer.

PI: Che prospettive ci sono? C'è interesse?
AC: Al momento l'iniziativa sta procedendo nel migliore dei modi. Stiamo avendo riscontri da più parti, per esempio c'è un'azienda di Padova che ci donerà i computer. Come questa ce ne sono altre dalle quali siamo in attesa di risposta.

PI: Ci sono possibilità di espansione dell'iniziativa?
AC: Ovviamente non escludiamo nulla. Anche perché effettuare dei corsi di questo tipo ad un livello maggiore sarebbe una soddisfazione personale.

a cura di Gabriele Niola
6 Commenti alla Notizia Pane e PC, dal trashware all'alfabeto digitale
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  • ciao

    faccio parte dell'associazione culturale VerdeBinario
    (www.verdebinario.org) e abbiamo sede presso l'università della calabria.
    Anche noi recxuperiamo hardware dismesso e lo riqualifichiamo
    utilizzando software libero.
    fino ad ora abbiamo donato computer a diverse associazioni, studenti e a famiglie di migranti grazie alla collaborazione con l'associazione Stella cometa che si occupa di accoglienza e sostegno per migranti e persone bisognose. Esperienza grandiosa ma costellata di mille difficoltà! Inoltre vogliamo realizzare un museo interattivo di archeologia informatica in collaborazione con l'università, abbiamo raccolto diverso hardware storico e siamo alla ricerca continua di pezzi storici. Se riusciremo nell'impresa, forse si tratterà del primo museo di archeologia informatica nel meridione.

    sarebbe interessante organizzare un incontro sul trashware a cosenza
    con altre associazioni come quella di taranto. potrebbe essere un'idea ...

    Saluti
    Irene
    non+autenticato
  • Vorrei fare un servizio ad ok sù internet: rivoluzionare il mondo grazie ad un sito che sarà best revolution.
    C'è qualcuno che conoscendo lo sviluppo web potrebbe aiutarmi?
    non+autenticato
  • Bellissima iniziativa auguro a tutti quelli che fanno parte di quel progetto di espandervi il più possibile
  • Complimenti per l'iniziativa spero che possa nascere una qualche collaborazione all'interno della provincia di Taranto, cercando di allargare il più possibile questa iniziativa.

    Spero in un qualche contatto da parte degli organizzatori.

    Grazie

    Francesco Giancano
    www.fragagnano.com
    francesco@fragagnano.com
    non+autenticato
  • Ciao,

    sono Francesco, l'ideatore di questo progetto.
    Uno degli obiettivi che abbiamo è proprio quello di espanderlo il più possibile, per cercare di realizzare una vera e propria "rete". Per far questo, stiamo cercando di rimettere su qualcosa (http://linux.tarantovillage.it/forum/index.php) che assomigli ad un LUG (il TaLUG - http://talug.altervista.org - è morto)...e quindi ogni richiesta di collaborazione è ben accetta!

    PS: tra l'altro il vice parroco della Santa Famiglia è proprio di Fragagnano, ed ha come sfondo un wallpaper di fragagnano.com Sorride

    Ci risentiamo via mail
    Francesco "CrazyHorse"
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    Modificato dall' autore il 26 giugno 2007 11.09
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    Modificato dall' autore il 26 giugno 2007 11.10
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  • Complimenti al grafico, stavolta m'è proprio piaciutaSorride



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    2+2 fa 5. E' così perché è così. Godai Yusaku l'ha detto! Tutti a prostrarsi ai suoi piedi! E se provate a dimostrare scientificamente che si sbaglia FARNETICATE!
    (questa firma resterà finché ci sarà sul forum anche una sola persona che sosterrà una tesi senza dimostrarla con metodi scientifici)