Cresce poi lo scambio di contenuti in alta definizione e di interi album musicali, che assieme ai suddetti film hanno trovato - oramai in pianta stabile -
il loro veicolo privilegiato nella velocissima rete BitTorrent. In questo caso la percentuale di
seeder (chi condivide un file nella sua interezza anche dopo la fine del download) e
leecher (chi si limita a scaricare e staccare subito dopo la "spina" della connessione) è cresciuta del 66% in 12 mesi.
Le recenti, rocambolesche
disavventure di isoHunt e TorrentSpy non sembra possano condizionare più di tanto la crescita dei torrentisti:
per un tracker buttato giù ve ne sono tanti altri pronti a prendere il suo posto, senza considerare
l'inaffondabile Pirate Bay, da sempre nel mirino di industria e cybercop ma che nonostante tutto ancora resiste ai marosi della
Grande Battaglia del Copyright imbastita dai nuovi padroni del vapore digitale.
A dimostrazione dello scarso successo dell'azione di contrasto dei produttori alla distribuzione veloce di tutto quanto è digitale messa in atto dei torrentisti,
ritorna a dare segni di vita anche Demonoid, portale di torrent privato recentemente
messo sotto torchio in Olanda.
BREIN, la SIAE locale, ha fatto pressione sull'ISP che ospitava il sito, costringendo quest'ultimo prima a simulare un crash e ora a
spostare definitivamente i server in Canada, come dimostra l'investigazione a base di
tracerouting dell'immancabile
Zeropaid.
Il sito
è tornato a vivere, anche se ora si trova a dover fronteggiare l'assalto di "migliaia di nuovi visitatori" che probabilmente costringeranno il management ad impiegare hardware più veloce per gestire il tutto. Tutto questo, naturalmente, se Demonoid non si trasformerà in un
nuovo obiettivo delle azioni legali delle major nordamericane, che difendono a spada tratta il copyright.
Alfonso Maruccia