Paolo De Andreis

Italia.it, il Governo nasconde le carte

E nega che migliaia di utenti italiani, che vogliono conoscere tutti i dettagli della genesi di Italia.it, abbiano il diritto di saperlo. Secondo il Palazzo a 1500 cittadini che chiedono trasparenza si può dire di no

Italia.it, il Governo nasconde le carteRoma - L'ondata di indignazione che ha accolto lo sbarco online del portale del turismo Italia.it e la successiva mobilitazione non sono state sufficienti per spingere il Governo a dar seguito alle numerose richieste di trasparenza. Il desiderio di conoscere in profondità e in dettaglio la genesi del criticatissimo portale, sostanziatosi in una lettera aperta sottoscritta da migliaia di utenti, è stato frustrato per due volte, l'ultima nelle scorse ore, ed ha il sapore di una sentenza definitiva.

Scandalo Italiano, il sito che da lungo tempo raccoglie materiali, critiche e suggerimenti attorno al portale del Turismo, ha pubblicato poche ore fa la lettera con cui la Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi ha negato che in questo caso sussista un diritto alla trasparenza.

Come si può leggere nella lettera trasmessa al blog dal Dipartimento per l'Innovazione e le Tecnologie la richiesta è stata respinta in quanto:
"la giurisprudenza maggioritaria e l'opinione ormai stabilizzata dalla stessa Commissione si sono consolidati nel senso che il diritto di accesso, riconosciuto dall'art. 22 L. 241/90, non configura una sorta di azione popolare diretta a consentire un generalizzato controllo dell'attività della Pubblica Amministrazione, ma deve correlarsi ad un interesse qualificato che giustifichi la cognizione di determinati documenti".
"La posizione legittimante l'accesso è costituita da una posizione giuridicamente rilevante e dal collegamento qualificato tra questa posizione sostanziale e la documentazione di cui si pretende la conoscenza (Consiglio di Stato, sez. V, 16 gennaio 2004, n.127),posizione sostanziale non individuabile nell'aggregazione spontanea "Scandaloitaliano", dal momento che la semplice riunione di soggetti non legittimati all'accesso non può creare ex se la prescritta legittimazione in capo alla riunione stessa."
Uscendo dal burocratese, i firmatari di quella lettera aperta non costituiscono, secondo la Commissione, un soggetto giuridico che possa esercitare il diritto all'accesso ai documenti su Italia.it. Un'affermazione che, com'è ovvio, scatena nei promotori di questo processo di trasparenza ulteriore indignazione.

Proprio Scandalo Italiano sintetizza così quanto accaduto:

"Domanda: Caro governo, tu hai preso 45 (+9 +2,1=56,1) milioni di euro dalle tasche della comunità per fare un sito web. Noi 1500 membri di codesta comunità, che in buona misura proprio di web, IT e multimedia ci occupiamo, abbiamo visto la cifra pazzesca, abbiamo visto il sito, l'abbiamo trovato di qualità vergognosa, abbiamo visto che ci hai messo tre anni di lavoro a farlo, e dunque ti chiediamo di sapere con esattezza come hai impiegato quel denaro. Ce lo puoi dire per favore?
Risposta: No. Non sono cazzi vostri".

Che tirasse un'aria anti-glasnost nel Palazzo si era intuito nelle scorse settimane, quando era pervenuta al Governo la richiesta di Scandalo Italiano. In quell'occasione, anziché optare per l'apertura di un dibattito pubblico ampio, informato e condiviso, il ministero per la Funzione pubblica aveva preferito un approccio low profile, sostenendo che era appunto la Commissione a dover decidere. Ora la decisione è arrivata.

Per chi vorrebbe poter capire meglio cosa sia avvenuto col portale del Turismo, l'ultima speranza, a questo punto, parrebbe essere la richiesta di documenti formalizzata a giugno dall'associazione dei consumatori Generazione Attiva, che riprendeva i contenuti della lettera aperta di Scandalo Italiano.

Paolo De Andreis
91 Commenti alla Notizia Italia.it, il Governo nasconde le carte
Ordina
  • comprendo le tante lamentele apparse,non servono a niente,create come successo per previti un sito di raccolta firme e come successo per lui,mnetterete in crisi l'ambito istituzionale,non preparato alla situazione.
    per quanjto mi rigurda,ho preso il codice del sito,l'ho fatto commmentare da quattro esperti programmatori operanti in ambiti certificati ed ho depositato stamattina la denuncia per truffa presso la procura di genova dove risiedo,fate lo stesso!
    non+autenticato
  • Salve Gianfranco, trovo la sua iniziativa molto interessante.

    Sarebbe bello se ci tenesse aggiornati sugli eventuali sviluppi (e, se lo ritenesse fattibile e opportuno, ci mandasse anche i documenti della denuncia): scandaloitaliano[at]gmail.com

    Saluti e buon lavoro.
    non+autenticato
  • Per conoscere gli inciucci e gli intrallazzi politici e di governo non basta una semplice richiesta da parte di un cospicuo gruppo di cittadini interessati, occorre un nuovo Di Pietro Mani Pulite capace di far cadere anche la II Repubblica.
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    Modificato dall' autore il 11 luglio 2007 17.08
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    gaia75
    1791
  • starai mica scherzando vero? Di Pietro dagli ultimi atteggiamenti, sembra che come tutti gli altri abbia scoperto quanto è comoda la poltrona... facci caso, finora non gli è stato bene niente... ma lo ha votato lo stesso, coerenza!?! io la chiamo praticità.
    non+autenticato
  • - Scritto da: 123 prova
    > starai mica scherzando vero? Di Pietro dagli
    > ultimi atteggiamenti, sembra che come tutti gli
    > altri abbia scoperto quanto è comoda la
    > poltrona... facci caso, finora non gli è stato
    > bene niente... ma lo ha votato lo stesso,
    > coerenza!?! io la chiamo
    > praticità.

    Quale parte di "occorre un nuovo Di Pietro" non ti e' chiara?
    non+autenticato
  • - Scritto da: gaia75
    > Per conoscere gli inciucci e gli intrallazzi
    > politici e di governo non basta una semplice
    > richiesta da parte di un cospicuo gruppo di
    > cittadini interessati, occorre un nuovo Di
    > Pietro Mani Pulite capace di far cadere anche la
    > II
    > Repubblica.
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    > Modificato dall' autore il 11 luglio 2007 17.08
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    Tutto deve cambiare (i nomi) perché tutto resti come prima (gli intrallazzi)...
    tra l'altro i sequel alla lunga sono anche peggiori degli originali!
    non+autenticato
  • E' mai possibile, che ogni volta che apro il sito di Punto-Informatico e vi son notizie come questa, mi debba incavolare?! Pare proprio che quanti commentano (o, per lo meno , non pochi) ancora restino perplessi, di fronte a risposte anti-democratiche come in questo ennesimo caso.
    Se pensate che ogni e-mail, viene puntualmente controllata, ogni parola etc...e che basta esprimere qualche opinione o esternare la propria convinzione, in merito a fatti reali, avvenuti, si puo' rischiare di venire " democraticamente denunciati", alla faccia della Giustizia (ma esiste ancora, la giustizia con la 'G'?), cosa altro , rimane da dire in merito? Verrà il momento nel quale , non potremo forse , neppure scrivere le nostre e-mail, senza che vengano apertamente censurate ...La strada che il Potere ha preso, è questa, senza dubbio.A quel punto o, a questo punto, cosa dobbiamo fare? Continuare ad essere presi per i fondelli??
    Oppure, far capire, a quelli del Potere, che niente, su questa Terra, dura in eterno?Dobbiamo arrivare a questo?
    Quella gente, ha una faccia tosta tale, che la voglia di stenderla, aumenta di giorno in giorno... Ma noi, siamo persone civili e non possiamo , cedere a questi primordiali istinti, vero? Mah...!!! Che ne pensate?
  • Il sito già non era il massimo e aveva il difetto, imperdonabile per il permaloso mortadellone, di riportare, fra le varie opere, iniziative, restauri e realizzazioni nel campo dei beni culturali, quali erano state compiute dal governo precedente, e così la banda dei permalosi ha speso milioni per "mutilare" più possibile il sito da tali citazioni. Milioni gettati nel cesso e che ovviamente, come qualsiasi rimaneggiamento furtivo e frettoloso, hanno peggiorato il sito, che già non era il massimo di suo.
    non+autenticato
  • Io non mi vergogno di essere italiano.

    Provo solo un forte imbarazzo per chi ha autorizzato l'operazione e per chi tenta di fornire risposte che in realtà non spiegano e non c'entrano nulla.

    "La giurisprudenza maggioritaria e l'opinione ormai stabilizzata dalla stessa Commissione si sono consolidati nel senso che il diritto di accesso, riconosciuto dall'art. 22 L. 241/90, non configura una sorta di azione popolare diretta" che vuol dire? C'entra qualcosa con il diritto a sapere come sono state impiegate le risorse finanziarie?

    Infatti, azione popolare o individuale che sia, la sostanza non cambia. Un cittadino qualsiasi, in virtù della citata legge Goria, ha diritto d'accesso ai qualunque documento della p.a. non tutelato da segreto militare.

    Per entrare nel merito mi chiedo se il portale italia.it non promuova l'italia in generale.

    Se tale ooperazione è sovvenzionata anche in parte dalla p.a. è pacifico che interessi tutte quelle persone che sui propri documenti hanno stampigliata la scritta 'nazionalità: italiana'.

    Quindi, qualunque persona italiana, poichè la p.a. in questione è italiana e non estera, ha diritto d'accesso alla documentazione relativa, con buona pace degli intimi convincimenti di chi ha formulato la risposta e della commissione adita.

    Ma a prescindere da tutto, il portale in questione è proprio triste e i soldi sono i nostri.
    non+autenticato
  • - Scritto da: barbagianni
    > Io non mi vergogno di essere italiano.
    >
    > Provo solo un forte imbarazzo per chi ha
    > autorizzato l'operazione e per chi tenta di
    > fornire risposte che in realtà non spiegano e non
    > c'entrano nulla.
    >
    >
    > "La giurisprudenza maggioritaria e l'opinione
    > ormai stabilizzata dalla stessa Commissione si
    > sono consolidati nel senso che il diritto di
    > accesso, riconosciuto dall'art. 22 L. 241/90, non
    > configura una sorta di azione popolare diretta"
    > che vuol dire? C'entra qualcosa con il diritto a
    > sapere come sono state impiegate le risorse
    > finanziarie?
    >
    > Infatti, azione popolare o individuale che sia,
    > la sostanza non cambia. Un cittadino qualsiasi,
    > in virtù della citata legge Goria, ha diritto
    > d'accesso ai qualunque documento della p.a. non
    > tutelato da segreto
    > militare.
    >
    > Per entrare nel merito mi chiedo se il portale
    > italia.it non promuova l'italia in generale.
    >
    >
    > Se tale ooperazione è sovvenzionata anche in
    > parte dalla p.a. è pacifico che interessi tutte
    > quelle persone che sui propri documenti hanno
    > stampigliata la scritta 'nazionalità:
    > italiana'.
    >
    > Quindi, qualunque persona italiana, poichè la
    > p.a. in questione è italiana e non estera, ha
    > diritto d'accesso alla documentazione relativa,
    > con buona pace degli intimi convincimenti di chi
    > ha formulato la risposta e della commissione
    > adita.
    >
    > Ma a prescindere da tutto, il portale in
    > questione è proprio triste e i soldi sono i
    > nostri.

    quoto tutto. soprattutto perche' con 56.000.000 ci si costruisce "quasi" un ospedale NON UNA PAGINETTA WEB!!!!
    non+autenticato
  • - Scritto da: bimbosporco

    > quoto tutto. soprattutto perche' con 56.000.000
    > ci si costruisce "quasi" un ospedale

    Toglici pure il quasi
    non+autenticato
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