USA, il Fair Use Day

Oggi è la giornata in cui gli attivisti che si battono per un più equo diritto d'autore nell'era digitale ricordano le battaglie e ne avviano di nuove

New York - In Italia è un concetto pressoché ignorato ma il fair use è una particolarità della normativa statunitense che avvicina un po' di più il diritto d'autore e il copyright alle necessità ed esigenze di utenti e consumatori: questo viene celebrato oggi in tutti gli Stati Uniti con il Fair Use Day, come ricorda il Partito Pirata americano. È il fair use, per capirsi, che consente di usare un videoregistratore senza violare la legge o di citare in un proprio articolo quanto scritto da altri.

Una giornata importante, sottolinea ars technica, perché il fair use è minacciato da alcune grandi corporation e dalle major dell'intrattenimento, che in più occasioni hanno tentato di cancellarlo.

BoingBoing ricorda l'importanza del fair use e di quanto sia sotto tiro, ad esempio con l'impossibilità di vedere film "indipendentemente dal paese in cui ci si trova".
Per saperne di più c'è un sito dedicato a questo indirizzo
9 Commenti alla Notizia USA, il Fair Use Day
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  • Films ed MP3 non sono un diritto innato, quindi chi ne vuole a grandi e piccole quantità deve rispettare i paletti imposti da chi li produce.

    Il resto è solo anarchia, arroganza e presunzione, tipica di questa era buonista.
    non+autenticato
  • > Films ed MP3 non sono un diritto innato, quindi
    > chi ne vuole a grandi e piccole quantità deve
    > rispettare i paletti imposti da chi li
    > produce.

    Certamente non si tratta di un diritto innato, bensì di una libertà espressamente prevista dall'art.71-sexies comma 1 della L.633/41 (Legge sul diritto d'autore).

    Per quanto l'equazione films e canzoni = arte mi lasci abbastanza perplesso, c'è anche da dire che la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo all’art. 27 afferma:
    <<1. Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici.
    2. Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore>>.
    Non serve essere giuristi per capire che l'ordine dei valori (comma 1 - comma 2) ha un preciso significato (leggasi: il comma 1 è più importante del comma 2).

    Informarsi meglio please...



    > Il resto è solo anarchia, arroganza e
    > presunzione, tipica di questa era
    > buonista.

    No Sorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: Qas
    > Films ed MP3 non sono un diritto innato, quindi
    > chi ne vuole a grandi e piccole quantità deve
    > rispettare i paletti imposti da chi li
    > produce.

    Se hai pagato per un prodotto, sarebbe giusto poterne usufruire.

    Compri un libro, ma non puoi leggerlo se non dalla prima pagina all'ultima. Non puoi consultarlo a pag 25, senza rileggere tutte le precedenti pagine. Bello cosi?


    > Il resto è solo anarchia, arroganza e
    > presunzione, tipica di questa era
    > buonista.

    La pirateria e i furti lo sono.
    Poter vedere un film per cui hai pagato, no.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Paolino
    > La pirateria e i furti lo sono.
    > Poter vedere un film per cui hai pagato, no.
    Si ma tu non paghi per il film, tu paghi per poter fruire del film in base a determinate regole, se non ti sta bene puoi anche evitare quel film; io faccio così, evito i film, la musica e il p2p per tutto quello che non è liberamente condivisibile.
  • > Si ma tu non paghi per il film, tu paghi per poter fruire del film in base a determinate regole...

    Verissimo, e per quanto comico possa sembrare (mi ricordo la metafora dell'orecchio che fece un fono-dirigente) tali paletti sono giuridicamente necessari per sapere ciò che è reato o ciò che non lo è: si chiama certezza del diritto, e del resto nell'articolo è specificato qual è il fair use: non si tratta di rivenderli al mercato nero o di ripparli e diffonderli su p2p, ma ad esempio di videoregistrare il film in onda su canale 5 e di rivederlo con gli stessi paletti (ambito domestico, scopo personale, ecc.) in un secondo tempo. Mi sembra che più leale (fair) di così si muoia...

    Poi si potrebbe discutere del fatto che se registro un programma per me e lo passo ad un mio amico per farglielo vedere a casa sua commetto già un reato; capisco che questo sia oltre il paletto dell'illegalità (sempre per il discorso del diritto positivo) ma francamente quando la siae-mpaa-riaa-ifpi si scaglia contro cose del genere non possono non essere considerati per quello che sono: RIDICOLI.
  • giusto.. 'certezza del diritto': peccato che la si applichi quando ti devono multare, quando devi pagare una tassa, quando devi pagare una multa, quando devi pagare un pedaggio, quando devi pagare un consumo...

    però i politici corrotti che legiferano, anzi che fanno finta, e prendono 14000-2000 'euri' al mese?
    e i potenti che non riescono MAI ad essere giudicati colpevoli grazie ai cavilli giudiziari, alle falle (volute) del sistema e alle leggi ad hoc?? e che ti si ripresentano dopo uno scandalo col volto bello ripulito...
    e le aziende che ti fregano un tot al mese (leggi Telecom) per servizi mai chiesti?
    e tutti gli infiniti reati che non vengono MAI puniti se commessi da politici e/o potenti??
    DOV'E' la certezza del diritto qui??
    per il resto posso essere d'accordo sul fatto che bisognerebbe pagare per un bene prodotto e consumato, ma:
    1)se così fosse gli artisti avrebbero lo stesso successo, la stessa pubblicità e lo stesso pubblico che hanno grazie al file sharing??
    2)il cinema e la musica crescono, crescono, crescono e crescono ancora... e le soglie nettamente più alte sono da quando il file sharing è così diffuso...
    non+autenticato
  • È arrivato il dipendente siae a sommergerci di saggezza

    > Il resto è solo anarchia, arroganza e presunzione, tipica di questa era buonista.

    Come no, perché non dire le cose come stanno, che tutti quelli che usano emule sono dei patiti del porno che tanto sono anche o prima o poi diventano pedopornografi? Tanto ormai pedo* è la serie di parole che viene usata sempre quando si vuole limitare la libertà in rete. Subito dopo vengono "terrorista", "no-global", "anarchico" (guardacaso).
  • > Come no, perché non dire le cose come stanno, che
    > tutti quelli che usano emule sono dei patiti del
    > porno che tanto sono anche o prima o poi
    > diventano pedopornografi? Tanto ormai pedo* è la
    > serie di parole che viene usata sempre quando si
    > vuole limitare la libertà in rete.

    Sottoscrivo al 100%.
    E documento anche le mie affermazioni: dopo qualche indagine, si scopre che Pirate Bay e pedoporno non vanno a braccetto (vedi http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2036759) , nonostante una schiera di benpensanti si erano già lanciata in astrusi ragionamenti del tipo P2P=pedoporno.
    Ma il problema più grave è la strenue difesa di un principio giuridico legato all'economia (il diritto d'autore) che, nato ai tempi della Rivoluzione Industriale, ormai mostri i suoi evidenti limiti: non è il caso di pensare a qualche nuova forma??? e non sto parlando di nuove modalità di acquisto legale del tal MP3 o altri giochetti simili: sto parlando di un'idea rivoluzionaria e compatibile con il progresso che è avvenuto in 200 e più anni...
    Dall'avvento della rete, l'editoria e il mercato dell'informazione si stanno rivoluzionando, ma vedo che i discografici rimangono fermi sulle loro posizioni, invocando "i diritti del Re Sole"!
    E se ancora qualcuno si ostina a difendere la legge 633/1941 su diritto d'autore, pensi alla sua bieca applicazione con il divieto di pubblicare le foto dei palazzi moderni in Italia (vedi http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2030219): non ci posso credere! in un paese basato sul turismo, si vieta al turista straniero di voler consultare le info sull'opera che sta per visitare!
  • - Scritto da: Qas
    > Films ed MP3 non sono un diritto innato, quindi
    > chi ne vuole a grandi e piccole quantità deve
    > rispettare i paletti imposti da chi li
    > produce.
    >
    > Il resto è solo anarchia, arroganza e
    > presunzione, tipica di questa era
    > buonista.
    Sai di troll lontano un miglio...
    non+autenticato