Gaia Bottà

Uri Geller piega cucchiaini e DMCA

Il chiacchierato sensitivo si appella alla legge sul copyright per far rimuovere da YouTube i video che smascherano i suoi trucchi. EFF controbatte: Geller ha la coda di paglia

Roma - I cucchiai si piegavano di fronte ai poteri paranormali del rabdomante del petrolio Uri Geller. Inesorabile il climax discendente della sua carriera: da presenzialista televisivo si è tramutato in assiduo frequentatore di tribunali, in qualità di crociato del copyright. Ma i trucchi del suo avvocato, segnala Slashdot, falliscono almeno quanto i suoi.

Punzecchiato per decenni da James Randi, un illusionista rivale, scettico nei confronti del paranormale, i suoi trucchi sono stati smascherati in più occasioni: libri e prove tv sono stati accolti da Uri Geller con furente disappunto e denunce piccate. Almeno tre cause per diffamazione sono state intentate contro Randi, tutte rovinosamente perse da Geller.

La credibilità dei suoi poteri psichici è stata insidiata anche nell'era della Rete: un gruppo di incrollabili razionalisti di Rational Response Squad a febbraio ha postato su YouTube un video tratto da una vecchia trasmissione televisiva del broadcaster pubblico americano. I trucchi del sedicente parapsicologo vengono svelati grazie alle spiegazioni di Randi e grazie a ralenti che mostrano calamite estratte di nascosto per muovere oggetti metallici con la sola forza del pensiero e cucchiaini che si sciolgono previa accurata preparazione.

Tempestiva la reazione di Uri Geller: per mettere a tacere i suoi detrattori, si è appellato al Digital Millennium Copyright Act (DMCA) denunciando l'accaduto presso un tribunale della California e richiedendo l'immediata rimozione del clip postato su YouTube, una strategia censoria traballante già messa in atto da uno dei personaggi di spicco di Second Life. Sotto giuramento, Uri Geller ha dichiarato di essere il detentore dei diritti sul video. Forse memore delle richieste di takedown recapitate da Viacom, YouTube, senza operare alcun controllo sui contenuti pubblicati, il 23 marzo ha notificato la rimozione e la sospensione dell'account a Brian Sapient, uno dei fondatori di Rational Response Squad.
Ma Sapient non ha esitato ad informare YouTube dell'illiceità della richiesta di takedown: l'8 maggio è scattata la controdenuncia ufficiale appoggiata da Electronic Frontier Foundation. La richiesta di Uri Geller è illegittima, in quanto il video contiene solo tre secondi di frame i cui diritti sono detenuti dalla società che lo affianca, Explorologist. Frame, che peraltro ricadrebbero sotto la disciplina del fair use, dell'uso legittimo, la cui rimozione cozzerebbe con il Primo Emendamento della Costituzione americana, a tutela della libertà di espressione.

Nel frattempo, mentre YouTube ripristinava i video e l'account di Sapient, mentre Geller diramava minacce ai sostenitori di Rational Response Squad, gli avvocati di Explorologist stavano lavorando ad un'altra denuncia. Il 23 maggio, esattamente due mesi dopo la prima diffida, viene depositato un fascicolo presso un tribunale della Pennsylvania, in cui le accuse nel confronti di Sapient si moltiplicano. Sapient si sarebbe macchiato di diffamazione, mettendo in ridicolo Uri Geller, minacciando seriamente la sua carriera ed esponendolo al pubblico scherno, con i danni morali che ne derivano. Il video pubblicato su YouTube, inoltre, conterrebbe ben otto secondi tratti da un video che risale al 1987, in cui si mostra un estratto di una manifestazione tenuta a Reading, nei pressi di Londra. Otto secondi in cui il presentatore annuncia Uri Geller come un personaggio "la cui affinità elettiva per i metalli e le cui facoltà psichiche sono documentate in tutto il mondo". Un filmato i cui diritti sarebbero stati trasferiti dal filmmaker alla Explorologist, la cui ripubblicazione violerebbe la legge del Regno Unito che tutela il copyright.

Ma il video, ribatte EFF, risiede su server statunitensi, e Sapient, avendo ripubblicato un video tratto da un programma di terze parti, non è passibile di alcuna denuncia da parte di Explorologist.
Entrambi i contenziosi restano in sospeso: EFF, la difesa, persiste nel denunciare Geller per aver abusato del DMCA con l'intento di mettere a tacere i suoi scettici detrattori; Geller e la Explorologist non demordono nella loro carriera di paladini del diritto d'autore. Una carriera in ascesa, fra rivendicazioni su Pokemon e linee di mobili Ikea creati a sua immagine e somiglianza e su format televisivi, una carriera da rincorrere in tribunale, in cui i poteri psichici non sortiscono effetto alcuno.

Qui sotto un altro video YouTube in cui Randi tira in ballo ancora una volta Geller, prendendo spunto da una vecchia e celebre trasmissione RAI.

Gaia Bottà


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